Estate 2012 a Villa Fraula

01 ottobre 2012 ore 03:11 segnala
Per chi già conosce il
SALENTO
per chi lo vuole conoscere



************************** Lu sule, lu mare...lu ientu **************************


:fiore :fiore :fiore A tutti voi... dal Salento con tutto il cuore :fiore :fiore :fiore




Estate 2012 a Villa Fraula

uno degli attimi meravigliosi della vita che danno gioia... la compagnia degli amici, la buona tavola e del buon vino...





********************************************************


15 Agosto... FESTA di FERRAGOSTO a Villa Fraula


Battesimo degli ospiti... a Villa Fraula




:many cara Monica... BATTEZZATAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!...


battessimo a Villa Fraula (ma!!! Prof.)




a Villa Fraula il 15 Agosto... Tutti Pizzicati dal Taranta



tutti a bagnooooooooo!!!


Per finire il ferragosto 2012, tutti a ballare la pizzica






Tutti pizzicati dalla Tarantaaaaaaaaa


Villa Fraula ringrazia... tutti gli amici ospiti (anche gli amici di Chatta che sono stati ospiti, ma che hanno voluto rimanere anonimi) per la vostra meravigliosa presenza e compagnia, per questo stupendo FERRAGOSTO 2012


Ci STIAMO PREPARANDO per il PONTE di TUTTI i SANTI
56da8099-4324-4d04-b860-7ca8d96e1623
Per chi già conosce ilSALENTO per chi lo vuole conoscere http://www.villafraula.it.gg entra ************************** Lu sule, lu mare...lu ientu ************************** Estate 2012 a Villa Fraula uno degli attimi meravigliosi della vita che danno gioia... la compagnia degli amici, la...
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SALENTO: sulla "MIA TAVOLA" ricette, storia e tradizioni

16 aprile 2012 ore 00:52 segnala
Salento "Sulla MIA TAVOLA" i sapori di una volta
ricette, storia, cultura, usanze, eventi, tradizioni


Post aperto a tutti, chi ha o sa... ricette, usanze, storia e tradizioni, proverbi, o detti che riguardano la cucina Salentina... collaborate... grazie :bye :fiore :bye :fiore :bye

nell'augurarvi una felice nuova settimana... ecco la prima mia ricetta... dall'orto nel piatto, questa ricetta nn è solo Salentina, ma anche Calabrese (come la faceva la mia mamma) e anche in tante altre regione d'Italia

questa è una ricetta contadina, infatti una volta come anche mia madre li faceva con la pasta fatta in casa, orecchiette o minchiareddhi ( maccheroncini fatti a mano con un ferro), io li preferisco fatti con farina di farina grano duro

non disponendo di minchiareddhi, ho usato le mezze penne rigate


orecchiette minchiareddhi


**************************** MEZZE PENNE con BROCCOLI ****************************
per 4 persone:
1,500 gr. di broccoli fiore con piccole foglie tenere
3 acciughe sottolio
4 spicchi di aglio
peperoncino piccante (a seconda di come piace, per me mezzo)
mezzo bicchiere di olio di oliva extra vergine
sale q.b.
a chi piace formaggio pecorino
500 gr. di mezze penne rigate




dal mio piccolo orto biologico, le piante di BROCCOLI, pronti a essere raccolti



pulirli e lavarli. dividendo le foglie più grandi dai fiori



mettere a cuocere nell'acqua della pasta le foglie più grandi, 300 gr.


fare soffriggere l'aglio con le acciughe, fare sciogliere le acciughe


per chi vuole qui si può anche fare una variante... vedi sotto "variante con pomodoro"

aggiungere i fiori con le piccole foglie di broccoli già lavati, senza sgocciolarli, farli cuocere per 10 - 15 minuti


aggiungere la pasta al dente, farla amalgamare bene con i broccoli, per 5 mn., spegnere il fuoco, aggiungere un filo d'olio, a chi piace una bella mangiata di formaggio pecorino


variante con pomodoro.... aggiungere pezzi di pomodori freschi o pelati, aggiungere dell'acqua calda, quella che si cuoce la pasta, farli cuocere bene




:fiore :fiore :fiore BUON APPETITO :fiore :fiore :fiore


:fiore :fiore :fiore :fiore :fiore :fiore :fiore :fiore :batacin :fiore :fiore :fiore :fiore :fiore :fiore :fiore :fiore


********************* Cicureddhe cu le fave nette **********************

Piatto unico




Cicureddhe cu le fave nette
( cicorie selvatiche o coltivate con la purea di fave)
(dosi per 6 persone)

INGREDIENTI
- gr 500 di fave bianche secche
- cicorie selvatiche o coltivate da 1,5 a 2 kg (in questo caso ho usate le cicorie del mio orto)
- una cipolla media
- aglio
- una costa di sedano
- un pomodoro maturo
- olio extravergine d’oliva
- sale qb.
- (c'è chi mette anche una patata, io no)

