Dolori

23 novembre 2014 ore 21:26 segnala
"Ciao papà. Sono io, Sandra..."

"Senti, lo so che ce l'hai a morte con me. Non sarei dovuta andare via di casa. Sono a Milano adesso"

"Vivo con delle persone, ma le cose... le cose... le cose non stanno andando molto bene"

"Io... io non riesco più a stare qui. Odio questo posto. Papà... io... io voglio tornare a casa. Questo numero dal quale ti chiamo è il mio nuovo numero. Vieni a Milano e chiamami, ti prego..."

"Mi dispiace papà... mi dispiace..."

---

"Mi sta dicendo che Sandra è stata qui?"

"Sì. Ho fatto controllare il registro degli appuntamenti alla mia segretaria ed era in lista"

"Non voglio farle credere di non ricordarla, però, vedo molti aspiranti attori e il fatto che sua figlia fosse in lista d'attesa lo conferma. Abbiamo un film in produzione, una commedia romantica tra un bagnino e una ragazza con la fobia dell'acqua. Sandra era una ragazza molto dolce ma forse un po' troppo acerba per ottenere la parte. Secondo me il metodo Strasberg resta il migliore per tutte le persone seriamente interessate alla recitazione. Le ho dato alcuni suggerimenti"

"Era comunque talentuosa. Ce l'avrebbe fatta. Questa notizia della sua morte mi spezza il cuore"

"Grazie, dottor Curzi"

"Mi chiami Filippo. Vorrei averle potuto dare di più. Vorrei averla potuta assumere. Forse non avrebbe intrapreso una scelta... così drastica. Omar!"

"Sì, dottor Curzi"

"Accompagna il signor Di Benedetto all'hotel Principe di Savoia. Fagli da autista e fai in modo che abbia una camera a mio nome"

"Lei è molto gentile dottor Curzi, ma io non mi posso permettere..."

"E io posso, signor Di Benedetto. La sola cosa che posso fare è fornirle una sistemazione decente per la notte. Lei ha bisogno di concentrazione e riposo per trovare le risposte su cosa ha causato a sua figlia quel disagio che l'ha spinta a questa tragica fine"

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"Signor Di Benedetto, sono Lucrezia, la segretaria personale del dottor Curzi. Omar mi ha avvisato del suo arrivo in hotel. Il dottor Curzi mi manda per chiederle se posso esserle di aiuto. A causa della mia professione ho a che fare con molte persone e ho molti contatti"

"Grazie. Grazie. Avrei bisogno di aiuto. Il corpo di Sandra è stato trovato privo di ogni cosa. Nessuno sa neanche dove vivesse. Sono stato più volte in questura ma non stanno facendo ricerche migliori delle mie"

"Il dottor Curzi vuole che la informi che le mette a disposizione un investigatore privato"

"Ho conosciuto un tipo che dice di averla vista in un film porno"

"Sicuramente un pazzo. Una fonte inaffidabile"

"Gli ho creduto. Farò un giro nei sexy shop della zona, domattina. Questa storia sta uccidendo anche me. Era una ragazza cattolica. Secondo lei...?"

"Secondo lei è un concetto che non esiste. Lei è troppo nervoso. Si deve rilassare..."

"Era la mia piccola... la mia piccola..."

"Shhhh..."

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"Di Benedetto, mi ascolti senza parlare. Lo so che è sveglio. Quello che sto per dirle non è nel copione. In base a quello io dovrei solo venire qui, scoparla e restare a letto con lei. Siamo stati ripresi. Loro sanno che lei ha una moglie e un figlio. Sanno dove vivono. Sanno tutto"

"Chi?"

"Stia zitto e mi lasci finire. Sto rischiando nel dirle tutte queste cose. Faccia la sua valigia e torni dalla sua famiglia. Non può vincere in questo gioco. Ora devo andare o verranno a prenderci e ci faranno sparire"

"Aspetta, Lucrezia! Cosa ne è stato di Sandra? Cosa le hanno fatto?"

"Sandra non è stata capace di reggere alla pressione. Era troppo per lei. Le ho detto di andarsene ma era già tardi. L'ho fatto. L'ho fatto veramente"

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"Il video dove c'è Sandra. Dove l'hai visto? Dove cazzo l'hai visto? Hai mai sentito parlare di Filippo Curzi?"

"Curzi... Curzi, chi? La prego non mi faccia del male!"

"Curzi! Curzi!"

"Curzi il produttore?"

"Produttore di cosa? Cosa cazzo produce?"

"La prego. La prego! Non mi faccia del male!"

