Preghiera per la pace...composta da Giovanni Paolo II

02 maggio 2011 ore 15:40 segnala
Questo brano è una vera preghiera che lui ha composto per la pace nel mondo...che noi tutti dovremmo fare nostra, se vogliamo che il mondo torni ad essere un mondo più umnano e pieno di pace.
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Questo brano è una vera preghiera che lui ha composto per la pace nel mondo...che noi tutti dovremmo fare nostra, se vogliamo che il mondo torni ad essere un mondo più umnano e pieno di pace. «...
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Grazie...Karol

02 maggio 2011 ore 15:31 segnala
Ieri ho vissuto, e spero di non essere stato l'unico, un momento di grande gioia e emozione, con la beatificazione del grande Papa Giovanni Paolo II, una grande e intensa emozione da quasi a non riuscire a trattenere le lacrime...quanto bene ha fatto per tutti noi e per la chiesa, anche se tanti lo hanno e ancora oggi lo contestano, perchè lui ha saputo dare a noi una grande guida nel saper affrontare la nostra vita...una vita ricca ricca di serenità e di gioia, ma anche di grande sofferenza. Lui ci ha insegnato che raggiungere la gioia piena si deve passare attraverso la sofferenza e il dolore e il silenzio...saper ascoltare tanto il nostro cuore attraverso la preghiera. Ma noi comuni mortali, appena siamo in difficoltà ci lasciamo prendere dal panico, ci deprimiamo e mettimao anche in discussione le nostre credenze, ma Lui ci ha dato tanta forza...con la sua sola e semplice parola ha saputo abbattere muri, a riavvicinare popoli che da tempo erano in conflitto, ma aveva la gransde fermezza nel denunciare le atrocità dei potenti, dei dittatori, ha sempre denunciato la troppa corsa al benessere, che nientr'altro porta al male, basti pensare ciò che ha saputo rivolgere ai suoi concittadini npolacchi, rimproverandoli perchè si davano troppo al benessere, dimenticando i valori veri della vita, su tutto il valore dell'Amore, quell'amore con la A maiuscola. Lui ha saputo sfidare i potenti, con la sola e semoplice parola di PACE e AMORE. Nelle mie orecchie sento ancora rieccheggiare le sue parole, il suo modo unico di saper attrarre i giovani verso la fede...grazie Karol, di esserci perchè tu sei sempre con noi, tu da Lassù guidaci verso la strada giusta dell'Amore enon dell'odio, dell'egoismo, del rancore, dell'orgoglio.
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Ieri ho vissuto, e spero di non essere stato l'unico, un momento di grande gioia e emozione, con la beatificazione del grande Papa Giovanni Paolo II, una grande e intensa emozione da quasi a non...
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Pasqua...è servizio...è purezza...è risorgere

