Quanti anni fai?!

01 dicembre 2010 ore 21:23 segnala
Già compiere gli anni è un delicato momento di passaggio che ci mette di fronte a bilanci esistenziali inevitabili. Quando si va a ritirare la torta di compleanno in pasticceria si confida nella certa discrezione della commessa che mai ti metterà in imbarazzo rivelando la tua età agli a te sconosciuti avventori del locale. Infatti: "Vuoi delle candeline sulla torta?". "Sì, grazie". "Quanti anni fai?". "Trentacinque". La commessa si avvicina ad un cassetto. "Scusa, hai detto quanti anni?". "...Trentacinque". La commessa ravana dentro al cassetto e chiede: "Trentacinque?!". "...Sì, ... trentacinque". "Ecco qua", dice, sbandierando al vento il numero 35 con la candelina rossa ficcata sopra.
Usciamo con la torta, il numerino, la candelina, e vent'anni di più, oltre i trentacinque, sulle spalle.

Però è stato un bel compleanno!!!
 

Pensavo fosse ammore...

02 marzo 2010 ore 23:12 segnala
Che, si sa, anche Cenerentola avrà sentito puzza di bruciato, quando la Fata Madrina le ha trasformato la zucca in calesse. "Niente niente vorrà dirmi qualcosa?", avrà pensato da serva, salvo poi dimenticarsi delle sue sventure una volta messo nel sacco il principe e accaparrata la dote.
Io invece non imparo. Non sento puzza di bruciato nè prima, nè mentre, nè dopo.
Così lui mi invita a pranzo, mi osserva con occhi da triglia bollita mentre mangio (tanto che - oh, panico - mi chiedo tutto il tempo se ho frammenti di cibo sparsi per tutto il viso, considerato che mi guarda continuamente con curioso interesse) e mi abbraccia e mi stringe tutto contento brindando più volte a quanto sono fantastica.
A pranzo terminato, rito vuole che ci si stenda - complice la digestione - a guardare qualcosina abbracciati teneramente.
Cenerentola a questo punto avrebbe già le mani del principe in zona cesarini e si starebbe solo chiedendo se dargliela subito o aspettare l'ora dell'aperitivo; invece a me tocca sorbirmi due ore e mezza di foto dei suoi viaggi in solitaria in giro per il mondo e altre due ore circa di filmati in bianco e nero sulla storia del tango.
PIù di quattro ore passate a chiedermi cosa mai volesse significare il fatto che mi tenesse abbracciata stretta e mi passasse la mano sui capelli sussurrandomi cose carine a non finire, per poi sospettare vagamente che di significato poteva anche non essercene alcuno, che lui  - mentre praticamente mi sta facendo uno shampoo - mi racconta che si è messo con una tipa, e che la mia, di Fata Madrina, più di un calesse non poteva regalarmi.

On the road

26 settembre 2009 ore 02:24 segnala

Le abitudini sono dure a morire. E anche se siamo in bolletta, ce l'abbiamo fatta a tenere alti i fasti antichi delle nostre serate. Dopo aver ricercato con attenzione ogni possibile occasione gratuita per trascorrere la serata, abbiamo ceduto alla festa di strada di un quartiere che non è neanche nostro. Ma non ci siamo mica fatte abbattere. E al quarto giro di birra ho proprio pensato che ero contentissima di averti ritrovata.
Grazie, T.  

Saturday night fever

22 febbraio 2009 ore 12:15 segnala
Il riferimento ai bagordi notturni che forse avete colto sta solo nell’ironico uso del titolo. La verità è che sono incazzata perchè la febbre mi ha stroncata proprio nel weekend, e non è giusto. E’ anticostituzionale. Non si può lavorare tutta la settimana e poi venerdì sera ammalarsi. Ma io non ho ceduto. E, pur di fare qualcosa fuori casa, accetto anche un invito a teatro. Febbriccitante, col naso continuamente dentro a un fazzoletto e sfidando brividi di freddo e attacchi improvvisi di sonno, mi guardo - tutto - il Macbeth in tre atti di e con Gabriele Lavia.
Minchia. Neanche nel mio delirio da febbre peggiore avrei potuto produrre incubi del genere. O Shakespeare stava peggio di me, o si drogava.

Vacanze intelligenti...

04 gennaio 2009 ore 18:50 segnala

C. è stata na Vendetta!!!! :pig

Se semo magnate questo e quell'artro monno !!!

Tanti auguri

26 dicembre 2008 ore 21:31 segnala
In tutto ciò, tra pranzi e spaparanzi, io mi godo il Babbo Natale che hanno piazzato al centro del mio paese. Mica pizza e fichi!!!

