Viaggi immaginari

10 dicembre 2018 ore 21:29 segnala



Ho proprio bisogno di tornare un po' indietro nel tempo,
non serve molto, qualche anno fa.
Ho bisogno di risentire sulla pelle i brividi di una canzone che ogni tanto torna. Ho bisogno di risentire le sensazioni provate al boato esploso in uno stadio quando nello sfondo rosso fuoco delle luci è iniziato l'accordo di chitarra.
Ho proprio bisogno di tornare ai miei viaggi immaginari -e non- fatti con questo motivo in sottofondo, che in fin dei conti
non mi riporta da nessun'altra parte se non dentro di me.
Ho bisogno di riascoltare un'altra volta...


Voglio correre
Voglio nascondermi
Voglio abbattere i muri
Che mi tengono dentro
Voglio protendermi
E toccare la fiamma
Dove le strade non hanno nome
Voglio sentire la luce del sole sul mio viso
Vedere quella nuvola di polvere scomparire
Senza lasciare traccia
Voglio ripararmi dalla pioggia avvelenata
Dove le vie non hanno nome...

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« immagine » Ho proprio bisogno di tornare un po' indietro nel tempo, non serve molto, qualche anno fa. Ho bisogno di risentire sulla pelle i brividi di una canzone che ogni tanto torna. Ho bisogno di risentire le sensazioni provate al boato esploso in uno stadio quando nello sfondo rosso...
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10/12/2018 21:29:38
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Un giorno...

06 dicembre 2018 ore 13:41 segnala



Someday she'll be here, that's a fact
Someday, she'll be coming right back
Maybe I'm dreaming
I hope it's not so, but
Someday she's comin' back I know
You know I'm ready, to see her again
When that someday will never end
When she left with no goodbye
I was stuck with those lonely nights
You know what I mean, it's always the same
Ain't no medicine for that kind of pain
Someday comes and goes away
Bringing me a better day
Ain't no pity, ain't no shame
I hope that someday will come again
Maybe I'm dreaming
I hope it's not so
Somedays' comin', it's comin' I know
Maybe I'm dreaming
I hope it's not so
Somedays' comin', it's comin' I know

( Eric Clapton feat. Mark Knopfler )


Un giorno lei sarà qui, questo è un dato di fatto...

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« immagine » Someday she'll be here, that's a fact Someday, she'll be coming right back Maybe I'm dreaming I hope it's not so, but Someday she's comin' back I know You know I'm ready, to see her again When that someday will never end When she left with no goodbye I was stuck with those lonely...
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L'aquilone

04 dicembre 2018 ore 21:26 segnala



Ieri pomeriggio ho montato con un ragazzino un aquilone. L'abbiamo fatto volare correndo nell'erba alta.
Il contadino stava venendo a rimproverarci ma poi si è messo a guardare i volteggi del rettangolo colorato nel cielo e ha lasciato perdere.
Mentre volava non ho potuto fare a meno di guardare il ragazzino e pensare a tanti bimbi nel mondo.

Buona notte

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« immagine » Ieri pomeriggio ho montato con un ragazzino un aquilone. L'abbiamo fatto volare correndo nell'erba alta. Il contadino stava venendo a rimproverarci ma poi si è messo a guardare i volteggi del rettangolo colorato nel cielo e ha lasciato perdere. Mentre volava non ho potuto fare a...
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Dio non gioca a dadi "A. Einstein".

26 novembre 2018 ore 21:27 segnala



Il sig. Albert Einstein usò questa frase scrivendo all'amico Niels Henrik David Bohr perchè pensava che tutto il sensibile fosse soggetto al determinismo. In particolare l'interpretazione probabilistica del mondo microscopico costituiva per Einstein la sostanziale dimostrazione dell'ignoranza umana nella comprensione della Natura. Solamente dalla limitatezza del pensiero umano nasceva la necessita' di dare una descrizione che prevedesse il caso.
Il sig. Bohr, per inciso, rispose al sig. Einstein che: "Non solo Dio gioca a dadi, ma bara pure". E in altri scritti disse: "E' sbagliato pensare che il compito della fisica sia dire come la Natura e' La fisica verte su cio' che della natura possiamo dire."
In realtà già 400 anni prima il sig. Galileo Galilei esprimeva a suo modo i concetti di Einstein.
"La filosofia" diceva Galileo "è scritta in questo grandissimo libro che continuamente sta aperto innanzi agli occhi (io dico l'universo) ma non si può intendere se prima non s'impara ad intender la lingua e conoscere i caratteri nei quali è scritto."
La differenza sostanziale è che, per Galileo,: "Egli è scritto in lingua matematica e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche...", mentre Einstein ha detto:
"Noi siamo nella situazione di un bambino piccolo che entra in una vasta biblioteca riempita di libri scritti in molte lingue diverse. Il bambino sa che qualcuno deve aver scritto quei libri. Egli non conosce come. Il bambino sospetta che debba esserci un ordine misterioso nella sistemazione di quei libri, ma non conosce quale sia. Noi vediamo un universo meravigliosamente ordinato che rispetta leggi precise, che possiamo però comprendere solo in modo oscuro. I nostri limitati pensieri non possono afferrare la forza misteriosa che muove le costellazioni."