"Cosa produce? Dimmi cosa cazzo produce!"

"Porno... produce porno..."

"Oh Cristo... Sandra aveva quindici anni. Quindici anni!"

"Sì... lui si occupa anche di queste cose"

"Brutto figlio di puttana!"

"Noooo... la prego..."

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"Signor Di Benedetto, sembra che abbiate fatto un po' troppe domande"

"Il dottor Curzi è addolorato nel farle sapere che dovreste riunirvi con vostra figlia"

"Ahahahahahahah! Il signor Di Benedetto non sembra molto contento. Tappagli la bocca, va'!"

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"Cazzo! Ancora sveglio..."

"Non fa niente. Senti, coso, sto per ficcarti questo ago nel braccio e ti posso assicurare che presto ti sentirai fottutamente alla grande"

"Ahahahahah! Già!"

"Grande nel senso che potrei farmi la tua bambina con te che guardi con il cazzo duro amando ogni secondo dello spettacolo"

"Ma dove cazzo vai? Eh? Dove cazzo vai, tigre?"

"Tienilo fermo!"

"Rilassati, tigre. Rilassati e te la spasserai"

"Voi... voi due avete toccato mia figlia?"

"Toccato? Ahahahahahahah! Ce la siamo passata per tutta una settimana. Ognuno di noi"

"Che testa di cazzo questo qui! Ahahahah!"

"Le piaceva da morire. Vuoi sapere che nome le abbiamo dato? Slurp! Ahahahah! Slurp l'abbiamo chiamata, quella piccola troia!"

"Ehi! Ehi! Sta' buono!"

"Cazzo, se la squaglia!"

"Fermalo! Fermalo! Ma dove cazzo vai? Dove cazzo vai?"

"Oh merda. Sta andando giù per il fosso"

"Curzi ci taglierà il pisello se non andiamo giù a recuperarlo"

"Lo farà se gli diciamo la verità. Quel coglione ha tanta di quella droga in circolo che se ne stava già andando in overdose. Lasciamo lì a crepare"

"Dici?"

"Ma sì. Passerà del tempo fin quando non lo troveranno. Chi vuoi che venga fino a qui? Non ha documenti e con tutti i buchi che gli abbiamo fatto lo scambieranno per un tossico"

---

"Non mi importa. Tutti sanno che Curzi produce questa merda con ragazze minorenni. Tutti sanno che ha costretto Sandra ha recitare in quel film. Lui è stato ad ucciderla"

"Di Benedetto, sarò franco con lei. Abbiamo un sacco di persone che stanno su Curzi da anni ma non abbiamo trovato nulla se non pornografia legalmente prodotta in Est Europa. Non c'è neanche prova di un legame tra quei video e Curzi"

"Allora perché due dei suoi uomini mi hanno aggredito l'altra settimana? Mi hanno drogato e hanno cercato di uccidermi?"

"Non abbiamo abbastanza prove per un mandato. Ufficialmente non abbiamo ancora niente in mano, solo la sua aggressione ad opera di ignoti. Anche la presunta segretaria di Curzi, quella che è stata nella sua stanza d'albergo, non compare da nessuna parte. Nemmeno nelle registrazioni di sorveglianza. Un fantasma"

"Certo. Un fantasma. Vivo circondato dai fantasmi..."

---

"Piccola, cosa fai in un posto come questo? Dov'è tuo padre?"

"Scusa?"

"Sono solo un papà che sa che i genitori non vogliono che le loro figlie frequentino un locale come questo"

"Questa è la tecnica di rimorchio peggiore che abbia mai sentito"

"Dico sul serio..."

"Non dirmi quello che devo fare, pezzo di merda. Ma chi cazzo ti conosce? Che cazzo vuoi?"

"Ehm! Ragazza, tu puoi entrare. Tu, invece, vecchio, la lavanderia è in fondo all'isolato"

"Ahahahahahah! Che idiota..."

"Ma io ero in fila come gli altri"

"E rimarrai in fila. Per tutta la notte. Mi dispiace per la tua crisi di mezza età, paparino. Ma questo locale non è per tipi come te"

"Aspetta. Possiamo trovare un accordo..."

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"Avanti ragazza, è il momento di tornare a casa"

"Cristo! Il tizio di prima. Come cazzo hai fatto ad entrare qui dentro?"

"Mio Dio... ma questo è tuo padre? Sei minorenne? Perché non me l'hai detto prima? Mi scusi io non lo sapevo!"

"Ma che minorenne! Questo qui io non lo conosco, è solamente un..."

"Allora sparisci! Tu invece vieni con me!"

