Spicchio di "Luna"

04 agosto 2014 ore 00:26 segnala


“Metà di quello che scrivo non ha alcun senso; ma lo scrivo perché possa raggiungerti almeno l'altra metà.”
Khalil Gibran



La notte regala finalmente refrigerio, dopo una giornata afosa ed un triste pomeriggio.

La luna sembra spaccata a metà, come la mia vita, come le mie case. Dove è casa mia?

Sto guidando, forse vagando alla ricerca di una risposta ma la risposta non c'è.

C'è però l'aria fresca che mi sferza la faccia ed è quello di cui ora ho bisogno, qualcosa di fresco che mi chiarisca le idee. Vorrei una birra fredda.

Mi sorpassano un gruppo di ragazzi in motorino. Li guardo e li invidio.

Ricordo quando ero come loro, quando tutto mi sembrava così contrario ed invece era maledettamente bello.

Una ragazza con un enorme trolley attraversa la strada. La lascio passare, la osservo e mi ricorda lei.

Lei che se ne è andata e che mi manca.

Si, la mia vita è un sentiero a metà........ Metà senza meta.

Sono quasi arrivato ed incontro un vecchio amico. Mi fermo a parlare con lui.

Mi ha fatto piacere incontrarlo. Amicizia a metà, come tutte le mie amicizie.

Parcheggio e leggo il messaggio..... E penso

Penso che lei è l'unica cosa che vorrei fosse l'altra mia metà.... La metà di cui ho bisogno.

Ascolto il mio cuore e mi rendo conto che è una delle poche cose non divise a metà.... .... lui non ha dubbi, batte solo per lei!

Buonanotte Spicchio di Luna


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« immagine » “Metà di quello che scrivo non ha alcun senso; ma lo scrivo perché possa raggiungerti almeno l'altra metà.” Khalil Gibran La notte regala finalmente refrigerio, dopo una giornata afosa ed un triste pomeriggio. La luna sembra spaccata a metà, come la mia vita, come le mie case. D...
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Bolla di una notte di mezza estate

30 luglio 2014 ore 06:43 segnala


"...... Ciò che il tuo occhio al risveglio vedrà il tuo vero amore diventerà...... "
W. Shakespeare - Sogno di una notte di mezza estate



Penso ai pesci rossi, quelli sfortunati, che vivono nella bolla, quella ignobile sfera di vetro. Una prigione rotonda, trasparente, dove i confini sono tangibili ma invisibili.

Come immagineranno il mondo? Come lo vedono?
È quello il mondo reale o ciò che sta più attorno?

Che brutta la vita di quei poveri pesci rossi, destinati a mani ignote, costretti a respirare le loro stesse urine, speranzosi che qualcuno si ricordi di loro, del loro cambio d'acqua, della loro sopravvivenza.

Viceversa, capita a volte nella vita, o perlomeno capita a me, la sensazione di aver vissuto per alcuni giorni in una bolla . Ma non una bolla prigione come quella a cui è costretto il povero pesce, no, una bolla di vita, un periodo reale che ti estranea dalla realtà. Un pezzo di vita che ti pare troppo bello per essere vero e per questo, sempre troppo dannatamente breve.

E quando sei in questa bolla vitale, la percezione del mondo esterno, quello di tutti i giorni, quello della vita che ti fa male, arriva attenuato. Quasi dimentichi che esiste, non te ne interessa. Quel che vorresti è..... non uscire dalla bolla.

Ma la bolla non è vitrea, ha pareti delicate ed il suo proprio destino è quello di esplodere in fretta.

Ed è così che in un istante ti ritrovi con il culo a terra, gli occhi bagnati e con con il reale a recriminarti.

Un attimo, il sogno è sparito e lo sbandamento iniziale, con annessa nostalgia, pian piano verrà assorbito e quei giorni dimenticati, archiviati come "sogno", seppur realmente esistiti.

Di quei giorni, che avresti voluto far diventare eterni, non rimarrà che un ricordo, magari una conchiglia, rinchiusa in un cassetto!

Ma a volte, i sogni di mezza estate, possono continuare .......