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« immagine » Il sig. Albert Einstein usò questa frase scrivendo all'amico Niels Henrik David Bohr perchè pensava che tutto il sensibile fosse soggetto al determinismo. In particolare l'interpretazione probabilistica del mondo microscopico costituiva per Einstein la sostanziale dimostrazione...
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Tre fiammiferi

20 novembre 2018 ore 18:54 segnala



Trois allumettes une à une allumées dans la nuit
La première pour voir ton visage tout entier
La seconde pour voir tes yeux
La dernière pour voir ta bouche
Et l'obscurité tout entière pour me rappeler tout cela
En te serrant dans me bras.

( Jacques Prévert )



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« immagine » Trois allumettes une à une allumées dans la nuit La première pour voir ton visage tout entier La seconde pour voir tes yeux La dernière pour voir ta bouche Et l'obscurité tout entière pour me rappeler tout cela En te serrant dans me bras. ( Jacques Prévert ) « video »
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Lui pensa che...

09 novembre 2018 ore 19:59 segnala



Lui pensa che da qualche parte, nel mondo,
incontrerà una donna che, da sempre
è la sua donna.
Ogni tanto si rammarica che il destino
si ostini a farlo attendere
con tanta indelicata tenacia,
ma con il tempo ha imparato
a considerare la cosa con grande serenità.
Quasi ogni giorno,
ormai da anni,
prende la penna in mano
e le scrive.
Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere
sulle buste: ma ha una vita da raccontare.
E a chi, se non a lei?
Lui pensa che quando si incontreranno
sarà bello posarle sul grembo una scatola
di mogano piena di lettere
e dirle: “Ti aspettavo”.
Lei aprirà ...

( Alessandro Baricco )






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« immagine » Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà una donna che, da sempre è la sua donna. Ogni tato si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma con il tempo ha imparato a considerare la cosa con grande serenità. Quasi ogni...
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Confessioni di un teppista

27 ottobre 2018 ore 13:46 segnala


Non tutti son capaci di cantare
E non a tutti è dato di cader
Come una mela, verso i piedi altrui.
questa la più grande confessione
Che mai teppista possa confidarvi.
Io porto di mia voglia spettinata la testa,
Lume a petrolio sopra le mie spalle.
Mi piace nella tenebra schiarire
Lo spoglio autunno delle anime vostre;
E piace a me che mi volino contro
I sassi dell'ingiuria,
Grandine di eruttante temporale.
Solo più forte stringo fra le mani
L'ondulata mia bolla dei capelli.
È benefico allora ricordare
Il rauco ontano e l'erbeggiante stagno,
E che mi vivono da qualche parte
Padre e madre, infischiandosi del tutto
Dei miei versi, e che loro son caro
Come il campo e la carne, e quella pioggia fina
Che a primavera fa morbido il grano verde.
Per ogni grido che voi mi scagliate
Coi forconi verrebbero a scannarvi.
Poveri, poveri miei contadini!
Certo non siete diventati belli,
E Iddio temete e degli acquitrini le viscere.
Capiste almeno
Che vostro figlio in Russia
È fra i poeti il più grande!
Non si gelava il cuore a voi per lui,
Scalzo nelle pozzanghere d'autunno?
Adesso va girando egli in cilindro
E portando le scarpe di vernice.
Ma vive in lui la primigenia impronta
Del monello campagnolo.
Ad ogni mucca effigiata
Sopra le insegne di macelleria
Si inchina da lontano.
Ed incontrando in piazza i vetturini
Ricorda l'odore del letame sui campi,
Pronto, come uno strascico nuziale,
A reggere la coda dei cavalli.
Amo la patria. Amo molto la patria!
Pur con la sua tristezza di rugginoso salice.
Mi son gradevoli i grugni insudiciati dei porci,
E nel silenzio notturno l'argentina voce dei rospi.
Teneramente malato di memorie infantili
Sogno la nebbia e l'umido delle sere d'aprile.
Come a scaldarsi al rogo dell'aurora
S'è accoccolato l'acero nostro.
Ah, salendone i rami quante uova
Ho rubato dai nidi alle cornacchie!
È sempre uguale, con la verde cima?
È come un tempo forte la corteccia?
E tu, diletto,
Fedele cane pezzato!
Stridulo e cieco t'hanno fatto gli anni,
E trascinando vai per il cortile la coda penzolante,
Col fiuto immemore di porte e stalla.
Come grata ritorna quella birichinata:
Quando il tozzo di pane rubacchiato
Alla mia mamma, mordevamo a turno
Senza ribrezzo alcuno l'un dell'altro.
Sono rimasto lo stesso, con tutto il cuore.
Fioriscono gli occhi in viso
Simili a fiordalisi fra la segala.
Stuoie d'oro di versi srotolando,
Vorrei parlare a voi teneramente.
Buona notte! buona notte a voi tutti!
La falce dell'aurora ha già tinnito
Fra l'erba del crepuscolo.
Voglio stanotte pisciare a dirotto
Dalla finestra mia sopra la luna!
Azzurra luce, luce così azzurra!
In tanto azzurro anche morir non duole.
E non mi importa di sembrare un cinico
Con la lanterna attaccata al sedere!
Mio vecchio, buono ed estenuato Pégaso,
Mi serve proprio il tuo morbido trotto?
Io, severo maestro, son venuto
A celebrare i topi ed a cantarli.
L'agosto del mio capo si versa quale vino
Di capelli in tempesta.
Ho voglia d'essere la vela gialla
Verso il paese cui per mare andiamo.

