Breve Riflessione...

08 agosto 2021 ore 23:27 segnala
Anche oggi se n'è andato portando con sé le riflessioni del giorno, le azioni fatte e quelle non fatte..
Basta così poco per sentirsi utili alla società... elargire un sorriso a chi soffre, a chi è solo, a chi quel sorriso riscalda il cuore e accende la speranza di un domani migliore...

Basta poco!

Il buio della stanza ti accoglie materno e le coltri si avviluppano al corpo riscaldandoti come solo una "amica" può fare.

Ti ritrovi così in quello stato quasi ipnotico in un "clima" irreale, ma che ti fa star bene. Immagini quel che avresti potuto e voluto fare, immagini la gioia di chi era con te... e prendendolo per mano lo accompagni in quel meraviglioso paradisiaco mondo fantastico dove tutto è gioia, allegria... Amore.

Ridi, giochi, corri, ti nascondi per essere ritrovato dalla tua amica che non è più immaginaria ma reale, con te, che ride e scherza sulle tue battute, sulle tue e sue risate ricambiando la serenità del momento con quel dono splendido che è la Fiducia... se manca quella non si può parlare di Amicizia.

Poi tutto ritorna alla normalità e ti ritrovi solo fra quelle lenzuola che ti hanno avvolto mentre vagavi in quel mondo fantastico... mentre ridevi con chi aveva bisogno di una tua mano, di un tuo sorriso.

Ma sei sicuro che non fossi tu quello che urgeva di quella distrazione per tornare bambino e correre sui prati della fantasia come facevi quando non pensavi alle conseguenze, quando agivi nella tua esuberanza, libero... libero come il vento, libero anche di sbagliare... perché anche quella è vita?!

Allora sorridi, ti giri da un lato e provi a dormire lasciando al domani quel che potrà accadere senza progettare, senza concordare azioni e pensieri ma lasciandoti guidare dal cuore, lasciando al domani stesso quel domani che potrebbe essere come oggi, o forse... più di ieri...
Notte Luca.

Il sentimento dell'attesa..

07 agosto 2021 ore 14:15 segnala
Il sentimento dell’attesa è una emozione prolungata ed intensa che sta sempre più scomparendo.
L’attesa è strettamente legata al tempo oggettivo, cronologico. La velocità e la facilità dei mezzi di comunicazione, aerei, cellulari, video telefoni, e-mail. hanno fatto diminuire la percezione spazio-temporale e questo continuerà a verificarsi sempre più. Con le nuove tecnologie tutto è oggettivamente più comodo. Il mondo materiale si è arricchito anche economicamente con la velocità. È diventato molto più facile fare affari, incontrarsi, vedersi anche a distanza, parlare. Ma il nostro mondo emozionale si è ugualmente arricchito come quello materiale?
La comunicazione tra gli uomini ne ha acquistato anche in qualità?
La velocità e di conseguenza la mancanza d'attesa non ci stanno togliendo qualcosa in cambio, non stanno impoverendo l’animo umano?
Soffermiamoci a considerare una storia di amore, magari la storia di un amore lontano o semplicemente di un affetto lontano, un’ amicizia.
Prima si comunicava prevalentemente per lettera.
Non ci rendiamo conto quanto tutto ciò sviluppasse, dilatasse lo spazio affettivo dentro di noi, ci arricchisse.
Dedicavo molto più tempo, senza rendermene conto, ai sentimenti.
L'attesa era godibile quanto l’oggetto d’amore stesso, contribuendo a creare quel rituale dell'evento che faceva emozionare.

