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UN URLO IN CERCA DI UNA BOCCA.

Uto80 17 settembre 2011 ore 17:19
Baustelle – Il nulla
Foo Fighters – Arlandia
Ustmamò – Canto del vuoto
blueBUGS – Adesso è come quando non ci sei
N. Fidenco – A casa di Irene

Sì, ci sono, svuotando il trolley semidistrutto ho sparso sul letto tutte le ultime vicissitudini. Ho trovato alcuni frammenti di me degli ultimi mesi: io e Dave Grohl che ci scambiamo un'occhiata complice, io un giorno di primavera mentre dico "luca, ti meriti una vacanza, prepara i bigliettini", lei che dice cose strane sulle piante medicinali, io al corso di spagnolo sempre meno convinto, un'altra lei che me lo reinsegna, io che preparo delle torte, io a rimpinzare le tasche dei migliori ristoranti pinerolesi per far colpo, io mentre leggendo "Shantaram" (un libro che profuma di India) decido di visitare la Scozia da solo in autostop (strane associazioni accadono a volte), io che non dico di no a due amici che si vogliono aggregare al mio viaggio, lei che mi fa discorsi decisamente ambigui sui frappé herbalife, io al lavoro mentre guardando lo schermo del pc mi accorgo improvvisamente di avere i capelli lunghi, io col moleskine in mano all'aereoporto di Torino mentre in solitudine aspetto l'imbarco per London e ancora: frammenti a ricordarmi le selezioni da "indovina chi?" ogni qualvolta esco con una ragazza adornate di motivazioni impossibili (lei no perché non riuscirei a mantenerla economicamente, lei no perché mi vuole comandare, lei no perché ha un cognome incompatibile, lei no perché è astemia, lei no perché me ne innamorerei ma forse non sarebbe quella giusta, lei no perché non mi vuole mezzo, cose così), io che dormo a London in casa di un indiano e poi: Camden Town e gli odori, la ripartenza e quindi Sheffield, la foresta di Nottingham, Leeds, il freddo di Newcastle e la consapevolezza che sarei davvero arrivato in Scozia.

Scotland (Alba, in gaelico), la Scozia come sogno, come idea che si avvera, in trent'anni a inseguire certe domande sulla punta della lingua continuo la mia ricerca al nord di risposte da tenere care per il futuro e ancora prima di assaporarla mi rendo conto che anche questa volta raggiunto lo scopo questo verrà sostituito da un vuoto.
Perché sì!, realizzare un sogno è comunque sempre un punto di arrivo, e da lì non si può far altro che dimenticare e sognare un altro sogno perché solo le cose inaspettate ti si fondono nell'anima (altro frammento: io che penso la cavolata del "ti si fondono nell'anima" mentre guardo il paesaggio davanti a un daiquiri alla fragola in offerta a 5 euro in un bar di Naxos).
E forse, forse, il mio voler andare in Scozia è solo un riflesso della speranza di un giorno tornare a essere parte d'Islanda.
Successivamente ho un altro frammento di poche ore dopo e ci sono io alle 2 di notte sotto il diluvio a sussurrare estasiato --Edinburgh, wow!
Ogni edificio è lo specchio di rancori altrui, la città coi suoi colori celebra la morte e la mischia con la vitalità degli artisti di strada (Il risultato? Edinburgh è lo stillicidio che mina la sanità mentale, come se con la sua continua pioggia, i suoi edifici affumicati, il castello costruito dove non si dovrebbe un minuto dopo l'altro prendesse le tue emozioni di vita vissuta e si divertisse a scomporle e ricomporle a casaccio senza mai distogliere lo sguardo dai tuoi occhi, turbati e gioiosi...)
Edinburgh è me in modalità random, dice un'altra scheggia fuoriuscita dal trolley. Ero io seduto al parco (lì su ogni panchina c'è una targa con il nome e una mini biografia di personaggi che hanno plasmato nel tempo la Scozia)
Edinburgh è bella come l'amore che si rivelerà per non essere assaporato se non nel momento della sua dipartita.
E poi altri ricordi, facendo avantiveloce: gli artisti di strada in festa per il Fringe, l'idea di visitare Loch Ness, la splendida pioggia incessante, il riprendere l'aereo da solo per Pisa dopo che la compagnia si è rivelata inadatta, l'odore della Scozia come una seconda pelle, Luca che si guarda allo specchio di un bar toscano e dice –Sono tutti segnali, se le cose vanno così ci sarà un motivo, maremma maiala.
Controllo le tasche, casomai qualche ricordo sia rimasto ancorato alle cerniere: ne esce uno, io che mi prenoto un viaggio per l'Andalusia e a metà prenotazione si cancella il viaggio stesso, lasciandomi quell'ora di panico a ripetere come un mantra malsano –non esiste che rimango mezza vacanza a casa, non esiste che rimango mezza vacanza a casa, non esiste che...
Negli ultimi tempi, dopo la catarsi di Edipo, ho quasi smesso col piangermi addosso senza barlumi di reazione (le braccia delle fate sono deboli, inutile credere alle loro promesse di stabilità) e così in un altro frammento ecco luca che scegli una meta casuale (europea, al solito): la Grecia.
In pratica: l'ultimo posto, insieme all'Albania, dove mi sarei aspettato di finire. E così, in breve tempo, ripassare quello che conoscevo di questa nazione frastagliata: olive, sirtaky, Zorba, Mediterraneo di Salvadores, Pollon, Zeus, Aprodite's child, Ovidio, yoghurt, piatti rotti, matrimoni grossi e grassi.
Ma la vita è magnificamente stronza e ogni volta che avvicini la felicità questa accelera e scollina dietro l'orizzonte: mezz'ora dopo il mio arrivo in quel di Atene riesco a farmi smaterializzare lo zaino da qualche greco che in questo momento sarà già in avanzato stato di decomposizione se le mie maledizioni soro giunte a bersaglio. E' la prima volta che mi rubano qualcosa e il danno, soprattutto a livello emotivo, è stato impressionante. Non per i vestiti o l'i-pod o la macchina fotografica o il sacco a pelo o gli altri oggetti, quelli si ricomprano e non hanno anima... ma per i miei moleskine storici impregnati del luca che fu e di quello semi attuale.
E poi c'era lui. Era lì dentro. Lui, sì.

