QUAND’ERO VECCHIO - inno alla vita –

01 maggio 2019 ore 02:11 segnala
Ricordo che quand’ero vecchio
non mi guardavo più allo specchio.
Le rughe mi mettevano tristezza.
Più nessuno mi faceva una carezza.
La solitudine era la mia compagna.
A marzo mi morì pure la cagna.

Le giornate erano troppo lunghe.
Mi aggiravo perso, come nelle giungle.
Non avevo più hobby né interessi,
a parte il calcio e i gol di Lionel Messi.
Vivevo di abitudini e monotonia,
quasi stessi aspettando una magìa.

Le tristi serate non finivano mai.
Mi addormentavo coi programmi della Rai.
A tavola apparecchiavo sempre per due,
come in un sogno, l’asino che aspetta il bue.
Speravo nell’arrivo di una donna
ma forse desideravo solo la sua gonna.

Proprio non capivo che da pensionato
ero finalmente libero, un uomo realizzato
e potevo scegliere. Godermi le amicizie
organizzare le giornate, nonostante la calvizie.
Ma un pensiero mi inseguiva notte e giorno.
Di avere, ormai, terra bruciata tutto intorno.



Sentivo nostalgia, rimpiangevo i giorni andati.
E non mi accorgevo che mi sarebbero bastati
quelli da vivere, per riscattarmi ed essere appagato.
Mentre da giovane mi sentivo impedito, frenato
perché avevo dietro, troppe vipere ed impegni
ed ero schiavo di rate, bonifici ed assegni.

Dicevo, ormai mi resta poco, sono al tramonto.
L’ottimismo mi sembrava falso. Quasi un affronto.
Credevo di avere ancora poco da vivere.
Mi sembrava folle chi andava a convivere.
Poi, invece, son passati più di vent’anni
e non ho avuto neanche tanti malanni.

Potevo, ad esempio, dedicarmi a una vena artistica
Tutti, da ragazzi, avevamo un’ambizione mistica.
Un sogno: musica, poesia, fotografia, pittura,
che poi abbiamo accantonato, come anche la lettura,
per inseguire gli obiettivi che ci impongono.
Si, li ho rincorsi anch’io e non me lo perdono.

Ora dormo sulla collina. Conto i fili d’erba.
Non posso neanche fare un cruciverba.
Pensavo di esser vecchio e povero
perché non conoscevo ancora questo ricovero.
Oggi, anche senza soldi, comincerei a viaggiare.
Sempre meglio che restare chiusi nelle bare !


© Tutti i diritti riservati.

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Ricordo che quand’ero vecchio non mi guardavo più allo specchio. Le rughe mi mettevano tristezza. Più nessuno mi faceva una carezza. La solitudine era la mia compagna. A marzo mi morì pure la cagna. Le giornate erano troppo lunghe. Mi aggiravo perso, come nelle giungle. Non avevo più hobby né...
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01/05/2019 02:11:10
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Commenti

  1. LINTERDIT 01 maggio 2019 ore 07:24
    leggendo ho provato un'emozione che percorreva l'anima e anche il cuore .
    Mi sono ritrovata per magia a fare i conti ,anche con la vecchiaia mia
    le rughe le porto con soddisfazione ,ma non e' avvenuta ancora la mia liberazione .
    se arrivero' anch'io alla penzione terro' presente questa citazione :" che nella vita sei libero soltanto quando di spiegazioni ,non dovrai piu' darne ad alcunquanto "
    e poi smettendo di chiedermi perche' vivro' la vita proprio come te !
  2. LINTERDIT 01 maggio 2019 ore 07:53
    non mi stacco da questo post e' troppo bello , credo che anche da molto vecchia restero' cosi' come sono , con la mia follia il mio entusiasmo e slanci d'affetto come se piovesse non posso contemermi :bacio :rosa
  3. LINTERDIT 01 maggio 2019 ore 07:55