E morì con un falafel in mano

20 dicembre 2008 ore 12:15 segnala
Il titolo l'ho preso in prestito da un libro, ma non siamo mica tanto lontani dalla verità. Dopo giorni di duro lavoro, in cui mi sono cibata esclusivamente di merendine confezionate estratte dalla macchinetta a gettoni della scuola, non ti vado ad uscire ieri con l'altra banana?! Tutt'e due affamate, abbiamo la brillante idea di entrare in un fast food persiano, attirate dall'esotico e invitante bancone. E già io parto lanciatissima: "Un kebap, e mettici tutto dentro!!!" (anche minacciosa, se vogliamo). Ma non sappiamo neanche resistere al trionfo di polpette in salsa di melanzane, ai falafel, al riso basmati e ai vari yogurt e salsine piccanti che ci fanno l'occhiolino da dietro il vetro. Insomma, prendiamo tutto. Anche uno sformato con piselli e zucchine, che non ha poi l'aria di essere un cibo tipicamente persiano. Ma non ci piacciono i pregiudizi. Se è un locale persiano questo tortino avrà un nome persiano, e non sia mai che noi perseveriamo nell'ignoranza. L'altra banana:" Che nome ha questa cosa?!". Il venditore:"Torta di verdure". Lei:"Ah, sì, ma io intendevo il nome persiano". Lui:"...uhm ...torta di verdure". Così, zitte zitte, ci siamo sedute al nostro posto, a scofanarci mezza Persia. Sennonchè... io ve lo dicevo che il mio stomaco non c'era più abituato. Stanotte sono rimasta sveglia e piegata in due dal dolore, presa dalla... scioglievolezza del falafel e, credetemi, tutto ciò non ha niente a che fare con la voluttuosa pubblicità del cioccolato.

Dedicato...

18 dicembre 2008 ore 18:23 segnala
...alla terza banana.

Non mi chiedermi

09 dicembre 2008 ore 22:28 segnala
Ecchecazzo... altra giornata spesa a scuola, dentro quattro grigie mura... Non mi chiedermi come mi sento.
Intanto ti immagino... mentre mi confezioni il medley per il mio compleanno. Allora ti dedico questa con tutto l'ammore che sai. Forse non la balleremo, ma potremmo ricordarcela a lungo!!!

Cronaca di un dialogo surreale

11 novembre 2008 ore 23:02 segnala

T: -Ti rendi conto che è da stamattina alle 8 che sono qui a scuola? mi sono sostenuta solo con le dosi di cioccolata che mi hai mandato!-

C: - Non me lo dire a me, io avevo pure la visita al museo. Ho preso l'autobus alle 8.oo per riprenderlo alle 8.40 in direzione opposta, ma vaff...-

T: - Mi sembriamo i nani di Biancaneve, tutto il giorno in miniera -

C: ( ridendo) Hei ohh hei ohh andiamo a riposar...

T: - Ma poi che cazzo avevano da fischiettare tutto il giorno...mah -

C: - Beh 7 nani in fila uno dietro l'altro, magari si divertivano pure...-

T: - Dipende...l'ultimo senza dubbio... ma poi chi è che sta davanti nel cartone?-

C: - Brontolo, credo, per forza era sempre incazzato!!-

T: - E l'ultimo della fila, il più paraculo, quello sì che ha capito tutto della vita, ma chi è ? -

C: - Mi sembra che fosse Cucciolo...quello che sembra il più imbecille, hai capito?-

T: - Proprio una perfetta metafora della vita, sono quelli che sembrano più deficenti che te lo mettono in ...-

Silenzio... rumori della macchina, niente stereo...risate.

C:&T.: - Ma che minchia di discorso è?-

E' la stanchezza, ci stanno contagiando quelle baldracche delle colleghe. Non si può andare al lavoro alle 8 e uscire alle 20, ma mica lavoriamo nello staff della Casa Bianca e le sorti del mondo dipendono da noi? Marò Non si affronta sta giornata.

P.s. In preda a un dubbio esistenziale ho voluto controllare. C. sei un mito, pure l'ordine esatto della fila dei sette nani ti ricordi, a chi vuol essere milionario devo scrivere...

Comunque siccome ogni racconto zen deve avere una degna morale sulla quale rifletterete per giorni e poi vi arriverà come un'illuminazione tipo Nirvana, la morale del dialogo è: MAI DARE LE SPALLE A CUCCIOLO...:zompa