La Festa di classe

02 aprile 2012 ore 18:27 segnala
Mario aveva tanto insistito...
Dai!! Devi per forza venire, gli altri anni ci siamo divertiti moltissimo, alla fine è una occasione di vedere gente, di fare “quattro salti” (in padella???)
- Caro Mario, la cosa non mi convince, non ho mai amato queste occasioni mondane, poi... la festa di “classe”, quindi tutti coetanei.
- Questo è il bello, con i coetanei ci si capisce meglio. Dai... domani sera non hai neanche altro da fare, sei solo e devi venire, sono solo 35 euro cena, musica, animazione e tutto il resto inclusi, nel salone dell'hotel ZZZZZZ
- Vabbè, Mario, facciamoci del male, vengo anche io.

Ammetto candidamente qui di non essere mai stato ad una festa di classe.

Mi sono sempre chiesto quali fossero i vari “collanti” che possono tenere insieme un gruppo di persone, ma l'anno di nascita, mi era sempre sembrato un qualcosa di curioso, se non una bizzarra forzatura.
Sia come sia, sabato scorso alle 20,30 arriva il gran momento!

Mario passa a prendermi in auto per portarmi all'hotel zzzzzz, un albergone niente di speciale poco fuori città, ma dotato di un paio di grandi sale pomposamente arredate in stile “geometra anni '60 del secolo scorso”, ma nonostante questo, molto gettonate per matrimoni, cerimonie etc etc...
- Ma come??? Sei vestito così? Mi chiede mario sorpreso...
- E come dovevo mettere, in frac? Mica è un ricevimento delle casa bianca..
- Beh... è una occasione sai...
- Mah... Caro Mario, io questa non riesco a trovarla una occasione. La prossima volta chiedo a Ambrogio (il maggiordomo dei Ferrero Rocher) se mi presta il vestito dell'ambasciatore...

Onestamente, non mi era neanche passato per l'anticamera della testa di agghindarmi in modo speciale.
Mario invece era (più o meno...) elegantissimo, nientemeno che con la cravatta, dal colore sbiadito anni '60, sospetto che sia quella della sua 1°a comunione).
Io invece, sono sempre nella mia “divisa” normale, vale a dire Jeans scuri, camicia e maglioncino colorato di una nota multinazionale veneta del pullover che termina per “N”.

Entriamo nella sala... uomini e donne ovunque, quasi tutti “tirati”.
Molti uomini in cravatta, questa ben poco adatta al loro collo taurino.
Molte donne in abiti “in lungo”, improbabili a causa del principio fisico della “impenetrabilità dei corpi solidi”, alias la forzatura del voler a tutti i costi entrare in tre misure in meno...
C'è anche qualche volto noto, conoscenti, gente che non vedevo da anni, anche alcuni tristi figuri che avrei preferito dimenticare...
I camerieri (improbabili, in realtà) sono vestiti come pinguini, e ne hanno anche l'incerto l'incedere.
Al centro della sala c'è un individuo con una logora divisa rossa che mi suggeriscono essere “l'animatore”.
Degli animatori ne ho sempre sentito parlare, e dalle descrizioni fattemi, di loro ho sempre avuto un timore reverenziale...

- Mario spiegami in breve come funziona la cosa qui, sono ignorante di queste occasioni mondane...
- Allora... adesso per un po rimaniamo qui, c'è il buffet come antipasto, si socializza e si parla. Poi dopo c'è l'estrazione a sorte.
- Estrazione a sorte??? Di che? Si vince qualcosa?
- Noooo, si estraggono a sorte i posti nei tavoli, di modo che non si creino tavoli di amici, e così si socializza...
- Mi puzza tanto di crociera... penso tra me e me.
Rimuginando sulla parola socializzare, inizio a gironzolare tra i banchi del buffet, il cibo sembra abbondare, così come anche le bevande.
Spilucco qualcosa, però sembra tutto stantio, riscaldato alla buona in qualche forno microonde.

Prendo un calice di un non meglio precisato “Champagne” (così almeno dice il cameriere), ma pur non essendo un intenditore, noto che ha lo stesso gusto dello spumantino in offerta “tre per due” che un tempo regalavano per le feste comandate i vari dopolavori aziendali...
Con il mio bravo calice in mano, continuo il lento gironzolare nella sala.
I musicisti che allieteranno (si fa per dire...) la serata invece li conosco: è una band di Blues e R & B fatta tutta da medici e farmacisti, che oltre il loro nome, sono più noti come la “Croce Rossa Band...”
Non suonano poi malaccio, sono simpatici e scanzonati, aborriscono l'uso di basi registrate e computer, e ben conoscendo la musica, la suonano davvero (caso raro), però il blues al terzo pezzo mi annoia, troppo ripetitivo...
Penso però che poteva andare peggio, che so, poteva esserci una orchestra di liscio pseudo-romagnola, oppure quella temutissima coverband che fa solo pezzi di Nicola di Bari e Adriano Pappalardo...
Gironzolando vedo qualche faccia nota, mi fermo, scambio due parole, soliti convenevoli stanchi.
Mi chiedo cosa abbiamo realmente da dirci, oltre al mero fatto statistico che siamo nati nel medesimo anno.
Ormai sono le 21,15 incrocio Mario che prendendomi sotto braccio mi trascina sotto un palchetto striminzito... è il momento del sorteggio!!

Il fato mi assegna al tavolo 22.
Vado.
Una volta al tavolo, mi guardo intorno e vedo solo volti sconosciuti, ma in ogni caso solo uomini. E le donne mi chiedo?
Timidamente per rompere il ghiaccio inizio con le presentazioni.
Dimentico in un baleno per mancanza di interesse tutti i nomi dei presenti, e “butto” nel discorso l'assenza di donne al nostro tavolo (otto persone)
Ma Ugo (ricordano subito il mio nome)... è naturale! (risponde un tizio pelato in completo grigio topo defunto da manager di provincia fallito...)
Naturale?
Certo che sì: la cosa è voluta dagli organizzatori... E' frutto di studi di grandi psicologi (?), lo si fa per farci socializzare, le donne così possono liberamente fare i loro discorsi da donne, e noi possiamo parlare di sport, politica, affari e altri discorsi da uomini, più liberamente...

Sto... sto... sto... quasi per rispondergli che personalmente il calcio mi fa schifo, che sono da 25 anni un ex tifoso che ha abiurato il suo passato calcistico sia in TV che sugli spalti, e che la politica DEVE interessare anche le donne, etc etc...
Sto quasi per dirgli che forse forse ero li solo per conoscere qualche interessante coetanea, per mettere in atto le mie ricerche potenzialmente fedifraghe...
Sto quasi per dirgli... che nel mio universo mentale non esistono discorsi da uomini o da donne, ma solo discorsi e basta.

Guardo sul telefonino l'ora: sono le 21,30, ma guardo anche anno e mese: Marzo 2012. Credo che il coetaneo pelato sia di parecchi lustri indietro...
Però, mosso a compassione, osservo il pelato dritto negli occhi, e lì vedo il candore della sua affermazione. E' in buona fede... (spero).
Penso anche che scodellandogli il mio reale “pensare” potrei scombussolarlo.
Ancor più mi convinco che la sola età non è motivo di socializzare.
Ormai ho il timore che la serata si metta peggio di un matrimonio anni '70...

Inizio a pensare che dovrò inventarmi un mal di stomaco fulminante, per fuggire alla chetichella da questo covo di “filo-misogini”
Inizia la cena... la croce rossa band come prevedevo non suona male, anzi sono proprio bravi, ma la compagnia dei tavoli è triste, mi abbatte...