"Lasciami il braccio! Stronzo!"

"Non vedi che quell'uomo aveva la mia età?"

"E allora? Ma tu chi sei? Vuoi lasciarmi in pace? Ho ventidue anni, scemo psicopatico! Guarda la mia patente! Guarda la mia carta di identità!"

"Io... io... sono dispiaciuto. E' stato un errore..."

"Certo che è stato un errore. Si può sapere cosa cazzo cerchi? Sei un pervertito, vero? Aiuto! Aiuto! Quest'uomo ha cercato di rapirmi! Aiuto! Chiamate qualcuno della sicurezza!"

"Tu! Dove credi di andare?"

"Ehi tu! Ce l'hai il pass? Questa è un'area riservata ai soci!"

"Dove cazzo stai andando?"

"Fermatelo! Ha cercato di rapirmi!"

"Amico, o mi fai vedere il pass o ti caccio a calci nel culo, chiaro?"

"Devo parlare con quel tipo laggiù. Gli dica che lo conosco. Si chiama Filippo Curzi. Gli dica che sono Di Benedetto, il papà di Sandra"

"Ma dove cazzo credi di essere? In un ufficio?"

"Sbattetelo fuori, è un maniaco!"

"Curzi! Figlio di puttana! Guarda da questa parte!"

"Calmati o ti spacco la faccia. Fammi vedere il pass o ti spacco la faccia. Comunque te la spacco"

"Ecco il mio pass..."

"Cazzo! Ha una pistola!"

"Fermatelo! Aiuto! Aiuto! Ha una pistola!"

"Merda... mi ha... mi ha... sparato!"

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"Che cazzo sta succedendo laggiù?"

"Capo, dobbiamo portarla via. C'è quell'idiota di Di Benedetto"

"Ma non ve ne siete sbarazzati?"

"Non lo so capo, ma lei deve uscire da qui"

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"Fermatelo!"

"Figlio di puttana!"

"Ha ucciso questa ragazza!"

"Oh Cristo..."

"Sangue... c'è del sangue!"

"Ma sono degli spari? E' tutto vero?"

"Chiamate la polizia!"

"Aiuto! Aiuto!"

"No! No! No! Fermatelo!"

"Ha sparato anche al buttafuori!"

"Tenetelo fermo. La polizia sta arrivando"

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"Di Benedetto!"

"Sì?"

"Buone notizie per te! Arriva il momento della tua prima visita coniugale"

"La mia... cosa?"

"Sei mesi dentro. Finalmente oggi è il tuo giorno. Stai per divertirti, Di Benedetto"

"Dove mi sta portando?"

"Smettila con le domande. Quello che è sicuro è che non stai per vedere tua moglie. Entra qui. Io torno tra mezz'ora, minuto più minuto meno"

"Vieni avanti, ragazzone. Il dottor Curzi si sta riprendendo così bene che ha pensato sia giunto il momento di accertarsi che i tuoi... bisogni... vengano soddisfatti. Non preoccuparti, sono un professionista. Ho già inculato qualche uomo qualche volta. Tieniti basso e goditi la cavalcata"

"Brutto figlio di..."

"Goditi la cavalcata... come ha fatto tua figlia".

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"Grazie per essere venuta. Ho chiamato Michele l'altro giorno. C'è la possibilità che la mia liquidazione venga girata a te e a Mattia"

"Cosa vuoi che ti dica? Che me ne faccia una ragione? Che io possa finalmente capire perché hai ammazzato due persone innocenti in una discoteca? Vuoi che ti dica che io sia felice di dover spiegare a nostro figlio che suo padre marcisce in carcere? Che devo allevarlo da solo senza un padre e senza una sorella? Che devo vendere la nostra casa..."

"Smettila! Non mi aspetto che tu possa capire. Quello che ho fatto mi mette ancora gli incubi ma io sto solo cercando di..."

"Smettila tu! Tutto quello che puoi fare adesso non ti impedirà di rimanere un mostro. Hai sputato sulla memoria di nostra figlia. Hai sputato su tutti noi e non voglio più avere notizie di te. Me ne vado"

---

Caro signor Di Benedetto,

le scrivo la presente lettera perché ritenevo giusto informarla circa i cambiamenti della vita al di là delle sbarre. Sarà lieto di sapere che mi sono ripreso dal suo tentativo di aggressione e ho ricominciato la mia attività lavorativa con una nuova linfa vitale. La sua ostinazione mi ha ispirato verso nuovi orizzonti e dedicherò ciò che rimane della mia carriera per sorprendere continuamente il suo gusto raffinato. Il mio nuovo progetto cinematografico si intitolerà: "La Fine". Un titolo semplice ma che, sono sicuro, amerà.