Akka, mi manchi terribilmente.
So che le belle cose hanno sempre e comunque questa dannata data di scadenza impregnata di inchiostro invisibile, però tu dipendevi da me e io avevo promesso a entrambi che ti avrei protetto.
Beh, il risultato è questo.
Ti ho lasciato, ho lasciato che un greco qualunque ti strappasse via da me come se fossi un oggetto inutile, una rana verdastra in un oceano di pupazzi migliori e costosi.
Non ti ho difeso, non ti ho protetto.
Sono disperato, non ho nemmeno il coraggio di implorare il tuo perdono. Perché sì!, lo sapevo che tu eri sei rimarrai una proiezione di un me migliore, avevo ho bisogno del tuo sorriso perpetuo e sapere che ora, chissà..., sei finito in una discarica, beh..., mi annienta. Mi annienta. Potrei esser finto poeta e dire che una tomba migliore per te non poteva esserci, il Partenone di Athìna (Atene) come sfondo, l'eterno riposo degli dèi a sobillare l'inutilità dell'esistenza terrena, quando Pascoli sosteneva che della vita il fulcro è il sepolcro. Ma, lo so bene, sono tutte stronzate. Immense.
Tu sei stato rapito e io non sono stato attento.
Tu sei stato stuprato e io non ho messo a soqquadro la penisola per scovarti.
Tu sei un prolungamento della mia anima e io non ho curato il tuo benessere, ti ho dato per scontato e ora non ci sei più, così, semplicemente, come un finale improvviso dopo pochi atti, giusto il tempo di piangere, piangere, vomitare il dolore e respirare sensi di colpa perché mentre urlavi sorridendo in silenzio io ho continuato a vivere, addirittura a infatuarmi per qualche giorno di una donna che sia atteggiava da Audrey.
Sì, mio amico fedele, è questo che mi fa così tremare dalla disperazione: tu sei stato ucciso e io, egoista, ho lasciato ai feromoni il pilota automatico.
Penso al tuo sorriso che non potrò più meritare: avrei dovuto essere un uomo migliore.
Non ti dimenticherò, anche se mi odierai.
Non ti dimenticherò.
Addio, Akka.

