Volge alla fine quest'anno...

06 dicembre 2017 ore 15:48 segnala


Poison Tree by William Blake
"I was angry with my friend:
I told my wrath, my wrath did end.
I was angry with my foe:
I told it not, my wrath did grow.

And I watered it in fears,
Night and morning with my tears;
And I sunned it with smiles,
And with soft deceitful wiles.

And it grew both day and night,
Till it bore an apple bright.
And my foe beheld it shine.
And he knew that it was mine,

And into my garden stole
When the night had veiled the pole;
In the morning glad I see
My foe outstretched beneath the tree. "

Traduzione

Albero avvelenato di William Blake
Ero adirato col mio amico,
Dissi la mia ira, la mia ira finì;
ero adirato col mio nemico,
non la dissi, la mia ira crebbe.

E l’ho bagnata di timori,
notte & giorno con le mie lacrime,
e le ho dato il sole di sorrisi
e dolci ingannevoli astuzie.

Ed è cresciuta sia di giorno che di notte,
finché ha portato una mela luminosa;
ed il mio nemico la vide risplendere,
e seppe che era mia.

E penetrò nel mio giardino
quando la notte aveva velato il cielo;
nella mattina lieto vedo
il mio nemico steso morto sotto l’albero.



Tento, dopo lungo silenzio, di buttar giù nuovamente due righe in questo blog da mesi trascurato... Ma quale argomento affrontare? L'attualità? No, per carità di Dio! Ché è sempre il solito trito rimestare nel mortaio del qualunquismo. L'amore? No, grazie, sto cercando di smettere!
Quindi, che resta, se non la poesia? Quella si, ha il potere di curarmi l'anima. La poesia ed il suono delle cornamuse. E quello scampolo di sogni non ancora corrosi dal tempo che conservo in un cassetto di cui ho perduto la chiave.



Però la mattina, mentre vado al lavoro, la valle dell'Adda si dipana sotto i miei occhi, con i campi imbiancati dalla brina e la nebbia che leggera li vela. Più in là, i pioppi alzano al cielo le loro dita essiccate dall'inverno imminente e delimitano il corso del fiume. Grigio, placido, silenzioso. E tutto si colora del rosa e del rame della prima luce del sole.
Ecco, quando vedo questo, le cose svaniscono... restan solo i nomi.



Chiudo con le mie amate cornamuse e una delle più belle canzoni che ho avuto il piacere di ascoltare: "Amazing grace"... Un abbraccio a tutti.

"Amazing Grace! How sweet the sound.
That saved a wretch like me!
I once was lost, but now I am found.
Was blind but now I see.
It was Grace that taught my heart to fear.
And Grace my fears relieved:
How precious did that Grace appear
The hour I first believed!
Through many dangers, toils and snares
I have already come;
This Grace has brought me safe this fare,
And grace will lead me home.
The Lord has promised good to me.
His word my hope secures;
He will my shield and portion be
As long as life endures.
Yea, when this flesh and heart shall fail,
And mortal life shall cease,
I shall possess, within the veil,
A life of joy and peace."

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« immagine » Poison Tree by William Blake "I was angry with my friend: I told my wrath, my wrath did end. I was angry with my foe: I told it not, my wrath did grow. And I watered it in fears, Night and morning with my tears; And I sunned it with smiles, And with soft deceitful wiles. And it gr...
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Summer mood, summer blues feelings

13 luglio 2017 ore 12:44 segnala




Ricordavi un giorno di pioggia.
All'improvviso. Dopo una lunga siccità, con la terra spaccata e il cielo di un colore malato, quell'improvviso annuvolarsi del cielo, il vento ricco d'umidità, i tuoni prima lontani e poi - crescendo wagneriano - sempre più vicini vicini vicini!
E i lampi, oh i lampi! Ramificati abbaglianti serpeggianti inafferrabili assassini.
Bellissimi.
Ed eccola la pioggia, non delicata, non dolce. Violenta aspra acuta come punta di lancia cade per ferire, per squassare.
Ma d'un tratto, in tutta quella violenza lo sentivi. Lo sentivi il profumo inebriante della terra bagnata, dell'erba, e sembrava che le crepe del terreno fossero sulla tua pelle e su quelle crepe l'acqua scorreva a rivoli sempre più grandi.
Le crepe si chiudevano, la pelle la terra, tornavano intatte.
E dopo... quanto dopo? Non so, ma dopo, ché il tempo durante un temporale congela come in buco nero. Dopo, dicevo... il tutto cessava. D'improvviso. Click fine del temporale.
Rotolava ancora qualche tuono in lontananza, gocciolavano acqua e fronde strappate gli alberi e l'erba, piegata dal furore sembrava una Tunguska in miniatura.
C'erano ancora i profumi, però. Riempivano i polmoni, entravano nel sangue e poi al cervello. Lavavano le scorie di una vita, raschiavano polmoni incrostati di rabbia e sigarette, levigavano lo sguardo ed i pensieri.
Dio, quanto amavi i giorni di pioggia!



