Hendrik Johannes Cruijff è uno dei grandi campioni

04 luglio 2018 ore 00:07 segnala


Hendrik Johannes Cruijff è uno dei grandi campioni della storia del calcio. Nasce ad Amsterdam, in Olanda, il 25 aprile 1947. Il padre è un fruttivendolo, la madre invece lavora come lavandaia nella squadra più importante della città: l’Ajax. Crujiff cresce proprio nelle giovanili dell’Ajax e debutta nel campionato olandese all’età di 17 anni. Il suo talento si manifesta subito. È dotato non solo di fondamentali eccellenti, ma anche di una rapidità e un estro che lo rendono difficile da marcare. Non gioca in un ruolo fisso, ma si muove lungo tutto il campo. Insolito, per l’epoca, è anche il suo numero di maglia: il 14. Con l’Ajax, oltre a due Palloni d’oro, vince 6 campionati, 3 Coppe dei Campioni e una Coppa Intercontinentale. Per tutti ormai è il “Pelé bianco”.

Nel 1973 lascia la squadra olandese e approda al Barcellona, che porta subito alla vittoria nel campionato spagnolo. Al Mondiale tedesco del ’74 è il giocatore più atteso. La sua Nazionale, che pratica un gioco veloce e corale, sbaraglia gli avversari e giunge in finale contro la Germania. Dopo neanche un minuto Cruijff penetra nell’area tedesca e conquista un calcio di rigore: Neeskens segna e porta gli “orange” in vantaggio. Ma la reazione tedesca non si fa attendere: Breitner e Gerd Müller ribaltano il risultato e l’Olanda, contro ogni pronostico, perde il Mondiale. Il fuoriclasse olandese patisce così la sconfitta più bruciante della carriera, ma si consola con un altro Pallone d’oro, il terzo dopo quelli vinti con l’Ajax. Nessuno ci era mai riuscito prima. Rimane al Barcellona fino al ’78. Poi si trasferisce negli Stati Uniti dove veste la maglia dei Los Angeles Aztecs e dei Washington Diplomats. Dopo una parentesi con gli spagnoli del Levante, chiude la carriera in Olanda, giocando ancora nell’Ajax e poi nel Feyenoord.

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Michael Schumacher è il pilota più vincente della storia del

03 luglio 2018 ore 18:49 segnala

Michael Schumacher è il pilota più vincente della storia della Formula 1.Nasce a Hurt–Hermulheim, in Germania, il 3 gennaio 1969.
A trasmettergli la passione per i motori è il padre, gestore di un circuito di go-kart nella cittadina di Kerpen. Fin da piccolo, Michael mostra enormi potenzialità, ma per sfondare nel mondo delle corse il talento non basta: servono anche grandi mezzi economici. Grazie al sostegno di un imprenditore della zona, nel 1984 inizia a correre nelle gare di kart. Quattro anni dopo passa alla Formula Ford, conquistando subito il secondo posto nel campionato tedesco. Il suo stile di guida, pulito e deciso, attira l’attenzione di Willi Weber, proprietario di un team di Formula 3, che lo ingaggia nel 1989. Nel giro di un anno il pilota è già campione tedesco di categoria e nel ’91 partecipa anche alla 24 ore di Le Mans.

Il suo obiettivo però è la Formula 1. L’occasione per il grande salto si presenta nel 1991, quando la squadra della Jordan lo chiama per sostituire un pilota nel Gran Premio del Belgio. Nelle qualifiche il tedesco ottiene la settima posizione e viene notato dalla Benetton che decide di metterlo subito sotto contratto. Nasce un’accesa rivalità con l’asso brasiliano Ayrton Senna. Al Gran Premio di Francia del ’92, i due sono protagonisti di un tamponamento e litigano di fronte alle telecamere. Lo stesso anno il pilota tedesco vince la sua prima gara in Formula 1 e chiude il campionato al terzo posto. Nel ’94, proprio l’anno della morte di Senna, Schumacher conquista il Mondiale precedendo di un solo punto l’inglese Damon Hill: è la prima volta che un pilota tedesco diventa campione del mondo. Ripete l’impresa nel ’95 e l’anno seguente passa alla Ferrari, che non vince il Mondiale piloti da quello di Jody Scheckter del 1979.

