Il rumore del silenzio

20 dicembre 2014 ore 01:09 segnala


"La mia anima strafogata di birra è più triste di tutti gli alberi di Natale morti del mondo."
C.Bukowski



Seduto al tavolo di un bar, accanto a me un gin tonic.

Stasera è una sera delle mie, una di quelle che è da un po' che non mi menavano il cazzo.

Stanno lottando ma la lotta è impari, oggi Hyde ha la meglio sul povero Jekyll, lo stomaco vince sul cervello, l'istinto sulla razionalità.

Avrei voglia di urlare il mio sconcerto, la mia impotenza ma a niente servirebbe.
E allora cosa c'è di meglio di qualcosa che ti annebbi la mente? Bevo, ingollo il mio veleno e fumo.

Sono triste, sento l'altrui tristezza, sofferenza e soffro a mia volta, come in un vortice, quel vortice.

Non c'è quasi mai niente che va come dovrebbe andare ma tutto va come deve. È un senso di razionalità che mi uccide.

Si avvicina il Natale, l'ennesimo Natale come tutti i Natali.... triste.

Lo scrivo e mi pento, mi sento in colpa verso chi invece è felice di passarlo con me ed io sarei felice a mia volta ma..... io non posso esserlo, non mi è permesso. Non a me..... e non solo.

Quell'albero mi sorride, io l'accendo e lui mi sorride. Un albero, ho un albero di Natale. Ma a che serve se sotto ci sono regali non scartati. A cosa?

Natale. Rinascita. Morte. Sto bevendo, troppo. Sto bevendo, il giusto. La mia mente ormai è annebbiata, come la mia stupida esistenza......... come l'ennesimo Natale che non vorrei.

Non vorrei, non volevo ma non ho resistito al passaggio in birreria. Mi son rifatto dell'astemia di inizio settimana ma ora sono addoppiato. Ucciso da questo silenzio assordante.

Quanto vorrei un segnale ora, un ok, è tutto ok. No, silenzio.
Se era una prova, io non l'ho superata, non ce la faccio è troppo rumorosa questa quiete. Perdonami.

Io vorrei..... Vorrei.... Vorrei..... Quel che non mi è permesso avere.


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« immagine » "La mia anima strafogata di birra è più triste di tutti gli alberi di Natale morti del mondo." C.Bukowski Seduto al tavolo di un bar, accanto a me un gin tonic. Stasera è una sera delle mie, una di quelle che è da un po' che non mi menavano il cazzo. Stanno lottando ma la lotta ...
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Esplosione di una bolla

05 dicembre 2014 ore 20:00 segnala


"Quel che sembra spesso non è .... quel che si percepisce, si."
Under



Ho promesso di non spaccarmi ma non ce la faccio è troppo il dolore che ho dentro, ne ho bisogno.
Mi preparo un Negroni a modo mio, uno di quelli che tutto lenisce. Accendo una Marlboro.

L'orologio che mi ha regalato, ieri si è fermato con le lancette che segnano le 8:30 e oggi si è rotto il suo accendino, quello con la sua iniziale.

Mai sottovalutare i segni. Io non lo faccio, lo sentivo. Ma cosa mai posso fare io?

Le avrei voluto dire che stava sbagliando e so che è così ma peggio degli sbagli ci sono solo i rimpianti. Nessuno dovrebbe averne. Si, glielo avrei voluto dire ma non l'ho fatto.

Le avrei voluto dire “prendi quel treno”, le ho detto “non partire”.

Le avrei voluto dire che oggi ero dilaniato, le ho detto “non ti preoccupare”.

Le avrei voluto dire che lei è la mia vita, le ho detto “è la tua vita, tu devi scegliere”.

Poi le ho detto ciao ….. ma sapeva di Addio!



