Gli acini di quest’uva sono più grandi di un uovo

11 febbraio 2021 ore 09:52 segnala



I frutti particolari sono da sempre particolarmente apprezzati in Giappone, dove i negozi specializzati vendono varietà insolite di mele, pesche, meloni o uva a prezzi da capogiro. Questa “passione” si è diffusa in tutta l’Asia e recentemente il proprietario di una bancarella di un mercato vietnamita ha condiviso alcune foto di una nuova varietà di uva importata dal Giappone, i cui acini sembrano più grandi di un uovo di gallina. I giornali spiegano che si trattava di una nuova varietà giapponese venduta a ben 7 milioni di dong (oltre 250 euro) per grappolo.

Khuc Ngoc Anh, proprietaria di un fruttivendolo di fascia alta a Xuan La, Hanoi, ha pubblicato le foto dell’uva vip quando sono arrivate dal Giappone. Stava cercando di sottolineare la particolarità di questa uva, e per questo ha usato un vero uovo di gallina per mostrare quanto fosse grande l’uva. La donna ha spiegato che le uve sono una nuovissima varietà di uva pione bianca che viene dalla provincia giapponese di Nagano.

La promozione ha funzionato, e in pochi minuti sono stati venduti tutti i 50 grappoli che aveva. Adesso sta cercando di farsi arrivare altri di questi frutti insoliti, cosa non facile data la rarità della varietà
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« immagine » I frutti particolari sono da sempre particolarmente apprezzati in Giappone, dove i negozi specializzati vendono varietà insolite di mele, pesche, meloni o uva a prezzi da capogiro. Questa “passione” si è diffusa in tutta l’Asia e recentemente il proprietario di una bancarella di un m...
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MESSAGGIO D'AMORE E DI CAMBIAMENTO

07 aprile 2020 ore 15:38 segnala




sarà il periodo ma leggendo queste parole non nascondo che mi è scesa qualche lacrima.la commozione è umana ma sapere che la natura gioisce quando l'uomo è chiuso in gabbia fa davvero pensare.siamo arrivati davvero a questo?
eppure ce ne rendiamo conto solo ora di quanto male abbiamo fatto a tutto quello che è il nostro pianeta , il fuoco, l'aria l'acqua e la terra,i quattro elementi principale e fondamentali della vita terrena sono stati bombardati letteralmente dall'essere umano.ora che tutti siamo in casa la terra torna a vivere a fiorire e a produrre .il mare è tornato ad avere le sue acque limpide e pulite,l'aria è più respirabile alleggerita dell'inquinamento atmosferico.insomma tutto è più pulito.tutto questo deve indurci a riflettere e a far in modo che quando torniamo liberi dobbiamo pensare di più a rispettare tutto quello che è vita e sostentamento per l'intera umanità.
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come leoni in gabbia

11 marzo 2020 ore 18:10 segnala


siamo tanti leoni in gabbia in attesa di essere rimessi in libertà.privi dell' affetto che vorremmo esternare come abbracci e baci,si deve stare lontani l'un l'altro per l'incolumità di chi vogliamo bene e per se stessi. è un periodo di totale emergenza,momenti che ci fanno pensare.cosa stà accadendo nel mondo?da tutto questo dobbiamo trarre qualcosa di importante.cosa?amare di più.su questo pianeta siamo solo di passaggio,la cattiveria non ci porta da nessuna parte.ci vuole un attimo per ammalarsi,ci vuole poco per morire.speriamo che passi presto e che questo periodo ci sappia insegnare che non tutto ci è dovuto,ma che bisogna lottare per poi sentirsi gratificati per avercela fatta.
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« immagine » siamo tanti leoni in gabbia in attesa di essere rimessi in libertà.privi dell' affetto che vorremmo esternare come abbracci e baci,si deve stare lontani l'un l'altro per l'incolumità di chi vogliamo bene e per se stessi. è un periodo di totale emergenza,momenti che ci fanno pensare.c...
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GLI ALBERI CHE CAMMINANO

03 marzo 2020 ore 18:30 segnala
In Ecuador gli alberi che “camminano” e si spostano di 20 metri all’anno





Sempre più spesso vengono scoperti dei fenomeni straordinari che interessano gli alberi. In particolare in Ecuador è diffusa una varietà di alberi che ‘camminano’, o meglio, che grazie alle loro caratteristiche riescono a spostarsi di circa 20 metri all’anno. Come è possibile?