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« immagine » "...... Ciò che il tuo occhio al risveglio vedrà il tuo vero amore diventerà...... " W. Shakespeare - Sogno di una notte di mezza estate Penso ai pesci rossi, quelli sfortunati, che vivono nella bolla, quella ignobile sfera di vetro. Una prigione rotonda, trasparente, dove i confi...
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La Gatta e il Topo

15 giugno 2014 ore 14:30 segnala


"Se infelice è l'innamorato che invoca baci di cui non sa il sapore, mille volte più infelice è chi questo sapore gustò appena e poi gli fu negato."
Italo Calvino - Il cavaliere inesistente



Cosa mai può esistere tra un gatto e un topo?

Da che mondo è mondo raramente i gatti risparmiano i topi.

I topi si sentono furbi. Sono silenziosi, piccoli, agili.

Ma il gatto lo è di più. Il gatto ha vibrisse sensibili.

Ed io l'ho sempre saputo, accorgendomene fin da subito.

Io topo, lei gatto. O gatta?

Ma il gatto non mangia subito il topo. Prima ci deve giocare.

E mentre lo fa il povero topolino spera che il gatto sia sazio, o magnanimo, magari abbia pietà, o solamente spera di riuscire a fuggire.

O che magari che per una volta al mondo un gatto si innamori di un topo! Che assurdità! Ma il topo ci crede, lui ha bisogno di crederci.

Poi, si sa come va a finire, no? Raramente il topo ha scampo.

Sento la sua voce sensuale vibrare in me come le sue sensibili vibrisse.

La sento che direbbe testualmente così: "Ma smettila di fare il topo che non lo sei!"

Ed io ci crederei, me ne sentirei rassicurato, come ogni volta che la sua voce vibra in me.

E allora, io topolino, le vorrei correre incontro, abbracciarla, forse amarla, dimenticandomi di essere quel che sono, dimenticandomi che non si va contronatura.

Ma sarebbe un attimo, il tempo di un abbandono, lei in morbida pelliccia ed io con il mio truzzo sombrero e poi .....


..... malinconia ..... io volerei via ......... muorendo ...... senza di lei .....


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« immagine » "Se infelice è l'innamorato che invoca baci di cui non sa il sapore, mille volte più infelice è chi questo sapore gustò appena e poi gli fu negato." Italo Calvino - Il cavaliere inesistente Cosa mai può esistere tra un gatto e un topo? Da che mondo è mondo raramente i gatti rispa...
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Buono o Cattivo?

09 giugno 2014 ore 19:54 segnala


"Non c'è nulla di buono o cattivo al mondo se il pensiero non lo fa tale." - William Shakespeare


Sono buono o sono cattivo?

Sono buono quando ascolto paziente e lascio sfogare le persone? O sono stupido?

Sono cattivo quando rivelo quello che ho dentro? O sono stupido?

Non importa spremervi, so già la risposta.

La verità, come spesso accade sta nel mezzo. La verità è un compromesso che compromette.

Ma io, sono buono o sono cattivo?

La verità è buona o cattiva?

La pazienza, il tempo che scorre, bruciato, sprecato, è cosa buona o cosa cattiva?

Dai tempo al tempo e il tempo ti ingannerà.

Il tempo, è cosa buona o cosa cattiva?

Madame ...... Io tedio ..... Madame .... Io opprimo .....

Madame ..... Un giorno saremo fiore senza petali!


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« immagine » "Non c'è nulla di buono o cattivo al mondo se il pensiero non lo fa tale." - William Shakespeare Sono buono o sono cattivo? Sono buono quando ascolto paziente e lascio sfogare le persone? O sono stupido? Sono cattivo quando rivelo quello che ho dentro? O sono stupido? Non impo...
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Sale

08 giugno 2014 ore 14:40 segnala



" .... Non ti amo come fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco,
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l'ombra e l'anima. ..... " Pablo Neruda



Semisdraiato, in un posto non mio, attendo il mio caffè.


Annebbiato, il mio pensiero scorre lento come acqua di un fiume.


Nebbia. È il fumo della mia Marlboro. Nebbia. Come quella che ho nella testa. Confusione.


Le cose chiamano cose. Circostanze che si accavallano. Coincidenze che tali non sono.


Cosa sono? A cosa serve tutto ciò?


Scoppiettio. La moka richiama la mia attenzione, mi reclama.


Verso il mio caffè. Lo sorseggio.


Bevo il caffè e penso a lei. Mi domando se anche lei provi le stesse cose, faccia le stesse cose.

