Un pò di sano maschilismo!!!

06 settembre 2008 ore 12:59 segnala
Più le donne sono belle e più fumano. Deve essere un fattore nervoso, forse le aiuta a mantenere la linea. Forse pensano che il gesto del fumare le renda ancora più belle. Forse così si sentono meno sole. Un amico mio mentre rutta riesce a dire: “viva Verdi, Vittorio Emanuele re d’Italia”. Questo non vuol dire che abbia mangiato pesante, o che abbia problemi di stomaco, né che sia un nostalgico della monarchia. Vuol solo dire che è bravo a ruttare. Le donne mentre piangono riescono a fare lunghissimi discorsi. Questo non vuol dire che dicono cose commoventi, o che si sentono tristi. Vuol solo dire che sono brave a piangere. Quando una donna ti dice: “sto bene da sola, non ho bisogno di un uomo” e quando dice: “non ho alcuna intenzione di avere un bambino in questo momento”, il consiglio è: massima prudenza e occhi sempre aperti. L’unica prova di autoironia che sanno dare è quando, con la minigonna, la maglietta attillata e un’ora di trucco addosso ti dicono: “sono stufa di essere considerata per il mio aspetto fisico”. Le donne vogliono quello che le altre hanno. Hanno se le altre vogliono. Vogliono ciò che non possono avere. Hanno ciò che non vogliono più. Il desiderio femminile non è un dato di fatto! Non esiste uomo che sia abbastanza forte e bello da non prenderla nel cu.. da una donna almeno una volta nella vita.
Lei può non sapere, può non ricordare, può non rispondere. Tu no!
Non importa se ti droghi, se sei un assassino, se ti metti le dita nel naso: ciò che veramente conta per lei non sei tu, ma è come la fai sentire. Lei non cerca un’altra metà, cerca l’altra metà di se stessa. E’ curioso come spesso l’uomo sia adorato per ciò che sa fare, mentre la donna sia adorabile per ciò che non sa fare. Quelle che ti fanno aspettare mesi, perché non sono sicure se è amore. Quelle amano solo se stesse. Di sicuro! Quando ci esci la prima volta, puoi programmare tutto al meglio, ma è meglio non fare programmi…
 
Come si può parlare così male delle donne e dell’amore, quando se siamo al mondo è proprio grazie all’amore di una donna?
9882590
Più le donne sono belle e più fumano. Deve essere un fattore nervoso, forse le aiuta a mantenere la linea. Forse pensano che il gesto del fumare le renda ancora più belle. Forse così si sentono meno sole. Un amico mio mentre rutta riesce a dire: “viva Verdi, Vittorio Emanuele re d’Italia”. Questo...
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06/09/2008 12:59:59
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Vivere adesso!

10 giugno 2008 ore 23:09 segnala
Com’è che, quando sono a Roma,
darei un occhio per essere a casa,
ma quando mi trovo nella terra natia,
la mia anima langue per l’Italia?
E perché con te, amore mio, mio signore,
mi annoio così terribilmente
eppure quando mi lasci,
mi affliggo per averti indietro con me?
Dorothy Parker

Perché sprechiamo i momenti presenti, l’attualità preziosa della vita, consumandoci con il desiderio per un altro luogo? Perché sprechiamo i nostri momenti presenti sentendoci in colpa per il passato o in apprensione riguardo al futuro o, ancora, desiderando di essere da qualche altra parte? La mia risposta a queste domande è che noi facciamo così perché viviamo deprezzando e disprezzando le cose invece che apprezzandole. Risolvere questo problema non è stato facile, ma ho trovato il sistema. Vivo la mia vita in uno stato di apprezzamento e non di disprezzo, quindi quando mi trovo a Roma e desidero trovarmi a casa o viceversa, mi do una gomitata, e scelgo di non disprezzare il luogo in cui sono, questo tipo di discorso mi salva dalla trappola che consiste nel non essere mai pienamente in un luogo e in un momento. Noi esseri umani tendiamo a volere quel che non abbiamo finché lo abbiamo ottenuto, e quindi non volerlo più! Questo è veramente uno dei grandi misteri dell’umanità!

