Il mio nome è Fuffy, e gia questo mi ha fatto molto incazzare.
Già appena nato sognavo una famiglia con tanti bambini con cui giocare, un bel giardino dove correre nell’erba, lasciare i miei rifiuti organici e perché no scavare tunnel metropolitano dove sotterrare gli ossi che avrei racimolato.
Invece mi sono ritrovato in un attico abitato da due rincoglioniti, rincoglioniti a tal punto che io ero il loro figlio, infatti mi si rivolgevano dicendomi: bello di mamma, bello di papà-.
Se per caso lui usciva che ne so a buttare la spazzatura, lei mi chiamava anche se dormivo dicendomi: dove è andato papà? Fuffy tesorino, lo sai dove stà papà?
Quanto avrei voluto rispondergli: ma che cazzo me ne frega a me!!
E tra l’altro pensavo: ma guarda sto stronzo, poteva almeno portarmi fuori, invece di farmi pisciare sul terrazzo e per altro su una copia di giornale…
Ma le parti si invertivano, se lei andava al telefono nel soggiorno o al bagno, lui subito con una nenia mortale e spaccamaroni mi tampinava: Fuffyno dove sta la mamma? Come mai la mamma non c’è più? Che si sia nascosta? Dai fuffy andiamola a cercare…
Solita risposta data con un occhio chiuso e l’altro pure: ma che cazzo me ne frega a me, e poi brutto deficiente non sono vostro figlio, sono un cane io, cazzo!!
Quanto li odiavo, specialmente quando stavo in quella ridicola cestina di vimini tutta foderata di raso rosa, e lui o lei a turno indistintamente, prendevano la palla e la lanciavano lungo il corridoio o fuori sul terrazzo dicendomi di andarla a recuperare. :Ma brutto rincoglionito non vedi che sto dormendo?se ti fosse cascata e mi avessi detto fuffy per favore mi raccogli la palla, sarei stato molto disponibile a farlo, ma idiota ti ho visto che l’hai lanciata di proposito…come la mettiamo se stanotte mentre dormi ti sveglio e ti lancio la palla?
Ma dovevo sempre andare a prenderla, era una tortura, dovevo stare sempre veglio e sveglio altrimenti quell’arpia avrebbe detto a suo marito che fuffy non stava bene, che fuffy era svogliato, che fuffy era debilitano, che dici amore se lo portiamo dal veterinario?
E lì via decine e decine di punture di ricostituenti e vitamine, che gran voglia di strappargli le sue di palle e di giocarci. Mi sforzavo con gli occhi pietosi di fargli capire che non ero malato se non correvo dietro ad una palla, era solo che non ero un deficiente.
L’inverno. Quanto odiavo l’inverno. La mia padrona mi cuciva dei cappottini di lana inguardabili, quando scendevamo per strada mi vergognavo come un ladro, gli altri cani mi prendevano per il culo, i padroni degli altri senza cappotto mi guardavano e io pensavo: cazzo guardi è sta rincoglionita che mi mette addosso ‘ste cose….
Dai fuffy indossiamo il cappottino nuovo per uscire che altrimenti ti viene la tosse. O era scema o era cieca: li vedi questi cosi che ho addosso, e che lascio per casa? Si chiamano peli, pelliccia e servono a difendermi dal freddo. Fortunatamente ogni tanto incontravo qualche sfigatello come me e insieme ci consolavamo.se disgraziatamente in televisione c’era un cane che abbaiava, loro mettevano il volume a palla dicendomi: senti fuffy? Senti che c’è un cagnaccio che abbaia? Cosa vuole da te questo cane? Chi è quello? Sempre con quella voce da vecchia cornacchia che non sapevo se mi dava più fastidio la voce o il volume della tele. Che voglia di rispondergli che era la tv.. tutta fatica sprecata. Ho resistito, ingoiato bocconi amari, fino al giorno che ho capito che quello che stava lavorando ai ferri non era l’ennesimo cappottino ma un berretto di lana. Sono scappato, si ora sono un randagio che lotta per un pezzo di pane, è dura, durissima tra auto che ti investono e calci nel culo, ma sono libero!!
Ricordo ancora con terrore il berretto e la sua stridula voce che diceva: ma quanto è carino fuffy, gli manca solo la parola….detto giusto cretina se avessi avuto la voce ti avrei insultata per giorni interi e ringrazia che non ho mai potuto avere le dita o le mani, perché ti avrei fatto vedere volentieri dove ti avrei infilato quel bel cappellino per l’inverno…..
Hasta luego
Nella foto è Ettore, o Ettorino nei momenti di slancio, il mio pastore tedesco, senza cappottino
un berretto per l'inverno
27 marzo 2008 ore 23:27
Il mio nome è Fuffy, e gia questo mi ha fatto molto incazzare.
Già appena nato sognavo una famiglia con tanti bambini con cui giocare, un bel giardino dove correre nell’erba, lasciare i miei rifiuti organici e perché no scavare tunnel metropolitano dove sotterrare gli ossi che avrei racimolato.
Invece mi sono ritrovato in un attico abitato da due rincoglioniti, rincoglioniti a tal punto che io ero il loro figlio, infatti mi si rivolgevano dicendomi: bello di mamma, bello di papà-.