Si chiude una porta e si apre un portone, a jè pà 'n malheur sensa 'n bonheur: mi aspettavo qualcosa di bello, sentivo che era l'ora di riscuotere il credito con la buona sorte, fino in fondo.
Briciole di ricordi ellenici mentre scuoto il trolley, riproietto mentalmente la devastazione di Atene: più macchine bruciate che integre, più cani randagi che persone, più vecchi sdentati che fanciulle svestite. Per usare un francesismo edulcorato, in sintesi, i greci mi stanno sul belino.
Dieci giorni nella tomba degli dèi a conoscere persone fantastiche (non greci, of course: italiani), persone sì, e quindi: nuove storie, aneddoti, modi di dire, accenti, pensieri consolidati nel tempo, odori, pelle da scoprire, manie, fratelli, magnifiche utopie toscane, brindisi, parole sconosciute o non immediate, sfide su "chi ne sa di più a proposito di ", pensieri orribilmente giustificabili, feromoni in subbuglio (ancora!), parole non dette dopo occhiate malcelate, occhiate non date dopo parole mal interpretate, opinioni da nuovi punti di vista, voglia di dimenticare.
Frammento di passaggio: luca nel catamarano con affianco lei che sussurra –Come mai sei finito qui?--. Attimi di sguardi in sospeso, luca si gira per prendere fiato e sferra l'attacco con un –Per incontrare te-- detto senza accorgersi che la lei di turno, a causa delle pastiglie per proteggersi dal maldimare, si era nel frattempo addormentata. E tanti saluti all'atmosfera.
La mia stanza inizia ad essere trempa di ricordi, ne colgo uno e vedo un luca qualunque che si abbrustolisce sotto il sole di Santorini, immagazzina dettagli sull'architettura di Folegandros, si annoia di fronte all'ennesimo coro di "oooh" al tramonto e immagina mondi paralleli oltre il portale di Naxos.
Persone fantastiche dicevo, del genere che non ci si perde di vista col tempo, esattamente ciò che serviva al mio equilibrio psichico: dopo la delusione di alcuni amici, il conoscere nuove vite appare come una sorta di compensazione.
Rifiorivo, facendo finta che i petali non fossero neri.
E poi il viaggio di ritorno, col destino che decide di regalarmi un altro diario --tramite una Luisa di Bologna-- e un incontro inaspettato, di quelli che sembrano l'inizio di un film intrigante.
Si decolla, io inizio a imbrattare il diario e la mia vicina anche: un paio di battute sulla casualità e stop. Poi le sbirciate ai pensieri altrui, lei che accende il notebook e inizia a correggere un suo racconto (a quest'ora sarà già un libro) sulle groupies. Bingo!
--Scusa, so che non è corretto spiare ma... bel titolo.
E da lì in poi il destino torna a giocare a dadi con la mia vita impersonificandosi in una giornalista, Gabriella, conduttrice in una rete privata piemontese di programmi musicali mirati ai gruppi emergenti, nonché organizzatrice di festival eccetera eccetera.
In pratica: guardavo lei e pensavo che quella casualità dei posti accanto e di altri particolari, beh, erano segnali. So che l'uomo vede i segni che vuole vedere, a prescindere della veridicità, però in questo caso erano davvero troppi ed evidenti perché passassero inosservati.
E così luca torna a casa con la lei (del catamarano e di altri dettagli trascurabili) dopo aver congedato l'angelica conduttrice, sicuro dei suoi primi passi nel futuro prossimo: ricostruire una band, tornare nel mondo della musica entrando dalla porta principale, assaporare il sangue dei polpastrelli sfregiati, sentirsi vivo, fiero, utile.
Un paio di giorni dopo l'incontro il ritorno a casa questa volta non è riuscito a scalfire minimamente l'ambizione del luca quasi trentunenne: un paio di telefonate convincenti et voilà!, la band è formata. Carica.
Oggi abbiamo superato la seconda prova (affittiamo uno studio di registrazione a Pinerolo) riprendendo mie vecchie canzoni: "Adesso è come quando non ci sei" ha superato la prova del tempo anche se con musicisti nuovi ho/abbiamo intenzione di stravolgerla, almeno in parte. E mi sembra sia stata scritta per Akka, ora.
Soddisfatto, sì!, al momento tengo all'oscuro i miei progetti musicali anche ai miei amici, ho in mente un ritorno di quelli indimenticabili.
Solo una cosa non sono riuscita a mascherarla affatto: dopo anni di vita in standby sono di nuovo un figo.
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Baustelle – Il nulla Foo Fighters – Arlandia Ustmamò – Canto del vuoto blueBUGS – Adesso è come quando non ci sei N. Fidenco – A casa di Irene Sì, ci sono, svuotando il trolley semidistrutto ho...
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17/09/2011 17:19:47
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Commenti

  1. PollAstro.MI 17 settembre 2011 ore 23:15
    da tempo mi chiedevo che fine avessi fatto, ti aspettavo e sei tornato alla grande: sono davvero molto contento di leggerti, il tuo resoconto davvero entusiasmante: bravo, bravo... BRAVO!