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« immagine » "Quel che sembra spesso non è .... quel che si percepisce, si." Under Ho promesso di non spaccarmi ma non ce la faccio è troppo il dolore che ho dentro, ne ho bisogno. Mi preparo un Negroni a modo mio, uno di quelli che tutto lenisce. Accendo una Marlboro. L'orologio che mi ha reg...
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Il Mio Giorno Più Bello

18 novembre 2014 ore 23:19 segnala


" ..... Capita che sfiori la vita di qualcuno, ti innamori e decidi che la cosa più importante è toccarlo, viverlo, convivere le malinconie e le inquietudini, arrivare a riconoscersi nello sguardo dell’altro, sentire che non ne puoi più fare a meno… e cosa importa se per avere tutto questo devi aspettare cinquantatré anni sette mesi e undici giorni notti comprese? ....." L'amore ai tempi del colera - Marquez G.G.


Impossibile descriverne la bellezza, la lucentezza e il brillare irresistibile dei suoi occhi.

Come imprigionarne l'odore, spiegarvi le sensazioni che in me scatena?

Non è forse audace il provar a raccontare senza mentire la morbidezza della sua pelle, brividi sulla mia?

Difficile, per me, per me che la sogno, per me che quando la penso mi si occlude la gola, mi manca il respiro e vorrei solo piangerne la lontananza.

Come poter tacere tutto ciò quando vorresti dire al mondo che lei è stata tua e che vorresti che lo fosse ancora, ancora, ancora e ancora per sempre. Per sempre essere suo.

Come poter gridare che gli sprazzi di malcelata tristezza sono figli dell'immane grandezza di quel momento, sono solo gocce che cadono da una brocca colma di paradisiaco infernale vino.

Impossibile imprigionare in queste quattro righe la bellezza del suo spirito, la sua gentilezza, la sua voglia di me, la mia voglia di lei.


Sguardi, abbracci, baci. Caldi baci, passionali. Voglia di stringerci più forte, passione. ..... Attesa. Attesa. Attesa.

Attesa finita.

Finalmente tua, finalmente suo. Le braccia si incrociano, le labbra possono correre libere, le lingue incontrarsi, le pelli toccarsi, gli odori mischiarsi. Sapore di umori, pelle umida, suoni, silenzio, gemiti, dolcezza dei movimenti, impeto, intreccio di corpi, esaltazione, perdita di controllo, incoscienza, vedere la luce, esplosione, esplosione, esplosione finale ...... lava incandescente. ...... Caduta dall'oblio.

Cercami, ti cerco, abbracciami.

Come poter ora dimenticare? Tristezza. Io non voglio dimenticare, non posso e non voglio.

Abbracciami ancora, questa è la nostra giornata, lontano ancora è il tramonto ...... Ricominciamo.

Ho voglia di bruciare all'inferno.

..... Ancora ..... Ancora ..... Ancora.

Se tu brucerai con me .....


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« immagine » " ..... Capita che sfiori la vita di qualcuno, ti innamori e decidi che la cosa più importante è toccarlo, viverlo, convivere le malinconie e le inquietudini, arrivare a riconoscersi nello sguardo dell’altro, sentire che non ne puoi più fare a meno… e cosa importa se per avere tutto ...
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Il vuoto che ho dentro

16 novembre 2014 ore 21:27 segnala



".... anche se non sai cosa ti manca, puoi sentirne forte la mancanza ...."
A un isolato da te - F.Renga



E' buio, è profondo, è vuoto, enormemente vuoto. E' dentro di me.

E' un avido buco nero affamato che tutto risucchia. E urla e gracida e richiama la mia attenzione.

Non c'è sonno che lenisce, non c'è cibo che sazia, non alcool a sufficienza, non nicotina .... non lacrime.

Se ne sta li, al centro della mia anima e si nutre della mia vita, si nutre di me.


Un altro fine settimana assurdo è passato. Sono tutti assurdi. Assurda la vita lontatna da lei.

Perché? ..... Mi chiedo perché. E non lo capisco, centomila risposte non mi danno risposta.

Si vive e si muore ma spesso si sopravvive solamente.

Un week end pieno di surrogati. E' come nutrirsi di aria.

Respiri, sopravvivi ..... ma non vivi. Non vivi senza lei. Sono ore a respirare, non a vivere.

E il tempo passa, fottutamente scandito dai miei mille orologi e si beffa di me ... di noi.

