SOUNDTRACK OF THE DAYDazed and confused - Led Zeppelin
La canzone del parco - Baustelle
Pochi istanti nella lavatrice - Afterhours
[LUOGO: ...appena tornato da una serata risolutiva, mentre al ritorno con Rachel (la mia auto...) ascoltavo un vecchio disco dei Baustelle]
Com'è possibile che 5 lettere possano tracciare una linea così netta nei rapporti?
Alt! Per favore! Le cinque lettere non sono t-i-a-m-o, no dai, ho smesso, quelle le leggete nei blog altrui...
Messe insieme formano Addio.
Cioè, voglio dire: comunque vada, dopo non sarà più la stessa cosa.
Addio... è una parola così definitiva che sembra una di quelle usate dai demonologi per evocare chissà quali entità.
Ma poi funziona realmente? Basta pronunciarla e il tuo lobo temporale cancella il soggetto dei tuoi presunti malanni una volta per tutte? Non so perché ma ne dubito, mi sembra un termine così egoistico.
Come se nel momento in cui l'ho pronunciata avessi usato violenza verso di lei: ti dico "Addio" ma tu ci devi leggere un "Ti vieto di pensarmi e mi vieto di pensarti". E' comunque un qualcosa a senso unico, mah.
Che poi etimologicamente significa "Ti porto a Dio"?
Sono confuso, è la seconda volta che pronuncio con convinzione quel termine in trent'anni (a esser preciso due volte negli ultimi quattro mesi) e ancora non capisco se è davvero utile o una vigliaccata, una sorta di reset ma coi file parcheggiati nel cestino che all'occorrenza posso ripristinare.
Non sono sicuro sia più sconvolgente dirlo o sentirselo dire...
ci dormo sopra che è tardi.
[Un giorno, lo so, scaccerò l'oblio.
Ti sorprenderò senza dirti Addio?]

















