….è natale e sono ancora solo, solo con i miei ricordi, tutta la vita mi è passata come un flash back, tutto in una notte. Sono arrivato ad una conclusione. Mi ammazzo. Sì ma come? Il gas? no sono moroso e la fornitura è staccata, così anche per l’enel, e poi che faccio infilo le dita nella presa? Cazzo sto in una situazione tale di povertà che non so neanche come uccidermi? Vado in bagno e apro l’armadietto dei medicinali, niente tabula rasa, solo qualche barbiturico scaduto. Mi ricordo che con l’aspirina una sera ci ho cenato, ero influenzato e avevo una bella rosetta fresca…pane e aspirina..eh eh ho fantasia da vendere altro che i grandi chef. Dunque barbiturici, un paio d’antibiotici e per mandarli giù? Ci vorrebbe una bottiglia di quella buona, ma avercela…mi sono scolato tutto in questi giorni..e poi basteranno due o tre compresse? Ah perché non pensarci prima le care e vecchie e mai passate di moda…le vene ..certo un po’ lento ma molto economico. Mi alzo dalla spelacchiata poltrona e vado ancora nel bagno a cercare le lamette….maledetti bic usa e getta..come faccio? C’è il rischio di depilarmi solo i polsi, dovrei smontarle, mi attrezzo con un cacciavite e provo a smontarle. Quello che riesce a fare e solo procurarmi un innocuo taglio su un polpastrello, che però sanguina maledettamente e non vuole fermarsi. Quanto tempo ci vorrà per morire così dissanguato? Molto, certo ma tanto io non vado di fretta, intanto che aspetto che muoia mi leggo qualche bel libro. Mi alzo e vado sulla parete dove solo rimasti gli ultimi libri rimasti che non ho venduto per tirare avanti. Mi rimetto seduto, e …cazzo non sanguino più. E se invece mi affogo? Impossibile non ho la vasca, nel bagno c’è solo la doccia e non mi viene niente, nessun sistema per morire affogato nella doccia….mi sforzo di pensarci e mi viene da ridere. Guardo in terra e nell’angolo c’è il secchio della biancheria sporca. Un bel secchio di quelli antichi, in alluminio credo, in ogni modo di metallo. Provo ad infilarci la testa dentro..se s’incastra, dopo eventualmente lo riempirò d’acqua, e visto che qualche posizione yoga la riesco a fare, mi metto a testa in giù e speriamo che funzioni. Ok forse ce la faccio s’incastra, spingo forte, mi fanno male le tempie ma il secchio come dire, mi calza perfettamente. Suonano alla porta, la padrona di casa doveva passare a riscuotere, le parlo dal portone chiuso che non posso aprire, intanto il secchio non esce, e la mia voce è metallica. Insiste perché io apro la porta, le ridico che non posso in quel momento, maledetto secchio esci! Bene decido di aprire e grido da dentro al secchio- allora?- peccato che la mia visuale sia molto ridotta ma credo di essermi perso una scenetta niente male. L’ho sentita correre sulle scale gridando – oh dio, oh dio ma allora è proprio matto-. Chiudo la porta e torno ai miei problemi. Aumentati, poiché il secchio non si sfila. Basta…. innervosito, demoralizzato, e con la voglia di farla finita corro verso dove credo ci sia la finestra. Inciampo in qualcosa, sfondo il vetro con il mio casco di alluminio e volo giù dalla finestra. È un attimo, sono in volo….si solo un attimo, il mio appartamento era proprio sopra il negozio di fiori che perennemente aveva il tendone sopra l’insegna aperto. Morale….trauma cranico di sette giorni…e dopo tre anni divenni un grande scrittore comico
i poveri e il natale
02 dicembre 2007 ore 15:16
….è natale e sono ancora solo, solo con i miei ricordi, tutta la vita mi è passata come un flash back, tutto in una notte. Sono arrivato ad una conclusione. Mi ammazzo. Sì ma come? Il gas? no sono moroso e la fornitura è staccata, così anche per l’enel, e poi che faccio infilo le dita nella presa? Cazzo sto in una situazione tale di povertà che non so neanche come uccidermi? Vado in bagno e apro l’armadietto dei medicinali, niente tabula rasa, solo qualche barbiturico scaduto. Mi ricordo che con l’aspirina una sera ci ho cenato, ero influenzato e avevo una bella rosetta fresca…pane e aspirina..eh eh ho fantasia da vendere altro che i grandi