    :-)
    ps... se suoni come scrivi, avrai sicuramente successo.
  2. LadyFlowery.70 19 settembre 2011 ore 12:14
    UPO80 %-) aiutoooooo nn ce lo fatta a leggere tutto......
    :batacar con piu calma...
    ...
    :batabacio :batabacio
    :fiore :rosa :bacio :fiore
  3. Uto80 19 settembre 2011 ore 19:37
    Poll, grazie, grazie davvero. So di non meritar complimenti ma faccio finta di niente e li accetto volentieri ;)
    Le canzoni che ascolti, QUELLE sono valide!

    Lady!!! Che bel nome, tempo fa qui c'era una FighterLady (una persona che per assurdo si nascondeva dietro a un nickname quando in realtà aveva un nome reale splendido: Cheren) e da allora una Lady non può che farmi piacere (sarà la sindrome da Lady Hawke?)
    A parte le stupidaggini da lunedì sera (I'm so sorry...) purtroppo hai ragione, non è da me scrivere molto perché mi addormento a metà frase come i racconti di Aldo Nove, ma tant'è, la prossima volta scriverò solo un haiku promesso! ;-)
    Son curioso: sei tu sulla tazza di caffé???
  4. LadyFlowery.70 19 settembre 2011 ore 19:42
    :many :many :many troppo piccina sono sono in quella tazzina..cmq nn ho mai notato questo nikaname Lady Hawkenn sono io LADYFLOWERY= SIGNORA DEI FIORI.....
  5. serenella21 19 settembre 2011 ore 20:43
    e luca ke ha girato tutta la scozia ..in grecia si è fatto fregare lo zaino :-)))
    uno brutto colpo :nightmare
    uno shok difficile da dimenticare :-(
    ma luca è forte determinato e soprattutto molto autocrtico verso se stesso
    luca ora è ritornato figooooooooooo :hop :pazz
    il futuro ora è nelle tue mani :-)))
    auguri :rosa
  6. PollAstro.MI 19 settembre 2011 ore 20:56
    Luca (perdona la confidenza), non sono una persona che fa abitualmente complimenti, li faccio quando credo siano meritati, e so che tu sai di meritarli. Adesso basta però ;-)
  7. Uto80 19 settembre 2011 ore 21:00
    hai dimenticato: luca che aspetta di parlare con lisa, la ragazza più commentata del web ;-)

    sì sì sì è un periodo complesso, nel frattempo son successe altre cose appena ti trovo su facebook ti racconto (scherzoooo ahahahahahah)
    Besos chica, a despues! :batacin
  8. Gatta.Morgana 23 settembre 2011 ore 10:53
    ... quando sento che sto per realizzare un sogno, a volte, sono anche un po' dispiaciuta perchè sono arrivata al capolinea... e allora via a cercare un altro sogno da realizzare... Mi sento un mix tra la Carrà e la De Filippi... " e dall'Argentina c'e posta per te!!!"

    T.
  9. serenella21 23 settembre 2011 ore 20:37
    come stai ?
    meglio vero?
    buona notte:bacio
  10. Uto80 23 settembre 2011 ore 21:07
    dici che è un po' come quando ti accorgi che mancano poche pagine alla fine di un libro intrigante?
  11. Gatta.Morgana 24 settembre 2011 ore 15:33
    ... proprio così... e ti precipiti nella libreria sotto casa in cerca di un titolo che ti trasformi gli occhi in due grossi punti interrogativi... così... ?_?
  12. Uto80 24 settembre 2011 ore 21:52
    sì sì poi a volte quando guardo e riguardo senza sentire la scossa che ti dice Ok questo libro sarà valido finisco col mettere in difficoltà le commesse con l'orribile domanda --tu cosa mi consigli?
    poverine, che pazienza...
    ?_?
  13. silently 01 ottobre 2011 ore 17:54
    Luca Luca, mi sembra così banale e stupido dirti che ho letteralmente divorato ed ingoiato ogni singola parola. Vedo il tramonto dalla finestra e per colpa tua adesso mi vien la malinconia.
    C.
  14. Lessien 03 ottobre 2011 ore 00:10
    Akka, di tutto ciò che hai detto e ho letto, rivedo solo lei. Notte
  15. libellulach 06 ottobre 2011 ore 11:48
  16. DENISE.70 13 ottobre 2011 ore 01:43
    Più desideri qualcosa e più ti piace, quando poi hai tutto in gestione non sai più cosa sia migliore: Desiderare o Avere?
    -- Weky Bleu

