LA VISIONE DI UN FANTASMA

28 luglio 2013 ore 15:44 segnala
Era solamente il gemito del vento,
oppure un esangue grido di disperazione?
Quanta angoscia,
può nascondersi nelle pieghe d’una interminabile notte.
Ci consolammo, tutti insieme.
Le unghiate della pioggia,
erano come aculei acuminati,
conficcati sempre più dentro una carne lacerata dal rimpianto.
Le pieghe di esistenze tormentate.
Fu in quell’istante, che si affievolì la luce.
Ed ebbe inizio la visione..
Se fu solo un pallido spettro..
L’eco di un lontano, dimenticato, istante
O un fantasma ringhiante,
funesto aggrovigliarsi
Di antichi malumori..
Di morti violente..
Questo non è dato saperlo.
Nessun protagonista ormai lo ricorda.
Non più.
Chiamarono uno spiritista.
A mesmerizzare quello spirito,
ma questo portò solo ad una roboante risata,
nel cuore dell’oscurità.
Si fece beffe di tutti i presenti, quell’involucro.
“Come sono inutili i vostri affanni”,
ci vomitò addosso, in linguaggi arcaici
che pure non avemmo difficoltà a capire.
Simboli sacri e acque purificatrici,
gli diedero solo un altro motivo per dileggiarci.
Poi, com’era venuto indietreggiò.
Così doveva essere..
Sia fatta la volontà del Verbo Divino..
Ci piacque credere.
Ci stringemmo la mano dicendoci che
Le nostre formule liturgiche lo avevano riconfinato
In quegli anditi bui..di dimore uggiose..
Dove aveva dormito il sonno dei secoli.
E nel silenzio sentimmo il rullo di tamburo,
dei nostri cuori..locomotive ansimanti.
Non potremmo mai scordare quegli istanti.
Eppure il ricordo, è solo un grumo appassito
Che s’affaccia al davanzale e prende il volo.
Ma le sensazioni..quelle mai!
Quell’odore di sangue sulle mani..
Quel soffocante senso di vicoli ciechi…
Ci disperdemmo, sapendo che non ci saremmo rivisti.
Che non ne avremmo mai più parlato..
E passarono stagioni e lutti..
Fu la visione di un fantasma
O di uno spettro..
E in un solo momento,
la giovinezza aveva spiccato un salto.
E ci ritrovammo con la stanchezza degli anni piegati.
Senza saperci spiegare,
dov’era finito l’anelito giovanile..
preferimmo non far più menzione
di quella notte.
Ma ad ogni stagione,
cavalcava nel vento
la Caccia Selvaggia di quel demone affamato..
qualcuno alza il dito in cielo..indica.
Altri marchiano a fuoco la parola “rimorso”.
E’ soltanto la vita..
Che viene, che va. Che brucia in un attimo.
Lasciatemi chiudere gli occhi,
ho parlato abbastanza.
E se domani, non dovessi svegliarmi:
Un bicchiere di vino e una canzoncina goliardica.
Niente frasi roboanti. Niente lapidi nel bosco.
Di me, dite soltanto che vissi.
E che me ne andai com’ero venuto.
Che quel fantasma poté, magari, turbarmi,
ma che al volgere del giorno
già in me bruciava un’inesausta voglia di vita.
Nonostante le cicatrici..
E sappiate bene che i fantasmi,
sono solo lo sbiadito rancore
degli attimi mai assaporati…
“non mi sono mai lasciato piegare”
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28/07/2013 15:44:20
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Commenti

  1. Sgrinfia.08 12 giugno 2017 ore 18:51
    wow meravifliosa...Quanti fantasmi ci portiamo dentro...Quante cicatrici...
    La cosa importante e' non lasciarsi trasportare dal buio e reagire..
    Un abbraccio..

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