La Chattara amata

29 settembre 2017 ore 14:49 segnala
(I fatti e le persone descritti sono reali, i loro nomi di pura fantasia)

Anche per un burbero come me, razionale fin sopra la punta dei capelli, sarcastico ed irriverente, seppur educato, capita di innamorarsi.
Ma deve essere speciale, davvero, solo così il vs. Fofò cade nella rete.
E Fofò ci è caduto.
Era da circa un anno che mi ero iscritto in chatta, il nick che avevo scelto era tutto un programma e vagavo, come al solito, tra una bacheca ed un’altra.
Nel mio vagare, noto una tipa, divertente, la foto del profilo mi ricorda il volto di mia sorella. Rispondo ad un suo post, come faccio di solito, sempre in maniera sarcastista, educata .
Mi risponde, mostrando di aver compreso la battuta e me ne scodella una con un doppio senso. Meno male, non è una di quelle “Oddio!!!” … . Ma finisce lì in poche battute divertenti. Ma me la segno.
Passano i giorni, ogni tanto ci becchiamo sempre in pubblica, Lei interviene in post scritti da me ed io lo stesso. Chiaramente, Fofò (come si dice dalle nostre parti) se guarda e’ fatt suoje! Già da primo contatto ero andato a vedere il profilo di questa donna. Qualche foto, una in particolare attira la mia attenzione, il profilo compilato più con battute che con reali intenzioni di presentazione, segno che non devo far molto affidamento sulle notizie esposte. Però è simpatica, a tratti divertente e molto provocatrice, ma sa tenere bene le distanze, segno di una spiccata intelligenza e moderazione allo stesso tempo. Insomma mi colpisce.
Un giorno, mi decido, non mi ha mai garbato mostrare le mie foto pubblicamente, ma lo faccio. Due, tre foto, normali, una intera (che metto al profilo), una in primo piano ed un mezzo busto. No selfies … li odio!!!
Il giorno dopo la pubblicazione, in un mio post Lei mi risponde:”Come sei carino …”. Le piaccio pure … nooo, devo conoscerla meglio. Così provo a contattarla in privato. Ne nasce un rapporto simpatico, bello, rispettoso, anche se ci becchiamo tutti e due in doppi sensi divertenti, ma mai volgari.
Ma mi accade una cosa che, credetemi, non mi era mai successa in vita mia.
Quanto sto per dirvi è vero, sa di paranormale, ma è accaduto proprio così.
Un giorno, in una delle chattate che facevamo (oramai chatta era diventato un mero strumento per contattarci), mi confessa una cosa personalissima, dei suoi scritti, ai quali Le chiedo di farmeli leggere.
Sulle prime è restia, ma il giorno dopo me ne dà il modo.
Rivestono effettivamente molto della sua personalità, cose che assai difficilmente una persona avrebbe il coraggio di fare e di mostrare a qualcuno. Lei, invece, lo fece con una semplicità sconcertante.
Mi colpì molto questa cosa, tanto che cominciai a concentrare tutte le mie attenzioni su di Lei.
Più ci conoscevamo e più attirava la mia attenzione questa donna.
Volitiva, intelligente, capace e caparbia, una di quelle che sa cosa vuole, ma senza essere invadente. Rispettosa, educata, mai volgare …
Dicevo prima a proposito del paranormale … bene, siamo in chatta, discutiamo su di un argomento, Lei è a più di 1.000 chilometri di distanza da me, mi sembra di averla, non già conosciuta (sono certissimo che non ci siamo mai visti in vita nostra né mai sentiti), ma di conoscerla da sempre. Lei mi confessa una cosa ed io le dico cosa sta facendo in quel momento, come dei flashes, dei dejavù … lei mi chiede, indovina come si chiama questo negozio ed io al secondo tentativo, le nomino l’insegna, e tanto altro ed in più riprese … anche Lei, come me, rimane meravigliata, perplessa, mi chiede:”Ma come fai?” ed io le rispondo:”Non lo so, Anna (a proposito, oltre a foto ed altro ci confessiamo i nostri nomi), mi viene così, naturale!”
Tanto che le confesso:”Anna, tu mi sei dentro, non so da quanto tempo, ma certamente da assai prima che ci conoscessimo qui!”
Anche Lei si confessa, anzi, mi chiede di finirla qui perché, giustamente, una tale conoscenza, fatta in questa maniera, difficilmente può avere un epilogo e Lei, che sente di provare davvero qualcosa per me, conoscendosi, non vuole soffrire.
Approvo la sua considerazione, ma non voglio che cessi, anzi, desidero andare più avanti. Lei mi confessa di essere malata, che dovrà subire una difficile operazione e, in questo momento, ha altro per la testa.
“Cavolo, Anna, no allora non mi sento di abbandonarti proprio ora, tra un mese dovrai operarti? Bene, sarò vicino a te fino ed oltre l’operazione e, se tutto andrà bene, decideremo in seguito su cosa fare! Già ti preannuncio che sarà dura assai, perché ti amo!”