Rimango in silenzio, il cibo è pessimo, e i discorsi non vanno oltre le solite sterili lamentazioni sul governo e logicamente sul calcio.
Solo discorsi sul passato, nessuno usa e sembra pensare al futuro.
Sembra che tutti non aspettino altro che la pensione. Nessuno pare avere guizzi di vita, li sento tutti stantii, peggio dei salatini del buffet
Ascolto discussioni inferocite su nomi a me sconosciuti: sono calciatori.

La pasta al forno è gommosa come un pneumatico da camion, i salumi dell'antipasto hanno colorini preoccupanti tendenti all'indaco, la mozzarellina, incredibilmente sferica, è adatta per consistenza al ping pong. I sottaceti hanno forme vagamente antropomorfe e odore inquietante.
Anche l'acqua della brocca ha un sapore strano.
Trentacinque euro buttati...

L'animatore saltella come una gallina spaventata tra i tavoli, raccontando barzellette idiote e razziste, peggio ancora di quelle di mio zio Davide che ha 87 anni.

Tra un pezzo e l'altro della band seguace di Esculapio, su uno schermo gigante iniziano a proiettare vecchi video di Julio Iglesias, fortunatamente senza audio.
Dopo l'Iberico sciupafemmine-strappalcrime, nell'ordine compaiono: Michele Pecora che canta una roba non meglio identificata anni '80, Ciro Sebastianelli che strilla “Vattenne” , Luca D'Ammonio (che non è un detersivo per le parti intime) che sussurra mellifluo “Ragazzina”, e Marco Ferradini che con la sua “Teorema” prova a regalare pillole di saggezza al genere umano.
Ma... quasi alla fine del video di Ferradini, lo schermo si guasta. Evviva!
Inizia a mandare colori a caso, l'audio è muto... l'effetto non è male, lo preferisco alla scaletta video...
Nessuno si preoccupa di aggiustarlo, meno male!

L'animatore si cambia d'abito, ora è vestito con un grembiulino da asilo a righe azzurrine, vorrebbe far ridere. Con alcuni ci riesce pure.
Mi annoio mortalmente...
Sono a disagio.
Non ne posso più.
Guardo gli altri tavoli con solo donne, saranno nella nostra medesima situazione?
Casalinghe o lavoratrici che sparleranno dei mariti, single ancora piacenti che indicheranno i “papabili” per la loro (più che) ultima spiaggia.
Mamme che hanno i figli adolescenti o più grandi... Qualcuna è già nonna.
Qualche primipara attempata pur ci sarà....
Nonostante il caos, vedo cupezza in giro.
Non devo essere il solo in quella sala a pensarla in tal modo...

Non so come, ma la cena finisce... i tavoli si sciolgono, arriva i rompete le righe.
Si aprono le danze, e l'animatore si scatena... grida frasi non comprensibili a noi
tipo - “ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi” sembra dire guardandolo in volto.
Esco e vado via... neanche provo a vedere dove si è cacciato Mario, in ogni caso me la pagherà, cara...
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Mario aveva tanto insistito... Dai!! Devi per forza venire, gli altri anni ci siamo divertiti moltissimo, alla fine è una occasione di vedere gente, di fare “quattro salti” (in padella???) - Caro Mario, la cosa non mi convince, non ho mai amato queste occasioni mondane, poi... la festa di “classe”,...
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La Verginità sentimentale 2

17 marzo 2012 ore 18:38 segnala

L'altro giorno sono andato per lavoro nella città di K.
Mattinata piena di impegni, ma scapicollandomi riesco a condurre a termine tutto nei tempi calcolati.
Avevo lasciato l'auto al solito posto (si: nella città di K ho un “solito posto” che uso come parcheggio, e come “base” in caso di conoscenze potenzialmente fedifraghe!).

Mi avvio all'area di sosta per far ritorno nella mia città di Zeta, e quasi in vista della mia auto chi ti vedo... lui, proprio lui: Giannino!
Abbracci (abbastanza difficoltosi, vista la “stazza” di Giannino che di cintura porta una taglia 60), scambio di celie e convenevoli e poi Giannino lancia l'idea di rimanere a pranzo nella città di K, così “facciamo quattro chiacchiere tra buoni amici”.
Ci penso sopra.
L'alternativa al pranzo, era di tornare molto alla svelta a casa.
Nel forno, mi attendeva una deliziosa faraona ripiena che, avevo personalmente farcito e cotto la sera prima, insomma... una prospettiva molto allettante.

Giannino insiste, non lo dice apertamente, ma credo voglia parlarmi, però non è agitato, anzi, mi sembra molto sereno.
Alla fine cedo: la faraona la mangerà la mia compagna.
Se... mi va bene, per cena rimarrà qualcosa...

Andiamo di filato in una trattoria nei paraggi del parcheggio, locale che dall'insegna in legname finto “d'epoca” un po sbrecciato, si dichiara “tipica”, ma che in realtà è poco più di una onesta mensa a buon mercato, almeno (apparentemente) pulita.
Una volta ordinato qualcosa di non troppo impegnativo da mettere sotto i denti, quasi spietatamente prendo di petto la situazione e dico al buon Giannino:
- Sputa l'osso! (evidentemente il pensiero della faraona a casa, ancora mi tentava...)
- Beeeeeeeehhhh caro Bianchi - (sì, con Giannino ci chiamiamo per cognome, come alle scuole medie...) - penso che ricorderai l'ultima volta che ci siamo visti.. (vedi - http://blog.chatta.it/ugobianchi/post/la-verginita-sentimentale.aspx )
- Certo - dico io.
- Caro Bianchi, non perché avevo bevuto qualche calice di troppo, ma quello che ho raccontato a te e a Mario è purtroppo vero - dice arrossendo.
- Si... - è l'unica cosa che mi riesce di dire.
- Tu cosa ne pensi Bianchi?
- Non so cosa dirti Giannino... (onestamente sono tentato di dirgli: ma vai su internet, su www.chatta.it, c'è un post su di te... leggi i vari commenti e pensaci su
- Ma ti pare possibile che a cinquantuno anni non ho mai avuto una donna?
- Beh... in effetti è poco usuale, ma forse non sei il solo - dico sforzandomi di non andar troppo contro la sua sensibilità.
- Secondo te è giusto questo?
- No, non mi sembra.

Cala il silenzio tra noi, nel frattempo arrivano i piatti (fumanti) di pasta al pomodoro ordinati...

- Giannino, mi stai chiedendo un consiglio?
- Si...
- Difficile, difficilissimo... forse sono il soggetto meno adatto a dar consigli.
- Secondo te Bianchi, ho sbagliato qualcosa?
- Secondo me Giannino, tu vivi nel rimpianto di aver dilapidato via gli anni migliori della vita.
- Scusami ancora la brutalità, ma per quanto mi hai detto, hai anche avuto pochissime esperienze sessuali e, come dici tu, solo con delle “Escort”.
- Ma quello che più mi meraviglia di te, è che tutto il resto amici, famiglia, lavoro etc... va bene. C'è in te una sorta di dicotomia tra il tuo essere persona attiva, stimata e benvoluta, e il tuo relazionarti con l'altro sesso.
- Forse e' vero quel che dici... caro Bianchi, però non riesco ad avere neanche avventure occasionali... in questo mi sento un mezzo uomo. Non riesco più a vivere bene... trovarmi una ragazza anche solo per una sera mi sembra un'impresa più grande di me. Il bello è che non sono considerato una persona timida...
- Mai provato con Internet?
- No, forse dovrei farlo?
- Perchè no...
- Si va bene, magari tu che ci lavori nell'informatica mi puoi aiutare.
- Ne possiamo riparlare...
- Caro Bianchi, però... ora sono come mi vedi, ma un bel po' di chili fa non ero da buttare. Però anche allora alla fine con me le ragazze volevano solo amicizia... pensi che forse con internet riuscirò a combinare qualcosa?
- Quién sabe dicono gli spagnoli...
- E... invece, con Giulia? Scusa se te lo dico, ma in passato vi ho visti insieme...
- Magari... Giulia è il mio sogno. Sapessi quante volte ho provato un approccio, ma lei ha sempre ribadito che per lei sono e resterò sempre un caro amico...
- Giannino ascoltami: non mi dir male, io ho messo la tua storia su un Blog, e anche se riassunta in brevi termini, l'ho “data in pasto” a tanti... forse io non sono la persona giusta per dar consigli, ma sul blog ho letto vari commenti che forse potrebbero essere spunto per riflessioni e altro. Mi permetti di trasporre anche questa nostra conversazione sul Blog? (poi ti do il link e vedi tu stesso)?
- Provaci tu Bianchi...