( Sergej Esenin )



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« immagine » Non tutti son capaci di cantare E non a tutti è dato di cader Come una mela, verso i piedi altrui. questa la più grande confessione Che mai teppista possa confidarvi. Io porto di mia voglia spettinata la testa, Lume a petrolio sopra le mie spalle. Mi piace nella tenebra...
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Grazie

17 ottobre 2018 ore 13:22 segnala


«Se solo uno pensa alla necessaria solitudine… Le lunghe pause del dubbio… E quei momenti di felicità così gratuiti…
Sorriso sognante:
O la felicità dell’alba, i giorni in cui l’idea ti fa saltar giù dal letto… Perché non è il gallo a svegliarti, né il camion della spazzatura… Non è neppure la prospettiva del premio o l’ambizione di lasciare una traccia… È l’urgenza di quel piccolo tocco di scalpello a cui pensavi quando ti sei addormentato…quella pennellata di ocra rosso all’angolo destra della tua tela, lassù in cima… Ecco cosa ti fa saltar giù dal letto! Il suono inebriante di una nota, che cambierà tutto… un nonnulla in punta di penna, forse una virgola, una semplice virgola…una sfumatura essenziale…il minuscolo dell’opera…una cosa da niente…solo la necessità… Dio mio, la bellezza di quelle mattine necessarie, nella casa addormentata…»

( Daniel Pennac )

E quei momenti di felicità così gratuiti...

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« immagine » «Se solo uno pensa alla necessaria solitudine… Le lunghe pause del dubbio… E quei momenti di felicità così gratuiti… Sorriso sognante: O la felicità dell’alba, i giorni in cui l’idea ti fa saltar giù dal letto… Perché non è il gallo a svegliarti, né il camion della spazzatura… Non è...
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Mi abbandono

12 ottobre 2018 ore 20:35 segnala



Cadono tremiti
sul mio corpo.

I miei brividi
ti inondano e
le tue labbra
sono piene di me.

Di morsi
mi rotoli la pelle,
le tue mani
mi racchiudono.

Mi abbandono
ai tuoi desideri,
alle tue voglie,
a noi due.

( Ultimo dei Mohicani )

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« immagine » Cadono tremiti sul mio corpo. I miei brividi ti inondano e le tue labbra sono piene di me. Di morsi mi rotoli la pelle, le tue mani mi racchiudono. Mi abbandono ai tuoi desideri, alle tue voglie, a noi due. ( Ultimo dei Mohicani )
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Le braci

11 ottobre 2018 ore 14:34 segnala



L'uomo e il suo destino si realizzano reciprocamente modellandosi l'uno sull'altro. Non è vero che il destino si introduce alla cieca nella nostra vita: esso entra dalla porta che noi stessi gli abbiamo spalancato, facendoci da parte per invitarlo ad entrare. Non c'è infatti essere umano abbastanza forte e intelligente da saper allontanare, con le parole o con i fatti, il destino infausto che deriva, secondo una ferrea legge, dalla sua indole e dal suo carattere.

( Sandor Marai )


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« immagine » L'uomo e il suo destino si realizzano reciprocamente modellandosi l'uno sull'altro. Non è vero che il destino si introduce alla cieca nella nostra vita: esso entra dalla porta che noi stessi gli abbiamo spalancato, facendoci da parte per invitarlo ad entrare. Non c'è infatti essere...
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