Il mostro senza nome

12 ottobre 2018 ore 13:08 segnala



Tanto tempo fa, in una terra lontana, viveva un mostro senza nome.

Il mostro desiderava moltissimo un nome.

Decise così di iniziare un viaggio per cercarsene uno.

Ma il mondo è grande, così il mostro si divise in due, ed entrambi iniziarono il viaggio.

Uno diretto a est, e l’altro diretto a ovest.

Il mostro diretto a est trovò un villaggio.

All’entrata del villaggio c’era un fabbro.

“Signor fabbro, per favore dammi il tuo nome”

“Non posso darti il mio nome”

“Se mi dai il tuo nome, in cambio ti renderò più forte”

“Se diventerò più forte, ti darò il mio nome”

Il mostro entrò dentro il fabbro.

Il mostro diventò il fabbro, Otto.

Otto era l’uomo più forte del villaggio.

Ma un giorno…”Guardatemi, guardatemi! Il mostro dentro di me è diventato così grande!”

*gnam gnam* *crunch crunch* *chomp chomp* *gulp*

Il mostro, che era diventato affamato, mangiò Otto dall’interno.

Il mostro era tornato ad essere un mostro senza nome.

Anche se entrò dentro Hans, il calzolaio…*gnam gnam* *crunch crunch* *chomp chomp* *gulp*

Era di nuovo tornato ad essere un mostro senza nome.

Anche se entrò dentro Tomas, il cacciatore…*gnam gnam* *crunch crunch* *chomp chomp* *gulp*

Era di nuovo tornato ad essere un mostro senza nome.

Il mostro entrò in un castello per trovare un nome stupendo.

Nel castello c’era un bambino ammalato.

“Se mi dai il tuo nome ti renderò più forte”

“Se posso guarire e diventare più forte, allora ti darò il mio nome”

Il mostro entrò dentro il bambino.

Il bambino guarì subito.

Il re ne era molto felice.

“Il principe è guarito! Il principe è guarito!”

Il mostro si affezionò al nome del bambino.

Si affezionò anche alla vita del castello. Così, anche se divenne affamato, si trattenne.

Anche se ogni giorno diventava sempre più affamato, si trattenne.

Ma un giorno diventò talmente affamato che…

“Guardatemi, guardatemi! Il mostro dentro di me è diventato così grande!”

Il bambino mangiò il re e tutti i suoi servitori.

*gnam gnam* *crunch crunch* *chomp chomp* *gulp*

Dato che non c’era più nessuno, il bambino si mise in viaggio.

Continuò a camminare per molti, molti giorni.

Un giorno, il bambino incontrò il mostro che si era diretto a ovest.

“Ho trovato un nome. E’ un nome stupendo!”

Il mostro diretto a ovest rispose,

“Non hai bisogno di un nome. Puoi essere felice anche senza un nome”

“Dopotutto, siamo mostri senza nome”

Il bambino mangiò il mostro che si era diretto a ovest.

Anche se finalmente aveva trovato un nome, non era rimasto più nessuno che potesse chiamarlo con quel nome.

Eppure Johan era un così bel nome.

Che intelligenza hai, logica o esistenziale?

09 ottobre 2018 ore 12:53 segnala
Di intelligenza secondo vari studiosi ve ne sono più di una. Alle due note fino i primi del '900 (logici-matematica e verbale), ve ne sono state aggiunte altre 7 negli anni '80 '90, fino ad arrivare ad un totale di 9.
Recentemente ne è stata proposta anche una "Digitale", dove al centro troviamo l'abilità nello sfruttare la tecnologia.

E tu quale hai?

LIGUISTICO/VERBALE
É l'intelligenza di chi è abile a esprimersi con le parole, per esempio raccontare o spiegare, ma anche più portato per le lingue o per la scrittura.

LOGICO/MATEMATICA
Tipica di chi sa risolvere operazioni matematiche, individuare nessi logici, sperimentare le idee e sviluppare argomentazioni logiche.

VISIVO/SPAZIALE
Quella di chi sa ragionare in più dimensioni, rappresentare gli oggetti nello spazio, usare mappe, disegnare.

MUSICALE
É quella che rende capaci di distinguere suoni, ritmi, tonalità, timbri musicali, di comporre musica e di suonare strumenti con facilità.

ESISTENZIALE/TEORETICA
É la capacità di riflettere sui grandi temi dell'esistenza, dalla natura dell'universo alla coscienza dell'uomo, ragionando in categorie concettuali astratte.