Le piante della specie Socratea exorrhiza sono soprannominate ‘alberi mobili’. Il loro complicato sistema di radici permette a questi alberi di muoversi in modo costante alla ricerca del sole, man mano che le diverse stagioni si susseguono.

Sono in grado di muoversi di circa 2 o 3 centimetri al giorno. Le guide che accompagnano i turisti nelle foreste ecuadoriane raccontano da anni le loro straordinarie capacità di spostamento.

La versione più comune della storia riguarda proprio il fatto che le piante si muovano lentamente giorno dopo giorno per inseguire il sole. La conformazione delle radici ci dà l’illusione che questi alberi possano avere delle gambe.

Non tutti però sono convinti delle reali capacità di movimento di questi alberi, dato che per la scienza parte del fenomeno resterebbe ancora un mistero, uno dei numerosi segreti della natura che sarebbe davvero affascinante approfondire.

Quella degli alberi che camminano potrebbe rappresentare semplicemente una leggenda, eppure in Ecuador il fenomeno viene descritto come reale tanto da attirare l’attenzione di studiosi internazionali.

Peter Vrsansky, paleontologo dell’Earth Science Institute della Slovak Academy of Sciences di Bratislava, sostiene che questi alberi sono davvero in grado di muoversi grazie agli spostamenti delle loro radici.

Cosa ne pensate? Siete mai stati in Ecuador ad ammirare gli alberi che camminano?
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In Ecuador gli alberi che “camminano” e si spostano di 20 metri all’anno « immagine » Sempre più spesso vengono scoperti dei fenomeni straordinari che interessano gli alberi. In particolare in Ecuador è diffusa una varietà di alberi che ‘camminano’, o meglio, che grazie alle loro caratteristiche...
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I NEMICI GIURATI DEL CORONAVIRUS

28 febbraio 2020 ore 17:33 segnala




I nemici giurati del Coronavirus: Vitamina C, Zinco e Liquirizia
I tre componenti potrebbero avere successo quanto meno come coadiuvanti terapeutici contro il pericoloso virus dagli occhi a mandorla.



I tre componenti potrebbero avere successo quanto meno come coadiuvanti terapeutici contro il pericoloso virus dagli occhi a mandorla



I timori verso questo “coronavirus cinese” (nCoV-2019), ci sembrano veramente eccessivi se consideriamo la percentuale di decessi rispetto ai contagi (poco più di 1000 su circa 43000 secondo l’ISPI) in Cina. I suoi sintomi includono: naso che cola, tosse, malattia del tratto respiratorio superiore da lieve a moderata, gola infiammata. Insomma metà della popolazione diventa “sospetta”. Un virus appartenente allo stesso genere aveva causato anche la SARS (aviaria), con cui ci spaventarono nel 2003 definendola flagello dell’umanità, ma dimenticata dopo qualche mese.

Un rimedio antivirale naturale generale, di grande efficacia è la vitamina C, che per la sua azione di potente antiossidante permette al corpo di mantenere un’ottima efficienza, in particolare per combattere i virus, mentre lo stress (come la paura), crea infiammazioni, che inibiscono questa efficienza. È fondamentale associarvi lo zinco, particolarmente capace di impedire le infezioni respiratorie o perlomeno il raffreddore, oltre che accelerarne grandemente la guarigione. Lo zinco è inoltre importante dopo i cinquant’anni per la sua azione sull’ipofisi, “regista” di tutto il mondo ormonale, che ci dà efficienza ed energia, ed è quindi l’integratore fondamentale per restare in forma.

Quando sulle confezioni di integratori si trova scritto vitamina C, si intende sintetica, e come tale con un potenziale di assorbimento da parte dell’intestino molto basso, che può essere in parte migliorato dalla contemporanea assunzione di frutta, soprattutto di agrumi. L’assorbimento ottimale è invece della vitamina C naturale, che si trova, come detto, negli agrumi, ma soprattutto nell’estratto di acerola, una sorta di ciliegia tropicale di cui si può trovare il concentrato in pastiglie in erboristeria.