COME SI PREPARA
la sera prima mettere le fave secche sgusciate a bagno in acqua fredda, le fave devono essere coperti almeno da tre dita d'acqua, mettere un cucchiaino di sale, alla mattina scolare le fave, sciacquarle sotto l’acqua corrente, metterle in una pentola di coccio (pignata) (mi raccomando il retino sotto la pignata sennò scoppia) e ricoprirle abbondantemente con l'acqua, aggiungere uno o due spicchi d’aglio, una
cipolla intera, un pomodoro togliendo prima i semi, una costa di sedano, il tutto tagliati a piccoli pezzi in modo che si disfano nella cottura, sale qb.
Far cuocere all'inizio a fiamma alta e mescolare spesso con un cucchiaio di legno, come inizia il bollore togliere gradualmente la schiuma che si va formando, man mano che il liquido si consuma aggiungere acqua bollente, abbassare la fiamma e continuare a mescolare energicamente fino a quando le fave si saranno ridotte in purè, spegnere il fuoco, scolare le cicorie che nel frattempo avrete fatto bollire in
abbondante acqua bollente salata, fate abbrustolire delle fette di pane casareccio.
Servire il purè di fave con a fianco le cicorie, con fette di pane abbrustolito, il tutto irrorato con un filo di olio extravergine d’oliva.


Raccomandazioni: se avete una pentola di terracotta (pignata) è meglio, mescolare sempre con cucchiaio di legno, il retino sotto la pignata, fare sciogliere bene le fave non usare frullatori o altri marchingegni.

***** in questo modo è come la facevano le mie nonne e poi la mia mamma.
La ricetta antica era solo con: Fave secche, Cicorie selvatiche, Sale e Olio extravergine di oliva.










:fiore :fiore :fiore BUON APPETITO :fiore :fiore :fiore


*************** Le RAPE ROSSE ****************

:fiore :fiore :fiore OLTRE che BUONE per il PALATO, FANNO BENE al CORPO :fiore :fiore :fiore


le rape rosse o barbabietole coltivate nel mio orto bio


UN PRODOTTO SANO ED ANTICO
Le rape rosse vengono anche chiamate barbe rosse, carote rosse o barbabietole rosse a seconda del dialetto regionale. Questa ampia varietà di nomi, sono la dimostrazione tangibile che già dall’antichità sono state coltivate ed apprezzate in tutte le regioni d’Italia.
Esse appartengono alla stessa famiglia delle barbabietole da zucchero. Sono ricche di fibre ed hanno un sapore leggermente dolciastro.

Contengono molte preziose sostanze che facilitano la digestione, il funzionamento del fegato e l’abbassamento del colesterolo. In presenza di irregolarità intestinali, emorroidi e meteorismo, la rapa rossa è l’alimento rinfrescante per eccellenza. Come tutte le radici, è ben provvista di sali minerali, in particolare magnesio, fosforo, calcio, potassio e ferro, che si rivelano molto utili sia per gli amanti dello sport sia per chi soffre di anemia.

Le rape rosse sono un vero concentrato di sostanze utili per la salute, tanto che nel 1983 alcuni ricercatori greci pubblicarono un articolo sulla rivista “International Journal of Cancer” sugli effetti favorevoli di una dieta che comprendeva la barbabietola rossa nella prevenzione del cancro del colon e del retto. Non sono stati comunque i primi a citarla, dato che già dal 1950 molti studiosi, soprattutto austriaci e tedeschi, hanno messo a punto estratti concentrati di molti ortaggi, il cui ingrediente principale era la barbabietola rossa, che venivano usati per curare varie patologie, come artriti, artrosi, osteoporosi, dermatiti.

Spesso è consigliata agli anemici e questo è dovuto alla presenza nella sua polpa di particolari sostanze chiamate antocianosidi (responsabili del colore) che hanno la capacità di aumentare la vitalità dei globuli rossi.
La polpa trova impiego anche in cosmesi: ridotta in purea è una maschera di bellezza adatta anche a ridurre gli arrossamenti della pelle. I pigmenti rossi della barbabietola macchiano le mani con facilità. Per eliminare le macchie è sufficiente il succo di mezzo limone.

Le origini della barbabietola rossa o rapa rossa (beta vulgaris) si possono individuare nel neolitico, reperti archeologici dimostrano la presenza della rapa rossa già nel 2000 a.C.

Le proprietà officinali di questo ortaggio erano ben note ai romani, i quali la impiegavano come calmante della febbre. esso contiene infatti nelle sue foglie e nella radice molte sostanze medicinali attive, minerali ed oligominerali, indicate in caso di anemia, carenza di minerali o alterazioni del sistema nervoso.