Abbia bisogno di me come io ne ho di lei.


Mi brucio il palato. Cazzo come brucia.


Brucia il palato ustionato dal caffè, brucia la mia schiena arrossata dal sole, bruciano le ferite cosparse di sale, brucia la mia anima tormentata dalla passione.


La mia vita è un fiume. Acqua dolce.


Ma io voglio il mare ...... e ho bisogno del suo sale.


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« immagine » " .... Non ti amo come fossi rosa di sale, topazio o freccia di garofani che propagano il fuoco, t'amo come si amano certe cose oscure, segretamente, tra l'ombra e l'anima. ..... " Pablo Neruda Semisdraiato, in un posto non mio, attendo il mio caffè. Annebbiato, il mio pensiero...
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Ardere

02 giugno 2014 ore 23:31 segnala


"Se decidi di smettere di bere, fumare e fare l'amore, non è che vivi più a lungo: la vita ti sembra più lunga."

Clement Freud, su The Observer, 1964



Stradello. È quello che ho fatto io da dentro a fuori, da fuori a dentro, per andare a consumare l'ennesima sigaretta.

La giornata è scorsa lineare, anche divertente ..... fino ad ora.

Ora no.

Non li sopporto. Li guardo ballare con queste assurde "melodie" nel cervello e non li sopporto.

Sono schematici, come i loro balli, come loro stessi.

A me piace ballare ma odio i balli di gruppo, con passi stabiliti, con assurdi ritmi neolatinoamericani.

Mi seggo e fumo. Ha ricominciato a piovere. Cazzo di acqua.

Quella che ho preso oggi ha fatto si che mi esplodesse un dannato mal di testa. Dannato .... come me.

Come me, io che ho l'assurda sensazione di perdere tempo, buttarlo via.

Esce una persona elegante, ha i cappelli bianchi. Mi chiede da accendere e gli porgo l'accendino.

Lo guardo e mi fa pena, anzi, ribrezzo. Ci vedo me. Invecchiato.

Non sopporto gli anziani che fumano e che bevono. Non mi sopporterò. Che dico mai, io già ora non mi sopporto.

Non sopporto me stesso quando mi distacco così, all'improvviso.

Cambio umore, vino divento aceto.

Che cazzo ci sto a fare qui, in mezzo a coppie infelici?

Li osservo e te ne accorgi. Ostentano la felicità che non hanno .... ma io non sono migliore di loro.

Io che ho bisogno di sentire la sua voce per pochi minuti di felicità e che una volta finita ripiombo nella tristezza, anzi nell'incertezza. Oppure no, nella certezza di buttare via minuti, ore, giorni ...... mesi.

E allora mi distacco ed osservo. Li fisso. Le fisso. Scarpe luccicanti, gonne corte, vestiti eleganti, su belle gambe, belle donne che cercano di mostrare ciò che hanno, prima che sia troppo tardi, prima che il tempo gli porti via tutto.

Come al vecchio che fuma. Tira l’aria dalla sigaretta ed il tabacco si incendia, brucia, come me, che brucio e pian piano divento cenere. Starà al vento spazzarmi via.

Ripenso alla ragazza con i capelli carota e mi vien da sorridere. Ripenso all'educatore e sorrido.

Poi il mio sorriso scompare. Mi manca.

Forse non sono loro, no, sono io.

Sono io che non mi accontento, io che voglio sempre ciò che è difficile, ciò che non è mio.
Faticosamente conquisto per poi gettare via, insaziabile, niente placa la mia sete, nemmeno l’ennesimo prosecco dopo l’ennesimo brindisi.

Nemmeno l’ulteriore sorriso della mora tinta di viola. Non è bellissima ma è molto affascinante, indossa calze a rete ed ha piacere a parlare con me. Ma non è serata da tradimento, ancora una serata gettata nel cesso.

Ora è la mia volta, prendo la milionesima Marlboro, la porto alla bocca e l’accendo. Anche lei tra poco brucerà e diventerà cenere ….. come me.



