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16 settembre 2018 ore 23:37 segnala


La piccola lampada ad olio brucia lenta ed insicura seguendo anch'essa i movimenti ondosi a cui lo scafo si adegua durante la navigazione notturna.
Il giovane marinaio in preda alla stanchezza giace sulla cuccia con i propri pensieri finalmente in poppa e prima di avviarsi nel placido regno di Morfeo dedica le sue ultime forze per tenere gli occhi aperti sulla punta rovente del suo coltello,intento a incidere sul suo braccio tutto l'amore che prova per la sua amata.
La punta solca la pelle e rimane inciso il nome di lei,che è proprio e precisamente "Lei" e sopra ad esso un breve schizzo che ritrae grossolanamente i suoi principali tratti somatici,le gote sporgenti,gli occhi pieni di amore,labbra ancora di bambina.
Finito il suo capolavoro finalmente due dita callose di fatiche spengono la fiamma e le sue ultime parole sono un soffio del cuore che chiama sommessamente il nome appena inciso sulla carne prima di cadere nel sonno,triste,ma con un sorriso paziente adagiato sulle labbra spaccate dalla salsedine.
Al mattino sul mare solo detriti sparpagliati per chilometri ed il silenzio di un mare spietato che mostra il colore azzurro dell'innocenza ad un sole di paglia che brucia indifferente sulla tragedia accaduta.
Lei sta lì ad attendere il ritorno,passano i giorni e non si hanno notizie.
La semplice preoccupazione diventa un fulmine in pieno petto quando giungono alla balconata che affaccia sul mare i fiori e gli stendardi per celebrare il funerale dei marinai scomparsi.
Passano gli anni,e quella bambina che si dondolava nei pensieri felici immaginando la vita di moglie con il suo marinaretto dai biondi capelli e le forti braccia ancora vaga nei pressi del porto con la stessa grazia che aveva anni addietro,quella grazia che si intonava con i suoi bei zigomi ormai solcati dalle rughe e dal pianto privo di lacrime.
Il dolore del figlio desiderato e mai potuto nascere,stesso desiderio condiviso il giorno della partenza da entrambi il giorno del loro ultimo saluto.
Vaga per una città ormai insignificante per lei,dove nessuno più ricorda quei fatti e quei volti,col suo fazzoletto che copre i capelli e parte del volto,in mezzogiorni di mercato dove le donne comprano il pasto per la famiglia,ed i marmocchi sfrecciano giocando sotto le bancarelle per poi nascondersi sotto le sottane sontuose tanto alla moda nel seicento.Mezzogiorni movimentati ma che per lei son solo tristi moniti dove si fa sempre più forte il rimpianto per la sua giovinezza anche essa annegata assieme al suo amore e per il rimpianto di un figlio che non ha potuto avere mai.
Ormai stanca come una balena arenata sulla riva sente che sta per chiudersi anche la sua esistenza,ultima sopravvissuta a tutti i suoi cari e sola come la stella polare che vigila sulle rotte dei marinai,spende il suo ultimo attimo della sua lunga e triste vita per lasciare un giocattolo abbandonandolo in piazza,ultimo gesto dove dentro mette tutta la carica emotiva che gli rimane,giocattolo che nelle sue intenzioni porta con sé il filo del destino della anima del figliolo tanto bramato.
Quando il sole si leverà ed i bambini andranno in piazza lo troveranno e muovendolo sarà come se una vita mai vissuta si muovesse di volontà propria,e chissà,qualcosa rimarrà,e quel qualcosa viaggerà attraverso il tempo e come una vela spinta dalle ali dell'amore arriverà su un'isola del frastagliato tempo e lì fermandosi fuoriuscirà come da una nebbia fatta di canti ed abbracci l'anima a cui un corpo farà da nido sotto il cielo di una era distante e nuova,o magari di un nuovo sole fuori dalle rotte comuni.
Il marinaretto e Lei in fondo sono una sola cosa per grazia dell'amore che li ha legati tutta la loro vita,come della stessa sostanza sono la preghiera e la bestemmia,la sola differenza è che la bestemmia è zolfo che arde in un solo istante,mentre Lei è la cera che tiene in vita per lungo tempo la preziosa fiamma.



Dedicato a @QueenOfSword ,detta Queenie R.I.P.


