Ci penso ............

17 settembre 2019 ore 11:00 segnala
Se guardo indietro agli ultimi 6 anni ricordo e vedo un continuo aspettarti.
Ti tenevo in tutte le pieghe del cuore ....
Nel desiderio nascosto.
Se c'è stato un uomo nella carne, non eri tu
E sono bastate poche ore perché diventasse un fastidio da allontanare.
Ti ho tenuto con me come si tiene un un'accendino quando non hai le tasche....
Stetto nella mano per non perdere nessun ricordo.
A volte eri in un sillabario clandestino di lettere mai scritte che facevano arrossire anche me....sfacciatamente senza pudore.
Sei stato un pianto mai urlato che si trascinava da una stanza all'altra senza conclusione.
Cercavo di sostituirti con finte gioie.... impegni quotidiani... affanni su affanni, sperando di sommerge il pensiero di non averti, con la stanchezza.
Ti ho tenuto nell'ago velenoso .... entravi nelle vene e dicevo, lotto e mi avveleno anche per te...perché se muoio tu non lo saprai mai...perché se torni voglio che mi trovi ad aspettarti.
Uscivi dalla bocca ed eri peggio del fiele .
Ti ho tenuto con me mentre eri altrove
A combattere battaglie e costruire speranze.
Io non ero ne l'una ne l'altra ma tu eri sempre tu.... desiderio... sogno .
Sangue sano che non aveva bisogno di veleno.
Avevo la certezza che non ti avrei incontrato più, perche conosco la tua devozione
Perche non capisco e non capirò mai, come può, chi ha la fortuna di sedersi accanto al tuo cuore non volerti tenere per sempre.... come possa vedere altro che te.
Tu invece mi hai sbaragliata, quando avevo voltato le spalle al dolore ed eri solo il più bello tra i ricordi.
Quando pensandoti sul divano mentre cazzeggiando insultavi Siri e ridevi, faceva ridere anche me.
Tu nella notte dei perche ... dei ricordi .... e della fame alla fine hai detto " provaci " ed io ho risposto " se ci provo, poi lo faccio"
Ed ho viaggiato per centinaia di km verso casa senza chiedermi se farlo mi avrebbe fatto di nuovo star male.
Ne avevo la certezza.
Ho viaggiato pensando come e quando farlo.
Pensando che avrei respirato con te ancora.
E oggi, inspiegabilmente, contro ogni mia previsione, con il tuo prezioso silenzio mi sopporti.
Ti spogli ancora con me.
Mi dici " se suoni ti apro" ( me lo dicevi 3 ore prima mandavo a fanculo Milano e correvo li).
Mi dici " confermo"
Mi dici (incazzato) " non è cambiato nulla"
No non cambia nulla.
Sei la mia avida passione,
Sconcia.....sfacciata... affamata.
Sei il desiderio sognato di piccole cose...
Del caffè al mattino....di un bacio al sole di una piazza.... della spesa per la cena...
Di un letto grande che non ti vada stretto perche troppo vuoto.
Di trasmissioni assurde alla tele che soddisfano curiosità che pochi hanno.
Tu sei quello a cui si può chiedere un po tutto perché la tua curiosità ti porta a voler sapere.
Tu sei quello che fa venire i brividi e fa breccia solo a sederti accanto in macchina.
Che ti fa dire " ma quando arriviamo che ho dannatamente voglia di fargli l'amore".
Tu sei il solo che mi fa voglia di infilarmi una mano tra le gambe al solo guardarti in foto.
Quello con il costume troppo stretto .... che poi me lo guardano tutte.
Quello che rientra a casa il giorno dopo che me ne sono andata e mi manda la foto della stanza....e la sua faccia e il suo silenzio dicono.." non ci sei".
Perche queste cose le vedo tutte?... perché so che mi parli a modo tuo ma non riesco a farmelo bastare e ti tedio con le mie paure?
Perché vedo la tua pazienza e non gli do il valore che merita?
Conosco le tue ferite ... ti amo e dovrei essere migliore...
Dovrei dire " fanculo le mie paure e i miei vecchi dolori.... ora è qui...prenditene cura... sii diversa dalle altre... amalo e fallo stare bene.
Sta con lui e portalo fuori dal mondo, in quegli attimi in cui sei libera di appartenergli. "
Devo imparare ad ascoltarti... nel tuo silenzio assordante ci sono tutte le risposte di cui ho bisogno.
Quando sarò capace di amare il tuo silenzio e di non vederlo come un nemico ...quel giorno dirti ti amo sarà ancora più vero.
Quel giorno avrò toccato il tuo cuore.
(....ed ora ho voglia di baciarti....)