Conclusione: Giannino (in realtà non si chiama così, ma sempre per “ino” finisce) credo che da poco abbia letto la storia precedente -
http://blog.chatta.it/ugobianchi/post/la-verginita-sentimentale.aspx

e... pur non iscritto a chatta, mi ha chiesto di pubblicare quanto sopra: ovvero il riassunto per sommi capi della nostra conversazione a tavola, attendendo nei prevedibili commenti suggerimenti, idee etc etc...

P.S. - Sarà mia cura in questa sorta di “esperimento collettivo”, di cancellare eventuali commenti poco rispettosi, scortesi o fuori luogo, verso una persona molto sensibile, che alla fin fine sta vivendo quello che per lui è un qualcosa di molto vicino a un dramma.

Poi Giannino mi è molto amico...

P.S. 2 – La faraona, l'ho mangiata a cena, era ancora buonissima!
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L'altro giorno sono andato per lavoro nella città di K. Mattinata piena di impegni, ma scapicollandomi riesco a condurre a termine tutto nei tempi calcolati. Avevo lasciato l'auto al solito posto (si: nella città di K ho un “solito posto” che uso come parcheggio, e come “base” in caso di...
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Il vuoto di tanti blog...

15 marzo 2012 ore 17:11 segnala


In questi ultimi giorni, causa vari problemi di lavoro (e altro) non sono stato molto presente sul web.
Vi assicuro che si campa egualmente bene senza internet, come si può vivere bene senza fumare o senza guardare la televisione scaccolandosi il naso...
Un occhio alla posta, lettura notizie, e un “doveroso” salto su un forum molto settoriale e specialistico dove partecipo assiduamente.

Aggiungo... anche un occhio qui, su i vari blog di chatta.it, per vedere cosa di bello (e di nuovo) era stato scritto.
Premetto che mi piace molto leggere i blog, a volte si scoprono delle “belle penne” che raccontano fatti e cose con abilità da professionisti, scrivendo molto ma molto bene.

Proprio qui è il punto (direbbe la mia maestra delle elementari, la mitica signorina Gina: qui casca l'asino – ma... i Muli, i Bardotti, le Zebre e gli altri equini e affini, non cadono?)

E' da ieri che vagabondo per i blog, ne avrò “spulciati” un centinaio e più, e tralasciando quelli che ben conosco, e che hanno come “autori” gran belle menti pensanti, in maggioranza ho visto pagine piene solo di... vuoto pneumatico sotto diverse forme, ma sempre vuoto...

Pagine con due righe ( 2 ) due... e fossero almeno due righe ben scritte, significative, due righe in stile “ermetico” alla Ungaretti o alla Quasimodo, magari!

No, l'equazione poche righe = poche idee è assolutamente rispettata.

Pochi concetti, peggio ancora poco scritto, poca capacità di esprimersi e per finire, ben poca farina del proprio sacco... il festival del copia/incolla.

Principesse e principi di tutte le sfumature (ma avete mai visto un “nobile” dai colori sgargianti e decisi? Tipo il principe rosso, oppure la principessa fucsia?) regnano in post dagli improbabili e roboanti titoli.
Bambini paffutelli come in certe pubblicità anni '60 del secolo scorso, occhieggiano felici.
Ippogrifi, che soavemente sfidano le leggi della fisica, svolazzano (forse tristi...) sui post da poche parole.
Citazioni malamente copiate dalla letteratura di intrattenimento imperversano, basta usare bene “San Google” e le si trova subito.
Immagini “alate” con angeli vari, serafini, cherubini e affini. Sfondi ampollosi che mettono in difficoltà il computer. Filmati visti e stravisti mille volte...

Quello che manca sono le idee, le cose da dire.
Sembra che in tanti si divertano a dire: io non ho molto da dire.
La cosa mi preoccupa.

Tanti, troppi blog postulano l'apoteosi del vuoto, delle due (talvolta con sforzo sovrumano qualche impavido arriva a cinque!) righe di cui dicevo prima (se va bene...) contornate faticosamente da qualche frasetta a effetto ripetuta tante volte, con subdola tecnica simil-televisiva.
Capisco e comprendo che l'italiano “medio” ha un vocabolario di poche centinaia di parole. Capisco anche che tanti ritengono il libro una perdita di tempo.

Su questo apro una parentesi.
Proprio ieri discussione con un (ormai ex – non abbiamo nulla da dirci) amico supemaxi-ultra-mega manager di una multinazionale, che asseriva che se era arrivato dove era arrivato, era perché non aveva mai letto in vita sua un libro che non fosse legato alla scuola, o al lavoro – una perdite di tempo la letteratura, tutte fesserie diceva...
Udendo questa frase, sono stato molto tentato dall'uso “ragionato” della violenza fisica contro di lui...

Torniamo al nostro “reparto” Blog...
Un link a qualche canzoncina? Ecco fatto un intervento nel blog.
Una qualche foto simpatica? Ecco pronto un intervento nel blog.
Il bambino ha fatto la “pupù” in abbondanza? Ecco un intervento perfetto da blog.

Oltretutto... abbondano (quasi) ovunque sfondi “pesanti” e avvii di filmati, che specialmente per chi non ha Pc “ molto performanti”, rendono difficile il navigare.

Qualcuno mi dirà... ma “Il linguaggio del cuore, dei sentimenti” dove lo metti?
Ci fosse almeno quello... a vederlo...
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In questi ultimi giorni, causa vari problemi di lavoro (e altro) non sono stato molto presente sul web. Vi assicuro che si campa egualmente bene senza internet, come si può vivere bene senza fumare o senza guardare la televisione scaccolandosi il naso... Un occhio alla posta, lettura notizie, e...
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La seconda vita di Agostina (2° parte)

05 marzo 2012 ore 19:07 segnala
Allora... eravamo rimasti alla storia di Agostina, il mio “sogno”.
Ci conosciamo da tanto tempo, e fortunatamente abbiamo tra noi anche una “cameratesca” e rude confidenza.
Quel mattino in stabilimento, come sempre alla reception, c'è lei.
La reception è multifunzione, Agostina smista visitatori, fornitori etc etc, e fa anche da filtro al telefono, oltre il lavoro amministrativo.
Di fronte la sua postazione invece, c'è una specie di bancone vuoto, non fosse per un paio di armadi dove dimorano i server per la rete interna, e tutto l'ambaradan di centralino telefonico, antifurto e altre diavolerie tecnologiche.

Al centro del salone dimorano delle piante (per la cronaca: il solito e rachitico Ficus benjamin, un Photus giù di morale, e una pianta grassa molto lunga, non meglio identificata, ma probabilmente anche lei tristissima).

Vicino alle piante ci sono po di sedie, che un tempo (forse) erano di design. Decisamente scomode, sembrano comprate di seconda mano da qualche dentista andato in pensione, ma ora, nell'anno 2012, appaiono lise e pericolanti per i malcapitati ospiti.
Dopo aver salutato Agostina, metto da parte i miei sogni “concupiscenti & concupitori”, e mi concentro sul lavoro, aprendo per prima cosa l'armadio del server.
Normalmente server e altre diavolerie informatiche sono a temperatura controllata, e quando sono grandi o grandicelli, hanno un loro condizionatore dedicato per tenerli belli freschi.
Prima sorpresa: qualche buontempone ha spostato il termostato del condizionatore portando il tutto a C, temperatura ottima per formaggi o vini bianchi, ma forse bassina per una “belva” di server e tutto quello che gli è connesso.

