SOUNDTRACK OF THE DAYMarch of the pigs - Nine inch nails
Vulcani - Punkreas
Guardo il paesaggio bagnato che scorre veloce da dietro un vetro del treno, quel paesaggio che lentamente perde alberi per aggiungere cemento, così come io perdo velocità nell'osservarlo dapprima riparato in un treno e poi in un pullman.
Cambia lo scenario ma non la pioggia battente, come se mi fossi portato con me quel pezzetto di finestrino fradicio.
E poi un'altra cosa ancora non cambia: sono costretto ad affidarmi a un autista che non conosco affatto. Detesto questa situazione.
Sintomo di paranoia?
La pioggia è stata compagna nei miei spostamenti degli ultimi mesi, dove ho iniziato a riempirmi la testa di progetti.
"Riempirmi la testa di progetti" solitamente è un po' come dire: non ho fatto nulla di interessante.
In realtà le cose succedono e i progetti si evolvono, indipendenti dai discorsi che sento sul treno, dal colpo di tacco di Bianchi al Siena, dalla mia ricerca di un nuovo lavoro, dalla mia voglia di essere un'altra persona senza voler cambiare minimamente.
Mi guardo intorno, cerco di farmi idee su come funziona il mondo umano ma ogni volta mi annoia, semplicemente percepisco troppo odio (in tv, sui giornali, per strada) e mi infastidisce: curo così tanto il mio che mischiarlo con quello degli altri me lo fa apparire meno puro, più dozzinale. Non riesco mai ad accettare che milioni di persone in passato, ora e forse in futuro provano le mie stesse emozioni, usano i miei stessi gesti, le stesse frasi... ma che ci posso fare, fa parte del gioco.
Certo non ricordo di aver scelto consapevolmente un gioco che dopo 28 anni ha fruttato un posto da operaio, un paio di rimpianti e circa 2 mila euro in banca.
La mamma della mia ragazza dice di aver bisogno di una vacanza per ripulirsi dal troppo stress: io, che da un mesetto son costretto a ferie forzate, sono alla ricerca invece di stress nuovi, l'idea di ritrovare domattina nuovamente le stesse facce, le stesse bocche che sputano da anni le solite sillabiche ovvietà mi deprime non poco.
...devo cambiare lavoro...
I chilometri che mi separano da casa diminuiscono, ancora 30, il pullman continua a ripararmi dalla pioggia, gli slogan fascisti sulle vecchie case che vedo sono screpolati, l'ennesimo libro da viaggio (La lentezza di Milan Kundera) è terminato, scrivo in modo incerto sul moleskine e penso che, noonstrante la mia incertezza e diffidenza, nonostante i proclami apocalittici iraniani e l'ostracismo europeo... beh, una buona notizia c'è: a breve i miei cuginetti saranno tre, diciamo per ottobre!
Questa volta sarà uno scorpioncino, chissà che non mi assomigli un pochino!
Magari da grande almeno lui rileggerà quello che scrive sul blog prima di pubblicarlo :many
STAY TUNED
















