La fragilità dell'uomo moderno

17 ottobre 2018 ore 17:01 segnala
Nota: utilizzerò la parola uomo inteso come essere umano, per brevità.

Immagino che, come me, abbiate più volte letto e sentito il discorso per cui, quelli che oggi vengono infantilmente chiamati poteri forti e che altro non sono che i bachieri e gli operatori dell'alta finanza speculativa, stanno lavorando, ormai da decenni, al fine di ridurre la popolazione mondiale a un insieme di consumatori tutti uguali e isolati l'uno dall'altro.

Alchè, alcuni di voi, le teste di legno, immagino invochino la parola complottismo, utilizzandola, senza saperlo, nell'accezione dispregiativa e ridicolizzante "inventata" dalla CIA in occasione dell'assassinio a Kenndy al fine di mettere a tacere le voci, anche provenienti dai giornali mainstream, che all'epoca erano meno schiavi del potere di quanto lo siano oggi e che chiedevano chiarezza in una situazione palesemente costruita e non veritiera, facendolo nell'unico modo possibile, ossia senza rispondere alle accuse e argomentando sui fatti, ma ridicolizzando queste voci e chi le esprimeva.

Per anni anche io ho dato poco credito al concetto di complotto, all'esistenza di organizzazioni che coordinassero i propri intenti malevoli in modo chiaro e programmato. Non ho tuttavia mai ridicolizzato i cosidetti complottisti, anzi, li ho sempre guardati con simpatia e interesse, pensando però che, dove loro vedevano complotti, ci fosse semplicemente il confluire di interessi comuni.
Ora so che così non è, che, sebbene gli interessi comuni siano ovviamente la scintilla che mette in moto tutto, le persone potenti e assetate di potere si incontrano davvero intorno a un tavolo, per discutere del futuro dell'umanità e per stilare un programma preciso e operativo al fine di virare le sorti dell'umanità nella direzione che salvaguardi e aumenti i loro introiti. L'esempio più noto: il gruppo Bilderberg.

Questo progetto di isolamento e meticciamento razziale, sessuale e culturale dell'umanità è pertanto non solo vero, documentabile e documentato, ma è anche a buon punto. L'Africa ha ormai da tempo perso completamente la propria identità. La loro cultura è un miscuglio incongruente di più culture, la loro originaria, e quella dei paesi colonizzatori che l'hanno invasa, conquistata, depredata e schiavizzata. I giovani africani che arrivano sulle coste europee non solo non sanno nulla della nostra cultura, ma non sanno nulla neanche della loro. Sono dei poveri disgraziati, privi di un background culturale e quindi anche etico e morale, sono facilmente manipolabili, sono facilmente corruttibili, sono facilmente vittime delle loro stesse passioni, non tenute a freno da una rete di conoscenze e di riflessioni filosofiche che permette a noi altri di gestire in modo meno bestiale queste nostre passioni; sono consumatori perfetti, e infatti li si fotografa costantemente con il cellulare in mano e sono il prodotto finito e perfetto per la società del consumo.

L'Africa insomma è conquistata. Non è un caso che gli intenti distruttivi si stiano ora concentrando sull'Europa che è stata la culla della civiltà e che è tutt'ora il gotha di tutto quello che si può chiamare civilità e quindi non la tecnologia, ma la cultura, l'etica, l'arte, l'attenzione per la persona, la protezione dei deboli, la riflessione sull'uomo, sulla vita, sulla libertà e sul destino dell'individuo e dell'umanità. L'Europa non è più quella di una volta, ma se paragonata al resto del mondo, rimane il baluardo della democrazia (con tutti i limiti che questa ha) e della libertà di espressione e di azione.
L'Europa quindi deve essere schiacciata. La stessa idea di Europa deve essere stravolta. Gli europei devono essere invasi e meticciati, le scuole devono diventare sempre più luogo di trasmissione di informazioni e di manipolazione ideologica e non deve più educare, non deve più formare l'adulto responsabile, ma solo il consumatore, magari competente nel suo lavoro, ma anche no, tanto il lavoro non c'è e di lavoratori umani ce ne sarà sempre meno bisogno.

L'europeo però inanzitutto deve diventare povero, disperato, solo e vulnerabile. L'idea di famiglia tradizionale non è tramontata, è ormai defunta e marciscente. La differenza tra i sessi è sempre più osteggiata e ridicolizzata, con la scusa di una parità assurda che non porta beneficio a nessuno perchè non è naturale. L'uomo e la donna sono più diversi da loro di quanto sia un maschio umano con un maschio di scimpanzè ed è giusto che sia così, perchè solo così si completano a vicenda, si sopportano a vicenda e si cercano a vicenda. E infatti, oramai ci si continua a cercare, ma non si sopporta più nulla, si pensa di poter trovare uomini e donne perfette, da film; si vuole trovare non uomini o donne che ci completino, ma che ci facciano vivere meglio, che ci facciano vivere in una favola, senza considerare minimamente cosa noi stessi possiamo portare nella relazione e offrire all'altro/a e di conseguenza le relazioni si rompono alla prima mezza frase venuta male, al primo segno che quella persona non è perfetta come si pensava.