Vabbè, fa nulla, metto a posto la temperatura.

Sul bancone c'è il monitor e la tastiera per fare manutenzione al server (giusto di fronte alla postazione di Agostina).
Al sottoscritto tocca trovare l'inghippo che blocca le mail interne.

Inizio a lavorare, ma l'occhio cade sempre su Agostina, elegantemente vestita con jeans e un bel maglioncino verde, e poi legato al collo, un foulard a scacchi che mi ricorda qualcosa di Mondrian.



Lavoro, lavoro, lavoro... dopo poco trovo l'inghippo, e provo a mandare una mail (interna) alla postazione di Agostina.

Testo inviato: “mi leggi”???
Beep”, il suo pc ha ricevuto la mail.

Alza gli occhi e mi sorride. Poi la vedo che inizia a digitare, e pochi secondi dopo vedo arrivare la mail di risposta...
Testo: certo che ti leggo, ma ti vedo anche...
Risposta: anche io ti vedo, e ti assicuro che sei un bel vedere...
Risposta (questa senza mail): un suo sorriso accennato, tra il malizioso e il dolce.
Nel frattempo si apre la porta di ingresso e fa ingresso una persona.
Al momento non la riconosco, ma non appena si avvicina alla postazione di Agostina la riconosco dalla voce: è Antonietta!
I più attenti nel mio blog avranno capito di chi parlo...
Per i distratti, il link è questo:
http://blog.chatta.it/ugobianchi/post/antonietta.aspx

Ascolto la breve conversazione, e capisco che Antonietta cerca lavoro, spera in qualche contratto bimestrale da picco di produzione.

In attesa di parlare con chi di dovere, si accomoda su una delle sbilenche poltrone “ex dentista” (forse).
E... da li mi vede...
- Ugo!!!!!!!!!! che piacere rivederti
- Ciao Antonietta, piacere mio (mento spudoratamente)
- Sei al lavoro qui?
- Si, Antonietta sto finendo di collaudare il tutto
- Ma che braaaavoooooo, grida lei giuliva, abbondando di vocali.

Mi sento in trappola: devo finire di provare il tutto, ho di fronte a me questa che ha l'obbiettivo di farmi fare da pompiere per spegnere i suoi bollori quasi- menopausali, e di fronte ho Agostina che è invece visione decisamente migliore.

Decido di resistere, di ignorare Antonietta, e di finire il lavoro, poi magari prendere un caffè con Agostina, sperando che nel frattempo l'ufficio personale si porti via Antonietta, oppure la impacchetti in una cassa di cartone (refrigerata) con destinazione Zanzibar o la Nuova Zelanda.
Antonietta inizia il suo “abituale” fiume di Parole (mi perdonino i Jalisse).




Cerco di non ascoltarla, ho da fare, però mi rammento di una discussione avuta qualche mese prima con il suo Ex consorte Guglielmo.

Il buon Guglielmo (ateo e materialista storico come il sottoscritto) affermava che Antonietta è la prova "vivente" della non esistenza di Dio.
“Una donna simile non poteva nascere in un mondo creato da Dio”.
Se Dio fosse davvero onnipotente, non avrebbe mai creato una persona simile.
Ribattevo io: per me invece l'esistenza di Antonietta pone dei dubbi al mio granitico ateismo...
Da “Evoluzionista Darwiniano”, considero Antonietta un “ramo secco” dell'evoluzione.
Normalmente esseri del genere si dovrebbero estinguere, e non riprodurre.
Invece Antonietta, si è riprodotta, vive, e... tutto sommato prospera.
Che forse ci sia un qualche “grande disegno” che contempli la sua presenza (e utilità?) su questa terra insieme alle Zanzare, le mosche, gli scarafaggi, Platinette e "Er Piotta"?

Antonietta è vestita come una bomboniera da prima comunione.

Indossa nell'ordine: una specie di gonna lunga oltre il ginocchio a sbuffi giallini, un maglioncino fucsia e sotto una camicetta azzurrino slavato. Un paio di scarpe con tacchi a spillo (che le danno l'andatura di Italia in “Non ti muovere”) e un collettino bianco fatto a punto croce, probabilmente rimasuglio del corredo di sua nonna, malamente disposto.

Ma il bello dell'abbigliamento di Antonietta è (dovrebbe...) essere il reggiseno.
Antonietta un tempo (vedi http://blog.chatta.it/ugobianchi/post/antonietta.aspx
Poi... vuoi l'incedere del tempo, vuoi altro, le sue tette sono state dimenticate dai maschi locali.
Invece, dal maglioncino di Antonietta, fanno capolino due strane forme che rassomigliano a dei cubi, o per essere precisi a dei tronchi di piramidi.
In 51 anni di vita non avevo mai visto un reggiseno che dava una forma così geometrica e una parte del corpo notoriamente (e piacevolmente) morbida.
Le tette quadrate, penso, e rido sotto i baffi (che non ho...)

Antonietta continua il suo fiume di parole.

Alzo un attimo lo sguardo e vedo dall'altra parte gli occhi di Agostina che sembrano dirmi... “ma chi è questa???”...
Evidentemente le due, pur abitando non lontano, non si sono mai incrociate.
In quel momento vedo arrivare una mail da Agostina.
E' così buffo ricevere mail da 5 metri di distanza... Antonietta poi, non può vedere lo schermo...

copio/incollo qui il dialogo tra me e Agostina -

- Agostina: ma questa che vuole da te?
- Io: mi vuol portare a letto, è da un po di tempo che mi ha preso di mira...
- Agostina: ma sei così ridotto male?
- Io: non mi interessa, per nulla. E' un essere pleonastico, un vicolo cieco dell'evoluzione...
- Agostina: mandagli qualche amico...
- Io: è una idea...
- Agostina: regalagli un qualche giocattolo dal sexy shop qui vicino...
- Io: seeeeeeeee... farebbe scappare via a gambe filate anche un fallo elettrico vibrante!
- Agostina: ho una idea!
- Io: cosa?
- Agostina: Se vuoi ti salvo...
- Io: ?????
- Agostina: non muoverti e dammi corda!

Faccio finta di nulla... e vedo Agostina che si alza, e viene verso la mia postazione.

Apre il varco sul bancone, e viene dietro di me...
Onestamente non capisco cosa vuol fare.

Agostina senza sedersi, mi viene dietro, e posa le mani sulle mie spalle.
In quel momento capisco la sua idea... acconsento e sto al gioco, anche se per l'emozione di averla così vicina, il cuore batte fortissimo.

Anche io le prendo le mani, e iniziamo a parlare del più e del meno, ignorando Antonietta che neanche riprende fiato per sputare.
Andiamo avanti così per un po di minuti, poi Agostina vedendo che Antonietta non smetteva di ciarlare, si sposta e mi chiede in maniera plateale di farmi sedere sulle gambe (mie)...
Ora sono io che non capisco più nulla.
Salivazione azzerata, sudorazione a sprazzi, cuore in subbuglio, vampate di calore in viso, respirazione affannosa...
Ho per la prima volta sottomano Agostina... la sento.
Sento il suo corpo su di me (la sedia regge bene) e la cosa mi fa piacere e vari effetti...
Mi godo il tutto pensando che forse il momento tanto agognato è giunto, anche grazie a quell'anima del purgatorio che è Antonietta...
Non so quanto tempo passa, ma ad un certo punto, con Agostina sulle mie gambe, sento un telefono squillare...
E' il cordless di Agostina, che risponde senza smuoversi dalla bella posizione (per me).
Si, va bene, certo che è ancora qui, la mando subito da lei...