Contro il virus “cinese”, possiamo citare diversi studi abbastanza recenti (tra cui uno italiano), che attribuiscono alla glicirrizina della liquirizia, in sostanza al suo succo (come quello che si trova anche nelle caramelle nere), un’azione antivirale a largo spettro e in particolare specifica contro i coronavirus, in quanto ostacola il loro attaccamento alle membrane cellulari, oltre a stimolare la secrezione di interferone tra le cellule stesse.

Uno studio del 2008 del Luton & Dunstable Hospital del Regno Unito, NHS Foundation Trust, aveva già testato estratti di radice di liquirizia contro un numero di virus, tra cui HIV e SARS. Si era scoperto che l’estratto scomponeva l’involucro virale e potenziava l’attività immunitaria. Per i ricercatori dell’Università di Padova, la liquirizia ha mostrato una azione antivirale contro i coronavirus correlati alla SARS, sia aumentando la resistenza delle cellule all’infezione, che potenziando l’attività immunitaria fisiologica. Questo è un esempio di come la natura possa aiutare il corpo senza interferire.
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LA NEVE ROSSA

28 febbraio 2020 ore 14:53 segnala



Artico, la minaccia della "neve rossa": accelera lo scioglimento dei ghiacci
La cosiddetta "watermelon snow" induce un maggiore assorbimento di calore da parte delle formazioni glaciali

Le alghe presenti nella cosiddetta "neve rossa" accelerano lo scioglimento dei ghiacci dell'Artico. Il fenomeno, finora sottovalutato, è stato analizzato in uno studio del GFZ - Helmholtz Centre di Potsdam e pubblicato sulla rivista Nature Communications. La "watermelon snow" ("neve color anguria") contribuiscono a un maggiore assorbimento del calore e, di conseguenza, a una maggiore perdita d'acqua da parte delle formazioni glaciali.

Il fenomeno della "neve rossa" - Quello della "neve rossa" è un fenomeno causato dalla presenza in alta quota e nelle regioni polari di organismi unicellulari, della stessa classe delle alghe verdi. L'insolita colorazione è dovuta ai carotenoidi e al meccanismo di protezione adottato dalle spore dell'alga per respingere raggi ultravioletti del sole.

Il colore rosso assorbe anche il calore, garantendo acqua liquida all'alga quando la neve si scioglie. La presenza di questa pigmentazione influisce sulla capacità di neve e ghiaccio di riflettere la luce del sole (l'effetto è chiamato albedo).

"Rivedere i futuri modelli climatici" - Secondo i ricercatori, che hanno analizzato campioni provenienti da Groenlandia, Islanda e Isole Svalbard, la "watermelon snow" riduce l'albedo di almeno il 13% durante la stagione estiva. Un effetto "importante", sottolineano, "che deve essere preso in considerazione nell'analisi dei futuri modelli climatici".





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« immagine » Artico, la minaccia della "neve rossa": accelera lo scioglimento dei ghiacci La cosiddetta "watermelon snow" induce un maggiore assorbimento di calore da parte delle formazioni glaciali Le alghe presenti nella cosiddetta "neve rossa" accelerano lo scioglimento dei ghiacci dell'Artic...
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LA FORZA DI ESSERE ME.

19 febbraio 2020 ore 19:00 segnala



non penso di essere speciale e non aspiro ad esserlo.mi accontento di sapere chi sono,nel bene e nel male,ricca di difetti e altrettanto piena di pregi.sono un connubio tra il bene e il male,la forza e la fragilità,sono tutto ciò che la gente mi permette di essere,perchè ogni uno avrà ciò che si merita,almeno da me.
non amo ferire le persone ,ma quello che sento e penso devo dire.
non amo fare male a chi voglio bene,perche se davvero ho voluto bene può fare male anche a me...ma preferisco comunque non ignorare e tenermi dentro qualcosa che mi logora,ma proprio in nome di un amicizia che dichiaro e definisco tale parlarne.
e se ci rimetto pazienza,ma almeno ho comunque fatto ciò che sentivo giusto.
sono diretta,spontanea,sincera e leale spesso posso apparire arrogante ma solo perche preferisco dire sempre in faccia quello che penso.e nella mia vita voglio persone come me...preferisco un sincero vaffanculo a un falso ti voglio bene.

questa sono io ,senza se e senza ma.

e voi come siete??? fate la descrizione di voi stessi.
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« immagine » non penso di essere speciale e non aspiro ad esserlo.mi accontento di sapere chi sono,nel bene e nel male,ricca di difetti e altrettanto piena di pregi.sono un connubio tra il bene e il male,la forza e la fragilità,sono tutto ciò che la gente mi permette di essere,perchè ogni uno av...
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LA TAVOLA OUIJA E UN GIOCO INNOCENTE O UN MEZZO DEMONIACO?