Uscivo, andavo alla ricerca di una cartoleria per acquistare foglietto e busta. Mi soffermavo nella scelta del colore e dei disegni più piacevoli che mi suggerivano il mio buon gusto, immedesimandomi nelle reazioni di chi avrebbe ricevuto la lettera. Tornata a casa cercavo un momento di calma da dedicare alla stesura del testo. Dopo aver radunato i pensieri scrivevo lentamente, pensando e ripensando, scegliendo le parole più adatte a rappresentare meglio i miei sentimenti. Questa ricerca era anche un modo per ricordare le emozioni, le sensazioni ed i momenti vissuti insieme alla persona cara. Era un coccolarsi l’anima nel ricordo.
Incollavo poi la busta, consapevole di lasciare su quel foglio una traccia di me stesso.
Uscivo nuovamente. Acquistavo un francobollo. Lo attaccavo. Infilavo l'involucro nella buca delle lettere più vicina. L’atto di spingere la busta nella buca era magico. Prima di lasciar scivolare dalle dita quella carta attendevo qualche istante. Sembrava che parte di me, delle mie emozioni, scivolassero in quella fessura scura, per essere estratte
di lì a breve e trasportate, rivedendo la luce, nell’ altra parte del mondo dove risiedeva la persona cara.
In un certo senso il mio Io viaggiava con quella lettera. Già tutto questo prendeva tempo ed era attesa! Mi chiedevo poi quale effetto avrebbero prodotto le mie parole affidate a quel foglio.
Avrebbero raggiunto il cuore, toccato nel modo giusto il sentimento della persona amata?
E questa mi avrebbe risposto presto? Così il cuore trepidava mentre attendeva una risposta.

Poetiche parole sull’attesa seppe far dire Antoine de Saint-Exupéry. alla volpe nel “Piccolo Principe”
“È meglio che tu prenda l’abitudine di venire sempre alla stessa ora. Se tu vieni per esempio alle quattro del pomeriggio fin dalle tre io comincerò ad essere felice. Più il tempo passerà, più io mi sentirò felice. Alle quattro, io mi agiterò già e mi preoccuperò; scoprirò così il prezzo della felicità.”

Nessuno oggi sa più attendere né vuole più attendere. L’attesa è considerata perdita di tempo e di denaro.
Ci annoia o addirittura infastidisce. Nessuno, però, è più profondamente felice. Se si considera che anche il desiderio è causato dall'attesa, rischiamo di avere un mondo senza desideri.
Ps. questo post nasce da una conversazione con mia madre, spero vi piaccia.
Luca.

Del dolore perfetto...

07 agosto 2021 ore 12:18 segnala
Mi sono chiesto molte volte che cosa ho imparato nella vita. O meglio, cosa ho imparato della vita. Mi soffermo spesso a valutare in ogni minimo dettaglio quelle che sono state le mie esperienze.
Si parla di esperienze solo nel momento in cui queste si risolvono: qualsiasi esito abbiano.

Io vivo di pancia. Non conosco razionalità. E come tale non ho mai fatto tesoro delle mie esperienze passate.
Attingere consigli da vita già vissuta sarebbe come soffocare anima e istinto. Sarebbe come alienare le emozioni.

Ogni esperienza è a sè.
Ogni esperienza ha un suo percorso, con un inizio e una fine.
Ognuna lascia emozioni.

Potrebbe esistere similitudine tra loro, negli eventi nel percorso o nell'esito.
Ma non potrebbero mai trovarsi simili nelle emozioni che ci lasciano. È di queste che si deve fare tesoro.


Ho dolore dentro. Un mio antico "mai più" non potevo ascoltarlo. Il mio cuore non possiede udito per la ragione.
Ho dolore già vissuto.

Ci sono esperienze che devastano.
Ma solo quando il mio diventerà un " dolore perfetto". solo allora forse mi insegneranno qualcosa.
Buona lettura, buon mare... Luca.
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Mi sono chiesto molte volte che cosa ho imparato nella vita. O meglio, cosa ho imparato della vita. Mi soffermo spesso a valutare in ogni minimo dettaglio quelle che sono state le mie esperienze. Si parla di esperienze solo nel momento in cui queste si risolvono: qualsiasi esito abbiano. Io vivo...
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Un terribile mostro..