“Signora Antonietta”, il direttore del personale la aspetta...
Vada in fondo al corridoio a destra, la terza porta, quella arancione, non può sbagliare...

Antonietta in silenzio si alza e va...
Agostina, (purtroppo) abbandona le mie gambe e torna alla sua postazione...
Non appena Antonietta è dietro la porta, la raggiungo nel suo “corner”
“mi hai salvato”, grazie!
Ok, Ugo, missione compiuta, ti ho tolto la “bomboniera” di dosso!
- Sei un Angelo!
- Per così poco???

Ancora arrossito per tutto quello accaduto, prendo coraggio e dico:
  • Agostina, stasera sei impegnata? Ti andrebbe di cenare insieme?
    Stasera no Ugo.
    E' il compleanno di una delle figlie...
    Un altra sera??
    Ugo... lo so dove vuoi arrivare... Oggi ti confesserò due cose...
    (a bassa voce...)

    Ma... tu lo sai che tra 10 giorni divento Nonna???
    Mio figlio... sai, lui è sposato da un po...
    Così e' arrivato il momento... arriva una bimba!
Ah... riesco solo a dire...

Poi... stasera ho già un impegno, è non è il mio consorte...
Mi dispiace... però non disperare, se non diventi geloso... chissà, ho qualche arretrato di vita di guadagnare ancora, telefonami qualche volta...

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Allora... eravamo rimasti alla storia di Agostina, il mio “sogno”. Ci conosciamo da tanto tempo, e fortunatamente abbiamo tra noi anche una “cameratesca” e rude confidenza. Quel mattino in stabilimento, come sempre alla reception, c'è lei. La reception è multifunzione, Agostina smista visitatori, ...
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05/03/2012 19:07:32
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La seconda vita di Agostina (1° parte)

03 marzo 2012 ore 10:51 segnala

Allora si, lo ammetto: mi piace una mia cliente!
Risposta del mio minimo uditorio... “non ce ne frega niente!”
Allora, in primis mettiamo ordine tra le idee, e poi cari lettori sarete liberi di linciarmi, oppure come in un messaggio privato ricevuto giorni fa, di additarmi come “un fedifrago sfasciafamiglie”.

Dunque... ieri ero per lavoro in una fabbrica.
Nella loro rete di computer, non andava più il servizio di Email interna.
In questa fabbrichetta, non grande, non piccola, che produce di beni di consumo, lavora una mia amica, che qui chiamerò “Agostina”; in realtà lei ha un nome ben poco comune, piuttosto raro e anche un po “strambo”.
Però, per non coinvolgere nessuno nelle mie “demenziali” cronache da Blog, decontestualizzo.
In ogni caso, conosco Agostina da quasi trenta anni!

Torniamo a noi.
Ora, come accennato a inizio del mio post, io ho un debole per Agostina.
Questa elegante signora di 46 anni è una sorta di “sogno” mai realizzato.
Non sono al livello del Ragioner Fantozzi con la sua Signorina Silvani, ma sono sulla buona strada.
Anche se non ve ne frega niente, vi racconto lo stesso (a grandi linee) la vicenda di vita di Agostina... vicenda molto curiosa

La brava Agostina (come tutti gli umani) nasce.
Nasce dicevo, da due genitori un pochino (tanto, troppo) diciamo... all'antica. Questo influisce molto nella sua infanzia e adolescenza.




A diciassette anni, in 5° ragioneria, Agostina rimane incinta di un suo compagno di classe.
Direte voi, la mamma non gli ha detto nulla?
Certo che non le ha detto nulla: i bambini li porta la cicogna!
“Non lo faccio per piacer mio ma per far piacere a Dio” è il motto dei suoi genitori.
Da qui... il “pasticcio” è fatto.
Agostina si sposa di corsa (logicamente, in abito... bianco come massimo insegnamento di coerenza morale...) con il suo compagno di scuola che i compagni di scuola dell'epoca ricordano ancora per il suo bel soprannome: BABA'.



I “nubendi(all'epoca) a parere di tutti, una sola cosa avevano in comune: l'essere due imbranati di primissima categoria, con l'aggravante per “LUI” di essere non proprio “una cima”.

Agostina alla maturità, si presenta all'esame con un bel pancione di otto mesi, e nonostante questo, è promossa, anche con un discreto voto.
Il “neoconsorte” invece, è bocciato, e con un figlio sul groppone in arrivo...
I due vanno a vivere in casa dei genitori di lei.
Nasce il pupo.
Come spesso accade in queste situazioni, la coppia non funziona.
I due si separano, nonostante strepiti e strali con promesse di fiamme dell'inferno, sia dei “nonni” di tutti e due i rami familiari, che dell'allora Vescovo, chiamato a supporto dalle famiglie.

Agostina a diciannove anni è già mamma (single) di un bel bambinone.
Per un po di anni vive con i suoi, non lavora e si dedica al bambino che come in tutte queste “storie” cresce sano & bello, anche se economicamente mantenuto dai nonni. (dell'ex consorte, il signor “babà”, si perdono le tracce, ma meglio così – l'umanità ringrazia!)
A 25 anni (divorziata con divorzio chiesto dall'ex marito – unica cosa sensata fatta nella vita dal sig. Babà) ancora più imbranata di quando ne aveva 18, Agostina conosce un altro tizio.
Un simpatico commercialista, neanche lui una cima in verità, ma quantomeno non così imbranato come il suo ex marito.
Matrimonio in velocità, e il simpatico commercialista, si accolla anche il pupo ormai già in età scolare.
Prima dei trenta anni Agostina, “scodella” altre due belle bimbe, e tutti sembrano andare avanti bene felici & contenti come nelle fiabe.

Un però c'è. Nel frattempo non capisco ancora bene per quali misteriosi motivi, Agostina inizia una lenta ma costante trasformazione.
Da ragazzotta imbranata e goffa, (quasi una una simil “Bridget Jones “) o forse più simil casalinga di Voghera, inizia un percorso che la porta a diventare un altra persona.



Dopo la seconda bimba, inizia a lavorare (non dal marito eh...).
Inizia a fare discrete, se non buone letture, e prende la sana abitudine di leggere tutti i giorni un buon quotidiano a tiratura nazionale.
Inizia ad andare al cinema, diventando una buona e non banale spettatrice.
Prende le giuste distanze dalla famiglia, bigotta e perbenista e, cosa importantissima, inizia a ragionare con la sua testa.
Agostina sviluppa pian piano una responsabile capacità di analizzare fatti e avvenimenti, scevra da condizionamenti.

Sembrerà incredibile, ma tutto questo ha anche effetti sul suo aspetto esteriore.
Senza diventare una “vamp” ricostruita e fuori tempo massimo, Agostina diventa una donna interessante, diventa elegante, diventa desiderabile
Agostina perde quell'aria da “fattrice” buona solo a dar figli sani e cucinare per il consorte.
Agostina scopre il sottile piacere di essere seducente (senza strafare) anche andando a comprare vestiti dal cinese sotto casa ma sapendoli ben indossare.
Impara a truccarsi quanto basta, e il suo interloquire acquista una capacità dialettica ragguardevole.
Insomma... dopo un po di anni ecco bella & pronta una “nuova” Agostina!
Una bella 46enne, interessante e intelligente, dove i segni del tempo che passa, ben integrati in un aspetto discreto, invece di renderla stantia le donano un fascino che a detta di tutti quelli che la hanno conosciuta “prima”, non aveva mai avuto.