10 gennaio 2020 ore 22:43 segnala


La Tavola Ouija è un “mezzo esoterico”, per comunicare con gli spiriti occulti; una porta verso un mondo di morti e demoni, pericoloso anche solo da immaginare.

Se si sbircia un po’ in internet, si trovano tantissime testimonianze di persone che, con molta leggerezza, si sono lasciate trascinare in una seduta spiritica, effettuata con la Tavola Ouija.

Questi ancora pagano, spiritualmente parlando, le conseguenze di quella bravata.
Oltre ad aver avvertito, in quel momento, delle presenze spirituali inquietanti, continuano ad assistere, nelle loro vite, a fenomeni inspiegabili e ad avere incubi notturni (tanto per semplificare). In internet, oltre a queste documentazioni, purtroppo, si trovano anche molti annunci, di Siti e-Commerce diffusi e noti, che vendono, per pochi euro, la Tavola Ouija, senza curarsi di chi potrebbe acquistarla e/o farne uso.

Come è fatta una Tavola Ouija?
La Tavola Ouija consiste in un piano, solitamente di legno o di plastica, su cui sono segnate le lettere dell’alfabeto, i numeri dallo 0 al 9, un “sì”e un “no”, un ingresso e un’uscita, qualche altro simbolo. Ogni Tavola Ouija è fornita di un indicatore, che si sposta, quando, nelle sedute spiritiche, le mani del richiedente (mentre tutti gli altri partecipanti, intanto, sono disposti intorno) poggiano su di esso. Così, tra lettere e numeri, “risponde”, formulando una parola o frase di senso compiuto, dettati dallo spirito evocato, un defunto o un demone.

Detto in poche parole: il richiedente, facente parte del gruppo di persone che si apprestano a fare la seduta spiritica, fa una domanda allo spirito evocato e la Tavola Ouija risponde, attraverso l’indicatore.
Esistono diverse varianti di questo strumento diabolico; tutte hanno lo stesso scopo finale: introdurre gli ingenui, come gli esperti, nel mondo degli spiriti.

Chi ha inventato la Tavola Ouija?
I costruttori della Tavoletta Ouija erano uomini d’affari: Elijah J. Bond (la cui lapide, senza nome, nel cimitero di Baltimora, è identificata con l’incisione della Tavola Ouija) e Charles Kennard, che la brevettarono e la misero in commercio, il 28 Maggio del 1890.
Anni più tardi, nel 1901, un certo William Fuld ne acquisto i diritti e, da allora, si chiamò Tavola Ouija, espressione che pare derivi da “oui” più “ja”, che, in lingua francese e tedesca rispettivamente, vogliono dire semplicemente “si”.

Oggi, e dal 1991, i diritti per la Tavola Ouija sono passati alla Hasbro!
Nessuno conosce il motivo per cui abbia tutto quel potere medianico. Molti pensano che, molto prima del brevetto di Elijah J. Bond e Charles Kennard, fosse, essa, un attrezzo usato nell’antichità, per mettersi in contatto con delle forze ultra-umane.
Nessuno sa neppure l’origine del suo nome, ma molti film, specialmente americani, ne esibiscono l’uso, senza alcuna remora, e lo associano a innocenti giochi adolescenziali!

Tavola Ouija: effetti immediati e duraturi
Gli esoterici stessi la consigliano, per iniziare a mettersi in contatto con il mondo dei morti.
Pare che raccomandino un rituale preciso, prima di usarla, e che la riuscita della seduta sia legata alla esperienza dei partecipanti, nel campo dell’occultismo. Proprio l’inesperienza di chi la utilizza, infatti, può accrescerne pericolosità, in quando il rito va aperto e chiuso; va soprattutto chiuso, in maniera corretta, per non lasciare liberi gli spiriti intervenuti alla “serata” di muoversi per il mondo, a loro piacimento.