@vagarsenzameta
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« immagine » La piccola lampada ad olio brucia lenta ed insicura seguendo anch'essa i movimenti ondosi a cui lo scafo si adegua durante la navigazione notturna. Il giovane marinaio in preda alla stanchezza giace sulla cuccia con i propri pensieri finalmente in poppa e prima di avviarsi nel placid...
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16/09/2018 23:37:28
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  1. vagarsenzameta 16 settembre 2018 ore 23:39
    La piccola lampada ad olio brucia lenta ed insicura seguendo anch'essa i movimenti ondosi a cui lo scafo si adegua durante la navigazione notturna.
    Il giovane marinaio in preda alla stanchezza giace sulla cuccia con i propri pensieri finalmente in poppa e prima di avviarsi nel placido regno di Morfeo dedica le sue ultime forze per tenere gli occhi aperti sulla punta rovente del suo coltello,intento a incidere sul suo braccio tutto l'amore che prova per la sua amata.
    La punta solca la pelle e rimane inciso il nome di lei,che è proprio e precisamente "Lei" e sopra ad esso un breve schizzo che ritrae grossolanamente i suoi principali tratti somatici,le gote sporgenti,gli occhi pieni di amore,labbra ancora di bambina.
    Finito il suo capolavoro finalmente due dita callose di fatiche spengono la fiamma e le sue ultime parole sono un soffio del cuore che chiama sommessamente il nome appena inciso sulla carne prima di cadere nel sonno,triste,ma con un sorriso paziente adagiato sulle labbra spaccate dalla salsedine.
    Al mattino sul mare solo detriti sparpagliati per chilometri ed il silenzio di un mare spietato che mostra il colore azzurro dell'innocenza ad un sole di paglia che brucia indifferente sulla tragedia accaduta.
    Lei sta lì ad attendere il ritorno,passano i giorni e non si hanno notizie.
    La semplice preoccupazione diventa un fulmine in pieno petto quando giungono alla balconata che affaccia sul mare i fiori e gli stendardi per celebrare il funerale dei marinai scomparsi.
    Passano gli anni,e quella bambina che si dondolava nei pensieri felici immaginando la vita di moglie con il suo marinaretto dai biondi capelli e le forti braccia ancora vaga nei pressi del porto con la stessa grazia che aveva anni addietro,quella grazia che si intonava con i suoi bei zigomi ormai solcati dalle rughe e dal pianto privo di lacrime.
    Il dolore del figlio desiderato e mai potuto nascere,stesso desiderio condiviso il giorno della partenza da entrambi il giorno del loro ultimo saluto.
    Vaga per una città ormai insignificante per lei,dove nessuno più ricorda quei fatti e quei volti,col suo fazzoletto che copre i capelli e parte del volto,in mezzogiorni di mercato dove le donne comprano il pasto per la famiglia,ed i marmocchi sfrecciano giocando sotto le bancarelle per poi nascondersi sotto le sottane sontuose tanto alla moda nel seicento.Mezzogiorni movimentati ma che per lei son solo tristi moniti dove si fa sempre più forte il rimpianto per la sua giovinezza anche essa annegata assieme al suo amore e per il rimpianto di un figlio che non ha potuto avere mai.
    Ormai stanca come una balena arenata sulla riva sente che sta per chiudersi anche la sua esistenza,ultima sopravvissuta a tutti i suoi cari e sola come la stella polare che vigila sulle rotte dei marinai,spende il suo ultimo attimo della sua lunga e triste vita per lasciare un giocattolo abbandonandolo in piazza,ultimo gesto dove dentro mette tutta la carica emotiva che gli rimane,giocattolo che nelle sue intenzioni porta con sé il filo del destino della anima del figliolo tanto bramato.
    Quando il sole si leverà ed i bambini andranno in piazza lo troveranno e muovendolo sarà come se una vita mai vissuta si muovesse di volontà propria,e chissà,qualcosa rimarrà,e quel qualcosa viaggerà attraverso il tempo e come una vela spinta dalle ali dell'amore arriverà su un'isola del frastagliato tempo e lì fermandosi fuoriuscirà come da una nebbia fatta di canti ed abbracci l'anima a cui un corpo farà da nido sotto il cielo di una era distante e nuova,o magari di un nuovo sole fuori dalle rotte comuni.
    Il marinaretto e Lei in fondo sono una sola cosa per grazia dell'amore che li ha legati tutta la loro vita,come della stessa sostanza sono la preghiera e la bestemmia,la sola differenza è che la bestemmia è zolfo che arde in un solo istante,mentre Lei è la cera che tiene in vita per lungo tempo la preziosa fiamma.



    Dedicato a @QueenOfSword ,detta Queenie R.I.P.
  2. aladelsilenzio 17 settembre 2018 ore 00:24
    preziosa... come preziose sono le tue parole.
  3. vagarsenzameta 17 settembre 2018 ore 08:54
    @aladelsilenzio :punk
    :parmalat

    https://www.youtube.com/watch?v=Xy71oHnVrL0

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