LAUREA IN UTOPIA

24 ottobre 2018 ore 03:29 segnala
Stasera ti voglio raccontare una storia che io avrei potuto immaginare solo narrata in un romanzo sudamericano del secolo scorso, uno di quelli da 500 pagine, quelli del realismo magico, carichi di pathos e “corazon”. Oppure avrebbe potuto essere la trama di un film idealista e un po’ irreale, uno di quelli in cui tutto combacia perfettamente, come per un disegno superiore. Probabilmente ne avrai già sentito parlare, ma forse non ne conosci alcuni dettagli. Prova a dedicarle solo pochi minuti.



Si può, oggi in Italia, tentare altre strade? Cercare soluzioni concrete a problemi urgenti invece di parlarsi addosso all’infinito in inutili tavole rotonde e supervertici, perdersi dietro una bieca propaganda populista, ed avere un’aridità d’animo tale da riuscire a ricondurre qualsiasi problema ad uno solo: quello economico?
E’ emblematica la vicenda di Riace, piccolo paese della Calabria, noto fino a ieri solo per i suoi bronzi, ormai decimato dall'emigrazione, dove si è tentato di dare una soluzione pratica e collaborativa al problema dei migranti.
Tutto ebbe inizio nel 1998, con l’arrivo di un barcone carico di 800 rifugiati curdi che non furono visti come un problema da combattere con le armi, ma come un’opportunità per far rinascere il piccolo borgo di Riace, ormai quasi disabitato a causa dell’esodo dei giovani.
Il suo sindaco, Mimmo Lucano, offrì ai migranti gli appartamenti abbandonati del comune spiegando che, se avessero voluto rimanere nel paese di pescatori, avrebbero dovuto seguire un corso di specializzazione e di inserimento al lavoro.



Poco per volta, venendosi incontro, sono riusciti a sviluppare un modello di integrazione apprezzato dalle organizzazioni umanitarie, studiato nelle università europee e raccontato perfino dal cinema grazie ad un documentario di Wim Wenders.
Purtroppo alla parola migrazione si associano spesso solo scenari allarmanti e problemi apparentemente irrisolvibili e si approfitta per costruirci su una propaganda elettorale menzognera, mentre l'esperienza di questo piccolo paesino ha dimostrato che possono esserci alternative valide.
Eppure anche la vicenda di Mimmo Lucano e del suo paese ha avuto un traumatico stop. Il sindaco è stato sospeso dall’incarico ed è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Inutile dire che il Sindaco ha avuto l’appoggio spontaneo e sincero di tutti i suoi cittadini.
Dopo l’arresto di Lucano è arrivato un altro duro colpo al modello di accoglienza di Riace: il ministero dell’Interno, infatti, ha disposto il trasferimento dei migranti ancora ospiti nello Sprar gestito dal comune.



E’ triste trovarsi in un paese dove frasi sacrosante espresse da Lucano, come: "Non si può restare indifferenti quando si vede qualcuno che muore" oppure: “ Non ho rispettato la legalità? Anche i nazisti rispettavano le leggi, ma è stato un dramma per l'umanità." che dovrebbero essere considerate scontate, vengono invece accolte come delle incredibili rivelazioni.
Il paese era diventato noto a livello mondiale per quello che viene chiamato il “modello Riace”, una politica di accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo messa in atto nel corso degli anni.
Si perdono così un asilo nido multietnico, un laboratorio di artigianato, che attirava ad esempio turismo scolastico e multietnico. Molte persone avevano trovato un lavoro grazie ad una società senza pregiudizi.
Non è possibile che debba prevalere questa società della barbarie. Dove si valuta se un’idea è valida o meno solo dopo aver visto da chi proviene o, soprattutto, se porta vantaggi economici o meno (vedi le prese di posizione grottesche dei burattini oggi al Governo, specializzati in razzismo di Stato).



Il 27 ottobre, comunque, all’ex sindaco verrà conferita la laurea Honoris Causa in “Utopia 2018” dall’università del Bene Comune di Sezano, in provincia di Verona.
Lucano verrà premiato perché considerato “Testimone della resistenza politica, civile e intellettuale in nome dei diritti di tutti gli esseri umani e promotore di un mondo libero dalla xenofobia e dal razzismo che sembrano pervadere l’intera Europa” e di un mondo fraterno di comunità umane in pace fra loro e in armonia con la natura.



E’ vero, in questa storia non c’è un lieto fine, ma non puoi negare che c’è tanta speranza!
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Stasera ti voglio raccontare una storia che io avrei potuto immaginare solo narrata in un romanzo sudamericano del secolo scorso, uno di quelli da 500 pagine, quelli del realismo magico, carichi di pathos e “corazon”. Oppure avrebbe potuto essere la trama di un film idealista e un po’ irreale, uno...
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24/10/2018 03:29:52
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Commenti

  1. Solo.perprovare 24 ottobre 2018 ore 12:10
    Un pensiero per tutti coloro che “a casa” vorrebbero tornare ma non possono più farlo...

  2. twin.soul 24 ottobre 2018 ore 16:46
    @Solo.perprovare Grazie per il supporto, ma come vedi un post del genere non ha riscontri. Probabilmente qualcuno lo considererà anche blasfemo o fuori legge !
  3. Solo.perprovare 24 ottobre 2018 ore 21:10
    Triste specchio dei tempi e della società, purtroppo.

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