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« immagine » "Se decidi di smettere di bere, fumare e fare l'amore, non è che vivi più a lungo: la vita ti sembra più lunga." Clement Freud, su The Observer, 1964 Stradello. È quello che ho fatto io da dentro a fuori, da fuori a dentro, per andare a consumare l'ennesima sigaretta. La giorna...
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Il Piccolo Scarabeo

24 maggio 2014 ore 17:30 segnala



".... è il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante!"
Il piccolo principe - Antoine de Saint-Exupéry


Ierisera, anzi stanotte, mi son per un attimo distaccato dalla magica luce della Stella di Lumil. Il tempo di preparare il mio veleno, un doppio Gin T e una Marlboro.

Esco nel terrazzo a fumare con il bicchiere in mano ed il posacenere. Mi seggo sul pavimento.

Ho parlato di lei, pensato a lei. La mia ferita non è superficiale, forse non la si nota ma la si può sentire. Io la sento. Lei la sente.

Mentre bevo, fumo ed osservo il buio, il mio occhio cade su un piccolo essere che si agita accanto a me. La luce che proviene dal soggiorno mi permette di distinguerlo.
E' un piccolo scarabeo.

E' girato sulla schiena e lotta fra la vita e la morte. Lo aiuto a rimettersi in posizione. Non è facile, è stordito e fa fatica a stare in equilibrio. Lo accompagno sino al bordo del terrazzo, li sarà più facile per lui.

Finisco la sigaretta e rientro. C'è la magica Lumil ad attendermi.

Stamani torno sul terrazzo e lui è ancora li ed ancora una volta ribaltato. Sembra morto questa volta. Me ne duolgo ma provo ugualmente a rimetterlo in sesto. E' vivo.
Tiro un sospiro di sollievo.

Assorto dalle mie maledizioni e dai miei pensieri ormai univoci, poco fa torno sul terrazzo. E lui è ancora li.

Questa volta è finalmente nella giusta posizione e si muove gagliardo. Io sorrido e me ne commuovo, o forse ho solo voglia di piangere. Si, ho tanta voglia di piangere per liberarmi dal dolore che porto.

Le lacrime cominciano a scendere e lo scarabeo sembra accorgersene. Mi osserva per un po' e poi spicca il volo, quasi a ringraziarmi, quasi ad indicarmi la via.
Ed io ringrazio lui, il mio gesto non è stato inutile.

Ho preso un essere in difficoltà, l'ho aiutato e lui mi è sembrato essermene grato.
Dedicarsi a qualcosa che ami non è perdere tempo è dedicarlo, condividerlo.
Sono così le persone?

Penso allo Scarabeo, penso alle parole che mi scriveva e che ora sono assenti. Penso al dolore che mi opprime. Penso che sono stupido, forse illuso ma non sognatore, è stato tangibile tutto ciò.

Io mi sento come quello Scarabeo, sto' sulla schiena, con gli occhi bagnati mi agito ma non riesco più a ribaltarmi, ribaltato da chi io ho ribaltato.

Me ne sto lì inerme, in attesa della sua mano che mi permetterà di rimettermi in piedi ....
....... Solo il tempo dirà se dovrò morire così o sarò da lei salvato .....


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« immagine » ".... è il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante!" Il piccolo principe - Antoine de Saint-Exupéry Ierisera, anzi stanotte, mi son per un attimo distaccato dalla magica luce della Stella di Lumil. Il tempo di preparare il mio veleno, un doppi...
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Amabile Follia

21 maggio 2014 ore 19:58 segnala


"Certe persone non impazziscono mai. Che vita orribile devono vivere."
Charles Bukowski - L'ubriacone (Barfly)


Impazzire!

Sentirsi oppressi e soffocati da tutto ciò che ti circonda senza alcuna possibilità di scappare. Fuggire. Correre via. Nascondersi.

Ma dove, da chi? Da se stessi? Non si può sfuggire da se stessi. Non si può fuggire quando il morbo della pazzia è dentro di te.

Frantumi. Pezzi incomprensibili. Puzzle folli. Decisioni impossibili da prendere, contaminate da sensazioni errate. O forse no?

Chi lo sa? Chi può dirlo? C'è un cazzo di qualcuno che può dirlo a me? C'è un pirla del cazzo che non sia io che può suggerirmi dove cazzo scappare, fuggire, fottere?

C'è una cazzo di puttana da fottere? C'è?

Non me ne frega una minchia anche se ci fosse perché io per fottere non pago nessuno. NO.

Idee folli, gesti folli, bevute folli.

E' follia voler amare chi si ama? E' pazzia cucirsi addosso la sua immagine? E' matto colui che ama o che rifiuta di essere amato?