04 agosto 2021 ore 12:26 segnala
Un mostro, per molti aspetti, ancora troppo sconosciuto, ti attacca dal di dentro, quando meno te lo aspetti.
Comincia ad agire in silenzio e tu non te ne accorgi, non sai nemmeno che è in te. Risucchia le tue energie, il tuo sangue, le tue cellule, la tua linfa vitale.
Tu vivi la tua vita, ignaro di tutto.
Un giorno, inaspettato, avverti un malessere banale. Non gli dai importanza e vai avanti nella tua quotidianità, ma il mostro subdolamente è lì che agisce.
Quel malessere, non ben definito, diventa dolore, ti dà fastidio, inizia a rendere difficile il tuo vivere. Cominci a voler capire di cosa si tratta e, senza rendertene conto, la tua vita cambia, diventa una corsa contro il tempo.
Scopri che hai una battaglia da combattere. Tu che non sopportavi le lotte di nessun tipo, affili le armi e inizi a combattere, senza tregua.
Nessuno è in grado di stabilire fino a che punto il mostro è aggressivo, ma tu comprendi che o ti arrendi subito o provi a combattere. Non ci sono altre possibilità e nessuno può combattere al tuo posto.
Allora scopri in te una forza che non conoscevi e con grande coraggio e determinazione cominci a sferrare i tuoi attacchi a quell’orribile mostro. Hai paura ma nascondi, agli occhi di tutti, il tuo terrore nei tuoi silenzi.
Lui, sentendosi aggredito, inizia a ritirarsi fino a smettere di combattere e ti concede una tregua. Si addormenta e tu, stremato per l’ardua battaglia, provi a fidarti e ti metti a riposo. Ma il mostro è sempre lì, è subdolo e proprio quando cominci a credere di averlo
sconfitto lui ti sferra un altro attacco, a sorpresa.
Tu opponi ancora resistenza, non ti vuoi arrendere, ma l’attacco questa volta è mortale e anche se non lo vorresti, finisci col cedere.
Stremato esali l’ultimo respiro mentre il mostro, soddisfatto, canta vittoria.
Ancora una volta ha vinto lui, con le sue sporche strategie.


N. B. Il “mostro” di cui parlo è il cancro. L’ho visto in azione, da vicino, tre volte e per tre volte mi sono sentito impotente. Ho dovuto prendere atto del limite umano.
Con questo racconto non voglio scoraggiare chi si trovasse in situazioni analoghe, perché conosco tante persone che sono riuscite a sconfiggere il “mostro”.
Purtroppo non è stato così per tre membri della mia famiglia ma io voglio ancora credere in questa possibilità. Ho capito che c’è ancora tanto da fare e per questo intendo sostenere, per quello che posso, la ricerca contro il cancro.
Vi saluto.. buon mare.. Luca.
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Un mostro, per molti aspetti, ancora troppo sconosciuto, ti attacca dal di dentro, quando meno te lo aspetti. Comincia ad agire in silenzio e tu non te ne accorgi, non sai nemmeno che è in te. Risucchia le tue energie, il tuo sangue, le tue cellule, la tua linfa vitale. Tu vivi la tua vita, ignaro...
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Rumore su rumore...