Il lato comico dell'esperienza umana!

08 ottobre 2007 ore 12:21 segnala
Con le parole si fa tutto: si comunica, si ama, ci si dispera, si piange e ride. Con le parole parliamo al telefono trasmettiamo agli altri la nostra ansia o la nostra insicurezza. Il fatto è che con l’avvento dei telefoni cellulari la nostra ansia è aumentata a dismisura e noi ci preoccupiamo più del nostro telefonino che di noi stessi. Con le parole organizziamo i nostri viaggi, realizziamo la nostra carriera, affrontiamo i problemi della vita e perfino della morte, “Com’è morto?” “Non lo sappiamo, non c’è l’ha detto.” Con le parole cambiamo il nostro stato d’animo ed esprimiamo i nostri sentimenti. L’ironia che c’è nelle parole è un valore che si afferma da solo. Ad esempio chi scrive cartelli di proprio pugno non si rende conto che la malizia di chi legge si è fortemente accentuata: molti negozi di ferramenta espongono un cartello, a dir poco, ambiguo: Qui chiavi. Alcune ferramenta tendono a essere più decisi: Qui chiavi in pochi minuti. Spesso però uno stato ansioso ci porta ad usare espressioni scorrette, quando andiamo dal dottore ed esempio: Lei ha dolori allo sterno? No all’interno. Ho problemi di vista. Mio marito dice che sono lesbica di tutti e due gli occhi. Dottore, mio marito è caduto e ha battuto la testa. Ma è lucido? No, sudato. L’ironia delle parole non risparmia nessun aspetto della vita. La moglie informa che domani alle 11,30 la salma comincerà a muoversi. La signora Candela si è spenta lentamente. A tre mesi dalla scomparsa di Gustavo, morto in seguito ai calci di un mulo, i parenti ancora ne sentono il dolore. Il marito ringrazia tutti quanti per la immatura scomparsa della moglie. L’umorismo involontario che traspare dai cartelli dei commercianti: Macellaio pazzo, vende mucca sana. Orologeria: cercasi commessa sveglia. O ad esempio alcuni annunci erotici: cerco coppia per sesso sfrenato con o senza urla. Giovane universitario offresi a mogli e fidanzate cornute per immediata vendetta.E i titoli dei film a luci rosse? Ne vogliamo parlare? Porcaontas, La caricano 101, Tromba a casa Lassie, Di dietro tutta, Vengo anch’io, Mamma ho perso l’uccello. Il lato comico dell’esperienza umana ci ha fatto capire che l’uomo sembra essersi chiuso in una trappola senza uscita. Ma ci ha fatto capire anche che l’ironia è l’arma più potente che abbiamo per difenderci da questo mondo che ci vorrebbe ignoranti, privi di morale e pazzi. Soltanto con l’ironia possiamo affrontare il futuro, anche se il futuro è come il paradiso: “ tutti lo esaltano, ma nessuno vuole andarci”.

Coppie? Si, di fatto!!!