Se per caso lui usciva che ne so a buttare la spazzatura, lei mi chiamava anche se dormivo dicendomi: dove è andato papà? Fuffy tesorino, lo sai dove stà papà?
Quanto avrei voluto rispondergli: ma che cazzo me ne frega a me!!
E tra l’altro pensavo: ma guarda sto stronzo, poteva almeno portarmi fuori, invece di farmi pisciare sul terrazzo e per altro su una copia di giornale…
Ma le parti si invertivano, se lei andava al telefono nel soggiorno o al bagno, lui subito con una nenia mortale e spaccamaroni mi tampinava: Fuffyno dove sta la mamma? Come mai la mamma non c’è più? Che si sia nascosta? Dai fuffy andiamola a cercare…
Solita risposta data con un occhio chiuso e l’altro pure: ma che cazzo me ne frega a me, e poi brutto deficiente non sono vostro figlio, sono un cane io, cazzo!!
Quanto li odiavo, specialmente quando stavo in quella ridicola cestina di vimini tutta foderata di raso rosa, e lui o lei a turno indistintamente, prendevano la palla e la lanciavano lungo il corridoio o fuori sul terrazzo dicendomi di andarla a recuperare. :Ma brutto rincoglionito non vedi che sto dormendo?se ti fosse cascata e mi avessi detto fuffy per favore mi raccogli la palla, sarei stato molto disponibile a farlo, ma idiota ti ho visto che l’hai lanciata di proposito…come la mettiamo se stanotte mentre dormi ti sveglio e ti lancio la palla?
Ma dovevo sempre andare a prenderla, era una tortura, dovevo stare sempre veglio e sveglio altrimenti quell’arpia avrebbe detto a suo marito che fuffy non stava bene, che fuffy era svogliato, che fuffy era debilitano, che dici amore se lo portiamo dal veterinario?
E lì via decine e decine di punture di ricostituenti e vitamine, che gran voglia di strappargli le sue di palle e di giocarci. Mi sforzavo con gli occhi pietosi di fargli capire che non ero malato se non correvo dietro ad una palla, era solo che non ero un deficiente.
L’inverno. Quanto odiavo l’inverno. La mia padrona mi cuciva dei cappottini di lana inguardabili, quando scendevamo per strada mi vergognavo come un ladro, gli altri cani mi prendevano per il culo, i padroni degli altri senza cappotto mi guardavano e io pensavo: cazzo guardi è sta rincoglionita che mi mette addosso ‘ste cose….
Dai fuffy indossiamo il cappottino nuovo per uscire che altrimenti ti viene la tosse. O era scema o era cieca: li vedi questi cosi che ho addosso, e che lascio per casa? Si chiamano peli, pelliccia e servono a difendermi dal freddo. Fortunatamente ogni tanto incontravo qualche sfigatello come me e insieme ci consolavamo.se disgraziatamente in televisione c’era un cane che abbaiava, loro mettevano il volume a palla dicendomi: senti fuffy? Senti che c’è un cagnaccio che abbaia? Cosa vuole da te questo cane? Chi è quello? Sempre con quella voce da vecchia cornacchia che non sapevo se mi dava più fastidio la voce o il volume della tele. Che voglia di rispondergli che era la tv.. tutta fatica sprecata. Ho resistito, ingoiato bocconi amari, fino al giorno che ho capito che quello che stava lavorando ai ferri non era l’ennesimo cappottino ma un berretto di lana. Sono scappato, si ora sono un randagio che lotta per un pezzo di pane, è dura, durissima tra auto che ti investono e calci nel culo, ma sono libero!!
Ricordo ancora con terrore il berretto e la sua stridula voce che diceva: ma quanto è carino fuffy, gli manca solo la parola….detto giusto cretina se avessi avuto la voce ti avrei insultata per giorni interi e ringrazia che non ho mai potuto avere le dita o le mani, perché ti avrei fatto vedere volentieri dove ti avrei infilato quel bel cappellino per l’inverno…..
Hasta luego
Nella foto è Ettore, o Ettorino nei momenti di slancio, il mio pastore tedesco, senza cappottino
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Il mio nome è Fuffy, e gia questo mi ha fatto molto incazzare.
Già appena nato sognavo una famiglia con tanti bambini con cui giocare, un bel giardino dove correre nell’erba, lasciare i miei rifiuti organici e perché no scavare tunnel metropolitano dove sotterrare gli ossi che avrei racimolato....

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27/03/2008 23:27:59
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sytry82 27 marzo 2008 ore 23:39
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ZioJack45 27 marzo 2008 ore 23:50 -
liquirizya 28 marzo 2008 ore 00:03
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movidah 28 marzo 2008 ore 00:27
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mita1 28 marzo 2008 ore 01:12
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agroedolce 28 marzo 2008 ore 11:47
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EMY13 28 marzo 2008 ore 19:23
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EMY13 29 marzo 2008 ore 09:47
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itta 29 marzo 2008 ore 16:10
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sole.56 29 marzo 2008 ore 17:32
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topa65 29 marzo 2008 ore 21:53
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vogliadiallegria 30 marzo 2008 ore 11:55
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