25 aprile 2011 ore 11:45 segnala

Avrei voluto scrivere questi pensieri incominciando giovedì, ma riflettendo su vari momenti che ci sono durante questi giorni ho atteso fino ad oggi per scrivere questi pensieri. Giovedì durante la Messa dove si ricorda l’istituzione dell’Eucarestia, mi sono rimaste impresse queste due parole “servizio e purezza”. Servizio, perché Il signore prima dell’ultima cena ha lavato i piedi ai suoi apostoli, facendo questa azione egli si è messo al servizio degli umili, incominciando dai suoi apostoli. Ecco servizio, ma oggi quanti di noi hanno il coraggio di far ciò che ha fatto Lui? Sappiamo metterci al servizio degli altri…e in questo momento mi viene in mente che l’esempio dovrebbe venire dall’alto, da chi ci governa, dagli insegnanti verso i suoi alunni, dai genitori verso i propri figli…ma se questo esempio non avviene come facciamo a pretendere che ciò avvenga dal basso? Qui dico che chiunque dovrebbe essere di esempio verso gli altri, dovrebbe incominciare a mettersi al servizio del nostro prossimo accogliendolo, dandogli da mangiare e da bere, non dobbiamo sempre prendere le scuse che siccome è alla guida del nostro paese non ci sa condurre, perché dovremmo incominciare noi? Ebbene dico di si, perché i cambiamenti devono incominciare da noi stessi, il primo nucleo della società è la famiglia e se nella famiglia il genitore sarà di esempio per i propri figli, avremo una società nuova e ricca di valori.
Purezza, perché per poter essere di esempio noi per prima cosa dobbiamo essere puri nel nostro cuore, nel nostro animo, altrimenti che valori andremmo a trasmettere, quelli della sincerità, della lealtà, dell’ascolto, del non approfittare del nostro prossimo, dell’amicizia, del saper perdonar, della condivisione…e lui Morendo sulla Croce ci ha fatto capire che noi siamo si persone deboli, con mille debolezze ma che lui ci perdona dai nostri peccati, ma ci dice che ognuno di noi deve sapersi farsi carico dei propri problemi, quelli della collera, del nostro egoismo, del non nasconderci ma saperci mettere in gioco, mettendo la nostra faccia, ad andare in giro con la testa alta senza aver paura di ciò che la gente penserà di noi. Dobbiamo avere il coraggio di saper portare anche noi la nostra croce, anche se ci costa tanta fatica, mas Lui lo sa e ci aiuta nel nostro difficile compito, see vogliamo che la nostra comunità sia una comunità dove tutti sappiamo condividere i problemi degli uni con gli altri…Infine risorgere, come Gesù con la sua resurrezione, ci ha tracciato una strada che se noi sapremo seguire, ci porterà ad una nuova vita. Io credo che nei tempi che stiamo vivendo, dobbiamo saper riscoprire una nuova vita, toglierci i panni vecchi e metterne di nuovi, soprattutto interiormente. Noi, e io sono il primo, a rimettersi in discussione per scoprire una nuova vita, dobbiamo saper sempre cercare dei nuovi traguardi e il primo è quello di condividere l’Amore che Lui con la morte e resurrezione ci ha donato…non dobbiamo aver paura di esporci, perché Gesù con il suo esempio, come quando è andatoi incontro ad una prostituta, come quando è entrato nella casa di un esattore, come quando non ha perso tempo cercando i suoi discepoli invitandoli a seguire senza se senza ma, perché la vita non è fatta di tentennamenti ma di scelte precise e anche controcorrente, se si vuole cambiare la nostra società. Non aspettiamo che siano gli altri a chiamarci ma impariamo noi a saper fare il primo passo, in questo modo avremo una vita felice, senza paure, lasciamo da parte il nostro orgoglio ed egoismo, ma impariamo a metterci a disposizione del nostro prossimo…per Pasqua è ogni giorno, ogni momento, ogni istante della nostra vita.

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Non abbiate paura

20 aprile 2011 ore 23:50 segnala
"Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici. I vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l'uomo. Solo lui lo sa!"

