YURI GAGARIN - 50 anni fa il primo uomo nello spazio.

12 aprile 2011 ore 17:08 segnala
Oggi è un giorno importante, anche se molti non lo sanno o non lo ricordano, perché 50 anni fa venne lanciato il primo uomo nello spazio. E’ passato un bel po’ di tempo da quella mattina del 12 aprile 1961 in cui l’agenzia sovietica Tass diede l’annuncio del volo di Yuri Gagarin, il primo cosmonauta della storia. Sono molto belle le parole di una poesia di Evgenji Aleksandrovic Evtuschenko della quale scrivo qui la traduzione in italiano, così come sono altrettanto intense le parole e la melodia di una canzone composta dal nostro Claudio Baglioni in ricordo di questo straordinario, ma sfortunato, personaggio, morto prematuramente in un banale incidente aereo.

Io sono Gagarin.
Per primo ho volato,
e voi volaste dopo di me.
Sono stato donato
per sempre al cielo, dalla terra,
come il figlio dell’umanità.
In quell’ aprile
i volti delle stelle, che gelavano senza carezze,
coperte di muschio e di ruggine,
si riscaldarono
per le lentiggini rossigne di Smolensk
salite al cielo.
Ma le lentiggini sono tramontate.
Quanto mi è terribile
non restare che un bronzo, che un’ombra,
non poter carezzare né l’erba, né un bambino,
né far scricchiolare il cancelletto d’un giardino.
Da sotto la nera cicatrice del timbro postale
vi sorrido io
con il sorriso ch’è volato via.
Ma osservate bene cartoline e francobolli
e capirete subito:
per l’eternità
io sono in volo.
Mi applaudivano le mani dell’intera umanità.
La gloria tentava di sedurmi,
ma no, non c’è riuscita.
Sulla terra mi sono schiantato,
quella che per primo ho visto tanto piccola,
e la terra non me l’ha perdonato.
Ma io perdono la terra,
sono figlio suo, in spirito e carne,
e per i secoli prometto
di continuare il mio volo.
Io sono Gagarin, figlio della Terra,
figlio dell’umanità:
sono russo, greco e bulgaro,
australiano e finlandese.
Vi incarno tutti
col mio slancio verso i cieli.
Il mio nome è casuale,
ma io non sono stato per caso.
Le mie ali temerarie
ardendo come un rogo, hanno protetto,
voi che foste allora ragazzi,
Aldrin, Collins, Armstrong.
E, sicuro della speranza
che gli uomini sono un’unica famiglia,
dell’equipaggio di Apollo
invisibile io ero.
Mangiammo dai tubetti,
avremmo brindato in viaggio
come sull’Elba,
ci abbracciammo sulla Galassia.
Il lavoro procedeva senza scherzi.
Era in gioco la vita
e con lo stivale di Armstrong
io scesi sulla Luna.

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Oggi è un giorno importante, anche se molti non lo sanno o non lo ricordano, perché 50 anni fa venne lanciato il primo uomo nello spazio. E’ passato un bel po’ di tempo da quella mattina del 12...
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12/04/2011 17:08:05
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Commenti

  1. serenella21 13 aprile 2011 ore 12:58
    ke bella poesia
    allora grazie a te gagarin :spot
    buona giornata :staff
  2. karine27 16 aprile 2011 ore 05:12


    Sogni d'oro Mimmo, questa sera non mi va di commentare nessun blog..vado a guardare tv..non mi sento bene..e lo sai perche', spesso quando litigo con le persone che voglio bene, dopo mi sento triste tutto il tempo. ciao sereno sabato per te :ciao

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