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Autoritratto di Giorgio de Chirico

02 luglio 2018 ore 12:42 segnala


Autoritratto di Giorgio de Chirico è un dipinto su tela realizzato tra il 1920 e il 1922. Misura circa 38 cm di altezza per 51 di larghezza. È uno dei molti autoritratti che l’artista esegue in questi anni. Quando dipinge quest’opera, de Chirico è già un artista affermato a livello internazionale. È noto come ideatore, teorico e principale esponente della pittura metafisica. Le opere che fanno capo a questa corrente sono dominate da atmosfere sospese ed enigmatiche. Gli oggetti, sottratti al loro contesto abituale, appaiono come una rivelazione improvvisa e sorprendente. Pur essendo dipinti in maniera realistica, sembrano perdere il loro significato ordinario e acquisire un valore poetico. Il pittore evoca così una dimensione che trascende la realtà quotidiana, e che stupisce creando effetti di spaesamento.

Nel periodo in cui realizza questo quadro, de Chirico è tornato in Italia dopo un lungo soggiorno a Parigi. Ha trascorso gli anni della prima guerra mondiale a Ferrara, e ora vive tra Firenze, Milano e Roma. Il periodo della pittura metafisica sta volgendo al termine. Come scrive nei suoi numerosi testi teorici, a cominciare da Il ritorno al mestiere, ora de Chirico sostiene la necessità di un superamento delle avanguardie, di un ritorno all’arte classica e del recupero delle tecniche pittoriche tradizionali. In questo autoritratto l’artista esibisce orgogliosamente il proprio legame con la grande arte del passato. Sullo sfondo di un’architettura dalle forme squadrate, il volto del pittore appare in una duplice rappresentazione. A destra il volto è dipinto di tre quarti, con lo sguardo rivolto all’osservatore.

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Quando l’amore non finisce mai… spettacolare video di amore

29 giugno 2018 ore 14:53 segnala


L’amore, quando è vero amore, continua anche in tarda età… È strano, ma capita spesso, quando si è innamorati e giovani, di pensare a come potrebbe essere il proprio rapporto anche da vecchietti. Già davvero strano: perché, in fondo, viene da chiedersi, dover volare con la mente così avanti nel tempo?


Eppure anche a questo c’è una risposta sensata: è emozionante, infatti, immaginare che un amore possa durare tanto e vivere di piccoli momenti felici. Quante volte, del resto, per strada abbiamo sorriso nell’osservare due vecchietti complici tenersi la mano, oppure scambiarsi un tenero bacino? Quante volte abbiamo pensato guardandoli: “Sono meravigliosi!”. Ed ancora: quante volte, forse, qualcuno avrà detto a se stesso: “Spero che questa magia sarà presente un domani anche nella mia vita!”.
L’amore, quando è vero amore, continua anche in tarda età… Come non emozionarsi, allora, davanti a piccoli gesti di una coppia di “giovanotti di età avanzata”, che si scontrano con quelli eclatanti e forse meno sentiti dei ragazzi di oggi. Gesti semplici dai quali è possibile trarre vere e proprie lezioni di vita. Che straordinaria favola quella in cui un vecchietto dona alla sua amata una rosellina rossa. Lui e Lei tra un sorso di tisana insieme prima di andare a letto; tra una risatina complice ed un prendersi cura l’uno dell’altra.

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Airbag per bicicletta , può salvare la vita – Bicycle airbag

27 giugno 2018 ore 22:26 segnala


I ciclisti aumentano sulle nostre strade. La bicicletta è un mezzo di trasporto molto comodo, agile, ecologico e che ci permette anche di fare un po’ di sana attività quotidiana. Sono sempre di più gli italiani che scelgono la bici per i propri spostamenti in città, anche se la cultura della bicicletta ha bisogno ancora di crescere: poche le piste ciclabili, poco il rispetto, poca la sicurezza. E proprio la sicurezza è una delle preoccupazioni di chi sceglie la bici: ma lo sapete che esiste l’airbag per chi va in bici?