Va così questa estate. Calda, solitaria, confusa. Non felice, nemmeno un po'.
Troppe preoccupazioni, troppi pensieri, troppo di tutto quando vorrei anelare solo ad un confortevole nulla.
La gente continua a morire nei modi più abbietti, ignorata dall'imperante moda dell'arroganza e dell'autoaffermazione ad ogni costo.
Non v'è pace fuori di me.
Non v'è pace in me. Delusioni, tradimenti, infamie.
"Son stüf de stà al mund" ("son stufo di stare al mondo") disse mio nonno poco prima di spirare.
Terribile.
Condivisibile. Non sempre - certo - ma condivisibile.

L'Osteria dell'Ultima Sosta è in fase di disarmo, si spera temporaneo:
- Mary la Strega è incinta. Non se l'aspettava, ma esplode di gioia
- Il Mormone s'è sposato. Con una thailandese. Lui ha 60 anni, pesa 130 chili e parla solo il dialetto. Lei ha dai 20 ai 25 anni, pesa 40 chili con i sassi in tasca e parla solo thailandese. Ma sono felici. Si sorridono ogni volta che si guardano.
- Barivecchia è a San Vittore. Detenzione di sostanze stupefacenti, dicono. La cosa grottesca è che appena entrato in cella, guarda l'altro occupante e dice "Casso te fè chi?" (trad. "Cazzo ci fai qua") e l'altro "Casso te fè chi tì???" (Cazzo ci fai qua te). Era suo fratello, arrestato il giorno prima per lo stesso motivo.
- Molotov è partito per il Donbass. Non sappiamo con quali intenzioni.
- Tafferuglio sta organizzando una manifestazione contro il TAP
- Parruccone si è dato alla fabbricazione di candele. La sua ricetta segreta prevede l'aggiunta di olio di canapa alla cera. Le candele stanno riscuotendo un certo successo presso le parrocchie dei dintorni
- F. Cartbearer il poeta nomade non da' più cenno di sé da lungo tempo. Probabilmente, come l'ultimo degli Jedi si è ritirato in meditazione.



Vi lascio, in attesa di tempi migliori e pioggia desiderata e cieli puliti e sorrisi spontanei. Con un haiku di Matsuo Basho, l'ultimo che scrisse prima di morire, e con una doverosa saundtrakk.
A presto, sorelle, fratelli, compagne, compagni. Hasta siempre!

"Malato durante un viaggio –
sui campi riarsi i sogni
vanno errando
"

Sauntdrack: Faun performing "Sonnenreigen (Lughnasad)"
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« video » « immagine » Ricordavi un giorno di pioggia. All'improvviso. Dopo una lunga siccità, con la terra spaccata e il cielo di un colore malato, quell'improvviso annuvolarsi del cielo, il vento ricco d'umidità, i tuoni prima lontani e poi - crescendo wagneriano - sempre più vicini vicini v...
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25 Aprile

26 aprile 2017 ore 09:55 segnala


All'Osteria dell'Ultima Sosta, politicamente, siamo tutti abbastanza allineati: il più socialdemocratico degli avventori potrebbe dare dei punti a Bakunin, tanto per essere precisi.
A partire dalla titolare, detta "la strega" che ha un Che Guevara tatutato sulla tetta (sinistra ça va sans dire), passando per gente come il "Mormone" (così appellato per la prestanza fisica da Bud Spencer con tanto di barba e una certa qual inclinazione alla poligamia) o come "BariVecchia", "Molotov", "Tafferuglio", "Parruccone" e via elencando.

E' palese che in un locale del genere fasci, leghisti e nichilisti variformi non sono ben accetti. Come dice il Mormone "Io sono per la critica costruttiva: se vedo un fascio io ci stampo due slavadent (leggi "schiaffoni") sulla ghigna e vediamo se alza ancora il braccino". Questo per dire il livello di tolleranza ed integrazione che vige in un posto dove il più sobrio può tazzare un boccione da 5 di rosso senza batter ciglio e presentarsi bel fresco alla cassa con il contante in mano!

