"i Leonardo da Vinci di Neukölln"

30 aprile 2018 ore 17:35 segnala
Neukölln è un quartiere multietnico di Berlino dove convivono barbieri turchi, hipster-caffè ebraici e ristoranti libanesi - che dieci anni fa hanno aperto la loro galleria, il "Kunstsalon Posin".

Un antro buio, con un ingresso minuscolo, in una via laterale, un improvviso squarcio dentro una realtà parallela. Il paradiso dei falsi. «Falsari? Non esistono vero e falso, l' unica distinzione è se si tratti di buona arte o no»: Evgeni parla sempre a bassa voce, ma il suo orgoglio è palpabile.
In effetti i tre fratelli soprannominati "i Leonardo da Vinci di Neukölln" sono nati nella fu Leningrado, oggi di nuovo San Pietroburgo - spediscono i loro quadri in tutto il mondo: «Le nostre opere sono molto richieste. Il lavoro non ci manca», dicono nel loro tedesco talmente cavernoso da sembrare russo. Alla parete c' è anche un foto che li ritrae con papa Wojtyla, al quale donarono un immenso crocefisso: «L' ho fatto io, non è una copia », precisa Michail.
In genere lavorano su commissione, fino a 20 mila euro per un quadro. Niente di illegale, le opere non vengono vendute come originali. Solo due regole, semplicissime: non devono essere della stessa misura dell' originale e il pittore "copiato" dev' essere defunto da almeno 70 anni.
«Talvolta è un centimetro in più o in meno, altre volte ci sono metri di differenza». Qui, per esempio, vicino ad Antonello da Messina, c' è un dettaglio di uno Hieronymus Bosch: è solo una scheggia, allargata, dell' originale. Una finestra aperta sulla psiche visionaria del grande pittore olandese. Qualcuno ha scritto che i Posin sono i migliori falsari del mondo.
Aggiungono che se non fosse per la diversa dimensione delle opere, anche i più quotati esperti avrebbero difficoltà a distinguerle dagli originali. Michail cerca di spiegare il loro punto di vista: «Ogni nostro quadro ha un' anima. Ci immedesimiamo completamente nei maestri su cui lavoriamo: il tempo che ci mettiamo a dipingere è lo stesso, i colori so- no gli stessi.
Pigmenti naturali nel caso delle opere più antiche». Il che risulta ancora più impressionante in considerazione del fatto che i fratelli Posin non hanno delle specializzazioni: viaggiano indifferentemente dal Rinascimento italiano all' espressionismo tedesco, da Renoir a Botticelli, da Vermeer a Picasso.
«Ma è Leonardo da Vinci il più difficile di tutti», sussurra Evgeni. «Perché il suo mondo è così straordinariamente complesso ». Anche sui motivi per cui i loro lavori sono tanto richiesti, i Posin hanno le idee chiare: «Quello che importa è l' effetto che fa un quadro. Chi vuole i nostri quadri trova quell' effetto».
Ovvio che ogni tanto qualcuno provi ad arricchirsi col loro lavoro, cercando di vendere come originali i loro quadri. «Per esempio qualche anno fa, con alcune nostre tele tratte da William Turner». All' epoca la cosa venne scoperta, per i tre fratelli russi nessuna conseguenza: la loro posizione è, in effetti, cristallina ma Driessen ha affermato: «Ci sono migliaia di quadri falsi nei musei di tutto il mondo. È una cosa che penso io, sia chiaro, non ho le prove. Ma conviene a troppe persone: è un modo per movimentare il mercato, visto che il numero dei veri capolavori è limitatissimo.
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Neukölln è un quartiere multietnico di Berlino dove convivono barbieri turchi, hipster-caffè ebraici e ristoranti libanesi - che dieci anni fa hanno aperto la loro galleria, il "Kunstsalon Posin". Un antro buio, con un ingresso minuscolo, in una via laterale, un improvviso squarcio dentro una...
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