La vita mi sorride ironicamente, mi porge l'amore e poi me lo leva, me lo da e me lo leva, prendendosi gioco di me.

Mi mostra come potrebbe essere e non sarà mai e poi sadicamente mi rigetta nel mucchio, per esser divorato da demoni vestiti di assurdi rombi.

E io li guardo e li vedo: felici di nulla, appagati di niente, come mosche allo zucchero consumano la loro assurda esistenza. Consumano me.

Io non sono come loro, non voglio esserlo .... oppure si? Cazzo, lo sono?

Non lo so, non so più niente. Non sono carne, non sono pesce, non sono niente.

Io so solamente che quando sono con lei il buco scompare.


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« immagine » ".... anche se non sai cosa ti manca, puoi sentirne forte la mancanza ...." A un isolato da te - F.Renga E' buio, è profondo, è vuoto, enormemente vuoto. E' dentro di me. E' un avido buco nero affamato che tutto risucchia. E urla e gracida e richiama la mia attenzione. Non c'è ...
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Ricordi di Una Storia che si Ripete

12 novembre 2014 ore 01:18 segnala



"Desidero tanto ciò che non è qui e non so dove altro andare."
Charles Bukowski



Via di periferia, strada impolverata.
La palla rimbalza sul fondo imbrecciato e sconnesso. Pomeriggio di fine estate, afa.

Rivoli di sudore disegnano strade sulle facce polverose ed affannate di quei volti giovani tesi nel ricercare la vittoria, nel rincorrere il pallone.

Lo scorgo, lo ricordo, lo riconosco tra tutti. Ha i capelli mossi, arruffati, tanti e corvini.

Non ha mai voluto perdere, non si è mai rassegnato alle sconfitte, sgomita in quel che sembra il vano tentativo di recuperare una partita ormai compromessa.

Allora come ora, anarchico e intollerante, ultimo a mollare.
Come in una gara da recuperare, ha lottato, lotta e non molla in attesa dell'occasione.

Una spinta, non resiste, cade a terra. È l'occasione, il calcio di rigore.
Lo guadagnò allora, cerca di riguadagnarlo ora, toccherà a lui batterlo.

Riflette, ripensa, non ricorda, forse non vuole ricordare.
La partita stava per chiudersi, era l'ultima occasione.

Rimane il bambino con l'immaginaria maglia numero sette, i compagni, gli avversari, un portiere ed una porta da violare.

Sta per battere, ha battuto........... ma nessun ricordo di come finì quella partita.
Allora come ora.

Come finì? …… Come andrà a finire?


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« immagine » "Desidero tanto ciò che non è qui e non so dove altro andare." Charles Bukowski Via di periferia, strada impolverata. La palla rimbalza sul fondo imbrecciato e sconnesso. Pomeriggio di fine estate, afa. Rivoli di sudore disegnano strade sulle facce polverose ed affannate di quei...
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Dolcetto o Scherzetto ?

31 ottobre 2014 ore 19:33 segnala



"Se non scrivo per una settimana mi ammalo, non riesco più' a camminare, mi gira la testa, vomito, non mi alzo dal letto. Ho bisogno di scrivere a macchina. Se mi tagliassero le mani scriverei con i piedi. Sicché' non ho mai scritto per i soldi, ho scritto per questo stimolo imbecille."
C. BUKOWSKI



Dolcetto o scherzetto?

Giorno di Halloween, finisce anche Ottobre.

Dolcetto o scherzetto?

Tutto ha una vita, che sia breve o lungamente tediosa.

Dolcetto o scherzetto?

E dopo la vita arriva la fine.

Dolcetto o scherzetto?

Son brividi, respiri, attimi, sensazioni, articoli, inezie.

Dolcetto o scherzetto?

Perché dover scegliere, non è cosa stupida?

Dolcetto o scherzetto?

Perché, se puoi avere entrambe le cose.

Dolcetto o scherzetto?

Le scelte comportano sacrifici, per questo sono difficili, le scelte però sono il dolcetto.

Dolcetto o scherzetto?

Il prendere e non scegliere son lo scherzetto, prendi due ma prima o poi ne pagherai tre.

E allora, dolcetto o scherzetto?