Ieri sera, immersi in un nuvolone di fumo (parzialmente legale, parzialmente no) e di vapori variamente alcoolici si ragionava su quegli omuncoli che, presi dal sacro fuoco della revisione storica, pretendono di riabilitare in qualche modo le turpitudini commesse nel ventennio di dittatura che ha strangolato la nostra nazione ed i cui strascichi li paghiamo ancora oggi. Gente che pensa di marciare al passo dell'oca ignorando che se ora avesse vinto Hitler noi saremmo per i tedeschi la Cuba degli anni '50 (un postribolo), che non avrebbero potuto nemmeno potuto scoreggiare senza il permesso di un cazzo di gerarca.
Brutte bestie ignoranti e grette, che si fan forti della boria di un bastardo dalla testa pelata e vilipendono le centinaia di migliaia di innocenti che hanno perso la vita, l'anima o entrambe in guerra, nei campi di concentramento (pure quelli Alleati), torturati, violentati, depredati, umiliati, uccisi mille volte.



Il 25 Aprile, cari fascistelli di ritorno sarà SEMPRE la ricorrenza della liberazione dell'Italia dal nazifascismo. Tutto il resto sono parole sporche di sterco che dovrete rimangiarvi fino all'ultimo apostrofo!

"Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.

Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.

Ma soltanto col silenzio del torturati
più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.

Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA
"

(Pietro Calamandrei)



F. Cartbearer, il nostro poeta nomade, ha lasciato solo un pensiero, come un epitaffio per tutti coloro che son morti credendo nel nostro futuro.
Ora e sempre!

Venticinque Aprile
Le pietre d'ogni monte
son lavate col sangue
son erose di lacrime
Non sporcate
la Libertà
Non siete degni
di nominarla
se ignorate
le pietre rosse ed erose
di sangue e lacrime.


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« immagine » All'Osteria dell'Ultima Sosta, politicamente, siamo tutti abbastanza allineati: il più socialdemocratico degli avventori potrebbe dare dei punti a Bakunin, tanto per essere precisi. A partire dalla titolare, detta "la strega" che ha un Che Guevara tatutato sulla tetta (sinistra ça va...
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Febbraio 2017

09 febbraio 2017 ore 15:32 segnala


L'ultimo dei guerrieri

Quanti sorrisi hai donato!
Sai se son stati colti?
Quanti furon contraccambiati?

Quante lacrime hai pianto!
Chi le ha viste?
Chi le ha asciugate?

Le porte restan chiuse
L'acqua cessa di scorrere
Le nubi son nere

Mai furon così gelide
le parole
non udite


(F. Cartbearer - Poeta Nomade)



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« immagine » L'ultimo dei guerrieri Quanti sorrisi hai donato! Sai se son stati colti? Quanti furon contraccambiati? Quante lacrime hai pianto! Chi le ha viste? Chi le ha asciugate? Le porte restan chiuse L'acqua cessa di scorrere Le nubi son nere Mai furon così gelide le parole non udite (...
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Natale 2016

23 dicembre 2016 ore 10:07 segnala


Quest'anno come ogni anno ha portato qualche sorriso e qualche lacrima.
Quest'anno come ogni anno c'è qualcuno in meno a farmi compagnia.
Quest'anno come ogni anno all'Osteria dell'Ultima Sosta, il nostro Poeta Nomade è apparso per farci gli auguri e per portarsi via una bottiglia di Octomore (intenditore, lui).

Ve la posto, in modo che queste parole siano d'augurio anche per voi tutti.
Buon Natale.
Vir.



"Ai nostri occhi
alle nostre mani
ai nostri sogni
e ai sorrisi ancora da donare

Al mio tempo ed al tuo
al vento del vespro
al primo sole
ed alle stelle che verranno

Che il tempo sia gentile
e le parole sempre dolci
Che le lacrime sian di gioia
ed i passi senza ostacoli

In un soffio giungerà
il mio pensiero
sulle ali della musica che amo
dolce caldo forte sincero
per questi giorni
per l'anno a venire
e per sempre.