La storia è quella di una madre e di un figlio. Il ragazzo, un giovane brillante di dieci anni, con i capelli neri e gli occhiali da vista, viene rapito dal cortile della sua scuola e venduto come schiavo sessuale all'estero. La povera madre, già afflitta da un marito che li ha completamente abbandonati per perseguire i suoi egoistici scopi, non ha altra scelta se non quella di cercare aiuto nel sottobosco criminale. La donna finisce inevitabilmente nella mani di un sadico boss mafioso; un uomo che non conosce pietà o prova la benché minima simpatia verso quella mamma e il suo dolore. Il motivo di tale astio è anche da ricondurre a certi attriti tra il marito di costei e il nostro antagonista.

Proprio lui è stato l'organizzatore del rapimento del bambino, proprio lui l'ha venduto a un bordello del sud-est asiatico frequentato da una ristretta cerchia elitaria di pedofili occidentali. Il boss è un uomo che riconosce le opportunità e offre il suo aiuto alla donna per cercare suo figlio in cambio di una ricompensa.

"Ma mio marito ci ha abbandonati" lei dice.

"Non ho più soldi, neanche per pagare da mangiare" continua, lamentandosi.

"L'altra settimana mi hanno sfrattata" singhiozza.

"Ci sono altre vie per una donna attraente come te per onorare il debito" le risponde.

Adesso, signor Di Benedetto, presti attenzione e ricordi cosa le ho detto a proposito del mafioso così può facilmente immaginare a cosa potrebbe costringere la moglie del suo nemico. Onestamente non so quanto potrò essere in grado di mostrare sullo schermo e quanto invece sarà lasciato alla proficua immaginazione dello spettatore ma, mi creda, sono fermamente convinto di spingermi oltre così come richiede la vera arte. Avrò cura di fornirle, nel tempo, ulteriori dettagli sugli sviluppi di questa parte della trama. Resto comunque un ottimista. L'attrice che abbiamo ingaggiato per la parte è semplicemente perfetta. Una donna così piena di zelo e così convinta del proprio ruolo, scena dopo scena. Solo ieri, ad esempio, ha girato ben una dozzina di extra per l'edizione in Blu Ray e ho davvero temuto che potesse soffocare a morte in mezzo a tutto quello sperma. Lei dice di potercela fare ma non ne sono così sicuro. Dobbiamo solo aspettare e vedere.

Le auguro il meglio.

P.S. un'ultima cosa.

Mentre firmo questa mia lettera, mi sto chiedendo se sia il caso di mostrare alla madre (questa attrice), il finale del copione.

Il finale dove lei trova suo figlio che vive nelle strade schifose di Bangkok. Non più un piccolo fiore ma un reietto infettato dall'AIDS, cacciato dal bordello e destinato all'arte di arrangiarsi. Questo povero piccolo, coperto di pustole e con la mente offuscata dagli oppiacei, costretto a saziare oralmente gli appetiti di vecchi e barboni in cambio di una ciotola di riso, non ricorda neanche più la propria madre.

La donna, dopo aver trascorso un anno e mezzo tra gli abusi e le torture del boss mafioso, è diventata l'ombra di se stessa. Una prostituta invecchiata prematuramente.

La mia idea è che, all'inizio, lei non riconosce il proprio figlio. Ecco però che poi arriva un barlume di speranza e, in un drammatico quanto toccante gesto supremo di maternità, la donna strangola il ragazzino con le proprie mani e si toglie poi la vita tagliandosi le vene.

Concludo l'ahimé lungo post-scriptum rinnovandole i miei auguri e aggiungendo che avrò presto modo di allietare la sua permanenza in carcere offrendole la possibilità di prendere parte alla visione della pellicola, in anteprima. Le assicuro che sarà un capolavoro. Spero solo che i critici abbiano una discreta quantità di vaselina a portata di mano, non so se rendo l'idea.

Il suo amico,
Filippo
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"Ciao papà. Sono io, Sandra..." "Senti, lo so che ce l'hai a morte con me. Non sarei dovuta andare via di casa. Sono a Milano adesso" "Vivo con delle persone, ma le cose... le cose... le cose non stanno andando molto bene" "Io... io non riesco più a stare qui. Odio questo posto. Papà... io... io...
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23/11/2014 21:26:34
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Commenti

  1. nanorocco 23 novembre 2014 ore 21:39
    era tanto che non leggevo roba tua...

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