A queste parole, Lei scoppiò a piangere, la capii aveva tenuto dentro di sé per troppo tempo questa cosa ed ora che se n’era liberata, nel pianto, ci trovava il suo sfogo. Aveva tenuto dentro per troppo tempo cercando di mostrarsi serena, divertente, spensierata ai miei occhi.
Devo dire la verità e lo dicevo anche a Lei, spesso, che mi ero accorto che non era tutto rose e fiori ciò che mostrava, ma ricevevo risposte negative, risposte che volevano sembrare rassicuranti, allora non insistevo più di tanto.
Le stetti vicino, abbandonai molte cose pur di poter collegarmi con Lei.
La amavo davvero, forse non ho mai amato così una donna.
Mi svegliavo la mattina e pensavo ad Anna, mi addormentavo la sera pensando a Lei. La notte la sognavo.
Un giorno, mancavano pochi giorni all’operazione, assai stressata per l’attesa mi disse:”Fofò, lasciamoci, che futuro hai con me? Io sono un cadavere che cammina!”. Poche volte nella mia vita ho sentito una così forte stretta al cuore, le risposi:”Tu, sei dentro di me Anna, te l’ho detto tante volte, perciò se io vivo, anche tu vivi e non puoi morire. Poi, visto che solo con te, io riesco a vedere oltre le cose, oltre i sensi, ti dico che tu supererai brillantemente questa prova e tornerai quella di prima, più forte di prima!”, non lo dicevo tanto per dire, lo sentivo sul serio.
Accadde proprio così, l’operazione riuscì e Lei si ristabilì a tempi di record, anche il chirurgo ne fu meravigliato:”Lei è una bestia!”, le disse.
Questo rinsaldò ancora di più ciò che provavamo l’un l’altro.
Anche se pure io avevo impedimenti notevoli ad unirmi con Lei, la voglia di saperla vicino a me, parlarle, contattarla era più forte.
Erano passati quasi tre anni. Tre anni in cui Lei ruppe il nostro rapporto, violentemente, per ben due volte. Sempre con la stessa motivazione. Non ci vedo un futuro, io con i miei problemi, tu con i tuoi, mi assalgono i dubbi sulla tua sincerità, mi diceva. Ho paura che finisca tutto per un tuo tradimento. In questo, le chattare dei romanzi precedenti (Daniela e Brbara), contribuirono non poco a far nascere ed aggravare queste sue crisi. Tre anni in cui ci incontrammo de visu nella mia città, più volte.
La prima volta che accadde, sarà stata l’attesa, l’aspettativa, non mi fece una buona impressione. Le foto che aveva pubblicato erano state ritoccate e, di persona, la sua figura era diversa da quella immaginata fino ad allora.
Normalmente, avrei cessato qualunque contatto, … normalmente.
Ma io l’amavo e per me, pure se fosse stata guercia, zoppa, senza un orecchio, non avrebbe influito minimamente su ciò che provavo per Lei. E nulla influì.
Cessammo per sua volontà due volte, dicevo, il nostro rapporto.
Ogni volta però, ci si ritornava insieme perché oramai nessuno dei due sapeva stare senza l’altro, ogni volta Le dicevo:”Anna, non fare così, abbiamo un’età, non siamo ragazzini, non tirare la corda fino al punto di spezzarla. Non è né bello né adatto, proprio perché già abbiamo i nostri problemi ed abbiamo bisogno, perciò di poterci completamente affidare l’un l’altro! Ma se fai così …”.
Non mi vergogno a confessarlo, sono arrivato al punto di coinvolgere un mio amico a registrarsi ed a contattarla (la prima volta) e registrarmi con un nick nuovo, dopo che mi ero cancellato, nascondendomi (la seconda volta) e contattandola cercando di sapere, di scoprire se davvero voleva cessare il nostro rapporto.
Cose da bambini, da immaturi, ma l’amavo ed in amore, si sa, come in guerra, tutto è concesso. L’espediente riuscì, principalmente perché (come speravo) neanche Lei era convinta di lasciarmi.
Ma la terza, ed ultima volta, mi ha convinto che forse ha ragione Lei.
L’amore è un aver bisogno di dare, ma se non si è disposti a ricevere, non si è nemmeno disposti a dare, se non si è disposti a passar sopra agli ostacoli è inutile.
Lei, si cancellò, come feci anche io, prima di Lei.
Oggi sono di nuovo qui, non so se lo abbia fatto anche Lei, se lo ha fatto vuol dire che è finita perché questo era il mezzo principale con cui ci contattavamo, perciò … ma la vita continua, per me come per Lei.
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(I fatti e le persone descritti sono reali, i loro nomi di pura fantasia) Anche per un burbero come me, razionale fin sopra la punta dei capelli, sarcastico ed irriverente, seppur educato, capita di innamorarsi. Ma deve essere speciale, davvero, solo così il vs. Fofò cade nella rete. E Fofò ci è...
Post
29/09/2017 14:49:55
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Commenti

  1. Laviniesoul 05 ottobre 2017 ore 21:01
    ... Rien à dire !.... SPlendido ''spaccato '' di Vita : della Vostra... Vita

    I ... finali non sempre accompagnano i nostri desiderata ...

    Un sorriso beneaugurante

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