    grazie della visita,torna quando vuoi!
    buona notte!
  17. Uto80 13 ottobre 2011 ore 09:26
    "Vedi mai una stella cadere ...e non ricordi cosa desiderare?"
  18. DENISE.70 13 ottobre 2011 ore 23:35
    ..il mio desiderio più grande e guarire..è brutto vivere sapendo che da un momento al'altro potresti vedere il buio totale...potresti lasciare amici..parenti...ho fiducia, ma ho pure paura, ..comunque, non dispero ... quanto avrò da vivere. non lo so...ma.voglio vivere.amare,scoprire,imparare,sentire...questa è il mio grande desiderio....


    buona notte!
  19. serenella21 18 ottobre 2011 ore 19:30
    complimenti ;-)
  20. Uto80 18 ottobre 2011 ore 20:34
    :shy :shy :shy :shy :shy :shy :shy ti ringrazio, credevo non ti piacesse...
  21. DENISE.70 18 ottobre 2011 ore 23:45
    Io vivo di emozioni,
    di sorrisi, di lacrime,
    di amore, di passioni.
    Io vivo di incontri vecchi e nuovi
    Di parole dette, taciute... ascoltate
    Vivo di silenzi...
    di esperienze sempre nuove...
    vivo di sogni forse irraggiungibili,
    ma vivo.



    BUONA NOTTE...
  22. DENISE.70 22 ottobre 2011 ore 22:17
    Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
    "Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?"

    "Gridano perché perdono la calma" rispose uno di loro.

    "Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?" disse nuovamente il pensatore.

    "Bene, gridiamo perché desideriamo che l'altra persona ci ascolti" replicò un altro discepolo.

    E il maestro tornò a domandare: "Allora non è possibile parlargli a voce bassa?"

    Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.
    Allora egli esclamò: "Voi sapete perché si grida contro un'altra persona quando si è arrabbiati?
    Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto.
    Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare.
    Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l'uno con l'altro.
    D'altra parte, che succede quando due persone sono innamorate?
    Loro non gridano, parlano soavemente. E perché?
    Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola.
    A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano.
    E quando l'amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi.
    I loro cuori si intendono.
    E' questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano."

    Infine il pensatore concluse dicendo: "Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino,
    non dite parole che li possano distanziare di più,
    perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta
    che non incontreranno mai più la strada per tornare."

    Mahatma Gandhi



    a presto...
  23. Uto80 23 ottobre 2011 ore 11:33


    ...sai, poco tempo fa è uscito quello che per quanto mi riguarda è il film dell'anno, This must be the place.
    Lì c'è una scena dove il protagonista, dopo essersi fermato in un autogrill, si ritrova in macchina un vecchio indiano.
    Gli chiede "cosa vuoi?" ma lui non parla, guarda avanti --coi suoi lunghi capelli bianchi, il vestito impeccabile, la cintura inserita.
    Viaggiano per qualche chilometro senza parlare poi semplicemente l'indiano alza una mano in segno di stop, esce dall'auto (sono nella classica autostrada americana che attraversa il nulla del deserto) e inizia a camminare.
    Nel nulla, appunto.
    Non una parola.
    Lì per lì la scena mi ha stupito ma dopo qualche minuto era già dimenticata, poi a ripensarci il regista ha messo in pochi minuti la sintesi di un popolo, sterminato con ferocia inaudita da chi ora pretende di comandare tutti. Un popolo che ha smesso di gridare al mondo il loro dolore e l'ingiustizia e si è autorinchiuso in una riserva che non è solo fisica ma mentale.
    Guardandoci intorno, leggendo i giornali (o meglio, informandosi su alcuni siti liberi della Rete), respirando le emozioni di chi ci passa accanto, sbirciando gli sguardi di chi al mattino è al bar per il primo caffé, che cosa non puoi fare a meno di notare?
    Non ci preoccupiamo più di sussurrare parole di amore o gridarci addosso rancore, non fa differenza ricevere complimenti o insulti se in fondo all'anima siamo consci che le parole sono bugie passeggere... il problema non è il tono delle parole, il problema è che senza rendercene conto ci siamo strappati le orecchie.
    L'anima ci urla disperata che ci stiamo annullando, che la società dovrebbe renderci felici, che la diffidenza reciproca porta miseria interiore e noi, non sapendo come reagire e cosa rispondere, ci siamo resi sordi.
    Spero tanto che sia un male curabile, anzi no: lo sarà, sicuramente.
  24. DENISE.70 23 ottobre 2011 ore 14:40
    purtroppo,hai ragione...
    comunque devo vedere il film...
    grazie,è da tanto tempo che non guardo un film,maggior parte mi fanno schifo...
    ho smesso di guardare a tv...non lo so perché ma d'allora mi sento meglio...
    leggo soltanto le notizie del giorno,cosi per non dimenticare sul quale pianeta vivo...altrimenti rischio credere che sono una aliena ...ahahaha...
    un abbraccio...




