UN TIMIDO – il profumo dell’anima -

15 maggio 2019 ore 13:33 segnala
Il suo profumo mi colpì ancor prima di vederla.
Era di quelli che non scordi neppure co’ una sberla.
O era proprio il suo odore a piacermi? Mi chiesi.
Il profumo dell’anima. Fu nella piazza centrale a Jesi.
Lei era giovane, minuta, con una felpa color pesca.
Gustava, tutta sola, un cono alla mandorla fresca.

Pensai: è fatta solo per me, ne sono certo !
Ma non sapevo come avvicinarla, così, all’aperto.
Non sono uno di quelli che ci provano con tutte:
giovani, vecchie, magre, grasse, belle, brutte.
Ma lei aveva qualcosa di speciale e più la osservavo
più la desideravo, la sentivo mia. Mi innamoravo.

Ero alla fermata del bus proprio a due passi da lei.
Ma – pensai - di sicuro tutti i miei programmi cambierei
pur di riuscire a baciarla. E se poi mi trema la voce?
No, sarebbe una figura di merda veramente atroce.
E se poi si accorge che mi sudano le mani?
O magari non le piace la mia maglietta Armani?

E se poi il silenzio ci separa e crea imbarazzo?
Forse era meglio quella che incontrai ad Arezzo.
Ma no, anche quella non riuscii ad avvicinare.
Il problema sono io. Perché non so recitare
come fanno tutti i miei amici. Bisogna bluffare,
fingere, atteggiarsi e in bilico sulla fune, posare.

Ecco, si volta verso me, ma davvero non capisco
se mi guarda o ammira soltanto quell’ibisco.
E poi sono così imbranato che non so ballare.
Le donne amano essere al centro della scena. Danzare.
Non sarò mai all’altezza della situazione !
Che sfiga. E’ un fatto innato, di predisposizione.

Intanto, con mia sorpresa, l’autobus lo prese lei
in compagnia di uno pieno di tatuaggi e orrendi nei.
Pensai: sicuramente la incontrerò anche domani.
Non fu così. Anche se cambiai la mia maglietta Armani.
Insieme a tante, rimase un sogno, un miraggio, una visione.
Ma giuro che le avrei regalato anche una pelliccia di visone.

Ora dormo sulla collina e mi tormentano i rimpianti
per ciò che non riuscivo a vivere ed affogavo nel chianti.
Timidi, non fate come me. Lanciatevi, coraggio, osate !
Siate voi stessi. Ogni stupida incertezza abbandonate
perché la vita è breve. Fugge. Non fatevi mettere da parte.
Se lo volete davvero, potete arrivare anche su Marte.


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Il suo profumo mi colpì ancor prima di vederla. Era di quelli che non scordi neppure co’ una sberla. O era proprio il suo odore a piacermi? Mi chiesi. Il profumo dell’anima. Fu nella piazza centrale a Jesi. Lei era giovane, minuta, con una felpa color pesca Gustava, tutta sola, un cono alla...
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