01 agosto 2021 ore 22:51 segnala
Esistono istanti che ti cambiano la vita. Emozioni uniche. Irreperibili. Inclonabili...
Esistono scelte, gesti, parole che possono "servire" più di mille altre scelte, di mille altri gesti, di mille altre parole.
Alcune ti sembreranno favolose; altre invece saranno talmente brutte da farti sembrare che il mondo ti sia crollato addosso!
La nostra vita è come un puzzle. E i tasselli sono le emozioni che ciascuna persona che incontriamo sul nostro cammino ci lascia... ci imprime... anche solo involontariamente.
È un processo difficilmente completabile quello di finire il "disegno" ma solo perché noi NON VOGLIAMO finirlo... Perché abbiamo paura...!
Abbiamo paura che il tassello in mano nostra non sia mai quello giusto. E allora, pur di non sbagliare, lo rimettiamo nella scatola senza nemmeno provarlo.
Abbiamo paura che il disegno che ne verrà fuori una volta uniti i "pezzettini" non sia quello che ci si aspettava... abbiamo paura di rimanerne delusi... fregati...
E così anche tutti gli altri tasselli vengono rimessi nella scatola... Uno ad uno... Emozione dopo emozione.
Ma non è così che funziona.
Non si possono gettare via simili ricchezze.
Non possiamo non accorgerci di quello che ci circonda e rimanere così impassibili agli stimoli esterni.
Dove vanno a finire certi istanti? Certe scelte? Certi gesti? Certe parole??
Già...
Certe parole...
Parole dette non per fare soltanto Rumore... ma semplicemente per NON fare Silenzio...!
Il Silenzio mangia tutto. Pretende tutto... Distrugge e fa dimenticare!!
E allora ancora Istanti...
Ancora Scelte...
Altri Gesti e altre Parole.
Emozioni su Emozioni...
Tasselli su Tasselli.
Puzzle su Puzzle...
Rumore su Rumore...
Buona lettura... Luca.
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Esistono istanti che ti cambiano la vita. Emozioni uniche. Irreperibili. Inclonabili... Esistono scelte, gesti, parole che possono "servire" più di mille altre scelte, di mille altri gesti, di mille altre parole. Alcune ti sembreranno favolose; altre invece saranno talmente brutte da farti sembrare...
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Per tutte le donne...

28 luglio 2021 ore 18:19 segnala
A te che sei luce,
tenera immagine d'amore
che splende nei miei occhi,
seno e grembo,
intimità nascosta di sangue
che mi rinnova.
A te che sei conforto,
madre di quiete e di umore
materia nella mia materia,
nata per amarti.
A te che soffri per il mio amore,
a te che mi fai soffrire per il mio amore,
a te che mi offri il seno da baciare
e i frammenti del tuo sesso da cogliere,
penetrando i frammenti del mio amore.
A te che mi ricolmi di tenerezza
e di mare,
madre e figlia e sposa
di me senza ricordo.
A te che mi accarezzi la nuca
e il petto e le spalle,
a te che mi ami
senza chiedermi chi sono!.
Buon pomeriggio, Luca.
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A te che sei luce, tenera immagine d'amore che splende nei miei occhi, seno e grembo, intimità nascosta di sangue che mi rinnova. A te che sei conforto, madre di quiete e di umore materia nella mia materia, nata per amarti. A te che soffri per il mio amore, a te che mi fai soffrire per il mio...
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La non considerazione dopo la fine di un amore...

27 luglio 2021 ore 21:23 segnala
Quando la porta del cuore si chiude e nessuno può vedere all'interno è un vero tormento. Quando un amore finisce è consigliata la non considerazione. Evitare anche gli sguardi e le parole di chi si ha amato è la soluzione più giusta. Evitare dolori e tormenti inutili è la soluzione di chi non vuol appiattirsi chiedendosi sempre il perché della fine di una storia. Chi ha pianto per amore, chi è stato pugnalato al cuore, abbandonato e scaraventato nell'oblio del dolore solo così può dimenticare e continuare a respirare. Chi subisce è sempre il più debole. Non rivolgere la parola, non poggiare lo sguardo nemmeno per un istante su chi ha detto :''dimenticami, non ti amo più'', non è un atteggiamento di vendetta, e perchè mai dovrebbe esserlo!
La non considerazione fa più male a chi ha amato ed ama, e mai all'altra persona che si è liberata di un peso.
Colei che resta male davanti tale comportamento non accetta tutto questo solo perchè non è più al centro dell'attenzione.
Non è guerra ma solo auto difesa. Se non ci sono innocenti anime poi è ancora più accettabile il tutto. Solo in quel caso si può e si deve mantenere il dialogo. Solo per i figli si deve provare a parlare, ma senza loro non esiste nessun tipo di rapporto.
Anche se non moderno, questo è il mio unico e solo pensiero che mi protegge dal dolore e dal falso ipocrita sorriso di una finta amicizia.
Dopo una storia anche l'amicizia non ha vita. Anche il ciao ha un suo peso. Anche lo sguardo rimembra un pianto. Se è finita stop.
Questa è la vita. La vita che io amo e che adesso inseguo per ritornare a respirare. La vita che mi è stata sottratta adesso cerco di riconquistarla. La falsità non vincerà sui miei ideali. La falsità viene sconfitta solo dall'indifferenza.