Il suo ricco contenuto di tannini ed altri elementi è particolarmente efficace sugli organi interni come intestino, pancreas, fegato e bile, permettendo il buon funzionamento di questi organi con l'eliminazione di eventuali grassi in eccesso.

www.raperossebenedetti.it

per 4 persone

ingredienti
barbabietole (rape) rosse 500 g
olio d'oliva
menta fresca, 15 - 20 foglie
capperi sotto sale
ulive verdi, 5
pepe nero macinato (per chi lo desidera)


Preparazione

1) Lavate le rape (barbabietole) rosse, tagliate la lunga radice e le foglie in modo che resti solo il tubero; fate lessare in un tegame a vapore (io li cuocio così per nn perdere sapore e le proprietà), oppure in acqua bollente... leggermente salata per circa 20 - 25 minuti (a vapore un 5 - 10 minuti in più) fino a quando saranno diventate tenere, sono cotte quando un spiedino di ferro o di legno entrerà con facilità nella polpa,
2) Mentre si cuociano preparate il trito, con le foglie di menta fresca, i capperi sotto sale messi a bagno un 15 minuti prima, risciacquateli più volte e le ulive, mettete il trito in una ciotolina con dell'olio extravergine d'oliva, (per chi lo desidera) pepe nero macinato mescolate e lasciate a macerare finchè bisogna condire le rape.
3) Quando le rape sono cotte lasciate raffreddare, pelatele e tagliatele a fette (vedi foto), conditele con li trito già preparato, lasciatele un 10- 15 minuti a insaporirsi, da servire come antipasti, contorni, dopo il secondo, ( io di solito se mangio il primo li mangio come secondo, oppure solo le rape con del buon pecorino fresco, o la ns. deliziosa caciotta Leccese).
4) Per chi nn ha l'orticello come me, deve acquistarle da l'ortolano oppure oggi si trovano già cotte in confezioni sotto vuoto, non resta quindi che pelarle e condirle.
5) Io cuocio sempre a vapore anche le foglie quelle più belle e più giovane , le potete mettere insieme alle rape oppure prima di mettere le rape, da ricordare che il tempo di cottura dal momento che l'acqua bolle neanche 5 minuti, fanno tanto bene al ns. corpo


le rape rosse o barbabietole - le foglie pronte da servire



le rape rosse o barbabietole - pronte da servire


6) Un CONSIGLIO d'AMICO a tutti quelli che magari nn possono piacere tanto e ai giovani, FATE lo SFORZO di MANGIARLE e vi posso garantire che il vs. corpo vi ringrazierà, SE le MANGIATE 2 meglio 3 volte a SETTIMANA vi garantisco che EVITERETE tanti rischi di AMMALARVI e tanti FARMACI con tanti EFFETTI COLLATERALI, care MAMMINE fateli mangiare ai vs BIMBI anche come purea con solo un filo d'olio extravergine biologico.

fate una ricerca su GOOGLE: barbabietole rosse, rape rosse , qui trovate tante ricette: http://www.agenziasg.com/ricette/ricercaingrediente.asp?q=barbabietole&ricerca=ricetta&submit.x=1&submit.y=1

:fiore :fiore :fiore BUON APPETITO :fiore :fiore :fiore
0374411b-d845-45ce-aeab-07e13573edbe
Sulle TAVOLE Salentine ricette, storia, cultura, usanze, eventi, tradizioni « immagine » prodotti tipici del salento Post aperto a tutti, chi ha o sa... ricette, usanze, storia e tradizioni, proverbi, o detti che riguardano la cucina Salentina... collaborate... grazie :bye :fiore :bye :fiore...
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16/04/2012 00:52:03
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SALENTO EVENTI:

12 aprile 2012 ore 03:41 segnala


:fiore: :fiore: :fiore: :fiore: :fiore: E V E N T I :fiore: :fiore: :fiore: :fiore: :fiore:

Diso (LE) festa dei SS Filippo e Giacomo



da: www.fireworks-italia.com




Inizio Tradizionale Processione SS Apostoli Filippo e Giacomo Diso 1° Maggio 2009


Passeggio Bande Festa Santi Filippo e Giacomo Diso 2010


1° Maggio 2010 - DISO - Fontana danzante


Accensione Luminarie Perrotta - Festa Santi Filippo e Giacomo Diso 2011

Vi prego di guardare questo video, i giovani Salentini cantano il nostro INNO, con l'augurio di una ITALIA unita e che i nostri POLITICI non la finiscono di spolparla di più


* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *

Il CULTO VERSO I SANTI FILIPPO E GIACOMO, A DISO
, SI PERDE NEL TEMPO E RIPERCORRENDO LA SUA STORIA A RITROSO, NULLA VI SI TROVA DI DEFINITO CHE NE POSSA INDICARE GLI ALBORI. UNA SOLA,DUNQUE, LA CERTEZZA E NON CERTO DI POCO CONTO: DA GENERAZIONI LA VENERAZIONE VERSO I DUE APOSTOLI CRESCE DI ANNO IN ANNO COME UN'ONDA LENTA D'ALTA MAREA E RICOPRE DI SE IL PAESE, NEL QUALE TUTTO PARLA E TUTTO SI IMMEDESIMA NELLE EFFIGI DI QUESTI MARTIRI DELLA FEDE.

NON VI E' CASA, NICCHIA MURARIA, E SOPRATTUTTO CUORE DI PERSONA, ALL'INTERNO DEL QUALE NON ALBERGHI L'IMMAGINE DI QUELLI CHE NEL CORSO DEI SECOLI SONO DEFINITI, QUASI FAMILIARMENTE "I Santi Nosci" (i Santi Nostri).