L'europeo deve avere lavoro precario e deve spostarsi di continuo alla ricerca di nuovo lavoro; non deve avere la possibilità di stabilizzarsi, di far progetti a lungo termine e quale progetto è più a lungo termine di quello di crearsi una famiglia!
L'europeo è anche sempre più disoccupato e allora arriva il reddito di cittadinanza che gli permette di continuare ad essere consumatore, ma lo spoglia di ogni dignità e soddisfazione.
L'europeo è disoccupato e quindi povero e quindi anche solo e allora arrivano i social che simulano interazioni sociali, ma che vera socialità non sono e lo mantengono in un limbo di rapporti asociali da cui non potrà mai scaturire nulla perchè è solo guardandosi in faccia che scaturisce l'amore. Nei social, l'unico amore che può nascere è l'innamoramento di noi stessi causato da una perdita di senso della realtà a sua volta scaturito dai complimenti esagerati e insinceri di molti uomini, oppure l'innamoramento della voglia stessa di innamorarci, completamente sterile e perfettamente autocentrato.

Fatta questa lunga premessa, il punto che voglio esprimere qui e che mi sembra un pò originale perchè non l'ho mai sentito nè letto da nessuna parte è che, l'isolamento in cui ci troviamo e verso cui stiamo continuamente procedendo, ci rende vulnerabili non solo per motivi pratici e logistici; non solo l'uomo privo di una rete sociale o addirittura sradicato dalla propria terra è impossibilitato a ricevere aiuti da parenti e amici in caso di difficoltà, in caso di perdita del lavoro, in caso voglia licenziarsi lui, perchè le condizioni di lavoro diventano insopportabili, in caso di malattia o di qualunque altra disgrazia, che, prima o poi, arriva sempre, per tutti, ma anche per motivi puramente psicologici.

E' mia opinione ed esperienza diretta che l'uomo riceva molte energie dalle interazioni sociali (quelle piacevoli, ovviamente) e molte altre energie le riceve dall'avere accanto a sè una o più persone care, per il cui bene è disposto e anzi voglioso di agire, di lottare, di dare il meglio di sè. Non si tratta di un sacrificio, perchè lo fa in modo istintivo, senza neanche pensarci e anzi ricevendone molte soddisfazioni.
In fisica l'energia non si crea nè si distrugge. In psicologia invece l'energia si crea e si distrugge. Giusto per fare un esempio banale, pensiamo a come stiamo bene, come ci sentiamo svegli e pieni di energia dopo una notte insonne passata nelle braccia della persona amata e quanto invece ci sentiamo stanchi dopo una domenica passata stravaccati da soli sul divano in completo relax e pigrizia. Famoso è il detto per cui dietro a un grande uomo c'è sempre una grande donna. Questo è verissimo e vale, ovviamente, anche al contrario. L'uomo che ha accanto una donna che gli dà tutto quello di cui necessita, amore, attenzioni, cura, sensualità, sesso, sarà un uomo che nel lavoro e in generale nella sua vita sarà in grado di spingere non due ma dieci volte tanto che se fosse solo. Non sto qui parlando di sacrificio della donna per l'uomo o dell'uomo per la donna, ma di due individui, entrambi pienamente soddisfatti del loro ruolo nella coppia, nella famiglia, che, senza sentirsi in alcun modo sacrificati per l'altro, diano al compagno tutto quello di cui ha bisogno e ne ricevano altrettanto. Uno solo lavora, lavorano entrambi? Non è importante questo, ogni coppia sarà a sè e deciderà a seconda delle proprie inclinazioni, tenendo presente che la necessità di lavorare entrambi è purtroppo oggigiorno per lo più indispensabile e quindi smette di essere una scelta e diventa un obbligo.

La cosa stupefacente dell'energia psicologica è che, come dicevo prima, si crea dal nulla. Lo scambio di energie tra due individui che si amano, non è uno scambio a somma zero: ognuno dei due riceve molta più energia di quella che dona e la coppia si ritrova così con una quantità di energia superiore alla somma delle energie che avrebbero i due individui se fossero soli.