    questa versione con l'introduzione di renato zero e' meritevole ...ascoltala
  4. LINTERDIT 01 maggio 2019 ore 07:56
    oggi pranzo qui insieme a te ..... :bacio :bacio :bacio
  5. LINTERDIT 01 maggio 2019 ore 08:19
    anzi dopo sai che facciamo usciamo dopo pranzo e andiamo a mangiar un gelato con la lingua a paletta :sbav e potremmo ridere magari insultare i passanti che ci guardano :hehe
  6. twin.soul 01 maggio 2019 ore 10:26
    @LINTERDIT Ciao, sono felice che ti sia piaciuta e soprattutto che riesca a trasmettere le stesse emozioni che ho provato io, scrivendola. Non credere a chi dice di scrivere solo per se stesso. Non parlo di ottenere la fama, il successo, ma di un minimo riscontro, quello sì. Non mi piacciono i like. Non capisco perché ci vogliono ridurre a degli automi incapaci di esprimere un pensiero articolato. Ci vogliono limitare a dire si o no. Ma un commento (o più commenti come nel tuo caso) fa sicuramente piacere, specie quando è positivo !
  7. LINTERDIT 01 maggio 2019 ore 10:29
    :rosa :bacio
  8. Solo.perprovare 01 maggio 2019 ore 13:41
    La tua capacità evocativa migliora con gli anni... e da quando le rime non ti fanno più paura hai raggiunto livelli davvero alti.
    Come mi hai insegnato, la musica accompagna le parole ed è a sua volta da loro richiamata ... io continuo a farlo spesso.
    I miei complimenti... sinceri.
    Un abbraccio.
    L.

  9. crenabog 01 maggio 2019 ore 14:21
    molto bello, profondo, con la giusta vena di tristezza che lo rende onorevole, grazie di averlo condiviso.
  10. twin.soul 01 maggio 2019 ore 15:06
    @Solo.perprovare Grazie anche per la dedica “a fagiolo”! Non conoscevo questa versione di Daolio anche se conoscevo bene il brano. Nei giorni scorsi ho partecipato ad un incontro con Francesco Guccini (ogni tanto anche qui al sud succede qualcosa di interessante!) per la presentazione di un libro che una famosa filologa gli ha dedicato analizzando 50 fra i suoi testi più famosi. E’ stato molto disponibile e generoso di aneddoti, ma purtroppo ha anche rivelato che non fa più dischi né concerti per un motivo molto triste, e cioè che sono anni che non riesce più a scrivere testi da musicare, infatti è passato ai libri. Ha spiegato anche, come affermato da molti in passato, che l’ispirazione è qualcosa di molto sfuggevole e irrazionale ed ha anche ricordato come e quando sono nate alcune sue perle. Anch’io, nel mio piccolo, posso confermarlo. Sapessi da dove vengono a volte gli “input”! Grazie per il commento.
  11. twin.soul 01 maggio 2019 ore 15:07
    @crenabog Pensa quanto sono presuntuoso !! Questa, come anche VISTA TANGENZIALE pubblicata qualche tempo fa, vorrebbero essere una specie di appendice dell’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters che poi avrebbe ispirato a Fabrizio De Andrè l’intero album “Non al denaro, non all’amore né al cielo” da cui è tratta “La collina” che ho linkato qui. Dici che sono molto grave?
  12. crenabog 01 maggio 2019 ore 16:16
    oh no, per carità, anche se non conosco le canzoni di De Andrè, ma io sono un vecchio citazionista che avendo incamerato migliaia di libri ne ha poi riversato - digeriti e rivisti - fuori nei propri racconti, articoli e post tante e tante ispirazioni quindi ben vengano, anche perchè a parere mio sono sempre prova di intelligenza e cultura (anche se senza cultura non si sviluppa l'intelligenza, direi, eheheh) quindi no, non sei grave, anzi mi auguro che il contagio si diffonda!
  13. leggendolamano 01 maggio 2019 ore 19:08
    Mi hai fatto venire in mente un passo del film Troy a proposito della morte in cui Achille dice a Briseide: "Ti dirò un segreto, una cosa che non insegnano. Gli Dei ci invidiano, ci invidiano perché siamo mortali, perché ogni momento può essere l'ultimo per noi, ogni cosa è più bella per i condannati a morte. E tu non sarai mai più bella di quanto sei ora, questo momento non tornerà."
    Io aggiungo che chi ha la fortuna di vivere a lungo ha fatto il pieno di fascino.
  14. twin.soul 01 maggio 2019 ore 21:44
    @leggendolamano Ciao, penso anch’io che quando non abbiamo una scadenza (anche se non è la morte) siamo meno determinati, rimandiamo, siamo indolenti, non ci soffermiamo a pensare che ogni giorno va sfruttato al massimo. Grazie per l’accostamento che, anche se non ho visto il film, mi sembra di capire sia lusinghiero.
  15. Solo.perprovare 02 maggio 2019 ore 14:48
    @twin.soul Hai provato a proporre a Guccini di considerare qualcuno dei tuoi componimenti, quale testo da musicare ?? Si sa mai... ;-)
  16. twin.soul 02 maggio 2019 ore 17:01
    @Solo.perprovare Magari !!! Sarebbe troppo bello.
    O era un suggerimento ironico ?!?
  17. Solo.perprovare 02 maggio 2019 ore 17:08
    @twin.soul no, non era ironico... del resto non sarebbe la prima volta che “selezioniamo” autori ... giusto? :-) Provaci!

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