La presenza evocata, infatti, sarebbe, in quel caso, autorizzata a prendere possesso dell’ambiente circostante e, se si trattasse di uno spirito demoniaco, potrebbe, addirittura, impossessarsi del malcapitato di turno.
Anche se qualcuno pensa che si tratti di suggestione e che, in realtà, i movimenti sulla Tavola Ouija siano determinati da azioni inconsce, dunque inconsapevoli, le persone restano emotivamente coinvolte, in quel processo di evocazione.
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« immagine » La Tavola Ouija è un “mezzo esoterico”, per comunicare con gli spiriti occulti; una porta verso un mondo di morti e demoni, pericoloso anche solo da immaginare. Se si sbircia un po’ in internet, si trovano tantissime testimonianze di persone che, con molta leggerezza, si sono lascia...
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Gatta partorisce un Lykoi, il “Gatto Lupo”

11 novembre 2019 ore 23:40 segnala
In Sud Africa una gatta mette alla luce sei cuccioli. Tra loro un raro esemplare di “Gatto Lupo”




In Sud Africa, una gatta randagia ha dato alla luce il tipo più raro al mondo di gatto: un gatto lupo.

Eyona, una dei sei cuccioli nati in un parco di Città del Capo, è un Lykoi, o “Gatto Lupo”. Gli altri gatti della cucciolata, invece, sono dei gatti domestici tabby.

Il comunicato riporta che sono stati trovati dai volontari di “Tears Animal Rescue”, i quali capirono subito che Eyona aveva qualcosa di diverso dai suoi fratellini.
“Ha l’aspetto di un lupo, ma il fisico di un gatto”, ha detto Mandy Store, direttrice di Tears Animal Rescue. “Abbiamo pensato che potesse essere un incrocio con uno Sphynx, ma ha tante piccole differenze fisiche da quella razza di gatto. È stupefacente”.

L’hanno portato da un veterinario, il quale che ha confermato che Eyona è il trentacinquesimo esemplare conosciuto di Lykoi. Non è un razza ancora ben definita e conosciuta, dato che i Lykoi sono apparsi solo dal 2010 a seguito di una mutazione genetica.



Ai gatti Lykoi cade frequentemente il pelo, il quale non ha sottopelo, ma con altrettanta regolarità ricresce. Nonostante, poi, il loro aspetto un po’ feroce, sono molto amichevoli e giocherelloni.
“HA L’ASPETTO DI UN LUPO, MA IL FISICO DI UN GATTO”
“È molto simile a un cane”, ha riferito la signora Store. “Il Lykoi è giocoso come un cane. E come il cane, cerca il contatto visivo: lui guarda negli occhi con un senso di grande attaccamento, diversamente dalla maggior parte dei gatti selvatici. È quasi come non sapesse di essere un micio”.

I volontari di Tears Animal Rescue hanno garantito che terranno con loro Eyona e non la cederanno a nessun allevatore.

“L’ultima cosa che vogliamo per lei è che venga sfruttata. Abbiamo la responsabilità di fa sì che possa avere una vita normale, così da poter essere quello che è, una bellissima gattina.”
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In Sud Africa una gatta mette alla luce sei cuccioli. Tra loro un raro esemplare di “Gatto Lupo” « immagine » In Sud Africa, una gatta randagia ha dato alla luce il tipo più raro al mondo di gatto: un gatto lupo. Eyona, una dei sei cuccioli nati in un parco di Città del Capo, è un Lykoi, o...
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crisantemo fiore dei morti? sfatiamo questo mito

01 novembre 2019 ore 22:18 segnala



Chrysanthemum L. (1753), è un genere di piante angiosperme dicotiledoni della famiglia delle Asteraceae. Originario della Cina, le sue tracce si perdono nella notte dei tempi. Si pensa che il crisantemo venisse coltivato cinque secoli prima della nascita di Cristo.

Perche i crisantemi sono i fiori dei morti?
Maestoso, elegante, quasi regale. Il “fiore d’oro” –dall’unione delle due parole greche chrysós (oro) e ánthemon (fiore)– anticamente e tradizionalmente è simbolo di bene, gioia, prosperità, festa e vitalità.

