SENZA CONFINI

09 giugno 2018 ore 20:47 segnala


Forse sembrerò snob.
Forse mi diranno che sono razzista o classista.
Non so se quello che sto per dire sia di destra o di sinistra.
Credo che sia semplicemente un’analisi obiettiva della realtà.



Gli esseri umani non sono tutti uguali.
Hanno diversi percorsi alle spalle e diverse aspettative per il futuro. Hanno diversi bisogni e diversi obiettivi. C’è chi ritiene che sia per lui appagante una partita di pallone, una frittatona di cipolle con rutto libero ed una scopata come diceva Fantozzi. E poi ci sono quelli che hanno aspettative diverse, sensibilità più sottili, interrogativi più profondi, tormenti interiori, che si augura di poter condividere con chi sente suoi simili. Per instaurare una comunicazione vera, profonda, non superficiale.



Tempo fa lessi un libro che descriveva le diverse reazioni che avevano i pochi superstiti di un terribile incidente aereo. Non appena approdati, con mille difficoltà, su un’isola deserta, avevano tutti le stesse urgenze: acqua, cibo, un posto dove dormire. Ma quando questa convivenza forzata si protrasse nei giorni si formarono diversi gruppetti perché, anche in una situazione così estrema, i bisogni si differenziavano presto e c’era anche chi sentiva il bisogno di parlare di filosofia e di astrarsi da un contesto così pedestre.



Alla luce di queste constatazioni, io sento il bisogno sempre più pressante di differenziare le tipologie di utenti della chat. Non parlo assolutamente di una differenziazione per etnie o per ceto sociale. Ma di poter trovare e farsi trovare da chi ci assomiglia davvero. E’ evidente ed innegabile che ci sono tanti utenti, uomini e donne, che confondono la chat per una agenzia matrimoniale o addirittura per un bordello.



Eppure non credo di essere il solo (e soprattutto me lo auguro) che speri di poter usare la chat in un modo diverso. Parecchi anni fa, su ICQ e Atlantide (qualcuno se le ricorderà) ho avuto la fortuna di entrare in contatto con persone stupende anche di altri continenti, dalle quali ho appreso molto. Queste chat davano la possibilità di fare una ricerca più mirata includendo l’orientamento politico e la scelta del credo religioso. E mille altri parametri.
Per poter comunicare le proprie esperienze, per poter parlare con chi condivide i nostri stessi interessi: letteratura, arte, musica, ecologia, viaggi, per esempio. Così come ci può essere chi preferisce parlare di gossip, di tv o di calcio. Magari anche con persone lontane, di entrambi i sessi. Anche molto distanti, perché no?
Il fascino di internet è proprio quello di non avere confini.



E questo, secondo me, è possibile solo creando un motore di ricerca interno che consenta di selezionare l’interlocutore non in base ad una foto, allo stato civile o all’età. Questi sono assolutamente marginali per poter chattare con qualcuno, ma sono utili solo a chi sta cercando un partner. Se si ha un argomento in comune, si può benissimo chattare anche con una persona orrenda, sposata e che non ha la nostra stessa età! (Ciò non toglie che ci sia anche la possibilità di trovare l’anima gemella attraverso una chat.) Sarebbe così possibile scegliere un interlocutore in base al suo vissuto, alle sue esperienze, ai suoi interessi, alle sue competenze, al suo livello culturale. Qualcuno dal quale potremmo anche apprendere qualcosa, e che non si trovi qui solo per accoppiarsi alla cieca.

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09/06/2018 20:47:48
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Commenti

  1. Evelin64 09 giugno 2018 ore 22:43
    Leggendo il tuo post mi è venuto in mente il motivo per il quale entrai in questa chat anni fa...
    Vi entrai per esprimermi, credendo ovviamente che un social servisse a questo. Ebbene, iniziai a scrivere un blog, modesto per carità, ma siccome le parole, si sa', sono interpretative, imparai ben presto a mutare il modo di pormi. Concedevo ben poco di me, lasciando spazio alle storie di vita che raccontavo, ma capi' che spesso occorreva dare un volto alle parole, cosi' inseri' la mia foto, pur continuando ad essere riservata. Fu un errore !! Da quel momento in poi, era come se le mie storie le scrivessero i miei occhi, le mie labbra, i miei capelli, ecc.... Non era piu' un esternarsi, ma un mostrarsi...e li' capi' che fare blog in realtà significa sapersi rapportare con chiunque.... ma io volevo solo scrivere, non volevo piacere e non volevo farmi conoscere... semmai volevo far conoscere i disagi di tante persone. Oggi so che occorre necessariamente scegliere chi ci è affine, altrimenti resti fermo in un sito che ti porta via del tempo e spesso anche tanta pazienza.
    Si', è vero, non conta con chi chatti...conta come lo fai ... ed io oggi non chatto piu', leggo, commento, mi esprimo, mi confronto....ma non socializzo con nessuno in realtà.
    Grazie...grazie per avermi fatto ricordare che sono gente fra la gente ... :-)
  2. twin.soul 09 giugno 2018 ore 23:51
    @Evelin64 Hai ragione, non conta con chi chatti, ma come lo fai. Il rivelare il proprio aspetto fisico dovrebbe avvenire dopo, se e con chi lo riteniamo opportuno. Una chat dovrebbe essere una contaminazione infinita di idee. Per chi le ha.
    Si potrebbe pensare anche ad una chat di puro servizio, attraverso la quale poter entrare in contatto con un maestro di Yoga o un esperto di botanica con un click. Ed ovviamente per mille altre motivazioni e discipline.
    Pensa che bella e che utile sarebbe una chat così!
    Io anni fa su ICQ ho avuto il piacere di chattare di Buddismo ed esoterismo, musica classica e misticismo, anarchia e pace nel mondo con gente da Singapore all’Argentina. E ti assicuro che era fantastico.
    Ma purtroppo oggi non si muove niente che non dia un utile immediato.
    Noi voliamo troppo alto!
  3. 1sussurro.nelvento 26 agosto 2018 ore 21:10
    Bello il tuo blog ,condivido i tuoi pensieri, purtroppo alcuni son diventati utopistici a riguardo della chat, ma di persone ancora per bene e coerenti, con le quali potersi confrontare per fortuna ci sono.E' un discorso lungo e articolato ,pazienza ciao ciao.

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