MARRAKECH

28 gennaio 2018 ore 14:44 segnala
Qui il sogno delle mille e una notte diventa realtà, tra il lusso dei sultani e un fascino impalpabile. Un miscuglio di modernità e Medioevo che sopravvive per fini turistici. Ho ancora negli occhi i palmeti, il colore rosso del Gueliz, i volti di gente semplice e spontanea.



L'incredibile piazza Djemaa El-Fna, vero ingorgo di umanità sopravvissuta al Medio Evo. dove ancora arrivano carovane di nomadi dal deserto, insieme ai pullman dei turisti. Incantatori di serpenti, indovini, cantastorie, ammaestratori di scimmie, maghi, acrobati, venditori d’acqua, giocolieri, lettori del Corano, mangiafuoco, allevatori di scorpioni. Un universo di gente che si inventa un mestiere per incassare qualche dirham, e lo realizza su questo palcoscenico che è un autentico teatro popolare.



O il labirinto del Souk ricco di suggestioni sorprendenti, dove è impensabile seguire un itinerario prestabilito. L'unica è vagare fra botteghe e bancarelle, lasciandosi trasportare dagli invisibili sentieri di un disordine carico di umanità. Ma non è mai pericoloso. Contrattare davanti ad una tazza di tè è d’obbligo anche perché è nella loro cultura e tradizione. Sottrarsi significherebbe deluderli.



O il quartiere dei tintori di pelli di montone e di cammello che vengono trattate e pestate con le mani e con i piedi in grandi vasche, emanando un odore nauseabondo, per cui i turisti vengono “protetti” offrendo loro delle foglie di menta da annusare per tutto il tempo.



La straordinaria arte di essere solidali e la gioia di vivere quasi senza averne un motivo, mettono sinceramente un po’ in imbarazzo. Gli occidentali avrebbero molto da imparare, anche dai berberi del deserto. Quando impareremo a considerarli nostri fratelli? Al limite nostri cugini, ma mai nemici!



Rivedo le donne velate e le ragazze più audaci. Rivedo i sorrisi di bambini che non avevano molto per ridere, eppure mi sembravano sereni.
Tenere dentro di me i colori, i sapori, gli odori e il silenzio di quei posti mi servirà a non impazzire fra gli ammalati di “benessere”.



Viaggiare è vivere !
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Qui il sogno delle mille e una notte diventa realtà, tra il lusso dei sultani e un fascino impalpabile. Un miscuglio di modernità e Medioevo che sopravvive per fini turistici. Ho ancora negli occhi i palmeti, il colore rosso del Gueliz, i volti di gente semplice e spontanea. « immagine »...
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28/01/2018 14:44:21
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