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Se guardo indietro agli ultimi 6 anni ricordo e vedo un continuo aspettarti. Ti tenevo in tutte le pieghe del cuore .... Nel desiderio nascosto. Se c'è stato un uomo nella carne, non eri tu E sono bastate poche ore perché diventasse un fastidio da allontanare. Ti ho tenuto con me come si tiene...
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Ci penso ............

12 settembre 2019 ore 22:30 segnala
Io anticipo sempre la sofferenza del dopo. Ho questo difetto che non riesco a modificare.
Forse perché so che ci sarà un dopo sofferente .
Forse perché l'ho già avuto un dopo sofferente che ha lasciato ferite che non sono mai guarite del tutto.
Mi dispiace essere cosi perché per quanto posso donarmi ,una parte di me rimane in attesa del dolore e non godo a pieno di tutto quello che ricevo.
Non apprezzo, seppur li noto, tutti gli sforzi.
Ma soprattutto non faccio stare bene chi vorrebbe la mia leggerezza.
E puntuale arriva la distanza e con essa la mancanza.
Inizio a sentire una mancanza ingestibile di tutto.
Delle piccole cose sciocche... della notifica di un bacio.... della foto della macchinetta del caffè... dell'emoticon della lingua fantozziana .
Mi manca affannosamente tutto e mi accorgo che sono stata io ad arrivare a questo punto.
Potrei dirtelo e scusarmi, ma ti conosco e non servirebbe a niente.
Non è facilissimo parlare ai tuoi silenzi.
Tu non rispondi mai a niente, trincerato dietro un mutismo invalicabile.
" Chi è causa del suo mal pianga se stesso"
Io nn piango .... o almeno nn piango più, però respiro male.
Mi manca un po il fiato.
Mi manchi tu, ma tu gia mi manchi quando chiudo la porta di casa tua.
Ma più di te ...più di noi... mi manca il non poter aver cura di te.
Il non poterti far sentire ogni giorno che sei l'unico che vorrei.
Quello da aspettare per cena, a cui stirare la maglietta preferita, quello con cui prendere il caffè al mattino , quello da non far tornare a casa in una casa vuota.
Sogno vero?
Eh si sei il mio sogno, scorbutico, introverso, permaloso sogno.
Ma Dio come ti amo!!!
Tu sei la mia fame continua, ma io aspetto solo te.
Ogni volta che ti penso, scateni in me un uragano!
Ogni centimetro del mio corpo ti vuole, il respiro diventa pesante e mi sembra di impazzire.
Dovrei respirare invece di pensarti....dovrei annusarti e farti sentire le mie mani su tutto il corpo... dal tuo bellissimo viso ai tuoi piedi stanchi.
Invece ti penso e ti cerco ancora e ancora.
Vorrei mi stringessi forte, come quando arrivo da te....mi abbracci e mi saluti...
Che bello quell'attimo...dura un nano secondo ... siamo già nudi a toglierci la fame,
e poi restiamo nudi nell'anima su quel divano che di noi conosce ogni gemito ed ogni battito.
Che mi ha vista passare ore a guardarti mentre dormi .... abbracciata alla tua maglietta per sentire il tuo odore.... infagottata nel tuo accappatoio.
Ci ha visti mangiare panini al salame e bere birra...
Ci ha visti affamati e ha sentito il brontolio dello stomaco...
Ma che importa....erano 6 anni che ti aspettavo che mi fregava di mangiare.
Mi manchi amore bello
Mi manchi tanto.... mi manchi sempre.
Vorrei essere tutto, compagna....amante...amica...confidente.
Quella che anche vecchia si prende un treno e viene lì solo per tenerti la mano.
Mi basta essere...scegli tu, ma cammina ancora con me.

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Io anticipo sempre la sofferenza del dopo. Ho questo difetto che non riesco a modificare. Forse perché so che di sarà un dopo sofferente . Forse perché l'ho già avuto un dopo sofferente che ha lasciato ferite che non sono mai guarite del tutto. Mi dispiace essere cosi perché per quanto posso...
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Ci penso ............

