la foto con gli occhi chiusi

14 gennaio 2011 ore 17:16
La mia nonna racconta sempre di quel giorno nel pieno della seconda guerra mondiale, quando mentre innaffiava i fiori nel giardino, s’ accorse che nella brocca l’ acqua era finita: andò così alla fonte per riempirla e proprio in quell’ istante una bomba cadde nel giardino distruggendo tutti i fiori. Racconta anche dei soldati tedeschi che le facevano il filo, di tutte le cose brutte che ha dovuto sopportare. Oggi ha quasi novant’ anni, suo marito è morto cinque anni fa e tutti i suoi sette fratelli hanno fatto piano piano la stessa fine. Da settembre mia nonna abita con noi e l’ unica sua soddisfazione è guardare la fotografia della piccola Anna, la figlia di mia cugina, nata a marzo dell’ anno scorso. La mattina quando si sveglia la prima cosa che fa quando apre gli occhi è guardare quella fotografia che tiene gelosamente nel comodino. Ogni tanto ci parla e ci parla mentre si regge con tutto il suo peso col bastone e comincia dringolando a camminare, strisciandosi fino al bagno, ci parla magari anche lì dentro e poi mentre arriva passo dopo passo fino alla cucina, dove si siede e fa la sua abbondante colazione e si prende la pasticca. Il resto della giornata è per lei un monotono rituale spento e difficile che difficilmente preferisce modificare. Quando abbiamo distrutto il presepe si è commossa e si è domandata se il prossimo anno l' avrebbe potuto ammirare ancora, ha nitrito boccette di lacrime che le venivano giù, piano, nascoste, e se l' è tenute, tutte per sé; conservate per sé, di un dolore che solo lei poteva capire e poi ha reciso il dispiacere immergendosi ancora nel suo quieto vivere. Ecco che domenica scorsa c' era il battesimo della figlia di mia cugina. Lei seppur contenta, era dubbiosa. "Tanto la mia Anna ce l' ho già qui" diceva, indicando con uno dei suoi diti ingobbiti la fotografia nel comodino. Alla fine l' abbiamo convinta ad andare ed è stata contenta. All' uscita io ho scattato delle foto; le solite foto di gruppo, tutti i parenti, tutti in fila, in piedi abbracciati e incipriati a sorridere. Ecco che nell’ istante in cui ho scattato la prima fotografia mia nonna e la piccola Anna, nello stesso momento, senza saperlo, con un sincronismo incantato, hanno chiuso entrambe gli occhi, venendo raffigurate così senza sguardo nell’ immagine. Che meraviglia, ho pensato. Non c’ è nulla di casuale, è tutto volutamente e accuratamente scelto dal mutamento naturale dell’ esistenza, anche i gesti più stupidi, anche le espressioni, i cenni con le occhiate o con la pelle e  anche in una fotografia, ogni volta che il pollice destro spinge il tasto della macchina fotografica, i fiumi, i venti, i mari decidono di fermarsi un po’, lasciando volutamente un piccolissimo spazio nel quale la bellezza si raggruppa tutta e decide infinita di concedersi. E mia nonna e la piccola Anna, con una grammatica tutta loro, tra mille punti fermi che avrebbero potuto scegliere d’ osservare, involontariamente anche a loro stesse hanno preferito sbarrare in contemporanea lo sguardo, e scendere dietro di loro, dietro le immagini e trovarsi, abbracciarsi, capirsi, sfiorandosi davvero con il cuore.  Ci vuole una grande dose di magia per essere uguali e per trovarsi nello stesso batuffolo di tempo nello stesso istante, in un istante così prezioso che l’ attimo dopo già frantuma via. La gente si incontra e poi si allontana, in una simultaneità spaventosamente estemporanea, e quei quattro occhi chiusi, due stanchi e due ancora freschi in quell’ irreperibile attimo non sono altro che le colonne sulle quali vige l’ invisibile l’ armonia di tutte le nostre vite, come l’ armonia segreta dietro l’ architettura dei grandi maestri del rinascimento. In quella fotografia mia nonna sorride e sorride quasi avendo raggiunto la pace, sorride senza occhi, sorride senza passato, sorride piano, serena, sorride perpendicolare nella stessa direzione in cui magari trova la piccola Anna.  Ecco io vorrei che mia nonna guardasse la mattina quella fotografia, vorrei che raccontasse di lei solo di quel filo del tempo, vorrei che mia nonna potesse essere felice così come in quella fotografia, senza la sua storia e senza neanche gli anni, le sue perdite e le sue conquiste, vorrei che si trovasse sopra tutto questo, a contatto con la piccola Anna, a contatto con il fascio di sguardo della nascita, con il barlume dell’ esistenza che si trasforma in ogni istante, a contatto con la luce della vita.

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La mia nonna racconta sempre di quel giorno nel pieno della seconda guerra mondiale, quando mentre innaffiava i fiori nel giardino, s’ accorse che nella brocca l’ acqua era finita: andò così alla fonte per riempirla e proprio in quell’ istante una bomba cadde nel giardino distruggendo tutti i... (continua)
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14/01/2011 17:16:59
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Commenti

  1. DELFINO 14 gennaio 2011 ore 17:33
    mi sa che da grande farai lo scrittore!

    bellissimo pezzo!


    ciao
  2. nessun.attesa 14 gennaio 2011 ore 17:48

    In fondo, sono entrambe due anime candide.