Non arrovellatevi, non esiste risposta. Per secoli filosofi, poeti, scrittori, pensatori hanno cercato di ingabbiare l'amore, spiegare l'amore, teorizzarlo e risolverlo come fosse un'equazione, un teorema geometrico ma la realtà è .... CHE MAI NESSUNO CI HA CAPITO UN CAZZO!!!!!

Non ci sono teoremi, solo amori che per caso iniziano e per tedio finiscono.
E' lo scorrere naturale delle cose .....
...... Accendi un fuoco e prima o poi si spegnerà!


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« immagine » "Certe persone non impazziscono mai. Che vita orribile devono vivere." Charles Bukowski - L'ubriacone (Barfly) Impazzire! Sentirsi oppressi e soffocati da tutto ciò che ti circonda senza alcuna possibilità di scappare. Fuggire. Correre via. Nascondersi. Ma dove, da chi? Da se ste...
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Le Passanti

18 maggio 2014 ore 13:26 segnala


La via assordante strepitava intorno a me.
Una donna alta, sottile, a lutto, in un dolore
immenso, passò sollevando e agitando
con mano fastosa il pizzo e l'orlo della gonna
agile e nobile con la sua gamba di statua.


Ed io, proteso come folle, bevevo
la dolcezza affascinante e il piacere che uccide
nel suo occhio, livido cielo dove cova l'uragano.

Un lampo, poi la notte! - Bellezza fuggitiva
dallo sguardo che m'ha fatto subito rinascere,
ti rivedrò solo nell'eternità?

Altrove, assai lontano di quì! Troppo tardi! Forse mai!
Perchè ignoro dove fuggi, né tu sai dove io vado,
tu che avrei amata, tu che lo sapevi!

(A Una Passante - Charles Baudelaire)



Seduto a questo tavolo, circondato da persone, all'aperto in una serata fattasi freschina, osservo la gente che passa.

Sono coppie, sono amici, amiche, esseri solitari, anziani ma soprattutto molti giovani.

Molti si sorreggono a vicenda, altri barcollano od inciampano sugli sconnessi sampietrini. Colpa del vino, stasera c'è MaremmaWineFoodShire in centro.

La cameriera finalmente si dedica a noi. È straniera, dall'atteggiamento umile ma è molto gentile e carina con due bellissimi occhi scuri.

Abbiamo già bevuto ed assaggiato vino a sufficienza, ordiniamo acqua come bibita.

Ho parlato al plurale perché sono in compagnia di un vecchio amico che ha deciso di mettersi il cappio al collo ..... peggio per lui, io l'avevo avvertito, anzi, basterebbe che guardasse come mi sono ridotto. Ma non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere.

L'ho battuto a biliardo, dopo una vita che non giocavo, ma in realtà ho rubato la partita, o meglio, me l'ha regalata buttando in buca le palle sbagliate.

Ecco, le palle, ce n'è una che mi fa male, ho per troppo tempo accavallato le gambe, meglio che la liberi.

Accavallare le gambe è un compito da donne, non hanno il problema dei testicoli ed è una postura molto sensuale. Amo le gambe delle donne, due le belle gambe che si innalzano al di sopra di un paio di scarpe da urlo. Forse sono un maniaco ma sono sempre state una mia fissazione le scarpe con il tacco, sono sensuali e valorizzano la bellezza femminile.

E in questo viavai, mentre inganniamo l'attesa, ne passano veramente di tutti i tipi. Belle gambe, belle scarpe, movenze eleganti, non comuni però, mica deve essere facile camminare con quei tacchi su questo pavimento così sconnesso. Ma le donne hanno mille risorse, non finiranno mai di stupirmi e piacermi.

Finalmente è arrivato il primo.

Donne, di tutti i tipi, lanciano sguardi, ricambiano sguardi. Le osservo e ripenso alle mie (comunque poche) donne.

Bionde, more, mai una rossa, questa è una mia mancanza, l'ho sempre sperato ma non sono mai riuscito a farmi una rossa. O lei a farsi me, chissà.

Le ricordo e mi chiedo cosa avevano in comune. Forse nulla forse poco ma in fin dei conti ognuno assomiglia solo a se stesso, è solo nella propria unicità.