L'uomo isolato, privo di una famiglia, impossibilitato a crearsi una famiglia per mancanza di una sicurezza economica e per via della confusione di genere che gli fa costantemente incontrare uomini checche e donne arroganti e presuntuose, si trova pertanto privo di questa importantissima fonte di energia, quella che scaturisce dalle interazioni sociali e finisce ben presto in un circolo vizioso nel quale la sua vita misera e solitaria lo lascia privo di energia per lottare e la mancanza di energia lo rende incapace di quelle azioni straordinarie che potrebbero, forse, farlo risollevare, almeno in parte, dalla situazione stagnante e misera in cui è finito, o meglio, in cui è stato trascinato a causa di piani ben precisi che hanno proprio lo scopo di renderlo infelice, povero e quindi innoquo e controllabile.

L'uomo monade è un uomo senza energia; ha l'energia appena sufficientre a tenere in piedi il suo "mondo", ma non ha l'energia di uscire dalla sua monade e di creare collegamenti con gli altri individui, collegamenti che, se solo ci fossero, sarebbero in grado di portare nel suo "mondo", quasi come fossero scariche elettriche, moltissima energia che, a sua volta, gli permetterebbe di migliorarsi e di crearsi ulteriori contatti "elettrici", instaurando, in questo caso, un ciclo virtuoso.

La soluzione?
Da un lato di informarci sul come funziona il mondo, smettere di ridicolizzare le persone additate come complottisti e capire che quei meccanismi di cui parlano sono in gran parte veri, quelle organizzazioni su cui scrivono, con tanto di documentazione, sono vere e quelle parole che citano, fanno parte di documenti ufficiali creati da quelle stesse organizzazioni. Quello che vi invito a fare è essere curiosi, lasciare aperta la vostra mente e soprattutto coraggiosi. Vi invito a trovare dentro di voi il coraggio di ammettere che in questo mondo ci sono molte persone che sono disposte a tutto pur di ottenere i risultati assurdi che si sono posti, di dominazione totale, e ammettere che molte delle persone che governano questo mondo, attraverso la politica, ma soprattutto tramite la loro potenza economica, appartengono proprio al tipo di individui che lavora tutti i giorni per rendere noi altri miserabili. Solo così si può, tutti insieme, uscire dall'assedio che i Rothschild inanzitutto, i ricchi ebrei in secondo luogo e in generale tutti i banchieri e gli operatori dell'alta finanza speculativa stanno tenendo ormai da 200 anni alla libertà di vivere dignitosamente e alla possibilità per tutti di gioire di questa corta e già di per sè difficoltosa vita.
E dall'altro lato, quello puramente relazionale, smettere di cercare gli uomini e le donne perfette, accettare i difetti, le idiosincrasie delle persone che per il resto ci piacciono e mantenere anche sempre in vista quelli che sono i nostri difetti, i nostri limiti che gli altri, se ci vogliono stare vicini, sono costretti a sopportare. Smettere con questo romanticismo becero alla Disney, che è irreale. Neanche i principi e le principesse reali hanno mai avuto quel tipo di relazioni, quindi noi che siamo poveracci e meno "appetibili", che dobbiamo lavorare, sudare e infangarci per poter sopravvivere, accettiamno che quel tipo di romanticismo è irrealistico e torniamo a godere delle piccole, ma vere e tangibili attenzioni che le persone intorno a noi ci danno, anzichè ignorarle assurdamente convinti che dietro l'angolo si nasconda il principe azzurro o la principessa sul pisello pronti a saltarci addosso e farci vivere una vita da favola.
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Nota: utilizzerò la parola uomo inteso come essere umano, per brevità. Immagino che, come me, abbiate più volte letto e sentito il discorso per cui, quelli che oggi vengono infantilmente chiamati poteri forti e che altro non sono che i bachieri e gli operatori dell'alta finanza speculativa, stanno...
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17/10/2018 17:01:18
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Commenti

  1. gattamannara 17 ottobre 2018 ore 17:10
    Dovresti scrivere pubblicare un tuo scritto, complimenti!
  2. xSupercalifragilex 17 ottobre 2018 ore 17:13
    @gattamannara: grazie, troppo gentile, magari un giorno scriverò davvero qualcosa di mio...chissà
  3. 1sussurro.nelvento 10 novembre 2018 ore 19:55
    Hai ragione, molti vivono nel torpore condizionato e la cosa va avanti da molti anni.Per qualcuno c'è stato un risveglio ,ma siamo ancora troppo pochi e deboli rispetto ai "Grandi" che tengono in mano le redini del mondo!
  4. xSupercalifragilex 10 novembre 2018 ore 20:02
    @1sussurro.nelvento: si, troppo pochi. La rete ha aiutato a questo piccolo risveglio. Spero che continui in questa opera e che la TV venga sempre più messa da parte.

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