
((c'è un misto di rabbia, risate amare e non-rassegnazione nell'accorgersi che la maggior parte delle cose che dico e faccio sono non sbagliate, semplicemente anacronistiche. Di poco, però le parole che devo dire o le sputo prima del dovuto o le sussurro quando oramai non hanno più la forza di smuovere le cose. Ma va bene così, tanto le parole evidentemente "son solo parole". Magari mi accorgo, per esempio, che c'è un'intesa particolare con una ragazza; poteva esserci da tempo, però nel momento in cui me ne accorgo questa si fidanza da un mese :firulì (è un esempio in stile legge di murphy in effetti). Oppure mi propongono un lavoro e mi danno il tempo di decidere, io tergiverso e quando mi presento "proprio stamane il figlio del capo ha deciso di iniziare a lavorare" :mmm (Murphy dove seiiiii!!!! :tetajo ) ))
C'è una poesia a proposito (no! non è il solito Carpe diem che su chatta sembra spopolare e inizia già un po' a perdere di vigore), di un certo William Butler Yeats (non mi ha mai appassionato particolarmente, lo ammetto), si intitola (si dice "si intitola?") Là nei giardini dei salici.
"Fu là nel giardino dei salici che io e la mia amata ci incontrammo;
Ella passava là per i giardini coi suoi piccoli piedi di neve.
M'invitò a prendere amore così come veniva, come le foglie crescono sull'albero;
Ma io, giovane e sciocco, non volli ubbidire al suo invito.
Fu in un campo sui bordi del fiume che io e la mia amata ci arrestammo,
E lei posò la sua mano di neve sulla mia spalla inclinata.
M'invitò a prendere la vita così come veniva, come l'erba cresce sugli argini;
Ma io ero giovane e sciocco, e ora sono pieno di lacrime"
