LA FESTA LITURGICA DEI SANTI FILIPPO E GIACOMO, NEL PASSATO SI CELEBRAVA IL PRIMO MAGGIO, FU POI SPOSTATA ALL'UNDICI MAGGIO ED OGGI SI CELEBRA IL TRE MAGGIO, MA I CITTADINI DI DISO, IMPERTERRITI, HANNO CONTINUATO A FESTEGGIARE I SANTI PROTETTORI IL PRIMO MAGGIO DI OGNI ANNO, FATTO QUESTO CHE OLTRE A SOTTOLINEARE L'ORGOGLIO NELLA VENERAZIONE DEI SANTI NE HA RAFFORZATO LA FEDE E LA TRADIZIONE.

NEMMENO NEL LONTANO 1889 QUANDO LA GIORNATA DEL 1° MAGGIO, CON DELIBERA DI UN CONGRESSO INTERNAZIONALE, FU PROCLAMATA "FESTA DEL LAVORO", I CITTADINI DI DISO HANNO CAMBIATO LA LORO TRADIZIONE E PERTANTO IL 1° MAGGIO A DISO E' ESSENZIALMENTE LA FESTA DEI SANTI FILIPPO E GIACOMO.

I FESTEGGIAMENTI IN ONORE DEI SANTI PATRONI, SICURAMENTE TRA I PIU' SOLENNI DELL'INTERA REGIONE, FANNO PARTE, ORMAI A BUON TITOLO, DELLA STORIA, DELLA TRADIZIONE, DELL'ARTE E PIU' IN GENERALE DELLA CULTURA DELLA COMUNITA' DISINA.

IL COCKTAIL DI LUMINARIE, FUOCHI PIROTECNICI, CONCERTI BANDISTICI, DA' VITA AD UN INTRECCIO DI LUCI E COLORI CHE CONTRIBUISCONO A TRASFORMARE LA PICCOLA CITTADINA IN UN GRANDE PALCOSCENICO, ALLESTITO DA ALCUNE PERSONE RIUNITE IN COMITATO, ATTENTE A CHE TUTTO VADA PER IL VERSO GIUSTO E CHE OLTRE AD ATTIRARE NEL PICCOLO CENTRO SALENTINO UNA MAREA DI DEVOTI ED APPASSIONATI, NON SOLO DAI PAESI VICINI, MA ANCHE DA FUORI REGIONE, E' DIVENTATO UN APPUNTAMENTO FISSO PER TANTI DISINI CHE PUR ESSENDO FUORI, PER MOTIVI DI LAVORO E STUDIO, CERCANO IN TUTTI I MODI DI ESSERE PRESENTI E DIMOSTRARE L'ATTACCAMENTO ALLE PROPRIE ORIGINI E AI SANTI.

ANCHE SE REALMENTE INIZIA IL VENTUNO APRILE DI OGNI ANNO CON L'ESPOSIZIONE DELLE STATUE AL CULTO DEI FEDELI E L'INIZIO DEL SOLENNE NOVENARIO, PER TERMINARE IL TRE MAGGIO, DATA FISSATA DALLA CHIESA PER LA FESTA LITURGICA DEI DUE SANTI APOSTOLI, LA FESTA IN ONORE DEI SANTI FILIPPO E GIACOMO A DISO, NON HA UN VERO E PROPRIO INIZIO E NE' UNA FINE BEN DEFINITA, MA CONTINUA A RUOTARE ININTERROTTAMENTE DI ANNO IN ANNO CON SEMPRE MAGGIORE FERVORE ED ATTACCAMENTO. ANCHE SE OGNI TANTO SI ALZA QUALCHE VOCE CRITICA SULLE SPESE ESORBITANTI NECESSARIE AL SUO SVOLGIMENTO, BISOGNA AFFERMARE CHE IN MANCANZA DI UN QUALSIASI ELEMENTO DI DISTINZIONE, IL POPOLO DI DISO COLTIVA LA SUA DEVOZIONE VERSO I SANTI FILIPPO E GIACOMO IDENTIFICANDOSI ORGOGLIOSAMENTE C0N ESSA E CERCANDO IN TUTTI I MODI DI RENDERLA SEMPRE PIU' INTERESSANTE E MAESTOSA AL FINE DI DIVULGARE LA FEDE VERSO I SUOI SANTI PATRONI.

da: www.disonline.it
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Dal 30 aprile al 3 maggio 2012 si svolgeranno a Diso in provincia di Lecce, i festeggiamenti in onore dei Santi Filippo e Giacomo.
Questa festa è molto rinomata e vanta di essere una delle più seguite dagli amanti della pirotecnica.
Infatti il 1° maggio alle ore 10.45 si svolgerà una grandiosa gara pirotecnica diurna tra le seguenti ditte:

- Pirogiochi di Chiarappa Giuseppe e Figlio da San Severo (FG)
- Di Muoio Carlo da Perdifuno di Vatolla (SA)
- Di Matteo Luigi da Sant'Antimo (NA)
- Pirotecnica San Severo di Del Vicario Giacomo & Figli da San Severo (FG)
- Senatore Vincenzo da cava dei Tirreni (SA).
da: www.fireworks-italia.com
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Diso (Lecce)
Il Comune di Diso, comprendente i paesi di Diso e Marittima, si estende per una superficie di 11,56 Kmq e conta 3400 abitanti.
Dista circa 200 Km da Bari e 47 Km da Lecce.
Per circa 3 Km e' lambita dal mare Adriatico.
Geograficamente è posta a 98 (110) metri sul livello del mare ed è agevolmente collegata con i diversi centri della Provincia.

