Okkei ..certo dopo i quaranta, con alle spalle gravidanze e allattamenti, posso capire una ritoccata al seno.Ma non capisco quegli aumenti di volume esagerato alla Pamela Anderson.
Un seno per essere bello…lo vogliamo ricordare?...deve entrare in una coppa di champagne.
Questo che centra?
Niente però era il leit motive della serata di ieri sera in una fraschetta d’Ariccia.
Seratina esplosa con una storiella di Fulvio che ci ha fatto letteralmente cadere sotto il tavolo.
Fulvio, per chi non lo conosce è bastardo dentro e ci ha raccontato quanto segue:
- Oh Maurì te la ricordi Ornella quella che veniva a scuola con noi?-
-Certo- faccio io, -quella che dimenticava le tette sul comodino a fianco al letto-
- Si, si proprio quella- fa Fulvio.
-Lo sai che ci stavo insieme ai tempi della scuola, e abbiamo troncato dopo che gli ho detto una cosa-.
-Si è talmente incazzata che una sera mi sono ritrovato il fratello manesco sotto casa che voleva pistarmi come un santo vecchio………..
- E che cazzo gli hai detto- facemmo in coro.
-Ma niente di speciale- fece lui, con un sorrisetto
- Era una maniaca del volume del seno, una volta in macchina, mentre si pomiciava, dal reggiseno è uscito tanto di quel cotone che al pronto soccorso del policlinico neanche ce lo avevano.
Stanco del suo mascheramento, gli chiesi il motivo.
Lei candidamente affermò che voleva un aumento del volume del seno, voleva essere una maggiorata.
-Mi disse-
- A Fù.. che posso fa per aver du’ tette più grosse?
-Ci pensai un attimo e poi risposi…...
- Hai provato a passarci la carta igienica in mezzo?” - La carta igienica??- Fece Ornella.. -e come funziona?
- Allora- fece Fulvio, -tutti i giorni, anche due volte al giorno, ne strappi un pezzo e la passi, sfregando nel solco del tuo seno….-
E Ornella disse: - tutti i giorni? Sei sicuro che funzioni?-
- Funziona, funziona- rispose Fulvio - visto le dimensioni del tuo culo, credo proprio che funzioni-.
Le ultime cose che ricordo e che stavo con una coppietta tra i denti, un bicchiere di rosso in mano, sotto al tavolo a pisciarmi sotto dalle risate.
