Non abbiate paura, queste parole le sento spesso dentro di me e mi fanno rabbrividire al pensiero che colui che le ha pronunciate sono già ben 6 anni che non è più tra noi...ma sta godendo della luce divina del Signore. Sono parole che ci sferzano parecchio e attualissime, lui ci chiede di non chiuderci in noi stessi, di portare il messaggio di amore che abbiamo ricevuto in dono fin dalla nostra venuta al mondo, al nostro prossimo. Mi ricordo benissimo le parole che il mio amico prete mi disse il giorno delle mie nozze di ben 29 anni fa: "Alberto e Ornella, ora che voi siete uniti in matrimonio per formare un'unico corpo e anima, non chiudetevi ma lasciate aperte la vostra porta per gli altri, per gli amici, per chi ha bisogno, per chi vi vuol parlarvi, non abbiate paura ad ascoltare sempre il vostro prossimo" Mai più attuali quelle parole, ma oggi purtroppo non riconosco più quei tempi, quelle parole. Ma perchè è così tanto difficile parlarci, asacoltarci, aprirsi al nostro prossimo? Perchè vi regna così tanto l'egoismo e l'individualismo? Perchè non sappiamo più amare e perchè usiamo troppo a sproposito la parola Amore senza sapere cosa vuol dire realmente nel suo più grande significato. L'amore è gioia e felicità, è la bellezza suprema del nostro vivere, non è una bellezza effimera, come possono essere le cose materiali che noi riteniamo splendide, l’amore è una bellezza da saper assaporare di momento in momento in tutte le sue sfumature. Oggi non riusciamo più a saper distinguere da ciò che è buono a ciò che è male, perché ci lasciamo prendere dal vortice di tutta la società e di ciò che propone, anzi che cerca di infonderci…ma dobbiamo saper trovare le forze di combattere questo materialismo sfrenato e riprendiamo ad aprirci agli altri, a spalancare le porte e ad accogliere chi ne ha bisogno e a chi soffre, perché la solitudine e la mancanza voglia di fare, la si combatte mettendoci in prima fila e mettendo la nostra faccia senza nessun timore di cosa pensa la gente. Perché chi critica, vuol dire che non ha nessun valore positivo, non sa accettare l’altrui…Riflettiamo in questi giorni su queste parole “Non abbiate paura”…auguro a tutta tanta serenità e una Pasqua di sereneità nel nostro cuore…….Alberto
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"Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici. I vasti campi di cultura, di...
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Riflessione...

16 aprile 2011 ore 16:19 segnala
Un sacerdote stava camminando in chiesa verso mezzogiorno e passando dall'altare decise di fermarsi lì vicino per vedere chi era venuto a pregare. In quel momento si aprì la porta, il sacerdote inarcò il sopracciglio vedendo un uomo che si avvicinava; l'uomo aveva la barba lunga di parecchi giorni, indossava una camicia consunta, aveva una giacca vecchia i cui bordi avevano iniziato a disfarsi. L'uomo si inginocchiò, abbassò la testa, quindi si alzò e uscì.
Nei giorni seguenti lo stesso uomo, sempre a mezzogiorno, tornava in chiesa con una valigia... si inginocchiava brevemente e quindi usciva.
Il sacerdote, un po' spaventato, iniziò a sospettare che si trattasse di un ladro, quindi un giorno si mise davanti alla porta della chiesa e quando l'uomo stava per uscire dalla chiesa gli chiese: "Che fai qui?"
L'uomo gli rispose che lavorava in zona e aveva mezz'ora libera per il pranzo e approfittava di questo momento per pregare, "Rimango solo un momento, sai, perché la fabbrica è un po' lontana, quindi mi inginocchio e dico: "Signore, sono venuto nuovamente per dirti quanto mi hai reso felice quando mi hai liberato dai miei peccati... non so pregare molto bene, però ti penso tutti i giorni... Beh, Gesù... qui c'è Jim a rapporto"
Il padre si sentì uno stupido, disse a Jim che andava bene, che era il benvenuto in chiesa quando voleva.
Il sacerdote si inginocchiò davanti all'altare, si sentì riempire il cuore dal grande calore dell'amore e incontrò Gesù.
Mentre le lacrime scendevano sulle sue guance, nel suo cuore ripeteva la preghiera di Jim:
"Sono venuto solo per dirti, Signore, quanto sono felice da quando ti ho incontrato attraverso i miei simili e mi hai liberato dai miei peccati... non so molto bene come pregare, però penso a te tutti i giorni... Beh, Gesù... eccomi a rapporto!"

Dopo qualche tempo il sacerdote notò che il vecchio Jim non era venuto. I giorni passavano e Jim non tornava a pregare.

Il padre iniziò a preoccuparsi e un giorno andò alla fabbrica a chiedere di lui; lì gli dissero che Jim era malato e che i medici erano molto preoccupati per il suo stato di salute, ma che tuttavia credevano che avrebbe potuto farcela.