    a presto...
  25. Uto80 23 ottobre 2011 ore 15:00
    ma dai, anch'io ho eliminato la tv qualche mese fa :many
    prima passavo il tempo con una persona che viveva di amici, uomini&donne, grandi fratelli, vaschi rossi, cose così... e, pur detestandoli, di riflesso li vivevo anche io.
    Quando ci siamo lasciati ho eliminato tutte quelle robacce: all'inizio le detestavo poi dopo mesi mi son accorto che quel sentimento ha lasciato posto, per fortuna, all'indifferenza.
    Non mi incazzo se sento parlare i ragazzetti di tronisti, dischi vuoti, promossi e bocciati di xfactor, esaltano DjGuetta e non conoscono i Led Zeppelin... la verità è che non me ne può fregar di meno, la vita è altrove ;-) --o almeno mi piace convincermi che sia così. Più che alieni siamo alienati :many
  26. DENISE.70 23 ottobre 2011 ore 15:23
    alienati si....ahahhaa
    invece di guardare a tv preferisco leggere un libro...almeno lo so che libro leggo...fantasia o realtà...comunque,un libro è sempre un miscuglio di fantasia e realtà...
    a volte capita che non sapiamo se quella che prendiamo come fatto reale..è realtà o semplice fantasia di una mente malata...questa è problema in tv...questa è la mia opinione ...
    spero che mi sono fatta capire
    (sono straniera,non sono brava ad esprimere)



    un abbraccio...
  27. DENISE.70 24 ottobre 2011 ore 14:49
    TI RACCONTO UNA STORIELLA TRATTA DA UNO DEI CLASSICI MITI GRECI:
    "UNO DEGLI DEI, FURIOSO PER IL FATTO CHE PROMETEO AVESSE RUBATO IL FUOCO E, CON CIO', RESO INDIPENDENTI GLI ESSERE UMANI, INVIO' PANDORA A SPOSARSI CON IL FRATELLO DI LUI, EPITEMEO, PANDORA PORTO' CON SE' UN VASO CHE LE ERA STATO PROIBITO DI APRIRE, TUTTAVIA, PROPRIO COME EVA NEL MITO CRISTIANO, LA SUA CURIOSITA' EBBE LA MEGLIO: SOLLEVO' IL COPERCHIO PER VEDERE CIO' CHE CONTENEVA E, IN QUEL MOMENTI, TUTTI I MALI DEL MONDO USCIRONO E SI SPARSERO PER LA TERRA.
    SOLO UNA COSA RIMASE ALL'INTERNO: LA SPERANZA".DUNQUE, IN BARBA ALLE APPARENZE, A PRESCINDERE DA OGNI TRISTEZZA E SENSAZIONE DI IMPOTENZA, NONOSTANTE SIAMO QUASI CONVINTI CHE NIENTE MIGLIORERA', NON E' POSSIBILE PERDERE L'UNICA COSA CHE CI MANTIENE IN VITA: LA SPERANZA, CHE MOLTI INTELLETTUALI CONSIDERANO UN SINONIMO DI "PRESA IN GIRO". QUESTA PAROLA CHE SPESSO E' CON NOI DI MATTINA, VIENE FERITA NEL CORSO DELLA GIORNATA, MUORE ALL'IMBRUNIRE, MA RESUSCITA ALL'ALBA.
    IN EFFETTI C'E' UN PROVERBIO CHE DICE: "CONTRO LA FORZA NON C'E' SANTO"
    MA ESISTE ANCHE IL PROVERBIO: "FINCHE' C'E' VITA C'E' SPERANZA". E IO MI ATTENGO AD ESSO. "



    BUON INIZIO SETTIMANA...

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