25 Aprile

26 aprile 2017 ore 09:55 segnala


All'Osteria dell'Ultima Sosta, politicamente, siamo tutti abbastanza allineati: il più socialdemocratico degli avventori potrebbe dare dei punti a Bakunin, tanto per essere precisi.
A partire dalla titolare, detta "la strega" che ha un Che Guevara tatutato sulla tetta (sinistra ça va sans dire), passando per gente come il "Mormone" (così appellato per la prestanza fisica da Bud Spencer con tanto di barba e una certa qual inclinazione alla poligamia) o come "BariVecchia", "Molotov", "Tafferuglio", "Parruccone" e via elencando.

E' palese che in un locale del genere fasci, leghisti e nichilisti variformi non sono ben accetti. Come dice il Mormone "Io sono per la critica costruttiva: se vedo un fascio io ci stampo due slavadent (leggi "schiaffoni") sulla ghigna e vediamo se alza ancora il braccino". Questo per dire il livello di tolleranza ed integrazione che vige in un posto dove il più sobrio può tazzare un boccione da 5 di rosso senza batter ciglio e presentarsi bel fresco alla cassa con il contante in mano!

Ieri sera, immersi in un nuvolone di fumo (parzialmente legale, parzialmente no) e di vapori variamente alcoolici si ragionava su quegli omuncoli che, presi dal sacro fuoco della revisione storica, pretendono di riabilitare in qualche modo le turpitudini commesse nel ventennio di dittatura che ha strangolato la nostra nazione ed i cui strascichi li paghiamo ancora oggi. Gente che pensa di marciare al passo dell'oca ignorando che se ora avesse vinto Hitler noi saremmo per i tedeschi la Cuba degli anni '50 (un postribolo), che non avrebbero potuto nemmeno potuto scoreggiare senza il permesso di un cazzo di gerarca.
Brutte bestie ignoranti e grette, che si fan forti della boria di un bastardo dalla testa pelata e vilipendono le centinaia di migliaia di innocenti che hanno perso la vita, l'anima o entrambe in guerra, nei campi di concentramento (pure quelli Alleati), torturati, violentati, depredati, umiliati, uccisi mille volte.



Il 25 Aprile, cari fascistelli di ritorno sarà SEMPRE la ricorrenza della liberazione dell'Italia dal nazifascismo. Tutto il resto sono parole sporche di sterco che dovrete rimangiarvi fino all'ultimo apostrofo!

"Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.

Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.

Ma soltanto col silenzio del torturati
più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.

Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA
"

(Pietro Calamandrei)



F. Cartbearer, il nostro poeta nomade, ha lasciato solo un pensiero, come un epitaffio per tutti coloro che son morti credendo nel nostro futuro.
Ora e sempre!

Venticinque Aprile
Le pietre d'ogni monte
son lavate col sangue
son erose di lacrime
Non sporcate
la Libertà
Non siete degni
di nominarla
se ignorate
le pietre rosse ed erose
di sangue e lacrime.


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« immagine » All'Osteria dell'Ultima Sosta, politicamente, siamo tutti abbastanza allineati: il più socialdemocratico degli avventori potrebbe dare dei punti a Bakunin, tanto per essere precisi. A partire dalla titolare, detta "la strega" che ha un Che Guevara tatutato sulla tetta (sinistra ça va...
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26/04/2017 09:55:56
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Commenti

  1. Njlo 26 aprile 2017 ore 11:48
    I fascistelli di ritorno, come li chiami, sono patetiche figure che, forse e dico forse perché non si augura l'orribile a chicchessia, abbisognerebbero di un bel tuffo nel passato, in uno di quei campi infernali dove l'uomo perse la sua dignità. Non l'Uomo, non i milioni di uccisi, ma quegli altri, quelli che li mandarono a morte in modo disumano. Un bel campetto tutto per loro dove "provare". Così i negazionisti.
    Resistenza è liberazione. Liberazione è Libertà. Guai a chi la profana. Guai a chi la toglie ad altri uomini. E guai a chi sporca la memoria.

    Molte sono le poesie che vorrei citare, però scelgo un passo di "La resistenza e la sua luce", di Pasolini, che ho conosciuto tanti anni fa.

    Quella luce era speranza di giustizia:
    non sapevo quale: la Giustizia.
    La luce è sempre uguale ad altra luce.
    Poi variò: da luce diventò incerta alba,
    un'alba che cresceva, si allargava
    sopra i campi friulani, sulle rogge.
    Illuminava i braccianti che lottavano.
    Così l'alba nascente fu una luce
    fuori dall'eternità dello stile....
    Nella storia la giustizia fu coscienza
    d'una umana divisione di ricchezza,
    e la speranza ebbe nuova luce.
  2. AllegroRagazzo.Morto 26 aprile 2017 ore 12:23
    @VirPaucisVerbo

    senza andare troppo lontano... la violenza (sotto molteplici forme) è parte integrante dell'animo umano, insita nell'animo umano.