Fine 1° puntata
(per la prossima dovete aspettare un po... e vi assicuro che sarà divertente e istruttiva!)
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Allora si, lo ammetto: mi piace una mia cliente! Risposta del mio minimo uditorio... “non ce ne frega niente!” Allora, in primis mettiamo ordine tra le idee, e poi cari lettori sarete liberi di linciarmi, oppure come in un messaggio privato ricevuto giorni fa, di additarmi come “un fedifrago...
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La verginità Sentimentale

29 febbraio 2012 ore 18:27 segnala
Qualche sera fa, Giannino un carissimo amico (“ino” si fa per dire... un quintale e mezzo di omone, alto 175 cm), ospite a cena insieme ad altri amici, complice la bella quantità di buon vino bianco trangugiato, ha fatto una sorta di “outing”, un outing molto particolare però.

Intendiamoci, Giannino per quel che io lo conosco non è Gay e non so se poi lo sia nascostamente nell'animo, ma questa sarebbe altra faccenda.

Giannino ha candidamente ammesso alla tenera età di 51 anni di non aver mai avuto una storia con una donna (o... anche uomo aggiungerei io).
Insomma... Giannino, è sentimentalmente vergine.
Trascrivo qui (in vino veritas) quanto il buon Giannino testualmente ha dichiarato a me, e al nostro comune amico Mario l'altra sera:

Ugo... Mario, beati voi!
Avete qui le vostre mogli e compagne e (aggiunge sottovoce – Giannino è molto discreto)
vi prendete anche le vostre distrazioni...
Io invece non ho mai avuto nessuno (dichiarazione accompagnata da un luccicone sul viso di Giannino, il primo che gli ho visto in più di venti anni di conoscenza).
Beati voi... io solo quando non ce la faccio proprio più, salto in macchina, vado a C******** e mi concedo un pomeriggio con una “escort” (da notare il termine “Escort” ormai introitato acriticamente come “sinonimo pulito” di prostituta, (per me la Escort è solo una robusta e funzionale auto della Ford di un po di anni addietro).

A costo di essere “pettegolo”, l'Outing di Giannino non mi sorprende poi troppo.
Mai visto Giannino in compagnia di una donna che non fosse la sorella (gran bella donna, ma con un qualcosa di più che un semplice accenno di baffi), la mamma novantenne e una nostra comune amica, Giulia, di cui è sempre stato perdutamente innamorato, ma per nulla corrisposto.
Credo che in passato la brava Giulia, intelligente “ragazza madre ultraquarantenne” nonché a detta di alcuni medici disgraziati, “primipara attempata”, gli abbia concesso “solo” qualche volta di andare a mangiare una pizza, così un po per noia , un po per gentilezza... ma nulla più.

Eppure Giannino fisicamente è “svaccato di peso” verso la taglia 60 solo da qualche anno, prima era sì robusto, ma nulla di più. Veniva considerato anche un bel ragazzo.
Giannino poi è sempre stato persona intelligente e anche spigliata.
Apparentemente non timido e di buona e eclettica cultura, è onesto, capace e attento nel suo lavoro, e... cosa non ultima, è anche decisamente benestante di famiglia.
Eppure... qualcosa che anche noi amici non abbiamo ben compreso, lo ha sempre fatto rimanere “sul blocco di partenza dei sentimenti”.

Torno a prima, complice il buon bianco nei calici, quando il buon Giannino confessa...

Potrebbe essere cosa da dimenticare in fretta, dicendosi “ohhh Ugo! Ma sono fatti suoi...”, in realtà la faccenda mi ha colpito molto.
Ammetto che prima di prender sonno ci ho pensato e rimuginato a lungo.
Guardandomi intorno nella cerchia di amici e conoscenti, ho sempre pensato che in parecchi facessero parte di questa non ancora studiata a fondo categoria umana.
La verginità sentimentale non esclude quella “fisica”, e logicamente, non esclude che anche queste persone abbiano avuto (magari hanno ancora) una qualche forma di trasporto verso altri umani, ma mai corrisposta.
Chissà quanti “Giannino” (Giannine) e affini circolano per le nostre strade, questo il mio rovello...

Non è compito mio indagare il perchè di queste situazioni, non sono uno strizzacervelli, e neanche ho la capacità di indagare così a fondo nell'animo umano.
Ma... immagino con un filo di tristezza queste persone, che quando sarà il tempo di tirare i bilanci causa età, magari avranno molte cose “pratiche” e di lavoro fatte, ma sulla lavagna dei sentimenti non avranno nulla da leggere.

Io invece, bene o male ho vissuto, e ancora sono vivo.
Sono stato e sono fortunato in questo: quando sarà il mio turno per scrivere sulla lavagna dei sentimenti cosa ho fatto e le persone che ho conosciuto, avrò qualcosa da raccontare.
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Qualche sera fa, Giannino un carissimo amico (“ino” si fa per dire... un quintale e mezzo di omone, alto 175 cm), ospite a cena insieme ad altri amici, complice la bella quantità di buon vino bianco trangugiato, ha fatto una sorta di “outing”, un outing molto particolare però. Intendiamoci,...
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La "Bruttina" non stagionata

25 febbraio 2012 ore 17:34 segnala
A volte noi “bipedi umani” siamo davvero strambi.
I nostri comportamenti sfuggono a qualsiasi catalogazione, molto ma molto più di quanto noi possiamo minimamente fantasticare.
Pane succulento per i denti di strizzacervelli e/o antropologi.
Proprio oggi ne ho avuto dimostrazione su me stesso.

Per lavoro “vago” spesso per uffici e affini, e stamattina dopo una decina di giorni sono tornato in uno studio di due avvocati donna (avvocatesse non mi piace) da poco mie clienti.
Due donne tra i 30 e 35 anni, che dividono il loro “Studio Associato” apparentemente in ottimo accordo e apparente armonia.
Fin qui nulla di speciale, di avvocati ne vedo a iosa, di donne avvocato pure.
Quando ci si conosce da poco, e logicamente finché non si instaura una certa “confidenza” (virgolette d'obbligo) si rimane abbastanza professionali e distaccati.
Ma... qui è un caso diverso!
Dicevo prima dei comportamenti non catalogabili... Alzo la mano: il mio qui!

Le due più o meno “rampanti” 30enni, sono esteriormente molto diverse da loro.
Quella che denominerò per privacy “A”, è sufficientemente carina, accurata nel vestire, alta, folta chioma a caschetto nerissima (tinti?), mediamente corredata di un piacevolmente irregimentato apparato mammario, fianchi giusti da futura procreatrice, occhialuta all'ultimo grido, insomma... ben fatta fisicamente e con un sorriso perfetto o quasi, aggiungo anche... spigliata e gentile.
In poche parole la si può definire una gran bella ragazza...

Cari miei 24 lettori... vi direte... “allora provaci!” - sei o no un fedifrago in servizio permanente effettivo?
Troppo banale, riduttivo... se siete in vena di lettura, andate ancora avanti e (forse, chissà) capirete.

“B” è anche lei alta, un po più magra di “A”, non fatta malissimo fisicamente, veste semplicemente se non dimessa, come apparato mammario è più punti giù di “A”, il suo viso è strano e ha fattezza decisamente irregolari.
Insomma... viso magro, testa ovale, capelli “casual” (ma mediamente ipotricofila), aggiungo che avrebbe decisamente bisogno di un bravo dentista per riordinare i denti, che poverini, hanno un “ordine” un piuttosto casuale (random) in bocca.
Occhi vivi si, ma piccoli e dall'aria un po acquosa. Un po imbranata nel porsi con gli altri.
In definitiva, pur non ritenendomi un provetto valutatore di femminile beltà, rispetto alla più vistosa “A”, “B” entra senza dubbio nel novero delle “bruttine”.

Ebbene... vi direte voi... Mica si classificano le persone SOLO dalla bellezza... Certo che no!