Nella settimana in cui rimase in ospedale Jim portò molti cambiamenti, egli sorrideva sempre e la sua allegria era contagiosa. La caposala non poteva capire perché Jim fosse tanto felice dato che non aveva mai ricevuto né fiori, né biglietti augurali, né visite. Il sacerdote si avvicinò al letto di Jim con l'infermiera e questa gli disse, mentre Jim ascoltava:

"Nessun amico è venuto a trovarlo, non ha nessuno".

Sorpreso il vecchio Jim disse sorridendo: "L'infermiera si sbaglia... però lei non può sapere che tutti i giorni, da quando sono arrivato qui, a mezzogiorno, un mio amato amico viene, si siede sul letto, mi prende le mani, si inclina su di me e mi dice: "Sono venuto solo per dirti, Jim, quanto sono stato felice da quando ho trovato la tua amicizia e ti ho liberato dai tuoi peccati.. Mi è sempre piaciuto ascoltare le tue preghiere, ti penso ogni giorno..... Beh, Jim... qui c'è GESU' a rapporto!"

Da oggi, ogni giorno, non possiamo perdere l'opportunità di dire a Gesù: "Sono qui a rapporto!"
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Un sacerdote stava camminando in chiesa verso mezzogiorno e passando dall'altare decise di fermarsi lì vicino per vedere chi era venuto a pregare. In quel momento si aprì la porta, il sacerdote...
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Per le volte.....la parola

13 aprile 2011 ore 17:59 segnala
“Per le volte che ti hanno chiuso la porta in faccia…
Per le volte che ti sei sentito ferito per una parola detta o, peggio, non detta…
Per le volte che avresti voluto gridare piuttosto che la testa calare…
Non sentirti fallito perchè ci saranno altrettante volte in cui si apriranno tante porte, perdonerai e sarai lì ad urlare al mondo intero che tu vali per davvero!” (Laura P.)


Oggi siamo veramente sommersi da una miriade di parole, dette a volte sensa un senso, pur di parlare, di farsi notare, ma con il rischio di far del male. Quello che si vuole far notare di se stessi sembra che tutto dipenda dal solo fatto di parlare, parlare e basta. Ma queste soo parole effimere, che fanno intravvedere solo una mancanza di una parte di se stessi che è quello di saper metter in pratica ciò che diciamo, ciò che pensiamo perchè la vita per essere completa alla parola deve avere un seguito pratico nella vita. Noi non possiamo dire a una donna che l'amiamo se non facciamo seguito a ciò che diciamo con le attenzioni verso di lei, standole sempre al fianco, offrendo la sua vita per lei, non possiamo solo dire a uno che soffre che io ti penso, se poi non lo aiutiamo, sostenedolo con atti pratici, materiali. Noi oggi usiamo troppo a sproposito l'uso della parola, ma parola quella vera è quella che rimane dentro di noi e che colpisce gli altri che ti ascoltano. Ieri sera ho ascoltato una lezione di vita d parte di Roberto saviano, che sta portando in giro per il mondo e tramite i suoi scritti l'uso della parola, come fatto che colpisce o che ti può far male; infatti lui la chiama "La macchina del fango", perchè lui dice che il tuo nemico cercherà di colpirti in mille modi, infangandoti sulla tua vita cercando di appiattirti di cancellarti, ma noi abbiamo la parola con la P maiuscola dove senza dirne troppe, ma con l'uso appropriato fa molto male, lui dice che la parola colpisce più interiormente le persone che da una pallottola, un concetto molto forte, che ci deve far comprendere come dobbiamo farne uso. Noi troveremo tante porte chiuse, gente che ci girerà la faccia, che ci scanserà ma sed noi crediamo in ciò che diciamo e dimostriamo ciò in cui crediamo, dando l'esempio, esponendoci in prima persona, alla fine le porte ci si spalancheranno e saremo accolti. E' giunto il tempo che per combattere questa società materialista noi dobbiamo avere il coraggio di esporci e di farci ascoltare e non soffocare da un amiriade di parole inutili e senza un costrutto.
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“Per le volte che ti hanno chiuso la porta in faccia… Per le volte che ti sei sentito ferito per una parola detta o, peggio, non detta… Per le volte che avresti voluto gridare piuttosto che la testa...
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Felicità di una festa...