    Fortunatamente oltre a ciò che rende oltremodo gretti, stolidi, ignobilmente misetabili c'è anche molto altro e questo altro consente, anche se non sempre e non a tutti, di avvertire e trasmettere, soprattutto consente di dar risalto a ciò che sia per natura notevolmente diverso da quanto espresso nel primo periodo.
  3. VirPaucisVerbo 26 aprile 2017 ore 16:28
    @Njlo: pienamente d'accordo con te. La poesia di Pasolini è - semplicemente - epica. Grazie! :rosa
  4. VirPaucisVerbo 26 aprile 2017 ore 16:35
    @AllegroRagazzo.Morto: diceva Asimov nel suo primo romanzo del ciclo de "La Fondazione": La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci. In parte condivido il suo pensiero. Se lo si applica in maniera preventiva.
    Ma - come spesso accade - se ci si ritrova immersi nella violenza, a questa bisogna reagire. Non sempre la non violenza paga (Gandhi ed il suo movimento furono un'incredibile eccezione e credo valevole solo per un popolo ed una cultura così unici).
    Ma la speranza che dalla violenza ci si debba finalmente affrancare deve sempre essere viva in tutti noi.
    Grazie.
  5. Frank.sinarra 26 aprile 2017 ore 21:21
    sei incazzato eh?
  6. Frank.sinarra 26 aprile 2017 ore 21:58
    Uahahah.bellissima la descrizione dell' osteria e dei suoi avventori.
    Sembra un film.
  7. AllegroRagazzo.Morto 27 aprile 2017 ore 11:37
    @VirPaucisVerbo

    La violenza in sè è un aspetto... il problema è che spesso prevarica tutto il resto, rispondere con la violenza alla violenza di fatto può risolvere in apparenza ma è una risoluzione che apre altre e successive ulteriori problematiche anche più difficili.

    Anche rispondere alla violenza con l'aspetto ad essa opposto comporta una risoluzione lenta e spesso non definitiva...

    Il germe dell violenza attecchisce più dell'invidia e cresce con disarmante facilità ma questo è solo un mero punto di vista, e in tutti noi il terreno è sempre dannatamente fertile.

    ps.
    come sempre grazie a te
  8. Frank.sinarra 27 aprile 2017 ore 18:03
    comunque belli i commenti, su cui sono daccordo e li condivido.
    Ma partone sempre da un presupposto sbagliato, o inesistente.
    e cioè la illusione di poter colloquiare, discernere con dei pescecani, con della feccia che non vuole ascoltare, che se gli chiedi se la neva è bianca, ti risponde:
    -no è nera( ovviamente)-

    Coi pescecani non si ragiona, si reagisce , si scende al loro livello e anche di più.è legittima difesa.

    sono daccordo con l'affermazione

    "Ma - come spesso accade - se ci si ritrova immersi nella violenza, a questa bisogna reagire"

    o si reagisce o si subisce, stop.
    sta a noialtri scegliere.

    il resto è tuffa scritta tanto per.
  9. semplicemente.1965 10 maggio 2017 ore 00:36
    mi è sfuggito questo post, non ho altro da aggiungere, i commenti son condivisibili. Forse direi che la Liberazione è stato un passo storico cui si doveva far seguire una libertà che purtroppo non è arrivata per tutti. Eppure anche la Liberazione fu violenza, fu fatta con le armi e uccise uomini.Senza violenza non sarebbe stata possibile, Ecco tutte le Resistenze sono difesa ma non possono fare a meno della violenza. Altra è la violenza di chi offende, di chi perseguita, di chi nega diritti lavoro casa. Questa violenza non usa armi ma uccide ancor più della prima.
  10. VirPaucisVerbo 10 maggio 2017 ore 10:15
    @Frank.sinarra: Un po' incazzato lo stavo, ja ja... Ma quando si senton certe cose e si ha un'anima rossa come la mia, il giramento di scroto è automatico!

    L'Osteria dell'Ultima Sosta è in parte surreale e in parte reale... nel senso che il luogo è immaginario (ma ispirato da un locale che frequentavo anni fa) ma gli avventori... beh, quelli son veri! ;-)
    Per il resto, d'accordo con te soprattutto sul fatto che la scelta della reazione sta esclusivamente a noi!
  11. VirPaucisVerbo 10 maggio 2017 ore 10:19
    @semplicemente.1965: non poteva essere altrimenti. La violenza era necessaria. La crudeltà di quegli anni era necessaria. Dimentichiamo troppo in fretta quanta crudeltà, quanta sottomissione l'Italia dovette subire, in primis dai suoi stessi governanti: il duce, certo, ma pure il Re e Badoglio che fuggirono come i peggior vigliacchi lasciando una nazione che in loro credeva allo sbando e nelle grinfie dei nazisti.
    Non rinnego quella violenza ma - come giustamente sottolinei - detesto parimenti la violenza "bianca" di chi opprime senz'armi. :rosa :rosa
  12. ombra.dargento 14 maggio 2017 ore 22:33
    ben ritrovato Vir... un abbraccio.

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