L’invenzione non è nuovissima , ma oggi che le biciclette sono una realtà sempre più presente sulle nostre strade, è giusto trovare dei sistemi per permettere a tutti di viaggiare in sicurezza: in caso di incidente o caduta (le buche delle strade non ci aiutano!), il rischio di battere la testa e incappare in traumi gravi è forte. Ma non lo è se indossate questo casco invisibile, un vero e proprio airbag per bici.
E’ opera di due studentesse svedesi di Industrial Design all’Università di Lund, Anna Haupt e Terese Alstin, che nel 2005 ebbero l’idea di un casco invisibile comodo, pratico e bello che tutti avrebbero voluto indossare. Proprio quell’anno in Svezia scattò l’obbligatorietà del casco in bici fino ai 15 anni. Grazie alla collaborazione con Alva, azienda svedese di airbag, l’accessorio è diventato realtà.
Come funziona l’airbag per andare in bici

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Due minuti di pausa in ufficio – 2 min break in the office

27 giugno 2018 ore 12:06 segnala


Trascorriamo in ufficio la maggior parte della nostra giornata. Seduti dietro la scrivania, con gli occhi incollati al monitor del pc.
Certo questa situazione non è salutare per il nostro fisico. Mal di schiena, indolenzimento al collo, problemi di circolazione e intorpidimento di gambe e braccia sono all’ordine del giorno. Per non parlare dello stress mentale a cui lo stile di vita sedentario ci sottopone.
Dare la colpa alla vita d’ufficio del mancato movimento non ha senso, perché l’esercizio fisico si può fare anche alla scrivania.
Allungamenti, addominali, pratiche di rassodamento, esercizi per riattivare la circolazione. Esercizi che possiamo svolgere anche in azienda. Basta un po’ di buona volontà e di continuità.
Perché fare attività fisica in ufficio?
Svolgere alcuni semplici esercizi quotidianamente ci aiuterà a:

Potenziare il tono muscolare;
Rassodare i tessuti;
Incrementare la motilità intestinale;
Alleviare i dolori cervicali;
Sciogliere la tensione;
Migliorare la qualità della vita.

I vantaggi si noteranno anche in termini di benessere mentale. Infatti, l’equilibrio fisico va di apri passo con quello psicologico.
Certo non sarà facile abituarci a praticare attività fisica in ufficio. All’inizio, forse, ci sentiremo un po’ straniti.
Ma basterà insistere con un’adeguata dose di buona volontà e costanza per prendere il ritmo giusto.
Sentire giorno dopo giorno l’attenuarsi di dolori e tensioni, vedendo i miglioramenti sul nostro fisico, faranno il resto. I risultati ci daranno tutta la grinta per insistere.
Esercizi da ufficio: qui e ora
Passiamo, ora, a qualche suggerimento pratico e vediamo quali esercizi è possibile svolgere quando siamo in ufficio.

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Su Rowan Atkinson alias Mr.Bean – La storia di Mister Bean

26 giugno 2018 ore 14:12 segnala


10 CURIOSITÀ SU ROWAN ATKINSON ALIAS MR. BEAN
Rowan Atkinson è uno degli attori inglesi più conosciuti e apprezzati al mondo. Conosciuto soprattutto nei panni di Mr. Bean, creato negli anni ‘80 dall’attore stesso.
Nato come personaggio di cabaret Mr. Bean racchiude in sé tutta l’essenza dello humor inglese, e diventa in breve tempo così amato tanto da tramutarsi in una serie televisiva trasmetta in ben 200 paesi dal 1990 al 1995, seguita poi da due trasposizioni cinematografiche.
La carriera di Rowan Atkinson non si ferma però a Mr. Bean infatti stato anche interprete di Edmund Blackadder e del Commissario Maigret, e di Johnny English.
Se anche tu sei fan di Rowan Atkinson e ti diverti ancora oggi a rivedere le avventure del maldestro uomo britannico più simpatico della storia o di Johnny English la versione comica di James Bond, scopri con noi 10 curiosità sul suo interprete.