NATURALISTICA
É il saper individuare catalogare e trovare relazioni fra gli oggetti naturali, ma anche immaginare ambienti ed esperimenti con elementi della natura.

INTERPERSONALE
Consente di entrare in contatto con gli altri, riconoscendone sentimenti, comportamenti, intenzioni.

INTRAPERSONALE
Significa avere un elevato grado di introspezione, saper riflettere su di sé e sulle proprie emozioni, anche trasmettendole bene agli altri.

CORPOREO-CINESTETICA
É l'intelligenza tipica di chi ha un maggiore padronanza dei movimenti e sa esprimersi con il linguaggio del corpo.

ESSI VIVONO

16 luglio 2018 ore 13:28 segnala


Ci stanno alle calcagna come ombre! Stanno riempiendo di amarezza le vostre viscere! Il miele che vi offrono vi avvelenerà come il morso dello scorpione e in quel tempo cercherete la morte ma non la troverete!
Bramerete morire, ma la morte vi fuggirà!
La potenza dei cavalli sta nelle loro bocche e nelle loro code... Si mimetizzano tra di noi come serpenti! Hanno teste e code, e con esse nuocciono! ...E quando il serpente vomiterà dalla sua bocca, sarete travolti dal fiume del suo assenzio!
A loro si sono prostituiti tutti i governanti e la Terra è diventata un covo di corpi pieni di spiriti immondi perché le nazioni stanno bevendo il vino della loro sfrenata concupiscenza e i governanti si sono prostituiti con loro! E i mercanti si sono arricchiti del loro lusso sfrenato!
Svegliatevi! Hanno preso il posto di Dio!

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« immagine » Ci stanno alle calcagna come ombre! Stanno riempiendo di amarezza le vostre viscere! Il miele che vi offrono vi avvelenerà come il morso dello scorpione e in quel tempo cercherete la morte ma non la troverete! Bramerete morire, ma la morte vi fuggirà! La potenza dei cavalli sta nell...
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Falling Down

14 luglio 2018 ore 15:06 segnala


Due spiriti che precipitano in basso, soli al mondo, con catene invisibili e infrangibili nel profondo.

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« immagine » Due spiriti che precipitano in basso, soli al mondo, con catene invisibili e infrangibili nel profondo. « video »
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PROLOGO