11 settembre 2019 ore 10:49 segnala
Ogni volta è così.
Ogni maledetta volta che ti guardo
Una foto...un video, basta un attimo e tutto prende fuoco.
Diventi tangibile in ogni pezzettino del mio corpo.
Lontanissimo... ma mi tocchi.
Il mio seno sente le tue mani.
Le tue dita che giocano tra le mie gambe.
La mia gola che soffoca piena di te.
È come quando viaggio per venire lì, per tutto il tempo penso a quello che sentirò ed arrivo li gia pronta per accoglierti tutte le volte che mi dirai sii devota.
Tutte le volte si... perché la fame di te non mi passa mai.
Perche amo sentirti stringere i fianchi mentre spingi...amo sentirti respirare e rimanere io senza fiato quando le tue mani spingono le mie spalle.
Io tornerò e ti porterò la mia sfacciataggine....la mia fretta di averti e di essere consumata.... la mia rabbia per averti troppo poco .... la mia gioia di vederti appagato e il mio desiderio di scoprire cosa c'è ancora che nn ho visto.
Sarò lì e mi userai come vuoi.
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Ogni volta è così. Ogni maledetta volta che ti guardo Una foto...un video, basta un attimo e tutto prende fuoco. Diventi tangibile in ogni pezzettino del mio corpo. Lontanissimo... ma mi tocchi. Il mio seno sente le tue mani. Le tue dita che giocano tra le mie gambe. La mia gola che soffoca piena...
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Ci penso ............

10 settembre 2019 ore 13:14 segnala
Quando tornerò sarò sfacciata e irriverente
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Quando tornerò sarò sfacciata e irriverente « immagine »
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Ci penso ............

09 settembre 2019 ore 17:44 segnala
Io sono TUA non si dice a caso.
Deve essere intenzionale, definitivo, drastico.
Quelle labbra, quella pelle, quegli occhi, quel corpo, quell’anima..quella donna.
Nessun altra..Tua.

Yelena B.
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Io sono TUA non si dice a caso. Deve essere intenzionale, definitivo, drastico. Quelle labbra, quella pelle, quegli occhi, quel corpo, quell’anima..quella donna. Nessun altra..Tua. Yelena B. « immagine »
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Ci penso ............

09 settembre 2019 ore 16:41 segnala
Scopala finché lo stomaco le fa male,
ma baciala teneramente che senta il tuo desiderio di lei.
Scopala finché le sue gambe non la reggono più,
ma accoglila tra le tue braccia come se non esistesse altro posto sicuro.
Scopala finché i suo capelli non saranno fradici di sudore,
ma scostali per sentirne il profumo e baciarne la nuca ancora una volta.
Scopala finché il letto non sarà bagnato,
ma non dimenticare mai di dirle quanto ti ha reso felice .
Scopala finchè la sua fica non sarà gonfia,
ma ricordale che è il desiderio di lei che ti muove dentro.
Scopala così duramente da lasciarla dolorante,
così che il piacere e il dolore si fondano in un unica melodia.
Scopala così forte che ti senta ancora dentro di se per almeno altri due giorni,
ma amala perché si renda conto che vorresti fosse tua per sempre.

MILAN KUNDERA
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Scopala finché lo stomaco le fa male, ma baciala teneramente che senta il tuo desiderio di lei. Scopala finché le sue gambe non la reggono più, ma accoglila tra le tue braccia come se non esistesse altro posto sicuro. Scopala finché i suo capelli non saranno fradici di sudore, ma scostali per...
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Peccato ............

09 settembre 2019 ore 09:39 segnala
Quando niente si sente
nulla si fa,

i testardi amori osano sempre.
Cit.
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Quando niente si sente nulla si fa, i testardi amori osano sempre. Cit. « immagine »
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Peccato ............

08 settembre 2019 ore 20:52 segnala
Ad un certo punto bisogna saper andar via. Io sono il tipo che vuol sempre restare fino all’ultimo, fino a che la festa non è finita, finché c’è vita c’è speranza, fino a che non mi dici chiaramente che è ora di andare. Invece dovrei imparare a sparire, a un certo punto, perché tanto alle persone piace sentire la mancanza di qualcuno, più della sua presenza. Fanno così: dicono che vorrebbero qualcuno che non se ne vada mai, poi lo trovano e sai a chi pensano? A chi non c’è.
Charles Bukowski.
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Ad un certo punto bisogna saper andar via. Io sono il tipo che vuol sempre restare fino all’ultimo, fino a che la festa non è finita, finché c’è vita c’è speranza, fino a che non mi dici chiaramente che è ora di andare. Invece dovrei imparare a sparire, a un certo punto, perché tanto alle persone...
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Ci penso ............

06 settembre 2019 ore 23:43 segnala
A volte a finire non è l’amore, ma la pazienza. Proprio così, la voglia di continuare a buttare legna su un fuoco che non dà calore, su uno sguardo che non abbraccia, su un abbraccio che non ci raggiunge. Alla fine ci stanchiamo di insistere, si appassisce l’animo, si diluiscono le speranze e non restano che le braci di una dignità che raccogliamo a pezzi, consapevoli che non è più il posto giusto per noi.

È curioso come alcune persone, quando si recano da un professionista per cercare di superare il processo di dolore legato ad una rottura, non si trattengono dal chiedere allo psicologo “mi aiuti a smettere di amare il mio ex, mi aiuti a dimenticarlo”. Forse non pochi terapeuti desidererebbero disporre di una simile formula magica, di una tecnica favolosa con la quale far sparire ogni traccia di un amore che fa male, di un ricordo malinconico che annebbia i giorni e allunga le notti.