Per me un Jack Daniels, grazie


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« immagine » "Se non scrivo per una settimana mi ammalo, non riesco più' a camminare, mi gira la testa, vomito, non mi alzo dal letto. Ho bisogno di scrivere a macchina. Se mi tagliassero le mani scriverei con i piedi. Sicché' non ho mai scritto per i soldi, ho scritto per questo stimolo imbecil...
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Vuoto Temporale

31 ottobre 2014 ore 04:00 segnala





"Basta crederci. Sta a te sapere come interpretare la frase."
Charles Bukowski




Avevo scritto questo:


"Pende, lenta, senza colpo assestare.

Ho dolore alla testa. Forte dolore alla testa.

Vorrei tanto che colpisse li, alla base del collo.

Testa tormentata. Voci che sento. Sirene richiamano la mia attenzione. Perché?

Perché?

Non posso far altro che bere. Altro che fumare. E domandarmi.

Perché?

E lei pende, se ne sta li, silente, affilata.

Vorrei che scendesse, veloce ed implacabile su di me.

Dolore che mi spacca. Nicotina che mi spacca. Alcool che mi spacca.

Non posso non pensare a ciò che so, ciò che sento, ciò che è reale.

Perché?

Confusione ma chiaro sentore.

Odore di muffa, vesti bagnate, ricordi.

Amore, odio, dolore, rancore, bugie.

Perché?

Saper rinunciare è soffrire.

La testa si spacca ma so.

So.

Io so.

Prego la spada che, lenta, silente, dondola su di me.

Ti prego, colpisci. Ti prego colpisci.

Ho freddo in questo luogo, in questo limbo.

Nausea. Vomito. Il mondo gira attorno a me.

Ti prego colpisci ....... Stacca la mia testa e poni fine al dolore."


Poi la spada si è staccata e mi ha colpito.
Non "Ucciso", no ma "Ferito" ...... Regalandomi un buco temporale di cinque ore .....

Grazie Spada


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« immagine » "Basta crederci. Sta a te sapere come interpretare la frase." Charles Bukowski Avevo scritto questo: "Pende, lenta, senza colpo assestare. Ho dolore alla testa. Forte dolore alla testa. Vorrei tanto che colpisse li, alla base del collo. Testa tormentata. Voci che sento. S...
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Aspettando La Pioggia di Novembre

18 ottobre 2014 ore 18:55 segnala



"Lo strizzacervelli non sapeva che l’attesa è una di quelle cose che fa impazzire la gente? La gente aspettava per tutta la vita. Aspettava per vivere, aspettava per morire. Aspettava in fila per comperare la carta igienica. Aspettava in fila per prendere i quattrini. E se non aveva i quattrini aspettava in file più lunghe. Aspettavi per dormire e poi aspettavi per svegliarti. Aspettavi per sposarti e poi aspettavi per divorziare. Aspettavi che piovesse, poi aspettavi che smettesse. Aspettavi per mangiare, poi aspettavi per mangiare di nuovo. Aspettavi nello studio di uno strizzacervelli con una masnada di psicopatici e ti chiedevi se lo fossi anche tu."

C.Bukowski



Pensieri distorti. Musica distorta che esce dalle casse.

Fumo distorto emesso dalla mia bocca e dalla mia Chesterfield.

Distorta la mente dal secondo Negroni, distorta dall'attesa.

Attesa. Situazione che spacca, devasta, angoscia.

Attesa di una notizia, una voce, un operazione, un risultato, un messaggio.

L'attesa devasta.

Mi avete atteso?! Certo che no, ero io che attendevo me stesso.

Dove è me stesso? Dove è Under, o lo stronzo che vi si nasconde dietro.

Ho saltato Settembre a pie' pari. Non avevo nulla da dire .... o forse si.

Forse si, avevo tante cose da dire .... ma non potevo, non posso.

Io amo la mia Rosa e l'attendo.

Per lei ho fatto e farei qualsiasi cosa.

Ho saltato Settembre ..... Ho scritto queste cazzate in Ottobre.

Attendo la mia Rosa, ma l'attesa devasta.