11 aprile 2011 ore 17:14 segnala
Sabato, una giornata molto calda, tanto da far sembrare di essere quasi all'inizio dell'estate, ma sappiamo bene che questo non è, e la natura ciò che ci ha dato in questi giorni ci farà ritornare al tempo giusto più fresco e anche piovoso, perchè sappiamo dai nostri padri che ci hanno insegnato che se l'acqua non arriva durante la fine dell'inverno, arriverà durante la primavera. Sabato sera era una serata meravogliosa con un cielo terso, limpido, con l'arrivo del buio poi la temperatura è diminuita e si stava veramente bene ed ho deciso di portare mia moglie alla festa della Sacra Spina, che vi è nella mia vallata, una delle feste più sentite della bergamasca. La Sacra Spina, non è nientr'altro che una delle spine che componevano la corona che Nostro Signore Gesù Cristo aveva in testa durante la sua Passione Crocifissione. Secondo la storia che ora vi racconto in modo sommario: "La reliquia con la sacra Spina viene portata a San Giovanni Bianco da un valoroso guerriero, un certo Vistallo Zignoni, che la porta da Parigi nel 1495,dove viene venerata e celebrata la Domenica di passione 15 giorni prima della Pasqua. Secondo la tradizione ogni Venerdì Santo la Sacra Spina produceva fiori miracolosi, finche' ad interrompere il prodigio venne nel 1598 il sacrilego furto da parte di un ex filatore ed ex galeotto del paese, tal Bernardo Archaino. La reliquia fu ben presto ritrovata, ma da allora il miracolo non ebbe piu' luogo. Cio' non impedì che il culto della reliquia divenisse quello piu' sentito dell'intera Valle Brembana. Ed dopo oltre 3 secoli torno' anche la fioritura miracolosa. Parliamo di quanto avvenuto nella notte del 27 Marzo 1932, una data impressa a fuoco nella storia di San Giovanni Bianco e delle migliaia di fedeli della Sacra Spina.
Verso le 16.00 alla presenza di sessanta persone la reliquia viene estratta dalla campana di vetro e deposta su un tavolo della secrestia. La commissione la esamina attentamente e compila un verbale di constatazione da cui risulta pero' che la Sacra Spina non presenta alcun fenomeno particolare rispetto al suo stato normale. Dopo la perizia, la reliquia viene quindi ricollocata al suo posto. La delusione nella folla che gemiva tutto il centro di San Giovanni Bianco fu grande. Ma non per questo cessarono le preghiere e le adorazioni pubbliche diurne e notturne. Il giorno di Pasqua alle ore 14.30 la reliquia viene esposta sull'altare ed e' un fiume ininterrotto di folla quello che vi sfila davanti. Verso le 23.00 il parroco Don Davide Brigenti nota nella Santa Spina qualcosa di strano ma, spossato dalla fatica, decide di ritirarsi. Viene quindi chiamato il medico comunale, dottor Paolo Bianchi, membro della commissione tecnica, il quale rileva sulla reliquia "una macchia rossa sanguigna, viva ed umida che tendeva a dilatarsi visibilmente in alto, visibile ad occhio nudo ad un metro di distanza". Il Coadiutore Don Taramelli ne da' notizia alla folla ancora numerosa. Si, e' davvero una striscia di colore sanguigno vivo quella che si vede, a forma di fiamma rovesciata, dalla lunghezza di circa 10 mm e dalla larghezza di 2 mm. La voce del miracolo si diffonde in un attimo in paese e nelle frazioni e la chiesa si riempie di gente emozionata e commossa che canta il Te Deum, l' inno della Sacra Spina Exite Filiae Sion e Noi Vogliam Dio.
Ma particolarmente insolita fu la durata del fenomeno perche' l'arrossamento fu notato ancora per diversi mesi a seguire. I fatti della sera di Pasqua ebbero un' eco grandissima anche fuori provincia. Si calcola che nelle due settimane seguenti alla fioritura siano arrivato a San Giovanni Bianco piu' di 200.000 pellegrini, a una media di 15.000 al giorno.
La Ferrovia della Valle Brembana si affretto' ad istituire corse straordinarie, ben 24 tra andata e ritorno nelle 2 Domeniche successive al prodigio. E moltissimi erano anche quelli che in segno di penitenza arrivavano a piedi. La chiesa rimase aperta ininterrottamente giorno e notte per 2 settimane, con lunghe file di fedeli incanalati in un percorso obbligato con breve sosta davanti al tronetto su cui la Sacra Spina era esposta. Domenica 10 Aprile fu organizzata una festa di ringraziamento con fiaccolata, fuochi artificiali e grandi falo', che vide la partecipazione di oltre ventimila persone (novemila delle quali giunte in Ferrovia)."