Allora (uomini e donne del blog) vi annuncio solennemente che oggi ho avuto la controprova che sono decisamente attratto dalla (signora o signorina) “B”.
Attratto è forse parolone oltre misura, però alla “B”, ci penso.
Invece della più “tecnicamente” bella “A”, non me ne importa nulla.

Direte voi... a noi, cosa ci importa, sono fatti tuoi; invita la “bruttona” “B” a cena e vedi poi come butta.
Almeno te la guardi ben ben in faccia e valuti il da fare sempre che lei ti si fili... (direbbe il mio amico Gianni: non ti fare problemi, “al limite usi la tattica del cuscino e vai!!)

Cercherò di spiegarmi ancora meglio: di entrambe le due donne avvocato, so davvero ben poco, troppo poco.

Di tutte e due non posso dir molto... sono gentili, professionali, si esprimono in corretto italiano, pagano le fatture con regolarità, non emanano odori corporali sgradevoli o profumano troppo; pare (anzi) che come studio lavorino bene...
Ma... non so cosa pensano, non ho idea quale è la loro preparazione culturale oltre quella professionale... insomma per la logica (quasi) due sconosciute.
Di solito (anche per me fedifrago impenitente), nel mondo del reale il primo approccio è sempre quello visivo, insomma, buttando all'aria tutte le menate del “politicamente corretto”, il nostro primo “scegliere” quando incappiamo in una (uno) sconosciuta/to è quello visivo, c'è poco da fare!

Solo dopo intervengono altri fattori culturali e/o di mentalità, che ci possono portare a dire che tizia è si bella, ma con un cervello avicolo e dal carattere coerente simile a Zsa Zsa Gabor, mentre Caia, bruttarella e scialba, è invece una gran mente, simpatica e umanamente frequentabile (magari anche con “doti” nascoste e piacevoli).
Allora oggi... ho avuto la prova (su di me) che civiltà, esperienze, buone letture etc etc.. non plasmano l'essere umano a sufficienza.
Ne ho sbagliate due in un colpo!
1 – Non so nulla di nessuna delle due... e allora in cosa mi vado a ficcare?
Fedifrago si, ma non sono (e non sarò mai) collezionista di prede femminili di cui non si ha memoria neanche del nome, ma solo del numero d'ordine progressivo assegnato cronologicamente sul metaforico calcio del fucile.
2 – Anche l'istinto toppa però... se mi attrae la più bruttina di cui lo stesso non so nulla.

Cari miei lettori cosa dite? Sono pronto per il lettino dello strizzacervelli, oppure me la cavo con uno di quei proverbi di un tempo scontati e perbenisti?

P.S. - non appena ritorno in quell'ufficio (quando non so) vedrò di approfondire la conoscenza della signora (o signorina “B”)
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A volte noi “bipedi umani” siamo davvero strambi. I nostri comportamenti sfuggono a qualsiasi catalogazione, molto ma molto più di quanto noi possiamo minimamente fantasticare. Pane succulento per i denti di strizzacervelli e/o antropologi. Proprio oggi ne ho avuto dimostrazione su me...
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25/02/2012 17:34:58
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Il... grande fratello

23 febbraio 2012 ore 11:41 segnala
Questa è cosa fresca fresca... di poco fa.
Per lavoro mi trovo spesso ad operare in uffici e altri luoghi, come dire... dove c'è varia umanità che si guadagna da vivere imbrattando carte, fatture, listini etc etc...
Insomma… poco fa ero in uno di questi uffici.
La città è quella Zeta, il palazzo periferico, anche se di recente costruzione piuttosto triste, come lo sono (quasi) tutti quelli che hanno uffici al piano rialzato.
All'interno però è molto luminoso, con dei finestroni dai vetri pesantissimi che però guardano su dei periferici terreni incolti che, non aspettano altro che un bello speculatore per distruggere ancor più il paesaggio.
Dentro l'ufficio ci sono le solite robe da ufficio, scrivanie, fotocopiatori, computer, mobili presi all'Ikea, lampade di presunto design, qualche stampa di dipinti strafamosi (tra parentesi: negli uffici “impazzano” Klimt e Mirò, sono ovunque, ma avranno idea di chi erano?).
Delle due segretarie impiegate li oggi ne trovo una sola.
Ragazza 33enne, bruna molto piacente, mediamente “tirata”nell'abbigliamento con firme bene in vista da testa a piedi, efficiente nel suo lavoro, laurea in economia con il massimo dei voti bene in vista dietro la sua scrivania...

Ormai visto che sono anni che frequento il posto, abbiamo anche una certa confidenza quindi alle 10,30 arriva il fatidico caffè (pessimo come tanti caffè di macchinette improbabili) di mezzo mattino offerto con un sorriso a tanti denti.
Mentre facciamo pausa chiacchierando di varia umanità, d'improvviso la bruna si precipita fuori dalla stanza, e anche dall'ufficio, e in pochi secondi e' giù in strada.
Non riesco a capire che diavolo succede.
Visto che oggi c'è un anticipo (striminzito) di primavera, apro la finestra e guardo cosa mai possa avere portato l'efficiente bruna fuori dall'ufficio.
La vedo ferma sul marciapiede che guarda estatica non so cosa...
Mi sforzo di capire e in lontananza vedo passare un tizio, lei lo segue con lo sguardo e fino a che questo non svolta l'angolo dell'altro isolato la bruna non lo perde di vista.
Uscito dalla visuale il tizio, la bruna segretaria ritorna in ufficio.
Un po meravigliato le chiedo il motivo di cotanta uscita.
Ma non lo hai riconosciuto?
No, chi è un parente tuo o del tuo titolare?
Ma nooooo!
E' chi è allora, un tuo spasimante? - (la brunetta per quanto so e è libera da impegni di coppia)
Ma daiiiii è famosissimo...
Non so chi sia dico.... (Continuo a non capire, il tizio era uno assolutamente anonimo, sembrava quanto di più beceramente anonimo può girare nella periferia della città di Zeta, a parte un bel po di gel su un taglio di capelli che il mio barbiere di 75 anni definirebbe “alla scapigliata maniera”
Ma è ******** ******** che ha fatto il grande fratello...
Non lo conosco... - balbetto io
Ugo... ma tu non guardi il grande fratello?
No – balbetto ancora.
Scusami - faccio io appena ripresomi dallo stupore.
Scusa, posso farti una domanda? Ma... sai per caso chi era Gerge Orwell?
Aspetta... non era il presidente degli stati uniti prima di quello “nero” di adesso?
Rimango in silenzio, basito, cosa altro posso dire???
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Questa è cosa fresca fresca... di poco fa. Per lavoro mi trovo spesso ad operare in uffici e altri luoghi, come dire... dove c'è varia umanità che si guadagna da vivere imbrattando carte, fatture, listini etc etc... Insomma… poco fa ero in uno di questi uffici. La città è quella Zeta, il palazzo...
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Ho ricevuto una lettera che non aspettavo...

21 febbraio 2012 ore 18:00 segnala
Non è poi tantissimo che ho deciso di usare questo Blog per condividere qualche mio avvenimento, e qualche ricordo bello o meno...
Sono anche rimasto meravigliato che nonostante sia l'ultimo arrivato qui, c'è già chi presta attenzione alle mie “invettive” e a qualche mio ricordo.

