SERGIO RUBINI

09 ottobre 2018 ore 02:34 segnala
“Voi non potete capire com’era bella Provvidenza !
Lì dietro c’era il bar Jolly, il nostro bar !
Poi c’era la piazza centrale, è lì che ho conosciuto Maria!
Vedevamo insieme Balla coi lupi di Kevin Kostner.
Maria diceva che a Provvidenza non sarebbe mai successo niente.
E aveva torto, c’è stato il terremoto!”



Con queste parole iniziano i ricordi allucinati di Elia, protagonista di “Il bene mio” il nuovo film metafisico interpretato dal grande Sergio Rubini che qui fornisce una prova d’attore semplicemente straordinaria.
Presentato in anteprima ad Amatrice, il film racconta l’ostinazione, la tenacia dell’ultimo abitante di un paese distrutto dal terremoto, a non volerlo abbandonare. A non voler dimenticare. Piuttosto, dice, bisogna ricordare per trovare lo slancio per ricostruire. Riuscire ad immaginare un futuro consapevoli del proprio passato.

In realtà il film vuole essere una storia universale che rappresenta i sud di tutto il mondo.
Malgrado il paese fantasma, le case sventrate, abbandonate da tutti, tristi, solitarie, cariche di ricordi ma prive di presente, mettano tanta malinconia, c’è da dire che il personaggio di Elia, che viaggia sulla linea di confine fra la logica e la follia, e che viene anche minacciato dal Sindaco di essere rinchiuso in manicomio, non è depresso, ombelicale, ripiegato su se stesso. E’ attaccato al suo microcosmo. Capace di scavare nell’essenza. Paradossalmente, isolato ma non depresso. Malinconico certamente, come sottolinea la riuscitissima scelta del blues come colonna sonora.

La solitudine lo porta anche a sentire degli echi, delle voci misteriose. Non deve essere facile agirarsi fra le macerie del proprio passato ed essere costretto a parlare solo con le pecore. Finchè una di queste voci si materializza in una donna reale che piano piano prende il posto di Maria, la donna di Elia scomparsa durante il terremoto. Elia ha un suo lato fanciullesco, una genuinità che lo rende ancora capace di impressionarsi e di sognare. Quello che è andato perso (per sempre?) con l’esodo di massa nelle grandi città.
Pieno di simboli che parlano più delle parole, questo film ha il notevole pregio di non assomigliare a nessun altro. E’ insolito, non si ispira a quelli che fanno cassetta e non si chiede neppure se lo farà. Perché, proprio come il personaggio di Elia, vive in un mondo a sé.

Vorrei chiudere questa recensione con un delirante appello (forse in linea con il film) a Sergio Rubini in qualità di suo trentennale estimatore. Sergio, ma perché in contrapposizione ad opere come queste, difficili ma sicuramente di un livello artistico ragguardevole, continui ad accettare di prender parte anche a filmetti imbarazzanti e decisamente pedestri? Ormai hai quasi 60 anni, puoi essere considerato il Vittorio Gassman del nostro tempo. Ma Gassman certe cose non si abbassava a farle, soprattutto da attore maturo, famoso ed affermato!
Davvero non riesco a capirlo, non dirmi che lo fai soltanto per i soldi !!!
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“Voi non potete capire com’era bella Provvidenza ! Lì dietro c’era il bar Jolly, il nostro bar ! Poi c’era la piazza centrale, è lì che ho conosciuto Maria! Vedevamo insieme Balla coi lupi di Kevin Kostner. Maria diceva che a Provvidenza non sarebbe mai successo niente. E aveva torto, c’è stato il...
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09/10/2018 02:34:49
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Commenti

  1. dodicicmdidonna 09 ottobre 2018 ore 06:40
    Bel Post....
    La tua recensione ha acceso in me la curiosita' di guardare il film ed e' proprio questo che devono fare le recensioni, stimolare e incuriosire.
    Buona giornata.
  2. twin.soul 09 ottobre 2018 ore 10:00
    @dodicicmdidonna Certo, è da vedere. Non ti aspettare un film brillante, divertente.
    E’ un film teatrale, quasi spettrale. Interessantissimo.
    Conosci altri film di Rubini?
    Aspetto la tua recensione !
  3. dodicicmdidonna 09 ottobre 2018 ore 14:56
    Le mie aspettative dopo la tua recensione non sono sicuramente quelle di una visione cinematografica divertente...anzi.
    Non essendo una gran appassionata di televisione e cinema, sinceramente ammetto di aver visto solo alcuni film in cui recita Rubini che a memoria sono
    "Sei mai stata sulla Luna" una commedia divertente dove faceva la parte di un barista sempre in disaccordo con il barista di un bar vicino
    "Mio cognato" dove ricordo un suo discorso in dialetto pugliese, simpatico ma realista.
    Sicuramente visto in altri film ma che non ricordo il titolo.
    Passo la mano quindi su mie recensioni al riguardo.
    Buona Giornata
  4. twin.soul 09 ottobre 2018 ore 16:19
    @dodicicmdidonna Se mi posso permettere un consiglio, dovresti selezionare i film in cui Rubini è non solo attore, ma anche regista e sceneggiatore, che vanno nettamente distinti da tante comparsate, come dicevo nel post.
    I miei preferiti sono “La stazione” girato tanti anni fa, ma ancora adesso quadro perfetto del confronto fra chi vive una realtà paesana ed entra in contatto con uno scenario per lui inimmaginabile.
    Poi ti consiglierei “Il viaggio della sposa” unico road movie a cavallo mai girato, una favola moderna con finale a sorpresa.
    L’ottimo “La terra” che io, in qualche modo, accomuno a “Mio cognato” da te citato perché raccontano in maniera esauriente la realtà pugliese provinciale dalla quale proviene Sergio.
    Ma anche il recente “Dobbiamo parlare” un soggetto, che si svolge tutto in un solo ambiente, talmente adatto al teatro da aver consentito di affinare la sceneggiatura in spettacoli teatrali aperti al pubblico, che hanno preceduto la sua uscita nelle sale cinematografiche.
    Last but not least “Tutto l’amore che c’è”, un affresco toccante del periodo del ’68 visto dagli occhi di un quattordicenne e girato con un cast di ragazzi alla prima prova da professionisti.
    A te la scelta, ora!

    Sono questi i film che vogliamo vedere e vedere ancora, Sergio, basta con le macchiette commerciali, non sono da te!

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