    Ciao

  3. Evelin64 14 gennaio 2011 ore 18:30
    Trovo che sia un racconto di straordinaria sensibilità,. Fermando le immagini nell'attimo intenso, di cuori che si appartengono per legami di sangue, lo scatto ha voluto trovarle in simbiosi. Un messaggio a chi guarderà la foto domani, nessun legame è piu' forte dell'appartenenza di istanti condivisi, dove trova posto un amore incondizionato. E bravo Matteo!! Concordo: da grande farai lo scrittore....grande lo sei già, e scrittore pure! Buona serata...Evelin :bye
  4. FallenOnDeafEars 15 gennaio 2011 ore 10:30
    sei unico.
  5. fortunata5 15 gennaio 2011 ore 20:35

    che spontaneamente mi venivano leggendoti...

    ma ti dico solo che ho una mamma di 89 anni e la descrizione di tua nonna combacia con quella della mia mamma...Ma non credo che non vogliano il loro passato,anzi loro sono forti,combattive e sono così perchè hanno vissuto in prima fila la loro vita!

    Splendido l'incontro tra la vecchiaia e la nascita...    io lo vedo  come un passaggio di consegne ...

     complimenti hai un modo di raccontare che rapisce...

    ........................:fiore Diana

  6. SOGNANDO59 15 gennaio 2011 ore 21:26

    che i tuoi scritti non hanno bisogno di commenti ma di complimenti! Sei un ragazzo dolcissimo, sensibilissimo ...capace di trasmettere con i tuoi scritti "apparentemente semplici" ma sicuramente "naturali" tanta emozione! Di ragazzi come te ce ne vorrebbero di piu'! Un abbraccio e buon fine settimana:fiore

    Michela

  7. haida.CA 16 gennaio 2011 ore 19:06

    te ho visto tutta la scena,l'hai descritta alla perfezione,solo un animo sensibile può fare questo.......ritengo te fortunato per avere ancora la possibilità di goderti tua nonna,e tua nonna fortunata nell'avere questo nipote cosi sensibile e attento......nella semplicità trovo tanta profondità........ tanti tanti complimenti.......

    ciao ,buona domenica sera,un abbraccio:fiore :fiore :fiore

  8. animoguerriero 16 gennaio 2011 ore 21:23

    nn c'e' bisogno di commentare quello che scrivi....

    parla da se'...

    sei una bellissima persona...

    dolce e sensibile....

    complimenti....

    e complimenti alla tua dolce nonna.....:rosa

  9. cosillo 17 gennaio 2011 ore 13:57

    Diana, anch'io ho visto quel simultaneo segnale come un passaggio di consegne.

    Trasmissione e recezione, e lei che non voleva andare quando invece l'aspettava un compito importante.

    Quello che dovevo dirti per come scrivi te l'ho già detto e noto con piacere che non sono il solo.

    Ciao

    Adriano

     

  10. XlucrezyaX 17 gennaio 2011 ore 18:29
    no comment affascinante come sempre...........sono gia di ritorno un pensiero x te .....lucrezya
  11. goccesulmare 17 gennaio 2011 ore 21:37
    e amorevole ciò che hai raccontato, la saggia maturità della donna che ha vissuto una vita dura e piena di avvenimenti di dolori e gioie e la tenera e verde inconsapevolezza di una fanciullina che ha tutta una vita da scoprire e da vivere....la fine e l'inizio di una esperienza....condivido anch'io il pensiero di Diana...gli occhi chiusi hanno un significato, un cambio di consegne che si spera avvenga il più lontano possibile
    ascolta tutti i suoi racconti...fissali nella tua mente fanno parte della storia della tua famiglia e fa tesoro di tutto ciò che può dirti
    sei un giovane speciale e scrivi con amore e passione ed è bello leggerti
    Gocce 
  12. Antelao 18 gennaio 2011 ore 07:47
    cerchio della vita che si chiude, passando dalla nonna alla bis-nipote, non a caso tenuta in foto sul comodino. Chissa' che percorso avra' la piccola, se dovra' affrontare le stesse prove della nonnabis o addirittura piu' dure...Ma intanto regalano momenti unici, che tu sai cogliere e condividere con chi ti legge. Inevitabilmente mi hai fatto pensare a mia nonna Teresa, deceduta nel 1999 ad un mese soltanto dal nuovo millennio.







    UdM


  13. calypte 19 gennaio 2011 ore 08:39
    ......vorrei che mia nonna potesse essere felice così come in quella...............

    Io credo che lo sia!

    Dopo un intera vita passata tra lacrime e sorrisi....tra dolori e gioie...lo sia!
    Apprezzare non e' da tutti!
    Il suo rammarico e' la coerenza...di non aver molto tempo piu' a disposizione per poterlo farlo ancora!
    Che fa?
    Si gode la nipotina!
    Sorgente di vita fluida e pura....quella che sgorghera' con impeto e talvolta in modo lento contro le rocce delle montagne della vita!
    E incontrera' il mare....si che lo incontrera'...e sara' un tutt'uno di contatti che si misceleranno!
    E piangera' e ridera'....proprio per essere felice come la sua nonna!!!

    Complimenti....in un clik hai saputo apprezzare varie sfaccettature che fanno la vita!  :rosa
  14. XlucrezyaX 19 gennaio 2011 ore 11:42
    Complimenti ancora per questa storia di vecchie generazioni caposaldi nella nostra vita .........ci portiamo i loro ricordi vivi in noi combattive e tenaci nonostante le eta hanno dato a noi esperienze di vita uniche e ancora ne porto fiera i suoi ricordi stampati nei miei.....buon mercoledi tesorino un bacino lucrezya

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