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« immagine » "Lo strizzacervelli non sapeva che l’attesa è una di quelle cose che fa impazzire la gente? La gente aspettava per tutta la vita. Aspettava per vivere, aspettava per morire. Aspettava in fila per comperare la carta igienica. Aspettava in fila per prendere i quattrini. E se non aveva...
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Vortice

26 agosto 2014 ore 09:53 segnala


"E in qualche modo riuscirai a superare i giorni vuoti e i giorni pieni e i giorni noiosi e i giorni detestabili e i giorni straordinari, tutti così piacevoli e così deludenti perché noi siamo tutti così simili e così diversi."
C. BUKOWSKI


Io, ormai diventato cheto scorrere, scura acqua limacciosa, ristagnante liquido senza trasparenza.

Fino a quel momento, istante in cui tu decidesti di tuffarti in me e dare inizio al nostro vortice.

Vorticare emotivo, appagamento di sensi, incrocio di umori.

Coinvolto in questa centrifuga di sensazioni oggi mi specchio e vedo acque limpide ed impetuose.

Io, putrida palude, oggi sono trasparente acqua di mare grazie a te ed al nostro vortice.........


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« immagine » "E in qualche modo riuscirai a superare i giorni vuoti e i giorni pieni e i giorni noiosi e i giorni detestabili e i giorni straordinari, tutti così piacevoli e così deludenti perché noi siamo tutti così simili e così diversi." C. BUKOWSKI Io, ormai diventato cheto scorrere, scur...
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Mela Marcia

20 agosto 2014 ore 21:45 segnala


"Quello che più mi piace è che nel tempo tutto si risolve,
si aggiusta, si cicatrizza,
indipendentemente da quel che penso o faccio.
(se solo fosse vero!...)"
Charles Bukowski



Stasera è una di quelle sere che avrei voglia di piangere, si piangere e farmi del male.

Una di quelle sere in cui la solitudine, che spesso bramo, mi uccide più di ciò che bevo, più di ciò che fumo.

I ritorni sono tristi. Ritorni a casa (quale casa?), ritorni al passato.

Passato che assomiglia al presente, presente avvelenato dal passato. Entrambi che avvelenano il futuro.

Dolore. E' dentro di me, profondo. Dolore come un bozzo che mi soffoca e non vuole uscire.

Vorrei scioglierlo piangendo ma non ci riesco. E' troppo forte la legatura di quel nodo che mi occlude la gola.

Valige da disfare, stoviglie da lavare, brutti ricordi che mi perseguitano da cancellare.

E io non disfo, non lavo e non cancello. Io bevo, fumo e languo. Io porto ed accumulo dolore per poi trasmetterlo agli altri.

Questo è il mio cruccio, non il mio dolore ma quello che trasmetto agli altri, senza volerlo.

Io cerco amore e provo a darlo ma alla fine non è ciò che ottengo.

Io, dall'esistenza avvelenata dal mio essere mela marcia, fuori dolce e dentro amara!

Valige da disfare ..... sofferenza ..... Messaggi a cui rispondere ..... sofferenza ..... Promesse da mantenere ..... sofferenza .... Contratti da firmare .... sofferenza

Io vi chiedo scusa, a tutti coloro che ho fatto piangere, a tutte coloro che ho tradito o trascurato, ad ogni persona a cui ho regalato dolore.

Io vi chiedo perdono ..... Non è colpa mia .... Io son divorato da dentro ..... Io soffro per il vostro dolore

Ma è il mio destino contro il quale sono stufo di lottare .....

Io porto dolore, è il dolore che sento, che mi procura il verme che di me si nutre.

E' lui il demone che mi uccide, corrode la mia polpa ..... mentre un'inutile lacrima scende sulla mia pelle raggrinzita!

E' il mio destino di Mela Marcia .....


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« immagine » "Quello che più mi piace è che nel tempo tutto si risolve, si aggiusta, si cicatrizza, indipendentemente da quel che penso o faccio. (se solo fosse vero!...)" Charles Bukowski Stasera è una di quelle sere che avrei voglia di piangere, si piangere e farmi del male. Una di quelle se...
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