Solo in Italia lo si associa esclusivamente al periodo del 2 novembre in commemorazione dei defunti. Come mai? E perché? Ebbene, la risposta è piuttosto semplice: i crisantemi hanno avuto la “sfortuna” di fiorire in ottobre e novembre, proprio in concomitanza con la festività dei morti. Addirittura sentire nell’aria il semplice profumo di questi fiori, ci riporta con la mente ai cimiteri. Diciamocelo, è un tale peccato!





Crisantemo, fiore dei morti solo in Italia… in tutto il mondo è gioia e vitalità


Lo sapete che in gran parte dell’Asia i crisantemi vengono utilizzati per matrimoni, comunioni e addirittura compleanni? Il crisantemo è inoltre fiore nazionale dell’Impero del Sol Levante tanto che esistono interi giardini dedicati solo al fiore del crisantemo ed in suo onore viene celebrata una festa perfino dall’imperatore. Infatti, l’attuale stendardo dell’Imperatore del Giappone è costituito da un crisantemo dorato di sedici petali. Un’altra curiosità, avete mai sentito il nome giapponese femminile “Kiku”, piuttosto comune sia nel passato sia ai nostri tempi, il quale significa proprio “crisantemo”!

Ma anche rimanendo nei confini dell’Europa… in Europa Centrale e dell’Est il crisantemo è uno dei fiori più regalati e assume il significato delle rose! Non stupitevi se un giorno passeggiando per le romantiche viuzze di Praga vi capiterà di vedere regalare un bel mazzo di crisantemi rossi: state assistendo ad una dichiarazione d’amore!





La leggenda del crisantemo: è il fiore dei morti, ma è nato per donare la vita
Numerose sono le leggende intorno alla nascita del crisantemo, ma tutte riguardano i numerosissimi petali che costituiscono il fiore. La leggenda, che gli attribuisce il significato orientale del rinnovamento, narra di una bambina triste che, vegliando la mamma moribonda, ebbe la fortuna di essere ascoltata, in uno dei suoi momenti difficili, da uno spirito commosso per le sue lacrime. Lo Spirito gli porse un fiore dicendole: quando verrà la Morte per prendere la tua mamma, dalle questo e dille che gli spiriti ti hanno concesso di passare ancora con lei tanti giorni quanti sono i suoi petali. La bambina tagliò i petali in tante striscioline in modo da aumentarne il numero. Inesorabilmente la Morte arrivò e la bimba gli porse gli infiniti petali che aveva ricavato. Stupefatta e pensando ad uno scherzo degli spiriti ai suoi dannati, la Morte decise di non portare con se l’adorata mamma che rimase con lei per tanti anni quanti ne erano i petali del crisantemo.

I Giapponesi ancora oggi ritengono che un singolo petalo di crisantemo messo sul fondo di un bicchiere di vino favorisca una vita lunga e sana.





La coltivazione del crisantemo
I crisantemi sono un tripudio di colori e di bellezza! L’arco dei colori, in tinta unita o screziata, va dai già citati bianco e giallo alle infinite tonalità diverse di rosa, lilla, viola, bronzo, rosso, arancio, fino ad arrivare al verde. Esistono più di 200 specie di crisantemi e quelli maggiormente presenti in commercio in questa stagione sono quasi tutti ibridi perenni.





Il crisantemo continua ad essere il dono preferito in occasione del 2 novembre come steli recisi e in vaso donati nelle diverse forme (pon pon, a dalia, a fiore grande, ad anemone, a margherita e spider) con uno o più fiori per stelo e nei diversi colori. I prezzi di vendita per i fiori recisi variano da 1,5 euro a 25 euro per quelli più grandi e possono arrivare anche a centinaia di euro se si tratta di crisantemi in vaso o di mazzi con più fiori.

E’ meglio sempre informarsi della provenienza dei crisantemi che acquistiamo, onde evitare il rischio di crisantemi “stranieri”, i quali per arrivare in Italia percorrono centinaia di chilometri ed è una delle ragioni per cui durano meno. I crisantemi dei floricoltori italiani durano di più e sono decisamente più belli. Dal fioraio chiedete sempre la provenienza e prediligete fiori locali ed italiani!






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« immagine » Chrysanthemum L. (1753), è un genere di piante angiosperme dicotiledoni della famiglia delle Asteraceae. Originario della Cina, le sue tracce si perdono nella notte dei tempi. Si pensa che il crisantemo venisse coltivato cinque secoli prima della nascita di Cristo. Perche i crisantemi...
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