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Rancore

ZioJack45 06 dicembre 2009 ore 00.33
Camminava a testa bassa, immerso in chissà quale dei suoi pensieri che forse gli davano fastidio come un sassolino dentro agli anfibi che portava, o meglio che strusciava sull'asfalto. Maggiorenne o quasi, una ventina di chili di troppo, brufoli e l'ipod a palla nelle orecchie. Marciava come in un libro di King verso una metà che sicuramente gli stava sulle palle, la sua casa, i suoi genitori, o qualsiasi cosa che gli avrebbe provocato scazzi per tutto quel sabato pomeriggio. È il classico tipo che quando suona la campanella dell'uscita svogliatamente raccoglie le sue cose, prende lo zaino alla moviola e lentamente esce dalla classe senza salutare il professore di turno. Gli altri, i suoi “amici” sono già fuori che ridono, scherzano o programmano il sabato pomeriggio. Lui no, lui è diverso, introverso e timido, capace di fissarsi a guardare la vernice che lentamente si scrosta, che inesorabilmente lascia il ferro del cancello e si deposita per terra come una nevicata di colore sbiadito e arrugginito. È colpa sua se queste cazzo di cose lo distraggono? Ha un po' di amici, ma virtuali, naviga ore e ore nella sua camera fino a quando puntualmente sua madre gli rompe le palle dicendogli di studiare o che è pronta la cena. Ragazze tante, nel web, ha calli alle mani come un carpentiere, è capace di spararsi pippe per ore, abbassando la luce nella sua camera e mettendo musica dei metallica ad un volume che i vicini definiscono oscena. Quello di oggi è un sabato strano, nato maledettamente strano. La sveglia che ha fallito e suo padre che il sabato non lavora l'ha svegliato strappandolo dalle lenzuola a suon di bestemmie, gli ha urlato di alzarsi e rinfacciato, tornandosene a letto, di non fare un cazzo da quando è nato. Niente colazione è tardi e non può permettersi di arrivare ancora una volta tardi. L'interrogazione è stata uno schifo, gli mancava una tutina nera su sfondo nero e sarebbe stato un perfetto mimo. Tornado a casa lungo la strada provinciale da fare a piedi e senza marciapiede alcuni imbecilli su uno scooter gli hanno tirato uno schiaffo facendogli volare nel fosso fangoso il berretto dei New York yankee. Arrivato a casa l'ascensore era rotto e a piedi si stava facendo i cinque piani quando al terzo ha incontrato la portiera che stava lavando il pavimento. Ennesimo cazziatone, ennesimo rimprovero sul fatto di non rispettare il lavoro altrui. Apre la porta e in casa non c'è nessuno, intanto tra uno straccio e un secchio la portiera continuava a sbraitare. Apre il cassetto del comodino del padre, tira fuori la vecchia p38 tenuta benissimo dal genitore. Si fa respirando a pieni polmoni il corridoio, alza il volume al massimo dell'ipod e senza prendere la mira scarica il caricatore addosso alla portiera. Sangue e materia grigia rovinarono il lavoro certosino che aveva fatto la custode dello stabile, sedendosi sui gradini prese il cellulare e chiamò Mirko.

Mirketto, viè a vedè che cambogia che t'ho fatto...anzi prima chiama la polizia”



Hasta luego

11292295
Camminava a testa bassa, immerso in chissà quale dei suoi pensieri che forse gli davano fastidio come un sassolino dentro agli anfibi che portava, o meglio che strusciava sull'asfalto. Maggiorenne o quasi, una ventina di chili di troppo, brufoli e l'ipod a palla nelle orecchie....
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06/12/2009 0.33.59
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Commenti

  1. Mine62 24 dicembre 2009 ore 16.42

    MA PASSAVO PER LASCIARTI I MIEI AUGURI

    DI BUON NATALE

    DA LONTANO

    MINE

  2. mita1 29 dicembre 2009 ore 23.13

    Ho un vicino così, ma non ascolta  i metallica, quelli li ascolto io. Vedrò di non rompere  il sabato pomeriggio...si sa mai, anche se non faccio la portinaia. :-)

    A proposito non invidiare troppo il posto dove lavoro, ti assicuro  che è bello solo da guardare.

    hasta luego zio.

    Nelly

    p. s. bello il post del perizoma.

  3. topa65 01 gennaio 2010 ore 21.59

    Ero partita con tutte le intenzioni di tirare fuori uno di quei polpettoni miei tipici...

    "Perchè spesso , anzi sempre, sottovalutiamo certi segnali, ecc. ecc..."

    Poi leggo Mita  e penso:

    "Ma si è questo lo stato d'animo più giusto..

    Perchè sempre lì a filofizzare, cercare di capire...

    è impazzito. Punto.

    L'indifferenza lo ha fatto impazzire.."

    E mi chiedo anche:

    "Chissà quale stato d'animo accompagnava Zio Jak quando lo ha postato.."

    Domande, domande..

    Auguri ragazzo, di un sereno anno nuovo. :rosa

  4. liquirizya 08 gennaio 2010 ore 23.01
    Mi domando come fa uno a spararsi le pippe ascoltando metal a pompa!!!

    Pulisci tu tutto quel macello???

    Hmmm che umorino roseo....

    Un besito zingaro :bacio
  5. Menerva 13 gennaio 2010 ore 15.12
    Che racconto cosi triste ! Certo il rancore non va nemmeno bene , e' un sentimento che non conosco ,  e poi se diamo amore  sono convinta che poi con il tempo questo amore ci viene  ridato e con gli interessi ..Valery:rosa
  6. Tregoccedamore 17 gennaio 2010 ore 12.29

     ho  visto,  creandolo  mentalmente, fotogramma dopo fotogramma, quello che  con  le tue parole descrivevi ...fino alla scena finale ....solo in quel momento mi sono resa conto che leggevo trattenendo , inconsapevlmente, il respiro .

    Hai rappresentato , in un brevissimo racconto , vari aspetti del mondo interiore che oggi , ognuno di noi , in parte vive, da solo  e  nell'assoluta  e generale indifferenza .

     

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