(F. Cartbearer - Poeta Nomade)

La colonna sonora è il Caoineadh cu Chulainn o Lamento di Cu Chulainn, per Uillean Pipes ed orchestra.


https://www.youtube.com/watch?v=vDyMFP6yzfk
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« immagine » Quest'anno come ogni anno ha portato qualche sorriso e qualche lacrima. Quest'anno come ogni anno c'è qualcuno in meno a farmi compagnia. Quest'anno come ogni anno all'Osteria dell'Ultima Sosta, il nostro Poeta Nomade è apparso per farci gli auguri e per portarsi via una bottiglia d...
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Passi viaggi pensieri parole silenzi

13 dicembre 2016 ore 15:43 segnala
Tela di ragno

Incrinato quel vetro
dai troppi proiettili,
nessuna bava di ragno
potrà ricucire gli strappi
Il pavimento è bagnato
di petali e foglie,
il silenzio inciso
dal tuo sguardo e dal mio.
Ho le mani fredde
e il respiro spezzato;
perde rintocchi il cuore
perde vigore il passo.
Solo le parole
restano
ed i pensieri
a riempire questa vaga clessidra
che ancora trasuda istanti
come gocce di nebbia
come gocce di pianto.
Troppo distanti le montagne
Troppo remoto il mare
solo questa grigia pianura
spoglia
è quinta e palcoscenico
del mio viaggio.
Dopo il tramonto,
è l'alba a sopraggiungere
con i suoi colori.

(F. Cartbearer poeta nomade)



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Tela di ragno Incrinato quel vetro dai troppi proiettili, nessuna bava di ragno potrà ricucire gli strappi Il pavimento è bagnato di petali e foglie, il silenzio inciso dal tuo sguardo e dal mio. Ho le mani fredde e il respiro spezzato; perde rintocchi il cuore perde vigore il passo. Solo le...
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Questo lento gocciolare

26 ottobre 2016 ore 15:50 segnala
A volte va così, che persino all'Osteria dell'Ultima Sosta non ci sia voglia di ridere, di scherzare, ma solo di bere.
E' in momenti come questi che il poeta nomade trova il modo di fissare su carta tutto un caleidoscopio di malinconie.
(Colonna sonora "The battle of Aughrim" nella versione dei Chieftains)

Acta est fabula



Questo lento gocciolare
di nebbia e di pioggia
interpunzione fra parole
taciute ingoiate
tratto vago
di rette vie smarrite

Rimane poco
vale nulla
se dato un passo
non vedi più l'orma
se le mani scompaiono
nella bruma

L'affanno congela
fra pensieri spogli
del fuoco tacciono
anche le braci
svanisce il mondo e resta
questo lento gocciolare

(F. Cartbearer, poeta nomade)



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A volte va così, che persino all'Osteria dell'Ultima Sosta non ci sia voglia di ridere, di scherzare, ma solo di bere. E' in momenti come questi che il poeta nomade trova il modo di fissare su carta tutto un caleidoscopio di malinconie. (Colonna sonora "The battle of Aughrim" nella versione dei...
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Un racconto di inizio autunno

28 settembre 2016 ore 15:45 segnala


Note introduttive al post.

1) Questo frammento che riporto pari pari l'ho trovato scritto su un rotolo di carta igienica nel bagno dell'Osteria dell'Ultima Sosta dove con gli amici ci si ritrova a far bicchierate. Era scritto con una stilografica, inchiostro rosso e i capolettera erano curiosamente istoriati come trame di gioielli celtici. Non lo utilizzai, quel rotolo ma me lo portai a casa ed ora lo custodisco gelosamente nella mia libreria

2) Le fotografie a corredo sono scattate da me stesso medesimo (e quindi non azzardatevi ad asportarle, claro?).

3) La poesia di F. Cartbearer che potete leggere in calce a questo post è - ovviamente - di F. Cartbearer. Nessuno di noi sa quale sia il suo vero nome. E' quello che chiamo un "poeta nomade". Ogni tanto appare, senza preavviso. E si smazza due o tre pinte a scrocco. Però quando arriva è come la prima neve, come un giorno di pioggia dopo la siccità. C'è odor di polvere e legna e foglie nei suoi abiti e le parole che ci lascia a pagamento della bevuta valgono per noi più di qualsiasi denaro.