chef. Dunque barbiturici, un paio d’antibiotici e per mandarli giù? Ci vorrebbe una bottiglia di quella buona, ma avercela…mi sono scolato tutto in questi giorni..e poi basteranno due o tre compresse? Ah perché non pensarci prima le care e vecchie e mai passate di moda…le vene ..certo un po’ lento ma molto economico. Mi alzo dalla spelacchiata poltrona e vado ancora nel bagno a cercare le lamette….maledetti bic usa e getta..come faccio? C’è il rischio di depilarmi solo i polsi, dovrei smontarle, mi attrezzo con un cacciavite e provo a smontarle. Quello che riesce a fare e solo procurarmi un innocuo taglio su un polpastrello, che però sanguina maledettamente e non vuole fermarsi. Quanto tempo ci vorrà per morire così dissanguato? Molto, certo ma tanto io non vado di fretta, intanto che aspetto che muoia mi leggo qualche bel libro. Mi alzo e vado sulla parete dove solo rimasti gli ultimi libri rimasti che non ho venduto per tirare avanti. Mi rimetto seduto, e …cazzo non sanguino più. E se invece mi affogo? Impossibile non ho la vasca, nel bagno c’è solo la doccia e non mi viene niente, nessun sistema per morire affogato nella doccia….mi sforzo di pensarci e mi viene da ridere. Guardo in terra e nell’angolo c’è il secchio della biancheria sporca. Un bel secchio di quelli antichi, in alluminio credo, in ogni modo di metallo. Provo ad infilarci la testa dentro..se s’incastra, dopo eventualmente lo riempirò d’acqua, e visto che qualche posizione yoga la riesco a fare, mi metto a testa in giù e speriamo che funzioni. Ok forse ce la faccio s’incastra, spingo forte, mi fanno male le tempie ma il secchio come dire, mi calza perfettamente. Suonano alla porta, la padrona di casa doveva passare a riscuotere, le parlo dal portone chiuso che non posso aprire, intanto il secchio non esce, e la mia voce è metallica. Insiste perché io apro la porta, le ridico che non posso in quel momento, maledetto secchio esci! Bene decido di aprire e grido da dentro al secchio- allora?- peccato che la mia visuale sia molto ridotta ma credo di essermi perso una scenetta niente male. L’ho sentita correre sulle scale gridando – oh dio, oh dio ma allora è proprio matto-. Chiudo la porta e torno ai miei problemi. Aumentati, poiché il secchio non si sfila. Basta…. innervosito, demoralizzato, e con la voglia di farla finita corro verso dove credo ci sia la finestra. Inciampo in qualcosa, sfondo il vetro con il mio casco di alluminio e volo giù dalla finestra. È un attimo, sono in volo….si solo un attimo, il mio appartamento era proprio sopra il negozio di fiori che perennemente aveva il tendone sopra l’insegna aperto. Morale….trauma cranico di sette giorni…e dopo tre anni divenni un grande scrittore comico
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….è natale e sono ancora solo, solo con i miei ricordi, tutta la vita mi è passata come un flash back, tutto in una notte. Sono arrivato ad una conclusione. Mi ammazzo. Sì ma come? Il gas? no sono moroso e la fornitura è staccata, così anche per l’enel, e poi che faccio infilo le dita nella presa?...

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02/12/2007 15:16:59
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Commenti
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ivana56 02 dicembre 2007 ore 16:50
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icaro38 02 dicembre 2007 ore 17:11
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Tregoccedamore 02 dicembre 2007 ore 17:27
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DANIGEM78 02 dicembre 2007 ore 19:35
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meri3palle 02 dicembre 2007 ore 20:40
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Aural89 02 dicembre 2007 ore 21:56
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topa65 02 dicembre 2007 ore 22:52
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Rutwen 02 dicembre 2007 ore 23:12
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ivana56 02 dicembre 2007 ore 23:19
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