WALTER E I DENTIFRICI

25 dicembre 2017 ore 18:47 segnala
DA DOVE E’ TRATTO QUESTO PASSO ?
(senza guardare su Google!)

Sono arrivati a sessantaquattro, Walter: sessantaquattro tipi diversi di dentifricio. Li ho ricontati poche settimane fa in due supermercati, nel terzo non ho avuto il cuore di entrare perché ero certo di trovarne degli altri mai visti. Due anni fa, ne sono sicuro, non erano più di quaranta. Degli shampoo è meglio non parlare, ho smesso di seguirli da un pezzo, proprio come i saponi, i deodoranti e le cere da pavimento. I medici dicono che devo calmarmi, non pensarci, riposare. Ma mentre io riposo, l'industria dei dentifrici moltiplica i suoi sforzi.

Non ce la faccio più, Walter: vienimi a prendere, portami via. Chiedevo solo che qualcuno dicesse: ecco, questo dentifricio va benissimo. Non ne servono altri, smettetela di ingegnarvi, di provare, di sperimentare. Possiamo accontentarci. Fermarci. Per come è andato il mondo, per come hanno funzionato la storia, l'economia, la chimica, è questo qui, questo qui bianco con la scatola rossa, il dentifricio migliore. Non il migliore in assoluto: perché, trattandosi di dentifricio, non è questione di cercare l'assoluto.



Non servono parametri ideali, non è come dio, la religione, la giustizia, l'amore, la società. Semplicemente non è più opportuno, e nemmeno decente, chiedersi se e come e perché potrebbe esistere un dentifricio diverso. Mettiamo punto e occupiamoci di tutto il resto, dunque. Cominciamo dal dentifricio; poi, volendo, sarà il turno dello shampoo, del sapone, dei detersivi. Ma tu lo sai benissimo, Walter, che mi sarei accontentato solo del dentifricio: così, tanto per dare un segnale positivo.

Sapere che figli e nipoti, sentendosi la bocca pregna dello stesso sapore che noi conosciamo, potranno avere la soddisfazione di dirsi che prima di loro almeno una delle centomila cose da decidere era stata decisa una volta per sempre. Una, una sola, almeno quella. Ho scritto decine di lettere ai giornali, non me ne hanno pubblicata neanche una. Facciamo bloccare la produzione, dicevo al medico. Così possiamo riesaminare daccapo la situazione, valutare bene gli aromi, i prezzi, la consistenza, la giusta quantità di polvere di pomice.

Se continuano a farne di nuovi, sempre diversi, con il mentolo, l'eucaliptolo, il fluoro, non arriveremo mai a liberarci del problema. Pensa allo spreco di tempo: il tempo di chi passa metà della vita a trovare formule nuove, magari un genio che spendendosi altrove avrebbe trovato risposte a questioni più gravi; il tempo, moltiplicato per milioni di persone, di me che trascorro confuso davanti agli scaffali, cercando vanamente di decidere quale acquistare, quale usare, e non si riesce a chiuderla, chiuderla una volta per tutte, questa inutile e maledetta partita.

Io non ho più tempo Walter, non ho più vent'anni. E i medici mi fanno dormire quasi tutto il giorno. Chissà se riuscirò a rivederti presto. Almeno tu non mi hai mai detto: non si può fermare il progresso. Non volevo fermarlo, so bene che tutto si sfalda e si ricompone. Volevo soltanto capirlo, essere sopra l'onda come a cavallo di un surf, non sotto, sommerso, travolto, annegato.

E che accidenti di storia, che più si va avanti e meno si sa, meno si decide. Lei mi deve spiegare, dicevo al vigilante che mi aveva bloccato le mani e mi faceva anche male, deve spiegarmi con quale faccia potrò comunicare a mio figlio che in tutta una vita non sono stato capace di sapere quale dentifricio scegliere. Lei, caro signore, che passa le sue giornate controllando gli scaffali di questo schifoso emporio, ha il diritto di arrestarmi solo se mi saprà dire quale di questi dannati tubetti che ho buttato per terra è il vero dentifricio, e quali le imitazioni, i doppioni, gli inutili truffaldini dentifrici fasulli. No, non mi dica che dipende dai gusti.


Perché i gusti sono una cosa importante, un soldo da spendere in ben altre occasioni, il gusto di scegliere dove abitare, che lavoro fare, con chi fare l'amore. Voi mi rubate un pezzo dei miei gusti per questi stronzi tubetti, e nello scaffale appresso un altro pezzo di gusto, del mio gusto, dovrò dilapidarlo per i tonni in scatola, con l'olio, senza olio, verdi, gialli, teneri, tosti, aromatizzati, ma come vi permettete?

Mi tolga le sue maledette mani di dosso e usi le parole e il cervello e mi spieghi che cosa devo comprare e che cosa lasciare qui a marcire. Sono anche finito sul giornale, tra le anime bizzarre, insieme a quello che schiaffeggia i preti e a quello che decapita le dalie e i crisantemi al cimitero. Ma non riesco proprio a venirne fuori.
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DA DOVE E’ TRATTO QUESTO PASSO ? (senza guardare su Google!) Sono arrivati a sessantaquattro, Walter: sessantaquattro tipi diversi di dentifricio. Li ho ricontati poche settimane fa in due supermercati, nel terzo non ho avuto il cuore di entrare perché ero certo di trovarne degli altri mai visti....
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25/12/2017 18:47:10
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Commenti

  1. gigliUzeda.myReflex 20 gennaio 2018 ore 03:23
    Fantastico.superlativo.per certi aspetti,il cinismo amaro di chi compra i libri di baumann e ne resta scosso al punto da andare in tilt per le troppe proposte del mondo odierno.la schiavitù dell eccellenza,della performance che batte tutti con una stravincita quando sono tutti belli e bravi e si cerca l impossibile.o il dentifricio che abbia personalità quando non hanno fatto più dei film controcorrente come trainspotting e la personalità di sick boy che parla della personalità dell eroina.grazie per questo post!!
  2. twin.soul 20 gennaio 2018 ore 12:25
    Io chiederei il rimborso del tempo che siamo costretti a sprecare nelle corsie dei supermercati, alla ricerca di ogni genere di prodotto, fra le infinite opzioni che ci offre il Dio mercato !!
    Siamo circondati dal superfluo che, in realtà, ci impedisce di vivere la vita vera. Che sarebbe vivere a contatto con la natura, ad ammirare un tramonto, ad accarezzare un gatto, a restare in compagnia di noi stessi, magari leggendo un libro.
    Ma, si sa, queste sono attività che non "producono reddito"...

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