Già a leggere queste righe sulla storia della sacra Spina fa venire i brividi lungo la schiena, ma quando ti trovi li davanti a pochi centimetri dalla reliquia, la gioia ti pervade in tutto il corpo, per chi crede, sapendo che quella è stata una delle spine che hanno forato e insanguinato il volto di Cristo. Quando siamo usciti dalla parrochiale, gusti per le vie del paese un vero senso di gioia e di trepidazione per lo spettacolo che deve avvenire quello dei fuochi d'artificio e di tanti falò che si accendono sui pendii di tutta la vallata, l'illuminazione strabiliante che da ancor di più un senso di felicità, che ti riempie il cuore, in quei momenti riesci a dimenticare i problemi che hai e ti lasci trasoportare dal clima di festa, sembra che in quei momenti si viva in mondo diverso dal solito, un mondo dove regna la serenità, vedi la gente che si scambia sorrisi, battute, che scherza e chiacchera di mille cose e della maestosità dell'addobbo che vi è in chiesa e nelle vie del paese. e poi tutti che si portano lungo le rive del fiume, che attraversa il paese per prepararsi a seguire lo spettacolo di fuochi. Man mano si vedono che si accendono i falò e poi ad un tratto ecco che parte il primo colpo e dal quel momento per circa venti minuti, si rimane tutti esatasiati dai vari giochi di disegni, di colori e botti che disegnano nel cielo i fuochi, tanto sono forti che quasi quasi non si riesce a parlare con chi ti sta accanto...ma non importa, è la bellezza dello spettacolo che in quel momento conta. Quando temina lo spettacolo si vede che la gente torna a respoirare tanto che la bellezza dello spettacolo ti porta a trattenerlo...Quando arrivo a casa io e mia moglie siamo stai ben felici di aver trascorso una serata veramente bella, che ci ha portato per tre ore ad essersi dimenticati dei problemi che abbiamo, ma ne è valsa la pena, perchè noi dobbiamo saper trovare vari tempi così per vivere in modo sereno e saper affrontare le difficoltà della vita con più tranquillità e razocinio.

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Sabato, una giornata molto calda, tanto da far sembrare di essere quasi all'inizio dell'estate, ma sappiamo bene che questo non è, e la natura ciò che ci ha dato in questi giorni ci farà ritornare al...
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Preghiera...per la persona

08 aprile 2011 ore 16:37 segnala
Preghiera per la dignità della persona. Preghiera di Giovanni Paolo II.

