Il conflitto delle immagini

16 maggio 2014 ore 15:16 segnala
Il conflitto che ha messo in campo il più imponente schieramento di forze che la storia ricordi, una battaglia ancor oggi inconclusa, a cinquecento anni di distanza dal primo approdo delle navi di Colombo sulle sponde di una America ancora incontaminata.
Cinque secoli in cui l’immagine ha dovuto, potuto e saputo alternare i ruoli dei contendenti, disassare i registri temporali, stravolgere il suo stesso concetto,
sui fronti incessantemente rovesciati di una lotta di spietate sopraffazioni, di raffinate strategie, di continue, sorprendenti contromisure.
È però impossibile comprendere lo scontro delle immagini che scuote il nostro tempo senza cercare di esplorarne le manifestazioni passate, ma si può commisurare l’importanza dell’immagine di oggi trascurando il ruolo decisivo da essa giocato nel ’espansione planetaria della cultura occidentale.
Una pista, che porta da Cristoforo Colombo a Blade Runner, dal 1492 al 2019, si apre attraverso l’America ispanica dalle coste cubane sino a Los Angeles, dopo aver solcato il Messico coloniale e moderno.
Lungo il corso dei secoli, l’immagine venuta originariamente dall’Europa servì a diffondere la cultura occidentale, a colonizzare le genti, a uniformare i territori vinti.
A ondate successive e ininterrotte, le immagini hanno dilagato sul Nuovo Mondo: dall’immagine medievale all’immagine rinascimentale, dall’immagine didattica all'immagine miracolosa, sino alle immagini elettroniche.
Lungi dall’affrontare passivamente l’invasione, le popolazioni indiane, nere, meticce non smisero d’impadronirsi di quelle immagini che si pretendeva di imporre loro.
Non poche giunsero a essere espressione di identità, talvolta strumento di resistenza e di rivolta.
Nulla è più fragile del dominio delle immagini, seguendo il rimbalzare di questa guerra, si scopre un Messico colonialee barocco, stranamente vicino al mondo in cui noi stiamo precipitando: il fascino e l’onnipresenza di un’immagine riprodotta ovunque, il meticciato razziale, religioso e culturale, il banalizzato ricorso alla droga, lo sradicamento degli esseri e delle memorie, svolge il suo scenario storico in una sbalorditiva successione di eventi, dalle monumentali “messe in scena” del teatro religioso, migliaia di comparse, scenografie degne di un kolossal alla De Mille.
Al confronto, senza esclusione di colpi, tra questa e quella immagine della Madonna, tra questo e quel convento, mentre si sviluppano, parallele, una serie di “deviazioni” degne del miglior nightmare letterario e cinematografico.
Da Cristoforo Colombo a Blade Runner la disputa si auto alimenta, si clona, si espande, trova altri aggressori e altre vittime, comunque, alla resa dei conti, indistinguibili in quanto elementi di un unico, immane evento: la rissa delle immagini.
Il 2019 di Los Angeles è gia domani.






ax...follie iconografiche :-)
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Il conflitto che ha messo in campo il più imponente schieramento di forze che la storia ricordi, una battaglia ancor oggi inconclusa, a cinquecento anni di distanza dal primo approdo delle navi di Colombo sulle sponde di una America ancora incontaminata. Cinque secoli in cui l’immagine ha dovuto,...
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16/05/2014 15:16:09
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Commenti

  1. MorganaMagoo 16 maggio 2014 ore 16:02
    veramente un argomento interessante questo.
    Noi abbiamo sempre in noi l’idea di associare
    i due concetti di immagine e di testimonianza.
    Di fatto l'arte attinge nel reale e diventa
    testimonianza,
    ma la testimonianza di solito interpreta uno
    e un solo senso, attraverso l’interpretazione
    parziale fornitane dall'artista stesso.
    interessante l'argomento. io l'ho interpretato
    in questo senso. ci sarebbe molto da dire.
  2. ahxel 16 maggio 2014 ore 16:44
    MorganaMagoo:
    Sempre puntuale Morgana, ottima la tua interpretazione, e come tu stessa hai evidenziato l'argomento è immenso, nonostante siano stati scritti interi trattati in proposito, sempre nuove problematiche si evidenziano.

    :rosa

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