Invece, da un paio di giorni qui su Chatta, mi è accaduto un qualcosa che mi ha stupito e, (lo ammetto) anche emotivamente scosso...
Ho ricevuto (privatamente) una Email di una persona di cui (colpevolmente) avevo perso le tracce credo da quasi 10 anni.
Questa persona, anche lei ora iscritta su Chatta, gironzolando... ha trovato il mio profilo, ha letto il mio blog e mi ha scritto una mail (fortunatamente ho ancora attiva una mail che uso dal 1998, chiedendomi se mi ricordavo di lei...
Certo che mi ricordavo di lei...
Ci siamo scambiati un po di mail raccontandoci di noi, e oggi la Signora “A” chiamiamola così, (anche lei ora partecipante nel vasto, ma poco dichiarato universo dei “fedifraghi”) mi ha chiesto di pubblicare sul mio Blog (logicamente nel più totale anonimato) un qualcosa che ha scritto in ricordo di me qualche anno fa, quindi già anni dopo che ci eravamo persi di vista... ma sempre rimasto nel famoso “cassetto”.
Onorato di questo, faccio solo opera di copia incolla, sperando di far partecipe qualcuno della cosa.

Ciao Ugo, come vedo dal titolo del tuo Blog, anche io perbenista pentita, per ravvivare il fuoco della passione, e con un occhio all'orologio della vita cerco quelle che qualcuno ipocritamente definisce “piccole distrazioni”.
Caro Ugo è... la vita, e fai bene a dichiararlo così senza giri di parole.
Non so nulla di come stai, di cosa fai, di come è la tua vita, magari me lo racconterai con calma.
Ti accludo qui queste poche righe che ho scritto quattro anni dopo che ci si è visti (ormai sono passati 10 anni)...
Ti chiedo di pubblicarle nel TUO Blog, magari a qualcuno piacciono...


Caro Ugo, ormai sono quattro anni che ci siamo persi di vista.
Credo che questa lettera non arriverà mai a destino, per adesso voglio tenerla nel cassetto (piccolino questo) delle cose belle.
La mia vita è un po cambiata.
Ho avuto la fortuna di incontrare “LUI”, quella persona speciale e dolcissima che mi ha ridato la gioia e che ora è davvero “il compagno” della, e nella mia vita.
Nonostante questo, spesso, molto spesso mi ritrovo a pensare a te.
Ci siam parlati (scritti in verità) per quasi due anni, raccontandoci di noi tutto, e anche oltre, forse.
Caro Ugo, sei stata la persona che mi è stata più vicina in quel complicato periodo della mia vita quando stavo “cambiando pelle”, per eliminare tutto il marciume bigotto e perbenista che l'essere nata in una famiglia troppo tradizionale, aveva messo sulle mie spalle come una sorta di ulteriore peccato originale.
Mi hai aiutato molto, come mai nessuno in vita mia aveva fatto, mi sei stato vicino anche a centinaia di chilometri di distanza.
Mi hai spronata, mi hai fatto capire che il buio non era poi così da far paura.
Mi hai regalato i tuoi pensieri, le tue esperienze che ho fatto miei.
Mi hai contagiato anche il tuo apparente cinismo, che in realtà ho capito che è la tua grande forza.
Pian piano ho buttato via la mia pelle posticcia che forzatamente indossavo da quando ero venuta al mondo, e sono nata ancora, sono nata di nuovo.
Tu in questo parto tardivo, mi eri vicino.
Tu mi hai dato la forza.
Tu sei stato quello che bisbigliando mi hai fatto fare l'ultimo passo.
Poi... quel giorno finalmente ci siamo incontrati: l'unico nostro incontro, dove finalmente ci siamo guardati negli occhi.
E' stato bellissimo.
E' stata la prima volta che ho sentito la tua voce, ma già ti conoscevo nell'anima.
Siamo stati insieme solo quel giorno, meraviglioso nella sua semplicità.
Tu sei entrato in me, con l'anima e con il corpo, e io ti ho accolto con la gioia candida del desiderio di una ragazzina.
Siamo stati benissimo.
In vita mia non avevo mai provato una sensazione di così bella leggerezza.
In vita mia non avevo mai accolto con tanta gioia nel mio corpo, una persona come te.
In vita mia, non avevo mai provato una gioia così luminosa e semplice
In vita mia non era mai successo un qualcosa così.

Il tempo di quel quel giorno era dilatato, un giorno lunghissimo.
Il nostro mondo era in quella camera di albergo che, guardava il sole e la pineta verso il mare.
Il nostro mondo eravamo noi.

Poi ci siamo salutati senza prometterci nulla.
Ci siamo sentiti ancora per un po.

E come una candelina che si spegne, ci siamo persi, forse per colpa mia...



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Non è poi tantissimo che ho deciso di usare questo Blog per condividere qualche mio avvenimento, e qualche ricordo bello o meno... Sono anche rimasto meravigliato che nonostante sia l'ultimo arrivato qui, c'è già chi presta attenzione alle mie “invettive” e a qualche mio ricordo. Invece, da un...
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Errori (orrori...) madornali - Il ritorno...

18 febbraio 2012 ore 16:50 segnala
In questi ultimi giorni causa lavoro e altre “menate di incombenze pratiche”, tempo e buon umore latitano.
Di potenziali “complici” per me, fedifrago ancora in cerca, ne vedo pochine in giro (anche qui), e così quel poco di tempo che per ora ho deciso di spendere su questa piazza virtuale, lo dedico a leggere con attenzione i tanti blog qui presenti.

Lettura amena, lettura varia.

C'è proprio di tutto nei blog.
Per alcuni è (e diventa) una sorta di confessionale, per altri un qualcosa di indefinibile ma molto vicino al concetto di discarica dei pensieri in eccesso.

In tanti blog invece si rileva una sorta di “vuoto pneumatico”, in altri invece il concetto di “vuoto” sfida le leggi della fisica, e si trasforma in malcelato delirio di quel che si vorrebbe essere e che invece non si sarà mai, neanche con l'aiuto di un noto detersivo che lava sempre più bianco.

Dicevo... vagabondando per i blog, si legge, si legge... e qualche volta metto mano al mouse e clicco sul “mi piace”, per comunicare in breve che quel che è scritto, ha in qualche modo smosso le mie sinapsi e la mia sensibilità.
Lode a questi!

Ma... come avevo già scritto in un mio predente post, spesso sintassi e grammatica (per non parlare della povertà diffusa del lessico) latitano.
In questi casi solitamente passo avanti.
Non amo chi sminuisce le sfumature della lingua con marchiani e rozzi errori o gergo da (defunti) telegrammi.

Ma... stamattina invece un blog (che logicamente non cito) mi ha colpito: una bella dichiarazione d'amore di una gentile signorina per il suo amato.
Dichiarazione dolce, bella, piena, luminosa direi... se mi è permesso il termine.
Ma... imbottita e sminuita nella sua poesia da un assortimento di svarioni da far perdere i sensi anche al più tollerante e pacioso insegnante di Italiano di provincia.

Scambi di vocali, punteggiatura messa a caso (come nella “mitica scena del film Totò, Peppino e... la Malafemmina), doppie mancanti o abbondanti dove non occorrono, elisioni e troncamenti “random” ma logicamente anche questi mai e dove quando servono davvero...
Uso incauto di verbi e coniugazioni...

Passi questo per una/uno straniero, che prova ad esprimersi nella nostra lingua (che qui son tanti, e davvero ammirevoli!) ma avvilente per chi superati i trenta anni, deve confrontarsi con le complessità della vita del ventunesimo secolo.

Ma... questa mattina contravvenendo alla mia regola di non infierire, ho preso coraggio e in tono gentile e leggero ho commentato il post.

Ho iniziato con i complimenti per i sentimenti espressi dal cuore e, senza scendere in dettaglio (sarebbe stato troppo lungo...) ho fatto gentilmente notare la cosa.
Tempo pochi minuti e... immaginate voi la risposta...
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In questi ultimi giorni causa lavoro e altre “menate di incombenze pratiche”, tempo e buon umore latitano. Di potenziali “complici” per me, fedifrago ancora in cerca, ne vedo pochine in giro (anche qui), e così quel poco di tempo che per ora ho deciso di spendere su questa piazza virtuale, lo...
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18/02/2012 16:50:18
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