Esistono beni che non si possono acquistare al mercato: fondamentale tra essi è la dignità della persona umana. Oltre ai bisogni materiali ci sono pure esigenze spirituali che per loro natura debbono essere soddisfatte nella gratuità di uno scambio, in cui la persona è riconosciuta ed amata per se stessa. Occorre superare la mentalità meramente utilitaristica, che ignora le dimensioni trascendenti della persona umana e la riduce al circolo angusto della produzione e del consumo. Una società così concepita non è capace di integrare i più deboli e poveri, né riesce a soddisfare ciò che attendono le nuove generazioni, anche per superare una certa diffusa cultura che le rinchiude in se stesse, le porta a ricercare paradisi artificiali ed a sfuggire alle responsabilità della vita familiare e sociale. Occorre adoperarsi per una società nuova, in cui le persone possano contare di più, in cui alla lotta sia sostituito l'incontro di libertà e responsabilità, l'alleanza tra libero mercato e solidarietà, per promuovere un tipo di sviluppo che tuteli la vita, difenda l'uomo, specie il povero e l'emarginato, rispetti il creato, che è opera della mano di Dio.
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Preghiera per la dignità della persona. Preghiera di Giovanni Paolo II. Esistono beni che non si possono acquistare al mercato: fondamentale tra essi è la dignità della persona umana. Oltre ai...
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Quale valore ha il lavoro...oggi

06 aprile 2011 ore 16:36 segnala
Sono anni che vado avanti con lavori a tempo determinato, prima a giornata intera ed ora solo di 4 ore al giorno, prima avevvo contratti di un anno, poi siamo scesi a 6 mesi e poi ancora a tre, due, e anche di mese in mese...ma superi tutto e cerchi sempre di avere una speranza di trovare un lavoro a tempo indeterminato e questo è incominciato quando avevo già oltre 50 anni. Fino a poco tempo fa, riuscivo sempre a trovare delle motivazioni per svolgere nel migliore dei modi il lavoro...mi sforzavo di pensare che avendo una esperienza pluriennale, di essere ricompensato con un contratto a tempo indeterminato. Io già allora ho compreso che il lavoro fisso per molti anni in una stessa azienda ti porta dopo i primi anni a rilassarti, vieni ad avere meno stimoli, e quindi mi dicevo che dopo un certo numero di anni è giusto che uno cambi per ritrovare nuovi stimoli e nello stesso tempo un nuovo arricchimento nel campo lavorativo. Ma ho scoperto invece con il passare del tempo che quello che ritenevo un giusto modo la flessibilità, invece è come un capestro dove a trovare un posto di lavoro è diventato sempre più difficile e alla fine ti accontenti di avere qualsiasi tipo di lavoro pur di lavorare, anche accettando a quasi 58 anni un lavoro a partime, quando essendo vicino alla pensione sarebbe giusto, questo è il mio pensiero, lavorare a giornata intera...Ma non solo i tuoi incarichi che avevi all'inizio vengono in certo senso diminuiti, in fin dei conti erano alvori di second'ordine, lavori di archivio, e soprattutto essendo in un'azienda che si sta progredendo si doveva fare dei corsi di informazione, e invece scopri che quei corsi che erano di tua competenza, sono stati assegnati ad una collega che con il mio lavoro non ha nulla a che fare, se non in minima parte...e allora mi chiedo ma un uomo della mia età è ancora un valore aggiunto nel campo lavorativo o siamo solo dei numeri?...Oggi il lavoro ti da ancora dei stimoli per cercare di dare il meglio di te stessi oppure è solo uno sfruttamento delle persone fino a che servono e poi via, ora non mi occorri più...ma oggi l'esperienza lavorativa di una persona ha ancora un valore...
Io dico la verità, non ho più nessuna voglia di lavorare, proseguo solo fino a che mi dicono che potrò andare in pensione, ma senza più nessun stimolo...dai tanto per poi trovarti messso in un angolo!!!
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Sono anni che vado avanti con lavori a tempo determinato, prima a giornata intera ed ora solo di 4 ore al giorno, prima avevvo contratti di un anno, poi siamo scesi a 6 mesi e poi ancora a tre, due,...
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