25 agosto 2007 ore 09:39 segnala
Vuoi sposarmi? O vuoi pacsarmi? Il neologismo è brutto, ma descrive la situazione ancora difficile, irrisolta nel nostro Paese, delle coppie di fatto. Il Parlamento tentenna, una legge non esiste, il Vaticano continua a definire queste unioni «non conformi al disegno divino», ma si può trarre una sola conclusione: gli italiani ritengono che la convivenza senza matrimonio sia ormai un comportamento socialmente “giusto”, il 75 per cento l’accetta, il 69 è favorevole ad estendere alle coppie di fatto i diritti di quelle unite da un vincolo ufficiale. Riconoscendo quindi che l’amore e la scelta quotidiana siano un vincolo uguale se non più forte di quello burocratico. In Italia una legge non esiste, non dico per gli omosessuali, ma nemmeno per le coppie eterosessuali .Il problema non sorge ovviamente quando due persone stanno insieme e stanno bene, ma solo in caso di difficoltà, quando i due si lasciano, si ammalano, o uno muore: non c’è assistenza tutelata dalla Costituzione». Certo capirete che il problema non è così semplice da risolvere, io ad esempio sostengo che dove c’è l’amore (ma quello vero) si annida la pace, come diceva S. Agostino: se tu ami, non uccidi, non rubi non fai del male, questo per me vale come regola di vita. Quindi poco importa ormai da quale sesso proviene, purché tali comportamenti non lacerano quello che è, e deve rimanere, il concetto della “famiglia”.

Sballati di tutto il mondo unitevi!

24 agosto 2007 ore 09:53 segnala
Perché gli spinelli sono così diffusi? Le cosiddette
"droghe leggere", hanno innanzitutto un basso prezzo, e questo le rende accessibili anche ai più giovani. Il 60% dei giovani riceve una "paghetta", che viene spesa in beni che servono a dimostrare il proprio senso di appartenenza al gruppo e ai suoi riti: cellulare, vestiti
firmati, le sigarette, ma anche alcolici e droga. La marijuana attira anche perché è trasgressiva, "fa sballare", permette di infrangere il
codice sociale e familiare. Diventa un problema serio quando il consumo non è
più legato a situazioni di divertimento, ma è una via di fuga individuale, abituale, per riempire vuoti dovuti all’assenza di esperienze positive, vincere
la noia. E’ innegabile che i consumatori di droghe pesanti hanno cominciato con quelle leggere. Ma resta il fatto che la stragrande maggioranza di chi usa la
cannabis non passa alle droghe pesanti. Il passaggio cioè non è automatico. La progressione dalle droghe leggere a quelle pesanti dipende dalla personalità
del consumatore, dal gruppo di persone che frequenta. Essere impegnati in attività gratificanti e avere solidi legami familiari non impedisce di fare
un’esperienza occasionale con la droga, ma fa si che questa non diventi l’unico valore importante. I ragazzi che smettono di fumare spinelli o ne fanno un uso
limitato provengono in gran parte da famiglie poco severe e con alto sostegno affettivo.

Oggi a te, domani a me!

23 agosto 2007 ore 20:46 segnala
Fanno così, amici e parenti, e molte volte anche il personale sanitario: “Sforzati, reagisci. La vita è dura per tutti, che cosa credi? Bisogna scuotersi, devi farcela con le tue forze”. Sono i soliti luoghi comuni, frasi ovvie quanto gratuite. E il depresso, oltre che disperato, si sente colpevole. Inferiore agli altri. Un incapace, un debole se non un vile.  La depressione rientra nei disturbi dell’umore e questi occupano lo spazio più ampio e più importante tra le malattie mentali. Cosa intendo per umore? In teatro, i fasci di luce accompagnano i movimenti di questo o quel personaggio adattandosi con intensità diverse ai suoi spostamenti. Allo stesso modo i sentimenti accompagnano le nostre esperienze sulla scena della vita, conferendo precisi toni e colori “affettivi” a ogni nostro pensiero e azione. A un tratto, improvvisi, abbaglianti lampi di luce investono l’intero palcoscenico: cosi le emozioni violente irrompono nella nostra vita accompagnando mutamenti e svolte subitanee. In questo momento uno su venti tra noi sta soffrendo di depressione e si sente solo. E’ molto probabile, intanto, che l’uno non sappia neppure di star soffrendo di una malattia (di nome depressione) e si tormenti nel senso di colpa e di fallimento per non “saper reagire”. Ma attenzione, non è solo il depresso a crearsi sensi di colpa perché si vede insensibile, freddo, distaccato: gli altri in effetti cominciano a disapprovarlo, se non a disprezzarlo. “E’ un vagabondo, non ha voglia di fare niente”. Questi sono i commenti. “Non ti capisco”, sarà, piuttosto, la più benevola delle frasi con cui si rivolgeranno a quell’uno, con stupore ora pietoso ora impaziente. Inconsapevoli che la caduta nel buco nero della depressione attende al varco anche molti di loro, oggi sani, saggi, reattivi…Tipi così Dante li aveva messi all’inferno:
Fitti nel limo, dicon:
"Tristi fummo ne l’aere dolce che dal sol s’allegra,
portando dietro accidioso fummo…"