Buona lettura Luca.
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Quando la porta del cuore si chiude e nessuno può vedere all'interno è un vero tormento. Quando un amore finisce è consigliata la non considerazione. Evitare anche gli sguardi e le parole di chi si ha amato è la soluzione più giusta. Evitare dolori e tormenti inutili è la soluzione di chi non vuol...
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Del grigio indelebile..

26 luglio 2021 ore 18:35 segnala
Incertezze. Dubbi.
Mediocrità. Ovvietà.

Associo il colore grigio a situazioni sterili. Di quelle che ti mettono nella condizione di " soggiornare " in una sorta di limbo. E può succedere a volte che tenti di cambiare colore, ma ti accorgi che nella tua tavolozza non c'è altro che il grigio. O più semplicemente ti rendi conto che non sei capace di usare gli altri colori. E finisci con l'adagiarti in quella situazione. Perchè è più semplice.

Il grigio è il colore dell'assenza di emozioni.
È il colore della paura delle emozioni.
Le emozioni sono l'essenza della vita. Sono i suoi colori.
Sopravvivo nel grigiore alla continua ricerca di quei colori.
Sopravvivo con addosso la paura di rimanerne devastato.

Il grigio è il colore dell'incertezza.
È il colore della paura di sciogliere i dubbi
Scegliere una strada da percorrere non è semplice, se non hai l'istinto ad aiutarti. Così rimango fermo di fronte quel bivio perchè prevale la paura che quella non sia la strada giusta.

Il grigio è il colore della mediocrità.
È il colore della paura di migliorare.
Conosco e riconosco i miei limiti. Conosco e (mi) riconoscono le mie potenzialità.
Ho ben presente il mio prossimo traguardo ma so che per raggiungerlo devo mettere in gioco tanto. E rimango a crogiolare nella mia mediocrità valutando se il prezzo da pagare sarà troppo alto.

Sento addosso il grigio indelebile. Eppure non è il mio colore.
I mie colori sono tutti gli altri.

So benissimo cosa occorre per evitare di sopravvivere. So cosa occorre fare. Di certo, però, pacche sulle spalle e luoghi comuni non sono lo stimolo giusto.
Ho solo voglia di crogiolarmi ancora un po', di adagiarmi.
Soltanto perchè, credetemi, così... è più semplice.
Un saluto. Luca.

L amore non corrisposto ti uccide..

26 luglio 2021 ore 18:11 segnala
Non e facile sentir parlare la persona che ami, di qualcun altro... è una cosa che ti uccide dentro, che ti logora, come se fosse l acido più potente mai esistito, è come morire di una morte lenta, e dolorosa perché in realtà e proprio quello che fai, in parte muori, ma non nel vero senso della parola, muori dentro, e quella è la morte peggiore mai esistita perché tutto il tuo organismo è vivo ma tu no, e sai benissimo che l unico modo che hai per farti risentire viva e rivivere quella sensazione dei suoi occhi puntati su di te, quello è l unico modo che hai, per ritornare a vivere...
Buon pomeriggio..

Le parole che non riesco a dirti..

26 luglio 2021 ore 17:38 segnala
So che il titolo assomiglia a quello delle commediole d'amore riciclate coi soliti personaggi triti e ritriti, ma purtroppo devo cadere nel banale. Strano come il banale rispecchi tremendamente la realtà, delle volte. La realtà è banale, e il nostro volerla immaginare diversa è comunque banale. Tuttavia. Le parole che non riesco a dirti sono quelle che mi tengo dentro, sono quelle parole che spero tu riesca a cogliere perchè tu potresti -o forse puoi- leggere nella mia mente. Come se fosse un libro da sfogliare. Le parole in questione sono due, e sono tremendamente banali. E non riesco a pronunciarle neanche qui.
Dovrò pur fartelo sapere un giorno.
Quello che penso. :cuore