Come si arriva a Diso
da Lecce (km. 46) si raggiunge tramite la SS 16 fino alla circonvallazione per Maglie, quindi si prosegue sulla strada per Poggiardo, Ortelle e Diso; da Otranto (20 km. circa) si costeggia l'Adriatico verso sud passando da Porto Badisco, meravigliosa insenatura naturale, da Santa Cesarea Terme, nota stazione termale, dalla Zinzulusa, famosa in tutta Italia per le sue meravigliose grotte, fino a Castro Marina, rinomato centro balneare, da cui si prosegue per Vignacastrisi fino a Diso; in treno fino a Spongano (2 km.) con la linea Lecce - Maglie - Gagliano via Zollino.

Visualizza la Mappa
Clicca sul link per visualizzare la mappa completa ed i riferimenti per raggiungere la località.

Calcola il tuo itinerario stradale con il supporto di Via Michelin!
Clicca sul link per calcolare l’itinerario per raggiungere la località.
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http://www.villafraula.it.gg PONTE di TUTTI i SANTI sulla più bella costa del SALENTO :fiore: :fiore: :fiore: :fiore: :fiore: E V E N T I :fiore: :fiore: :fiore: :fiore: :fiore: Diso (LE) festa dei SS Filippo e Giacomo « immagine » da: www.fireworks-italia.com « immagine » « immagine » «...
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12/04/2012 03:41:39
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SALENTO EVENTI - PASQUA

06 aprile 2012 ore 02:41 segnala
Eventi: la SS. Pasqua nel Salento


Quaremma o Caremma



La Quaremma o Caremma,(in altre parole Quaresima) è un fantoccio di paglia con le sembianze di una brutta vecchia vestita a lutto. Nella tradizione popolare, la Quaremma rappresenta la moglie del Carnevale e compare sulle terrazze delle case quando le festività carnevalesche sono finite e quindi il marito può dirsi morto. Le Quaremme fanno così capolino dalle terrazze quando inizia la Quaresima, quel lungo periodo di astinenza e penitenza che precede le festività sella Santa Pasqua. La Quaremma regge tra le mani il fuso e la conocchia, simboli della laboriosità e del tempo che trascorre e ha ai suoi piedi un’arancia nella quale sono conficcate sette penne, una per ogni settimana di astinenza e sacrificio che precede il giorno di Pasqua, quando sarà rimossa dalle terrazze e bruciata. Il fuoco purifica e rigenera realizzando così un nuovo ciclo destinato a ripetersi negli anni.
www.ctgbotrugno.it

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Cuddhrura




Legata al culto della Caremma è la cuddhrura, una sorta di pane dolce che si prepara durante la settimana santa e si consuma il giorno di Pasqua o il lunedì dell’Angelo. Il dolce è guarnito con uova sode e può assumere svariate forme, ciambellone a treccia per tutta la famiglia, come un cestino, un pupazzo o una bambola per i bambini, oppure un cuore che regalato quale pegno d’amore dalle giovani donne ai futuri mariti.
www.ctgbotrugno.it

La nostra pasta di Mandorla



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Tradizionale esecuzione del "Santu Lazzaru"


Nella Cappella dell'Addolorata dei Terziari Cappuccini dell'Addolorata - Galatone (Lecce)


Galatina,
Gli Scazzacatarante,
Il gruppo è ripreso mentre esegue Lu santu Lazzaru... muovendo da Piazza San Pietro alla Basilica di Santa Caterina.


Importante tradizione popolare era il così chiamato "Santu Lazaru". U Santu Lazzaru è un rito antichissimo. Un tempo, una compagnia di musicisti e cantanti, vestiti con “l’abito della festa” e con un ramoscello d’ulivo ornato di nastrini e immaginette sacre sulle spalle,andavano in giro di paese in paese…di masseria in masseria, durante la notte, nei giorni precedenti la Pasqua, cantando stornelli sulla Passione di Gesù Cristo. L’obiettivo del gruppo, formato quasi sempre da poveri contadini, era quello di ottenere dai ricchi proprietari delle masserie, in dono, pezze di formaggio, uova e altre pietanze, in modo che potevano anche loro passare una ricca Pasqua gastronomica. Se i padroni delle masserie erano restii a far doni, i musicanti ripetevano il canto molte volte fino a convincerli. La tradizione, con il passare dei decenni e le mutate condizioni di vita dei contadini, che nel frattempo sono sensibilmente migliorate, si era man mano perduta. Oggi l'usanza del "SANTU LAZZARU" è nuovamente diffusa nel Salento ed è associata a forme di beneficenza, dato che i pacchi dono, che questi musicanti raccolgono, vengono portati a parrocchie o ad associazioni di volontariato . Il canto alterna versi che parlano delle ultime ore di Cristo con altri che incitano gli ascoltatori ad essere generosi nei confronti dei musicanti.
si usa andare davanti alle case degli amici.... per farsi una bevuta in allegria...

www.ctgbotrugno.it

TESTO
Bbona sera a quista casa
e a tutti quanti mò l’abitanti.