10 COSE CHE NON SAPEVI SU ROWAN ATKINSON

Rowan Atkinson improvvisando uno sketch teatrale davanti allo specchio la cui protagonista era la mimica facciale, si è trovato improvvisamente ad osservare uno strano essere allo specchio: nasce così Mr Bean uno dei personaggi più acclamati in UK, e non solo!
Rowan Atkinson si è laureato a pieni voti in ingegneria elettrica al The Queen’s College dell’Università di Oxford.
Nel 2012 ha partecipato come Mr Bean alla cerimonia di apertura delle olimpiadi con una scenetta comica.
Rowan ha rischiato di perdere la vita in più occasioni. Nel 1999 ebbe un disastroso incidente automobilistico dal quale uscì indenne. Nel 2001 rischiò la vita insieme a tutta la sua famiglia mentre volava su un aereo privato. Nel 2011 fu nuovamente vittima di un incidente automobilistico mentre guidava la sua McLaren F1.

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Il cosmo racchiuso in una palla di vetro con Satoshi Tomizu

25 giugno 2018 ore 20:21 segnala


L’artista si chiama Satoshi Tomizu e la sua meticolosità e sorprendente. Tomizu è nata nella prefettura di Kanagawa nel 1980 e ha iniziato a riprodurre accessori con vetro resistente al calore all’età di 28 anni. Sembra a primo impatto una cosa difficilissima, ma la devozione di Tomizu per produrre pezzi come questi fa capire tutto il contrario. Per saperne di più e ordinare qualche pezzo basta andare su Twitter, Instagram e sul suo sito ufficiale.
Space Glass: Extraordinary Solar Systems and Flowers Encased in Glass by Satoshi Tomizu
Glass artist Satoshi Tomizu sculpts small glass spheres that appear to contain entire solar systems and galaxies. Planets made of opals, flecks of real gold, and trails of colored glass seem to spin and loop like twists in the Milky Way. While photographed here in a macro view, the pieces are actually quite small and include a small glass loop so each piece can be turned into a pendant. I can’t help but be reminded of this pivotal scene from the acclaimed Men in Black film.
Tomizu’s glass work recently won a Atelier Nova Design Awardand appeared at the Handmade in Japan Festival. You can explore much more of his work in this Facebook gallery and on his website. (via My Modern Met)

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Forse vedendo questo video smetti di fumare Il fumo fa male

25 giugno 2018 ore 13:17 segnala


Sostanze chimiche nelle sigarette


La quantità di sostanze chimiche nelle sigarette è impressionante. Nel pacchetto di sigarette vengono sempre indicate 3 sostanze chimiche nocive all’organismo: la nicotina, il catrame e il monossido di carbonio. Quello che non tutti sanno è che in realtà la sigaretta contiene circa 4 mila sostanze chimiche, di cui 400 sono tossiche e almeno altre 400 sono notoriamente cancerogene.
Di seguito, un elenco di alcuni ingredienti tossici presenti in ogni sigaretta:

Il monossido di carbonio è un gas che deriva dalla combustione del tabacco. È incolore e inodore ed è in grado di diminuire la quantità di ossigeno nel sangue. Provoca invecchiamento precoce e basso rendimento muscolare.
La nicotina è una sostanza psicoattiva, cioè una droga; raggiunge in 3-10 secondi il cervello dopo essere stata aspirata e stimola la produzione di dopamina e adrenalina. I danni che causa all’organismo sono la dipendenza, l’aterosclerosi (“indurimento” di tutte le arterie), l’aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa.
Il Catrame è formato da idrocarburi cancerogeni che si depositano, in primis, nei polmoni e nelle vie respiratorie, aumentando così il rischio di tumori nei vari organi. Il primo effetto del catrame lo si può notare nei famosi “denti gialli”.
Le sostanze irritanti del fumo causano danni alle vie respiratorie e interferiscono con l’autodepurazione dei polmoni. Alcune di esse, come l’acido cianidrico, l’acroleina, la formaldeide, gli ossidi di azoto e l’ammoniaca danneggiano le mucose dei bronchi, in particolare le ciglia che si oppongono all’entrata di polveri e germi nel polmone. Tutto ciò provoca tosse, secrezione di muco e bronchite cronica.