4) Le due colonne sonore che ho scelto per corredare lo scritto sono: "Bran Boru's March" nella versione "Celtic punk" dei Mahones. Brian Boru fu un re Irlandese vissuto attorno all'anno 1000. Il suo sogno era quello di riunificare l'Irlanda sotto un'unica guida. Morì nella battaglia di Clontarf, non potendo quindi veder compiuto il suo sogno. La seconda è "Cyrano" di Guccini, canzone che mi è sempre piaciuta e che trovo adeguata al protagonista di questa storia. Recuperata su un rotolo di carta igienica nel cesso dell'Osteria dell'Ultima Sosta, in una sera di inizio autunno.

Buona lettura. Vir.





"Sono sempre più numerose le mattine in cui ti svegli con la bocca amara, come se durante la notte rigurgitassi le delusioni e l'inutilità che hanno decorato la giornata precedente. Spegni la sveglia, ti alzi, vai in bagno e lo specchio riflette un cinquantenne con più difetti che pregi, capelli brizzolati, un po' di pancia e un naso buono solo per una meridiana o per fumare sotto la doccia.
Solo gli occhi ti piacciono.
Belli.
Tristi ma belli.
Doccia, metti l'inutile pendaglio al riparo di un paio di slip, annusi la camicia per capire se è ancora decente, pantaloni giacca e scarpe. Butti giù un goccio fai due tiri da un mozzicone di sigaretta della sera prima e via. La solita routine di campi bagnati di nebbia, odor di ferrovia, visi spenti, occhi chiusi.
E rumore.
Cazzo, quanto rumore hai in testa! Ma mica vien da fuori... no nemmeno dal celtic punk con il quale ti stordisci tutte le mattine. E' dentro di te che c'è sto fracasso come di carri pieni di ferro scagliati giù da un dirupo.
Non si fermano i pensieri. Stroboscopio di speranze, rancori, paure e bestemmie
Quegli strafatti di LSD che ogni tanto becchi a vomitare sul retro dei trani dove bruci le tue serate son certo più lucidi di te.
E passano i giorni, uno dietro l'altro.
Pesanti, densi... ogni ora in più brucia un ricordo.
Com'era la tua infanzia? Che hai fatto, che hai detto 10 20 30 40 anni fa?
Niente, un cazzo di un cazzo di niente. Nessun ricordo, solo una melassa di figure e parole confuse.
Che rabbia, santodio...
Roba che se potessi tornare indietro l'università la legione straniera un viaggio in Patagonia e meno lacrime o lacrime diverse meno amore o amore diverso più vita meno vita passi corse e montagne e mari e magari una casa lassù e tuo papà ancora vivo e tua mamma ancora lucida e magari un figlio. O due. Perché che cazzo te ne fai di tutta questa cultura, questo forsennato leggerestudiareimpararecuriosareapprendere se c'è nessuno cui trasmettere le tue passioni?
Della tua vita non restano molti centimetri ancora... forse 30, ma quanti da vivere pienamente? Con orgoglio?
Questa sera, al rientro a casa, apri quella bottiglia di whisky che ancora tieni sigillata, si, quel Dalmore che ogni tanto togli dalla scatola e ammiri.
Versatene un bel goccio.
Sorseggialo poco alla volta.
Ripulisci la mente.
Spegni il rumore.
E da domani, da domani, da domani...
Da domani vivi!
"



Sono importanti le lacrime
di gioia
di dolore
di rabbia
anche quelle che il vento e la sabbia
rubano al tuo cuore
Sono importanti le mani
calde
attente
dolci
anche quelle che il tempo e la lotta
hanno scheggiato più volte
Ma nulla è importante
quanto chi ti è vicino
e bacia le tue lacrime
e conforta le tue mani

F. Cartbearer - Poeta nomade



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« immagine » Note introduttive al post. 1) Questo frammento che riporto pari pari l'ho trovato scritto su un rotolo di carta igienica nel bagno dell'Osteria dell'Ultima Sosta dove con gli amici ci si ritrova a far bicchierate. Era scritto con una stilografica, inchiostro rosso e i capolettera er...
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Pensieri postcatastrofici (2016-08-24)

25 agosto 2016 ore 12:29 segnala


"Cumuli di pietre frante
tante, così tante,
che le lacrime non possono bagnarle tutte
Cumuli di parole vane
tante, così tante
che nessun vento può spazzarle via

Non più come prima
sarà quel monte
quella strada
quel bosco
Sempre come prima
i nostri gesti
il pianto di un momento
il voltare le spalle

Rimangono come pietre frante
il silenzio
il dolore
i morti
e il sole che sorge
e la luna che tramonta
e le mie braccia aperte
ad abbracciare tutto quel dolore
incompreso
tradito
abbandonato
"

(F. Cartbearer, poeta nomade)



Sono stanco di tutto questo blaterare a vanvera, stanco di questa gente che specula sul dolore per comprare 5 minuti di notorietà. Stanco di gentaglia che dice "immigrati in hotel e sfollati in tenda", stanco di presentatori che sembrano tanti piccoli insulsi nosferatu, stanco del menefreghismo, stanco...