Simu vinuti mo’ munti munti,
cari patruni mo’ facimu li cunti.

Simu vinuti mo’ macche macche,
imu lassate le sole e le scarpe.

E venga Cristu mo’ cu li Santi
ne tescia aiutu e sarvazione.

E osci, osci se fa missione,
ca osci Lazzaru è risuscitatu.

E Diu ve manna na bbona annata
e cu le pecure e cu le capre,

e cu cavaddhi e cu sciumente
e quantu voi desiderate.

E’ arrivata la Santa Pasqua
ne dati l'ove te la puddhrascia,

e se nu ne tati mprima
ne dati quiddhre te la caddhrina.

E Santu Lazzaru osci è Cristu
e sia lodatu mo’ Gesù Cristu.

Sciamu a casa de Simone,
addhrai scìu Cristu per fare la cena,
a na sciuta portara Cristu
a na turnata cu pene e cu guai.

Ppe’ trenta denari canciara Cristu
li sacerdoti e li farisei.

O che doja, o che dolore
ca ippe Marta la Maddalena,

colle sue lacrime, i suoi piedi bagnava,
coi suoi capelli se li sciugava.

O che doja, o che dolore
ca Giuda fose lu traditore,

Giuda fose lu traditore
tradìu Cristu nostru Signore.

Pe’ nu votu de suo fratellu
ca quante pene ippe a soffrire.

Nui pregamu Gesù Bambinu
cu ne tescia mo’ pane e vinu.

Sta vinimu te susu le macchie
imu cunsumatu la sola alle scarpe.

Santu Lazzaru, meu tignusu
ca pe scuffietta, purtavi lu fusu.

Santu Lazzaru mo’ l’imu dittu,
e salutamu Gesù Cristu.


********************************************************************************


LA PASSIONE VIVENTE A BRINDISI


BRINDISI DRAMMATIZZAZIONE DELLA PASSIONE VIVENTE



( PARTE 1 di 10 ) BRINDISI " LA PASSIONE VIVENTE " VI EDIZIONE 17 APRILE 2011


( PARTE 2 di 10) BRINDISI "LA PASSIONE VIVENTE" 17 APRILE 2011


( PARTE 3 di 10) BRINDISI "LA PASSIONE VIVENTE" 17 APRILE 2011


(PARTE 4 di 10) BRINDISI "LA PASSIONE VIVENTE" 17 APRILE 2011


( PARTE 5 di 10) BRINDISI "LA PASSIONE VIVENTE" 17 APRILE 2011


( PARTE 6 di 10) BRINDISI "LA PASSIONE VIVENTE" VI EDIZIONE 17 APRILE 2011


( PARTE 7 di 10) BRINDISI "LA PASSIONE VIVENTE "VI EDIZIONE 17 APRILE 2011


(PARTE 8 di 10) BRINDISI " LA PASSIONE VIVENTE" VI EDIZIONE 17 APRILE 2011


( PARTE 9 di 10 ) BRINDISI "LA PASSIONE VIVENTE " VI EDIZIONE 17 APRILE 2011


(PARTE 10 di 10)BRINDISI "LA PASSIONE VIVENTE" VI EDIZIONE 17 APRILE 2011



Care/i Amiche e Amici... spero che questo post vi piaccia... vi Auguro con tutto il cuore che ognuno di voi passi una felice e lieta Pasqua insieme a propri cari, un grande abbraccio... dal Salento con simpatia...
Gianpaolo
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Eventi: la SS. Pasqua nel Salento Quaremma o Caremma « immagine » « immagine » « immagine » La Quaremma o Caremma,(in altre parole Quaresima) è un fantoccio di paglia con le sembianze di una brutta vecchia vestita a lutto. Nella tradizione popolare, la Quaremma rappresenta la moglie del...
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EVENTI - feste patronali

09 febbraio 2012 ore 02:18 segnala
Week-end delle Tavole di San Giuseppe -- 19 Marzo 2012 -- nel Salento


volete vivere 2 giorni nella tradizione Salentina - contattatemi


-------------- Villa Fraula ----- EVENTI nel Salento --------------
---------------------- Tavole di San Giuseppe -----------------------
--- PERNOTTAMENTO: 2 GIORNI e 1 NOTTE in CAMERA con BAGNO privato ---
------ vedi offerta sul sito:http://www.villafraula.it.gg/
-------

----------------------- Pasqua nel Salento ----------------------------
--- PERNOTTAMENTO: 3 GIORNI e 2 NOTTI in CAMERA con BAGNO privato ---
----------- vedi offerta sul sito: http://www.villafraula.it.gg/ ------------

Trattamento speciale amici della CHATTA e facebook

*****************************************************************************************************

Tavole di San Giuseppe ( Taule te San Ciseppe )


Le Zeppula Salentina (zeppole)
una pasta fatta con crema e una punta di cioccolato, cotta al forno o fritta ( la più buona e anche l'originale è quella fritta)... vi posso garantire che è buonissima... peccato che si trova solo x il mese di marzo, sembra che ora tanti pasticcerie la fanno tutto l'anno, in formato mignon.... meglio che niente...



