[racconto] La bottega degli Archetipi

21 agosto 2019 ore 09:24 segnala

Batteva la pioggia quel giorno, nel quartiere multietnico della Città, una zona ricca di umanità e piccoli negozi a vetrina singola. Carlo percorreva il lungo viale principale con una meta precisa, tenendo nelle mani un ombrello aperto e un sacchetto di plastica con dentro una scatola.
Gliene avevano parlato di quel negozio particolare, dove si vendevano articoli unici nel loro genere, introvabili persino sulle più grandi piattaforme di e-commerce globale. Pare non fosse un negozio particolarmente di moda, era invece rivolto a una clientela di nicchia, anche perché vendeva merce molto costosa. Tuttavia Carlo era intenzionato quantomeno a visitarlo, magari a schiarirsi le idee col negoziante, se non proprio a comprare.
Dopo una lunga scarpinata finalmente l’insegna era davanti a lui: “Bottega degli Archetipi”. Carlo vi entrò senza indugi e la campanella della porta che si apriva trillò, indicando l’ingresso di un nuovo cliente al negoziante, un ometto minuto e occhialuto, che non portava bene gli anni della sua mezza età. Con l’aria di chi si trova catapultato tra gli scaffali per caso, Carlo cominciò ad aggirarsi per il negozio con l’aria distratta e le mani dietro la schiena. Il negoziante era un uomo esperto, e di gente che entrava facendo la vaga se ne trovava decine al giorno, quindi decise di venire in aiuto del cliente: «Posso aiutarla?». Carlo si sentì scoperto e gettò le carte in tavola sentendo di potersi fidare: «Guardi, è la prima volta che vengo. Non so nemmeno se è il negozio giusto. Cosa sono queste confezioni su questo scaffale?». L’ometto occhialuto lasciò il suo posto alla cassa per venire a illustrargli i prodotti esposti sullo scaffale indicato da Carlo: una serie di bottiglie di vetro, di foggia e colori diversi, con particolari etichette che parevano accuratamente illustrate a mano, ciascuna con una bustina di polvere legata al collo con un vezzoso fiocco di raso. «Come ben saprà noi qui vendiamo Archetipi di tutti i tipi. Questi sono i nostri bestseller, gli archetipi d’amore. Vede che belli?», gli disse prendendo dallo scaffale e mostrando a Carlo una bottiglietta di vetro azzurro sulla cui etichetta si leggeva, scritto in caratteri corsivi e volteggianti, “Amore per tutta la vita”. «E come funzionano, esattamente?», chiese Carlo mostrando molta curiosità. «È semplicissimo. Basterà aprire la bustina legata alla bottiglia, versarne il contenuto dentro e agitarla per un paio di minuti in modo da farla sciogliere. Poi bisognerà bere tutto il contenuto entro 5 minuti. E l’effetto è garantito».
-«Davvero garantite l’effetto? Cioè, se io bevo questa bottiglietta sono sicuro di trovare un amore che duri tutta la vita?»
-«Assolutamente sì. Garantito al 100%, per questo i nostri prodotti hanno il loro costo. Ma è roba seria, vede? “Made in Germany”, le fanno in laboratori ultratecnologici, è un prodotto sicuro e collaudato. Questa non è roba cinese, per intenderci. Naturalmente l’amore non arriva automaticamente dopo aver bevuto, ci vorrà il suo tempo, potrà essere un giorno, un anno o tre anni, ma è garantito che arriverà.»
-«Incredibile. E avete solo il filtro per l’amore per tutta la vita?»
-«Innanzitutto non chiamiamoli filtri, sono archetipi liofilizzati idratabili. Non parliamo di magia, ma di scienza. E poi ne abbiamo di tutti i tipi, guardi qui. Abbiamo “Anima gemella”, “Grande amore”, “Attrazione fisica”, “Opposti che si attraggono”, “Chi si somiglia si piglia”… »
-«Davvero meraviglioso, c’è davvero una vasta scelta. Ma senta… io ho compiuto 40 anni la settimana scorsa, e mi hanno regalato questo», e così dicendo Carlo estrasse dalla busta di plastica una scatola di cartone dai colori sgargianti su cui campeggiava la scritta “Amore verso persona già impegnata”, e sotto più in piccolo “Collezione Passioni Travolgenti e Contrastate”. «Me lo hanno regalato i colleghi, ma penso che non faccia per me; posso cambiarlo?». Il negoziante prese la scatola tra le mani con un sorriso ironico: «Mi dispiace, ma sicuramente non è stata comprata qui. Questo non è un archetipo, è uno stereotipo. Robaccia da due soldi, se posso permettermi, non è nemmeno la stessa marca che trattiamo noi… Devono averlo comprato nel negozio di stereotipi che c’è sulla traversa a destra, duecento metri più avanti sul viale», e così dicendo restituì la scatola a Carlo. «Ah, che peccato», disse lui riponendola nel sacchetto di plastica, «beh senta, comunque sono interessato all’archetipo “Opposti che si attraggono”, quanto costerebbe?»
-«Lei è fortunato, lo abbiamo in sconto fino a sabato. Può comprarlo a 1500 euro invece che 2500, ed è compresa la garanzia: dopo dieci anni può restituire la confezione con lo scontrino originale, e se non ha funzionato la rimborsiamo. Però le consiglio di fare in fretta, abbiamo scorte limitate e si tratta di un articolo molto richiesto».
-«Lo prendo allora. Posso pagare con carta di credito?»
-«Certamente. Le istruzioni per l’uso le conosce già dunque, ad ogni modo sono anche descritte chiaramente sull’etichetta e per ogni evenienza può sempre rivolgersi al numero verde dell’assistenza clienti. E mi raccomando, non perda lo scontrino», gli disse il negoziante ricevendo la carta di credito da Carlo e portando a termine il pagamento. «Ecco a lei il suo archetipo. Grazie per l’acquisto e si goda il suo “Opposti che si attraggono”, ha fatto un’ottima scelta. In confidenza, l’ho usato anche io per trovare mia moglie e mi sono trovato benissimo».
-«Che bello! Spero di avere la stessa fortuna allora. Grazie mille, e buona serata», e così dicendo Carlo uscì col suo nuovo acquisto dalla bottega, felice e soddisfatto per l’acquisto, aprendo in strada l’ombrello per proteggersi dalla pioggia che continuava a imperversare con ancora maggiore intensità di quando era entrato. La porta del negozio gli si richiuse lentamente alle spalle, facendo nuovamente trillare il campanello.