Laggiù han bisogno di aria, di forza, di occhi lucidi e di mani aperte.
Il resto, l'inutile, l'escrementale cianciare insulso può bruciare sul rogo.

Addio. Altre parole non servono.

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« immagine » "Cumuli di pietre frante tante, così tante, che le lacrime non possono bagnarle tutte Cumuli di parole vane tante, così tante che nessun vento può spazzarle via Non più come prima sarà quel monte quella strada quel bosco Sempre come prima i nostri gesti il pianto di un momento il v...
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Considerazioni di mezz'Agosto

18 agosto 2016 ore 15:36 segnala


E così succede che te stai ancora in ufficio a lavorare, non stacchi dal 6 di Gennaio e inizi a sembrare un attimino decomposto ed abbruttito, una roba che gli zombie di Resident Evil possono accompagnare solo!
Fuori, in strada, è stagione di scosci e di decolletè, con minimogonne, magliette a vita bassa, push up effetto zeppelin, ma è anche stagione di odori e fetori e sudori e bestemmie versicolori (ok, le bestemmie non hanno stagione, ma quando il treno fa 97° e ha i finestrini bloccati, pure JC scende a imprecare assieme a me).



Per fortuna c'è che ci sono le Olimpiadi! Quindi almeno la sera si riescono a vedere in TV cose inusuali... inusuali per noi massa di fruitori catodici avvezzi ad associare la parola "sport" ad un pallone di forma e dimensione variabile.
Voi direte "e perché ci stai appestando con 'sto pistolotto che ce ne fottesega e devo guardare il culo delle beachvolleyste?". E io con baldanza ed arroganza e un puntino di strafottenza replico "fottesega pure a me, due minuti di pazienza e arrivo al sodo" (e non sto parlando del culo delle testé citate anche se effettivamente è sodo).



Dicevo (che se continuate ad interrompere non la finiamo più) che si sono viste atlete gareggiare senza nemmeno un centimetro di nudità esposto, semplicemente perché il loro credo o il loro governo così ha imposto. Non che la cosa mi tanga più di tanto. Se son brave, lo sono sia da vestite che da nude ma guarda un po', c'è gggente di verde vestita che da questo è passata al "burquini" e via delirando... Perché non ci si limita a giudicare il gesto atletico e si deve far sempre politica se c'è di mezzo una religione diversa dalla nostra?
Io sinceramente ne ho lo scroto stracolmo del vostro voler polemizzare, puntualizzare, sottolineare, evidenziare, distinguere, separare, giudicare, escludere, nichilistizzare, annullare, deridere, offendere (di verbi ne avrei altre due dozzine ma mi fermo qua).
Non ne sapete un cazzo di un cazzo di niente di come si vive in quei paesi, di che differenze ci siano fra iracheni ed egiziani, fra giordani e sauditi, non avete ancora messo nelle vostre minuscole scatole craniche il concetto che certe "arcaicità" che vediamo sono dovute ad arretratezza e non alla religione. La stessa arretratezza che spinge (spingeva) i padri italiani a violentare le figlie, o autorizzava chicchessia a sparare / accoltellare per vendicare un torto...
Comunque, il succo del discorso è questo: vivete talmente immersi nella polemica che della vostra triste vita non resta altro che quello.



Sono considerazioni di mezz'Agosto, ovviamente... Ora vi lascio perché gli zombie hanno organizzato un pool party ma mmmoccammamm't, la Milla Jovovich non è potuta venire...

Lunga vita e prosperità

Soundtrack n°1: Shadia Mansour ft M1 - "Al Kufiuueh 3arabeyyeh"


Soundtrack n°2: Ramallah Underground - "Nateejeh bala shughol"
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« immagine » E così succede che te stai ancora in ufficio a lavorare, non stacchi dal 6 di Gennaio e inizi a sembrare un attimino decomposto ed abbruttito, una roba che gli zombie di Resident Evil possono accompagnare solo! Fuori, in strada, è stagione di scosci e di decolletè, con minimogonne, ...
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18/08/2016 15:36:31
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