Penso che se ci provassi una quelle che ammicca potrebbe riuscire a migliorarmi la serata, penso che anche la cameriera è molto carina e mi sorride ma in fondo stasera è serata tra amici e a me non piace disturbare eccessivamente chi lavora.

E poi penso a lei, che non sento, che mi manca.

È dura non sapere il destino che la sta accompagnando in queste ore, in questo momento, nelle ore passate o domani.

Arriva pure il secondo, una bella bistecca alla brace.

È succulenta, mi fa venire l'aquolina come molte di queste passanti che come orde percorrono il vicolo, che come onde ritornano ed osservano.

Ed io mangio e osservo loro ma mi scopro spesso ad accorgermi che guardo loro ma vedo lei.

In tutte le passanti!

La cena è terminata è ora di alzarsi, prendere un caffè e pagare il conto.

Lo faccio, esco, mi getto nel fiume umano ...... diventando un triste passante.


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« immagine » La via assordante strepitava intorno a me. Una donna alta, sottile, a lutto, in un dolore immenso, passò sollevando e agitando con mano fastosa il pizzo e l'orlo della gonna agile e nobile con la sua gamba di statua. Ed io, proteso come folle, bevevo la dolcezza affascinante e il p...
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Burning in my solitude

13 maggio 2014 ore 22:43 segnala


" ... Quest’orrore della solitudine, questo bisogno di dimenticare il proprio io nella carne esteriore, l’uomo lo chiama nobilmente bisogno d’amare. ... "
Charles Baudelaire, Il mio cuore messo a nudo




Non va. Non ci può essere qualcosa che va quando le cose non vanno.

Non scorre niente, niente al di fuori che l'alcool nella mia gola.

Alcool e ghiaccio che si mischiano al mio povero sangue, se qualcosa vi sia ancora rimasto (ma credo di sì, quando esce non pare troppo "annacquato").

Non c'è una lei con cui poter condividere un cazzo di niente.

Amo stare solo ma oggi la mia solitudine mi uccide.

La burocrazia mi uccide. Le comodità mi uccidono.

Bollette, legami, banche, soldi. ..... Letame!

Li vedo e non li comprendo, eppure. ..... Eppure io, in questo momento sono quasi come loro.

Mangiano patatine, noccioline e pistacchi come scimmie, come galline e oche, starnazzano e si abbuffano nei loro trogoli. Ed io li guardo. Davvero sono come loro? Cosa cazzo sono io? Quale animale rappresento per loro? Se ne esiste uno solitario che si butta nel mucchio per cercare di riprodursi e poi scappa via, magari inseguito e minacciato dal proprietario di turno, rammentatemelo, quello sono io.

Loro sono li per la prorpia cena, io no. Io voglio solo bere. Bere e dimenticare, solo, in questo tavolo asettico ed insipido.

Ragazze .... Donne ....Uomini ..... Stupidi esseri che drinkeggiano e non sanno un cazzo di cosa sia essere soli. Eppure lo sono, anche loro. Fanno mucchio, stanno insieme ma ognuno di loro (di noi) è solo in mezzo a tanti.

Accendo una sigaretta mentre il mondo gira, pensando alla sua voce che non c'è, ad un disco che vorrei che girasse per me. E invece no, è il mondo che gira, gira e non sta fermo, cazzo!

Che cosa vado cercando .... Non lo so! Avrei bisogno di un appoggio, fisico, morale, carnale.

Io fumo, bevo, bevo e fumo come se così facendo ella si materializzasse di fronte a me. Oggi non l'ho fatta sorridere, non le ho alleviato dolore e me ne dispiace. Ma oggi non riuscivo nemmeno a far sorridere me stesso.

Tutto qui è così diverso da lì.

La mia mano mi tormenta assai ma è molto più forte il tormento che ho nell'anima.

Ne avevo una, ne ho avute due, ne ebbi quanto basta e ora nessuna ...... non c'è niente per me, solo l'inferno.

Il diavolo sa come la vorrei. Chi? Immaginatelo voi


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« immagine » " ... Quest’orrore della solitudine, questo bisogno di dimenticare il proprio io nella carne esteriore, l’uomo lo chiama nobilmente bisogno d’amare. ... " Charles Baudelaire, Il mio cuore messo a nudo Non va. Non ci può essere qualcosa che va quando le cose non vanno. Non scorre...
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