Quando deciderai....

21 agosto 2007 ore 19:52 segnala
A quanti di voi è capitato, di trattare male il  vostro ragazzo, compagno, marito, se pur amandolo? Magari tradendolo, umiliandolo...Questa sera leggendo fra i miei vecchi libri, i miei occhi si sono posati su un sonetto di Shakespeare, mi ha colpito, mi ha fatto riflettere. E ve lo voglio dedicare a tutti voi.

Quando deciderai che io valgo ben poco
E guarderai con disprezzo ciò che io sono,
combatterò dalla tua parte, contro me stesso,
e dirò che hai ragione, anche se mi tradisci:
Ben conoscendo la mia debolezza,
posso imbastire a tuo favore una storia
di colpe segrete di cui sarei macchiato,
cosiché nel perdermi tu risulti l'onesta:
in tal modo sarò anch'io vincitore:
volgendo in tuo favore ogni amoroso pensiero
mi infliggerò da me quelle ferite
che ti fanno piacere e quindi mi piaccion due volte.
Tale è il mio amore, così tanto ti appartengo,
che per il tuo bene mi accollerò ogni male.

Il perdono è un'arma?

21 agosto 2007 ore 00:30 segnala
perdono non è un'arma. Vi sono molti errori comuni riguardo al perdono e una delle ragioni per cui il suo valore non è stato maggiormente riconosciuto, consiste nel fatto che il vero perdono è tanto raro. Ad esempio molti scrittori ci hanno detto che dovremmo perdonare per "sentirci in pace", ma raramente ci è stato consigliato di perdonare per poter essere felici. Secondo me, un'altro errore è credere che il perdono ci renda superiori o che sia un metodo per stravincere il nemico. Frasi come: " non vi è vittoria più gloriosa sul nemico di questa; se l'offesa ci viene da lui, la generosità deve partire da noi". Questo è solo un'altro modo di dire che il perdono può essere usato come una valida arma di vendetta, il che è possibile. Il perdono come rivincita, tuttavia non è un perdono vero!

L'amore che non c'è!!!

20 agosto 2007 ore 23:55 segnala
Alla fine di Titanic lui muore, alla fine di Moulin Rouge muore lei. Se invece sopravvivono: "E' vissero felici e contenti..." e la storia comunque finisce, perché non c'è più niente da dire. L'amore appassionante è quello di Romeo e Giulietta: l'amore che non ci può essere, l'amore che non c'è.

Quanto conta il fisico...!

20 agosto 2007 ore 22:50 segnala
L'uomo s'innamora prima del fisico, mentre la donna è capace di innamorarsi prima dello spirito. Questo renderebbe la donna più nobile dell'uomo. Però i giudizi della donna non valgono nulla. Passa dall'esaltazione all'insulto con la stessa naturalezza con cui la notte segue il giorno. l'uomo è coerente: quando una è belle, è bella. E basta. E’ ovvio che non è l’aspetto fisico la caratteristica principale per piacere ad una donna: il punto è sapere cosa dire e fare con lei. Però il fisico conta quanto conta la pubblicità per la vendita di un prodotto, buono o cattivo che sia...quindi allo stesso modo, bisogna sempre guardare prima dell’acquisto se il prodotto è originale o scaduto, no?