L'accoglienza

28 marzo 2011 ore 17:50 segnala
Guardando in questi giorni tutte le immaginiche provengono da ogni angolo della Terra, e soprattutto dal nostro lembo estremo dell'Italia, Lampedusa, un'isola piccola ma bellissima, rigogliosa, famosa per la sua speciale accoglienza...ora quell'isola non la riconosco più, mi sembra tutto fuorchè u'isola con il paesaggio favoloso e il suo mare splendido, pertfino il colore azzurro del mare non sembra più così azzurro. L'isola sembra che debba affondare da un momento all'altro tanti sono gli immigrati che sono giunti dalla vicina Africa del Nord, tutto davastato ma soprattutto il modo come sono sistemati, sotto il cielo aperto, senza poter avere un giaciglio su cui dormire. E qui faccio due riflessioni: la prima, ma è mai possibile che una nazione come la nostra che ha sempre saputo affrontare tragedie ben più grandi di questa non sappia organizzare un'immigrazione come quella che sta avvenedo in questi, e tanto più si sapeva da giorni che molti avrebbero cercato una vita migliore al di fuori dei loro paesi dove sono pochi quelli che hanno tanta ricchezza mentre il popolo vive nella miseria più assoluta. Ma dov'è finita la nostra capacità di saper affrontare questi problemi, tanto più che è stat creata un'associazione capillare quale la protezione civile, ma mi da l'idea che Lampedusa fa comodo quando attira turisti e quindi denaro che in parte finiscono nelle tasche del governo, mentre ora mi sembra abbandonata a se stessa. La seconda e maggiore è: noi sappiamo ancora accogliere, chi è disperato, chi è in cerca di uan vita migliore, chi è in cerca di un lavoro che gli permetta di sentirsi una persona dignitosa di far parte di questa terra? Mi viene in mente, in questi giorni di quaresima il brano di vangelo: Ero nudo e mi avete vestito, era assetato e mi avete dato da bere, avevo fame e mi avete dato da bere, non avevo casa e mi avete accolto. Queta domanda per prima me la pongo a me stesso, e oggi mi ritrovo quasi senza risposta, quasi mi scopro che non sono come colui che ha saputo accogliere in casa sua il Signore, mi scocpro ad avere pensieri di non accoglienza, mi dico io non ho un lavoro stabile e noi ora dobbiamo darlo a loro, quando potrebbero stare a casa sua? Mia moglie mi ha detto bene, guarda che anch'io sono stat una emigrante, e sono stata accolta, mi hanno istruito, avevo amici tra loro, e quindi perchè anche noi non dobbiamo saper asccogliere questa povera gente, e dare loro un fututo, aiutarli a crescere. Ma soprattutto rifletto e penso all'accoglienza che riceviamo, ed ho anzi non ho ricevuto, cambiando paese qui sempre nella nostra terra. Oggi scopro che questo non avviene più, ognuno cerca di stare con i propri amici dello stesso paese, non cerca di dare il benvenuto a chi viene ad abitare in un nuovo paese. Mi sento quasi un estraneo, ma in fin dei conti siamo tutti italiani, non provengo da un paese straniero ma è come lo fosse, pochi sono quelli che cercano di farmi far parte della comunità nuova, ebbene sono 8 anni che abito in questo nuovo paese, ma è come se fossi arrivato solo ieri, io sono andato incontro a quelli del paese presentandomi e chiedendo di poterne far parte, ma è bastato poco, una disoccupazione, per seentirsi più soli di prima, di quando ero arrivato. Questo purtroppo è lo sopaccato della società d'oggi, una società che oltre a essere egoista e individualista, è una società rinchiusa nel proprio paese, nel proprio borgo. Ma allora perchè andiamo tanto in chiesa e quando ascoltiamo questo brano, non sappimao metterlo in pratica? Ma siamo cristiani, o solo quando ci fa comodo, come nelle grandi feste? Il Signore nasce tutti i giorni, egli muore per colpa nostra, ma lui sempre sescita tutti i giorni e ci perdona...certo noi siamo solo delle persone deboli, con tutte le nostre debolezze, i nostri pregi e nostri difetti. Ma dovremmo saper ritornare come facevano i nostri padri, che sapevano dar un pezzo di pane a chi ne aveva bisogno.
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Guardando in questi giorni tutte le immaginiche provengono da ogni angolo della Terra, e soprattutto dal nostro lembo estremo dell'Italia, Lampedusa, un'isola piccola ma bellissima, rigogliosa,...
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28/03/2011 17:50:34
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Commenti

  1. sott.osopra 30 marzo 2011 ore 09:12
    caro Alberto, hai ragione è molto difficile e gravosa questa situazione che andrà sicuramente peggiorando! però, purtroppo l'essere umano è fatto così, pieno di insicurezze e molto, molto ingenuo!
    ora provo a spiegarti il mio pensiero: tenendo come esempio il grande libro della Bibbia. ogni suo passo è una metafora che possiamo paragonare alle vicende della storia. prendi per esempio la genesi, la parte iniziale, è una bellissima metafora di quello che sta succedendo adesso! adamo ed eva erano stati posti nel giardino dell'eden o paradiso terrestre, dovevano rispettare delle regole se volevano vivere per sempre, ma sviati da una figura negativa, hanno disobbedito. volevano quell'unica cosa che non potevano avere!! tornando ai nostri giorni, nei quali nessuno ha regole è impossibile sostenere una situazione del genere. le persone che arrivano da noi, pensando di trovare, il paradiso, per prima cosa, dovrebbero, con umiltà accettare le regole, capire che anche il poco ricevuto è un dono prezioso. ma purtroppo l'uomo non è così, pensa che tutto gli è dovuto, a presindere.
    la gente italiana ha paura di essere privata delle proprie cose, della propria serenità, dove c'è promisquità non vi può essere pace, poichè l'uomo non rispette le regole.
    adamo ed eva non rispettando le regole furono cacciati dal paradiso! è una questione di superiorità dettata dall'essere umile che l'uomo ancora deve raggiungere. ancora tante cose da dire ti abbraccio con affetto valeria

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