Ciò nonostante, un bravo psicologo sa bene che il dolore è una sofferenza utile, è un processo lento, ma progressivo, che permette alla persona di acquisire nuove strategie di crescita e risorse per migliorare la gestione delle proprie emozioni. Ogni tentativo di dimenticare non si rivela altro che uno sforzo sterile e inutile, che frena l’apprendimento vitale, la scoperta di un metodo per ritrovare dentro di sé lo spirito d’iniziativa e la voglia di amare di nuovo.

Perché in fondo nessuno smette di amare da un giorno all’altro. Quel che accade è che smettiamo di insistere su qualcosa che già da tempo non vale più la pena, non vale più la vita.

C’è chi non può farne a meno: insiste e spera testardamente di ricevere un po’ di attenzione in più, di riuscire a condividere pensieri, decisioni, paure, allegrie e complicità, convinto che il tempo vissuto in due possa ancora profumare di felicità e non di dubbi, di autentico desiderio e non di distacco, scuse e sguardi schivi… Tutti noi abbiamo insistito almeno una volta nella vita.

È quando si comprende finalmente che è meglio smettere di insistere che appare il primo sintomo di dolore, quando la dura realtà ci fa aprire gli occhi davanti all’evidenza.Tuttavia, prima di comprendere la realtà di quel vincolo affettivo, siamo obbligati a superare alcune tappe, tutte essenziali per dare finalmente per conclusa una relazione prima che si trasformi in un inutile calvario di sofferenza.

Le tappe di questa prima fase di dolore sono le seguenti:




Offuscamento della sensibilità: fa riferimento alle situazioni in cui non riusciamo a comprendere il perché di certe reazioni, il perché della distanza, del distacco emotivo del nostro partner o il perché delle sue bugie.
Forte desiderio. In questa seconda fase è normale cercare di insistere, portando ai tipici auto-inganni come “si comporta così perché è molto stressato, perché è occupato, è stanco…”, “se fossi un po’ più sensibile, un po’ più affettuoso/a magari mi amerebbe un po’ di più, mi dedicherebbe più attenzioni…”
L’accettazione è l’ultima fase di questo primo dolore, un momento essenziale in cui la persona smette di insistere di fronte all’evidenza. Alimentare la speranza non è che un ostacolo, si sa, un modo di avvelenare noi stessi lentamente senza senso né logica, non lasciandoci che una possibilità: allontanarci…
È a questo punto che inizia una fase molto più complessa: il secondo dolore.

Quando finalmente abbiamo dato l’addio definitivo e ci siamo allontanati dall’altra persona, ha inizio la seconda fase di dolore. Dinanzi all’irrimediabilità di quello che fa male, di ciò che brucia la nostra dignità e annichilisce l’autostima, l’opzione più saggia è la distanza, è chiaro. Tuttavia, non sarà mai possibile la distanza senza oblio.

Sappiamo che assumere la consapevolezza che “è tutto finito e non resta nulla da fare” ci libera delle attese snervanti e dai terreni sterili. Eppure, cosa fare con quel sentimento che è rimasto incastrato dentro di noi, come un demonio insistente? Il secondo dolore è più complesso del primo, poiché se è difficile scoprire che non si è amati o che siamo “mal amati”, ancor più complicato sarà dover guarire le ferite, sopravvivere e ritrovarci in persone più forti.

Avendo ciò in mente, è necessario dare forma ad un dolore affettivo che sia in linea con le nostre necessità, lì dove la mente e il corpo possano piangere, processare, assimilare l’assenza dell’essere amato e accettare a forza – e a denti stretti – la nuova situazione senza rancori, senza rabbia né risentimenti.

Al contempo, è un momento ideale anche per “insistere” su di noi. Bisogna tirar fuori un po’ di testardaggine, alimentarci di speranze, nutrirci di nuovo entusiasmo, sebbene all’inizio, lo sappiamo, sarà difficile. Questo secondo dolore ci costringe a insistere e persistere sul nostro essere, modulando i ricordie le angosce, ricercando la frequenza perfetta nella quale nostalgia e dignità entrino in armonia per consentirci di andare avanti .



Da Apri la mente
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A volte a finire non è l’amore, ma la pazienza. Proprio così, la voglia di continuare a buttare legna su un fuoco che non dà calore, su uno sguardo che non abbraccia, su un abbraccio che non ci raggiunge. Alla fine ci stanchiamo di insistere, si appassisce l’animo, si diluiscono le speranze e non...
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06/09/2019 23:43:12
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