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« immagine » Sostanze chimiche nelle sigarette La quantità di sostanze chimiche nelle sigarette è impressionante. Nel pacchetto di sigarette vengono sempre indicate 3 sostanze chimiche nocive all’organismo: la nicotina, il catrame e il monossido di carbonio. Quello che non tutti sanno è che in...
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I veri eroi silenziosi – Nicholas Winton salvò 669 bambini

24 giugno 2018 ore 14:54 segnala

Nicholas, un giovane cristiano, che salvò 669 bambini dalla deportazione nei lager nazisti
Nicholas Winton, un uomo comune che un giorno decise di fare tutto quello che poteva per salvare vite umane: un eroe silenzioso e senza pretese, Nicholas ha mantenuto nel segreto per 50 anni i dettagli della sua missione per salvare i bambini (soprattutto ebrei, ma non solo) dalla deportazione nei lager nazisti – nemmeno sua moglie e i suoi figli erano a conoscenza della sua straordinaria opera di soccorso, per la quale rischiò la propria vita. Ma lui evitò sempre la notorietà, anche dopo il 1988, quando si scoprirono i documenti della sua missione, Nicholas in un’ intervista disse: “Non sono un eroe, ho fatto solo quello che andava fatto”.
Winton nacque in una famiglia benestante da genitori ebrei tedeschi convertiti al Cristianesimo. Era un giovane agente di borsa britannico quando, nel dicembre 1938, annullò una vacanza per andare a sciare in Svizzera, e decise di fare visita ad un caro amico a Praga che stava aiutando profughi in fuga dai nazisti. Quella visita ha cambiato la sua vita – e la vita di molti altri.
L’opera di Nicholas durante la II guerra mondiale è stata oggetto di un documentario della BBC Radio Berkshire: Nicholas aveva creato in Cecoslovacchia la Kinderstransport, una serie di organizzazioni di soccorso istituita per salvare i bambini dalle zone occupate dai nazisti. Ha organizzato ben otto treni per trasportare i bambini da Praga a Londra, così come altre forme di trasporto da Vienna, e in ultima analisi, ha salvato 669 bambini, procurando documenti falsi, occupandosi personalmente di farli adottare da famiglie inglesi.
Uno dei bambini salvati da Winton è John Fieldsend, nato con il nome Hans Heini Feige in Cecoslovacchia nel 1931. Quando era bambino, la sua famiglia si trasferì nella città natale del padre a Dresda, in Germania. Poi, nel 1933, Adolf Hitler andò al potere in Germania. “Quando la situazione diventò troppo pericolosa per noi a Dresda, come famiglia ebrea, siamo fuggiti a casa dei genitori di mia madre in Cecoslovacchia,” ha detto Fieldsend in un’intervista a NPR nella sua casa nell’Oxfordshire, a circa 40 miglia ad ovest di Londra.
Poi, nel 1938, la Germania invase le regioni di confine settentrionali e occidentali della Cecoslovacchia, conosciuti come i Sudeti – dove i Feiges alloggiavano.
I genitori di Fieldsend decisero di mandare i loro due figli, Hans (in seguito ribattezzato John), 7 anni, e Gert (in seguito ribattezzato Arthur), 10 anni, sulla Kindertransport – treni organizzati da Nicholas Winton, che trasportavano i bambini per la loro sicurezza in Inghilterra.
“Mio padre ci disse: ‘Sedetevi, ragazzi. State partendo per un lungo viaggio. Non possiamo venire con voi’”, ricorda Fieldsend. “Mentre il treno stava partendo, mia madre ha preso il suo orologio da polso e me lo diede attraverso il finestrino del treno, e semplicemente disse, ‘Questo è per te come nostro ricordo, perchè tu sappia che noi abbiamo fatto tutto quello che potevamo per salvarvi’”.

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