Registrazione della Rubrica di Rai 2 "Si Viaggiare" riguardante le sagre e le tavolate in onore di San Giuseppe. Giurdignano - San Cassiano - Uggiano La Chiesa


nella foto
Giurdignano 2011 - tavola apparecchiata in piazza, alle ore 12 del 19 Marzo i santi si siederanno e cominceranno a mangiare, rito che si può seguire nelle varie abitazione dei devoti che hanno fatto la tavola...



si ringrazia per gentile concessione della sig.na Lisa Rubrichi


un pezzo della preghiera prima che i santi si siedono a tavola, a San Giuseppe per chiedere una grazia o ringraziare di averla avuta


San Giuseppe apre il pranzo








Tavole di San Giuseppe di Lisa Rubrichi


Pucce di San Giuseppe



Tavole di San Giuseppe (Taule te San Ciseppe)


Tavole di San Giuseppe (Taule te San Ciseppe)


Le Tavole di San Giuseppe sono grandi tavolate che le famiglie di alcuni paesi del
"Salento" imbandiscono il 19 Marzo di ogni anno in onore di "San Giuseppe"
. Queste tavole sono realizzate con diverse pietanze che vanno dai "lampascioni" (cipolline selvatiche) alle "rape", dai "vermiceddhri" (tipo di pasta con cavoli) al pesce fritto, dalle "pittole", "zeppola ", dal pane "puccia di San Giuseppe" a forma di grossa ciambella ai finocchi e alle arance. Il tutto viene consumato a mezzogiorno del 19 marzo dai cosiddetti "santi" impersonati da amici o parenti delle famiglie che vanno da un numero minimo di tre (San Giuseppe, Gesù Bambino e la Madonna) a un numero massimo di tredici, sempre comunque di numero dispari.




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Trattamento speciale amici della CHATTA e facebook

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Racale (Lecce) --- Festa di Sant'Antonio Abate


I Calanti "La Zitella o L'Acqua Te La Funtana"

(pizzica d'amore)




TESTO in dialetto Salentino
(testo completo x chi volesse cantarla)

L'acqua di la funtana
è amara amara
ca cì nun era amara
ca cì nun era amara
L'acqua di la funtana
è amara amara
ca cì nu era amara
ammori miu me la bivia

Comu gira comu zumpa e balla
comu gira la ninella mia
ci vorrebbe 'na zitella
ci vorrebbe 'na zitella

Comu gira comu zumpa e balla
comu gira la ninella mia
ci vorrebbe 'na zitella
accussì va la gioventù
------------------------------
Comu si porta beni
'sta vignanella
cusì sarà la donna
cusì sarà la donna
Comu si porta beni
'sta vignanella
cusì sarà la donna
ammore miu quann'è zitella

Comu gira comu zumpa e balla
comu gira la ninella mia
ci vorrebbe 'na zitella
ci vorrebbe 'na zitella

Comu gira comu zumpa e balla
comu gira la ninella mia
ci vorrebbe 'na zitella
accussì va la gioventù
------------------------------
E mama m'è mandatu
a li zanguni
m'è dittu ca stasera
m'è dittu ca stasera
E mama m'è mandatu
a li zanguni
m'è dittu ca stasera
ammori miu so' maccarruni

Comu gira comu zumpa e balla
comu gira la ninella mia
ci vorrebbe 'na zitella
ci vorrebbe 'na zitella
Comu gira comu zumpa e balla
comu gira la ninella mia
ci vorrebbe 'na zitella
accussì va la gioventù
------------------------------
Marangia marangella
com'è 'ngiallita
forzi ca t'è culpita
forzi ca t'è culpita
Marangia marangella
com'è 'ngiallita
forzi ca t'è culpita
ammori miu la giratura

Comu gira comu zumpa e balla
comu gira la ninella mia
ci vorrebbe 'na zitella
ci vorrebbe 'na zitella
Comu gira comu zumpa e balla
comu gira la ninella mia
ci vorrebbe 'na zitella
accussì va la gioventù
------------------------------
Qund'era zitu iu
tuttu durmisi
mo ca m'aggiu 'nzuratu
mo ca m'aggiu 'nzuratu
Qund'era zitu iu
tuttu durmisi
mo ca m'aggiu 'nzuratu
ammori miu so' senza quasi

Comu gira comu zumpa e balla
comu gira la ninella mia
ci vorrebbe 'na zitella
ci vorrebbe 'na zitella
Comu gira comu zumpa e balla
comu gira la ninella mia
ci vorrebbe 'na zitella
accussì va la gioventù

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TRADUZIONE (ITALIANO)