Qualche istante dopo, dal retrobottega uscì una donna con un pesante scatolone tra le mani, che andò a depositare sul bancone della cassa. «Era un cliente?», chiese la donna al negoziante. «Sì, ha comprato un “Opposti che si attraggono” scontato», rispose l’uomo riponendo la ricevuta della transazione con la carta di credito.
-«Io davvero non capisco questa campagna di sconti che hai voluto fare, eppure le vendite erano già buone».
-«Bisogna dare l’occasione di comprare anche alle persone che non sono ricche. Lasciami fare a modo mio per favore, la mia strategia di marketing funziona. Quando il negozio vendeva placebi e lo gestivi da sola, non mi pare che gli affari fossero così buoni, no?»
-«No, però quasi rimpiango quei tempi. A furia di lavorare insieme litighiamo tutto il giorno. Almeno prima litigavamo solo a casa e per problemi di coppia. Vediamo le cose in modo troppo diverso».
-«Che vuoi farci, gli opposti si attraggono».
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« immagine » Batteva la pioggia quel giorno, nel quartiere multietnico della Città, una zona ricca di umanità e piccoli negozi a vetrina singola. Carlo percorreva il lungo viale principale con una meta precisa, tenendo nelle mani un ombrello aperto e un sacchetto di plastica con dentro una scatola...
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