Felicità di una festa...

11 aprile 2011 ore 17:14 segnala
Sabato, una giornata molto calda, tanto da far sembrare di essere quasi all'inizio dell'estate, ma sappiamo bene che questo non è, e la natura ciò che ci ha dato in questi giorni ci farà ritornare al tempo giusto più fresco e anche piovoso, perchè sappiamo dai nostri padri che ci hanno insegnato che se l'acqua non arriva durante la fine dell'inverno, arriverà durante la primavera. Sabato sera era una serata meravogliosa con un cielo terso, limpido, con l'arrivo del buio poi la temperatura è diminuita e si stava veramente bene ed ho deciso di portare mia moglie alla festa della Sacra Spina, che vi è nella mia vallata, una delle feste più sentite della bergamasca. La Sacra Spina, non è nientr'altro che una delle spine che componevano la corona che Nostro Signore Gesù Cristo aveva in testa durante la sua Passione Crocifissione. Secondo la storia che ora vi racconto in modo sommario: "La reliquia con la sacra Spina viene portata a San Giovanni Bianco da un valoroso guerriero, un certo Vistallo Zignoni, che la porta da Parigi nel 1495,dove viene venerata e celebrata la Domenica di passione 15 giorni prima della Pasqua. Secondo la tradizione ogni Venerdì Santo la Sacra Spina produceva fiori miracolosi, finche' ad interrompere il prodigio venne nel 1598 il sacrilego furto da parte di un ex filatore ed ex galeotto del paese, tal Bernardo Archaino. La reliquia fu ben presto ritrovata, ma da allora il miracolo non ebbe piu' luogo. Cio' non impedì che il culto della reliquia divenisse quello piu' sentito dell'intera Valle Brembana. Ed dopo oltre 3 secoli torno' anche la fioritura miracolosa. Parliamo di quanto avvenuto nella notte del 27 Marzo 1932, una data impressa a fuoco nella storia di San Giovanni Bianco e delle migliaia di fedeli della Sacra Spina.
Verso le 16.00 alla presenza di sessanta persone la reliquia viene estratta dalla campana di vetro e deposta su un tavolo della secrestia. La commissione la esamina attentamente e compila un verbale di constatazione da cui risulta pero' che la Sacra Spina non presenta alcun fenomeno particolare rispetto al suo stato normale. Dopo la perizia, la reliquia viene quindi ricollocata al suo posto. La delusione nella folla che gemiva tutto il centro di San Giovanni Bianco fu grande. Ma non per questo cessarono le preghiere e le adorazioni pubbliche diurne e notturne. Il giorno di Pasqua alle ore 14.30 la reliquia viene esposta sull'altare ed e' un fiume ininterrotto di folla quello che vi sfila davanti. Verso le 23.00 il parroco Don Davide Brigenti nota nella Santa Spina qualcosa di strano ma, spossato dalla fatica, decide di ritirarsi. Viene quindi chiamato il medico comunale, dottor Paolo Bianchi, membro della commissione tecnica, il quale rileva sulla reliquia "una macchia rossa sanguigna, viva ed umida che tendeva a dilatarsi visibilmente in alto, visibile ad occhio nudo ad un metro di distanza". Il Coadiutore Don Taramelli ne da' notizia alla folla ancora numerosa. Si, e' davvero una striscia di colore sanguigno vivo quella che si vede, a forma di fiamma rovesciata, dalla lunghezza di circa 10 mm e dalla larghezza di 2 mm. La voce del miracolo si diffonde in un attimo in paese e nelle frazioni e la chiesa si riempie di gente emozionata e commossa che canta il Te Deum, l' inno della Sacra Spina Exite Filiae Sion e Noi Vogliam Dio.
Ma particolarmente insolita fu la durata del fenomeno perche' l'arrossamento fu notato ancora per diversi mesi a seguire. I fatti della sera di Pasqua ebbero un' eco grandissima anche fuori provincia. Si calcola che nelle due settimane seguenti alla fioritura siano arrivato a San Giovanni Bianco piu' di 200.000 pellegrini, a una media di 15.000 al giorno.
La Ferrovia della Valle Brembana si affretto' ad istituire corse straordinarie, ben 24 tra andata e ritorno nelle 2 Domeniche successive al prodigio. E moltissimi erano anche quelli che in segno di penitenza arrivavano a piedi. La chiesa rimase aperta ininterrottamente giorno e notte per 2 settimane, con lunghe file di fedeli incanalati in un percorso obbligato con breve sosta davanti al tronetto su cui la Sacra Spina era esposta. Domenica 10 Aprile fu organizzata una festa di ringraziamento con fiaccolata, fuochi artificiali e grandi falo', che vide la partecipazione di oltre ventimila persone (novemila delle quali giunte in Ferrovia)."

Già a leggere queste righe sulla storia della sacra Spina fa venire i brividi lungo la schiena, ma quando ti trovi li davanti a pochi centimetri dalla reliquia, la gioia ti pervade in tutto il corpo, per chi crede, sapendo che quella è stata una delle spine che hanno forato e insanguinato il volto di Cristo. Quando siamo usciti dalla parrochiale, gusti per le vie del paese un vero senso di gioia e di trepidazione per lo spettacolo che deve avvenire quello dei fuochi d'artificio e di tanti falò che si accendono sui pendii di tutta la vallata, l'illuminazione strabiliante che da ancor di più un senso di felicità, che ti riempie il cuore, in quei momenti riesci a dimenticare i problemi che hai e ti lasci trasoportare dal clima di festa, sembra che in quei momenti si viva in mondo diverso dal solito, un mondo dove regna la serenità, vedi la gente che si scambia sorrisi, battute, che scherza e chiacchera di mille cose e della maestosità dell'addobbo che vi è in chiesa e nelle vie del paese. e poi tutti che si portano lungo le rive del fiume, che attraversa il paese per prepararsi a seguire lo spettacolo di fuochi. Man mano si vedono che si accendono i falò e poi ad un tratto ecco che parte il primo colpo e dal quel momento per circa venti minuti, si rimane tutti esatasiati dai vari giochi di disegni, di colori e botti che disegnano nel cielo i fuochi, tanto sono forti che quasi quasi non si riesce a parlare con chi ti sta accanto...ma non importa, è la bellezza dello spettacolo che in quel momento conta. Quando temina lo spettacolo si vede che la gente torna a respoirare tanto che la bellezza dello spettacolo ti porta a trattenerlo...Quando arrivo a casa io e mia moglie siamo stai ben felici di aver trascorso una serata veramente bella, che ci ha portato per tre ore ad essersi dimenticati dei problemi che abbiamo, ma ne è valsa la pena, perchè noi dobbiamo saper trovare vari tempi così per vivere in modo sereno e saper affrontare le difficoltà della vita con più tranquillità e razocinio.

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Sabato, una giornata molto calda, tanto da far sembrare di essere quasi all'inizio dell'estate, ma sappiamo bene che questo non è, e la natura ciò che ci ha dato in questi giorni ci farà ritornare al...
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11/04/2011 17:14:46
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