L’acqua della fontana è molto amara
che se non fosse amara
che se non fosse amara
l’acqua della fontana è molto amara
che se non fosse amara
amore mio me la berrei
Ritornello:.....................
Come gira come salta e balla
come gira la Ninella mia
ci vorrebbe una zitella ci vorrebbe una zitella
come gira come salta e balla
come gira la Ninella mia
ci vorrebbe una zitella
per goder la gioventù
La mamma mi ha mandato ha raccogliere il sogno
mi ha detto che questa sera mi ha detto che questa sera
la mamma mi ha mandato ha raccogliere il sogno
mi ha detto che questa sera
amore mio saranno maccheroni
Ritornello:........................
Arancia e arancina
tu sei ingiallita
adesso vedi che ti ha colpito adesso vedi che ti ha colpito
arancia e arancina
tu sei ingiallita
adesso vedi che ti ha colpito
amore mio la gelatura
Ritornello:........................
Quando ero scapolo io avevo molti soldi
ora che sono sposato ora che sono sposato
quando ero scapolo io avevo molti soldi
ora che sono sposato
amore mio sono come un cretino
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09/02/2012 02:18:02
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SALENTO - tutto sulla pizzica e la Taranta - EVENTI -

03 febbraio 2012 ore 03:52 segnala
Concertone - La Notte della Taranta 2011 - Melpignano (Lecce)




Pizzica di San Vito
Joji Hirota & Taiko Drummers Antonio Amato, Antonio Castrignanò
Danza: Laura Boccadamo, Chiara Dell'Anna.


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:yeye :clap :yeye darvi l'idea della serata finale a Melpignano... questa è vita... adrenalina puraaaaaaaaa!!!!.... tutti pizzicati.... :yeye :clap :yeye



Ahi lu core meu di Antonio Castrignanò


:yeye ************************** Lu sule, lu mare...lu ientu ************************** :yeye


In memoria al grande e maestro Pino Zimba

Pino Zimba, pseudonimo di Giuseppe Mighali (Aradeo, 18 luglio 1952 – 13 febbraio 2008), è stato un musicista e attore italiano.
Tra i personaggi più popolari e apprezzati della tradizione popolare salentina della pizzica-tarantata, era un tamburellista di tradizione ed innovazione, voce ed animatore della pizzica. Ha collaborato anche a numerose edizioni della Notte della Taranta a Melpignano, nella Grecìa Salentina.
Nato in una famiglia contadina da sempre vicina alla musica di tradizione (il padre Francesco Mighali, "morsicato" dalla taranta, era anch'egli un tamburellista), ha potuto attingere direttamente dalla memoria viva della pizzica tecniche, parole, ritmica, movenze e visioni del mondo di una cultura ancestrale.
Protagonista ed ispiratore del film
Sangue vivo di Edoardo Winspeare (2000), che racconta in molti tratti episodi della sua vera vita, assieme agli altri componenti del gruppo Officina Zoè ha oltrepassato i confini del Salento e della stessa musica popolare italiana.
da Wikipedia
d4dbd249-928c-4e6b-b53b-c33bb425f868
Concertone - La Notte della Taranta 2011 - Melpignano (Lecce) « video » Pizzica di San Vito Joji Hirota & Taiko Drummers Antonio Amato, Antonio Castrignanò Danza: Laura Boccadamo, Chiara Dell'Anna. ********************************************************************************* :yeye :clap...
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03/02/2012 03:52:29
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SALENTO.... Lu sule, lu mare...lu ientu

01 febbraio 2012 ore 04:22 segnala
Per chi già conosce il
SALENTO
per chi lo vuole conoscere



************************** Lu sule, lu mare...lu ientu **************************


Costa di Porto Badisco - L'alba del Salento - come si vede da casa mia
casa vacanze B&B - Villa Fraula

Almeno una volta nella loro permanenza a Villa Fraula, seduti mentre io le servo un buon caffè... le faccio assistere a questo meraviglioso evento che madre natura ci regala...
mi auguro di avere il piacere di fare vivere questo spettacolo anche a te
:yeye
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Porto Badisco costa - come si vede da Villa Fraula, la più bella costa del Salento
"leggenda vuole dove approdò Enea"

Porto Badisco la leggenda vuole che Enea,
l'eroe epico le cui gesta furono narrate dal poeta Virgilio,
nel suo lungo peregrinare abbia trovato sicuro approdo proprio qui.
Un passo dell'Eneide così recita:


"Aveva l'aurora già vermiglia e rancia
Scolorite le stelle, allor che lunge
Scoprimmo, non ben chiari, i monti in prima,
Poscia i lidi d'Italia - Italia!
Acate Gridò primieramente: Italia, Italia!"
Nel libro III sempre dell’Eneide Virgilio descrive
in maniera quasi puntigliosa le scogliere di Badisco:

“E’ di ver l’Oriente un curvo seno
in guisa d’arco, a cui corda invece
sta d’un lungo macigno un dorso avanti,
ove spumoso il mar percuote e frange.
Ne sui corni ha due scogli, anzi due torri,
che con due braccia il mar dentro accogliendo
le fa porto e l’asconde; e sovra al porto
lunge dal lido è ‘l tempio…
Quindi devoti venerammo il nume
Prima il corso indirizzammo. In su la riva
Altare ergemmo””.

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17b70a91-b43b-4fec-97c1-806f4aa06807
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01/02/2012 04:22:26
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