10 luglio 2018 ore 16:11 segnala



Nella spiaggia a est del paese c'è un'isola sulla quale sorge un gigantesco tempio con tante campane," disse la donna.
Il bambino notò che lei indossava strani abiti e che un velo le copriva i capelli. Non l'aveva mai vista prima.
"Hai mai visto questo tempio?" gli domandò lei. "Vai fin laggiù e dimmi cosa ne pensi."
Affascinato dalla bellezza della donna, il bambino si recò nel luogo indicato. Si sedette sulla spiaggia e guardò
l'orizzonte, ma non vide null'altro se non quello che era solito vedere: il cielo azzurro e l'oceano.
Deluso, si avviò verso un gruppo di case abitate da pescatori e domandò loro di un'isola con un tempio.
"Sì, c'era, ma tanto tempo fa, quando qui vivevano i miei bisnonni," disse un vecchio pescatore. "Poi ci fu un terremoto,
e l'isola sprofondò nel mare. Eppure, anche se non possiamo più vedere l'isola, riusciamo ancora a sentire le campane
del suo tempio, quando il mare le fa ondeggiare, laggiù sul fondo."
Il bambino ritornò alla spiaggia, e aspettò di udire le campane. Vi pass tutto il pomeriggio, ma riuscì a sentire
soltanto il rumore delle onde e le strida dei gabbiani.
Quando giunse la sera, i suoi genitori andarono a prenderlo. Il mattino dopo, il bambino tornò alla spiaggia. Non poteva
credere che una donna così bella potesse raccontare delle bugie. Se un giorno lei fosse tornata, avrebbe potuto dirle di
non avere visto l'isola, ma di avere udito le campane del tempio, che rintoccavano per il movimento dell'acqua.
Così trascorsero alcuni mesi. La donna non tornò, e il ragazzino la dimenticò. Adesso era intenzionato a scoprire le
ricchezze e i tesori del tempio sommerso. Se avesse udito le campane, avrebbe potuto localizzarlo e recuperare il tesoro
nascosto.
Ormai non lo interessavano più n‚ la scuola n‚ la combriccola di amici. Si tramutò nel divertimento preferito degli altri
bambini, che solevano dire: "Lui non è più come noi. Preferisce starsene a guardare il mare, perché‚ ha paura di
perdere quando giochiamo.
E, vedendo il bambino seduto in riva al mare, tutti ridevano.
Benché‚ non riuscisse a sentire le campane del tempio, il bambino apprendeva ogni giorno cose diverse. Si accorse che,
dopo avere ascoltato a lungo il rumore delle onde, lo sciabordio non lo distraeva più. Pass qualche tempo, e si abituò
anche alle strida dei gabbiani, al ronzio delle api, al vento che sibilava tra le palme.
Sei mesi dopo l'incontro con la donna, il bambino era ormai capace di non lasciarsi distrarre da nessun rumore. Ma le
campane del tempio sommerso non le aveva ancora udite.
Alcuni pescatori andavano a parlare con lui, e insistevano. "Noi le abbiamo sentite!" dicevano.
Ma il ragazzino continuava a non sentirle.
Qualche tempo dopo, i pescatori cambiarono tono: "Sei troppo concentrato sul suono delle campane laggiù. Lascia
perdere, e torna a giocare con i tuoi amici. Forse soltanto i pescatori riescono a sentirle."
Dopo quasi un anno, il bambino si disse: "Forse hanno ragione loro. É meglio crescere, diventare pescatore e tornare
tutte le mattine su questa spiaggia, perché‚ ho cominciato ad amarla." E pensò anche: "Forse è soltanto una leggenda.
Con il terremoto le campane si sono spaccate e non rintoccheranno mai più."
Quel pomeriggio decise di tornare a casa.
Si avvicinò al oceano, per congedarsi. Guardò ancora una volta lo spettacolo della Natura, e allora, siccome non era
più concentrato sulle campane, poté sorridere al canto dei gabbiani, al rumore del mare, al vento che sibilava tra le
palme. Sentìì in lontananza la voce dei suoi amici che giocavano, e si rallegrò al pensiero che ben presto sarebbe
tornato ai giochi dell'infanzia.
Il bambino era contento. E, come soltanto un bambino sa fare, ringrazi di essere vivo. Sapeva di non avere perduto il
proprio tempo, poiché‚ aveva appreso a contemplare e a rispettare la Natura.
A quel punto, sentendo il mare, i gabbiani, il vento, le foglie delle palme e le voci degli amici che giocavano, udìì
anche la prima campana.
E un'altra.
E poi un'altra ancora, finché‚ tutte le campane del tempio sommerso rintoccarono, riempiendolo di gioia.
Anni dopo, ormai adulto, ritornò al paese e alla spiaggia dell'infanzia. Non voleva più recuperare alcun tesoro in fondo
al mare: forse era stato solo un frutto della sua fantasia, forse non aveva mai udito le campane sommerse in quel
lontano pomeriggio della sua infanzia. Decise comunque di passeggiare sulla spiaggia, per ascoltare il rumore del vento
e le strida dei gabbiani.
Fu profondamente sorpreso nel vedere, seduta sulla sabbia, la donna che gli aveva parlato dell'isola con il tempio.
"Che cosa fai qui?" le domandò.
"Aspettavo te," rispose lei.
Lui notò che, sebbene fossero passati tanti anni, la donna aveva ancora lo stesso aspetto: il velo che le copriva i capelli
non sembrava affatto sgualcito dal tempo.
Lei gli porse un quaderno azzurro, con le pagine bianche.
"Scrivi: 'Un guerriero della luce presta attenzione agli occhi di un bambino. Perché‚ quegli occhi sanno vedere il mondo
senza amarezza. Quando desidera sapere se chi sta al suo fianco è degno di fiducia, cerca di vedere la maniera in cui lo
guarda un bambino."
"Che cos'è un guerriero della luce?"
"Credo che tu lo sappia," rispose lei, sorridendo. "È colui che è capace di comprendere il miracolo della vita, di lottare
fino alla fine per qualcosa in cui crede, e di sentire allora le campane che il mare fa rintoccare nel suo letto."
Lui non si era mai ritenuto un guerriero della luce. La donna parve indovinare il suo pensiero: "Di questo sono capaci
tutti. E nessuno ritiene di essere un guerriero della luce, benché‚ in effetti lo sia."
Lui guardò le pagine del quaderno. La donna sorrise di nuovo
"Scrivi," disse lei infine.

Dal "Manuale del guerriero della Luce" - P.Coelho
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Nella spiaggia a est del paese c'è un'isola sulla quale sorge un gigantesco tempio con tante campane," disse la donna. Il bambino notò che lei indossava strani abiti e che un velo le copriva i capelli. Non l'aveva mai vista prima. "Hai mai visto questo tempio?" gli domandò lei. "Vai fin laggiù e...
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