VISIONE (PER NON CEDERE ALL’OBLIO) 6/6/2015 (2015)

06 giugno 2015 ore 15:37 segnala
Mi osservava.
Dall’altra parte.
Attraverso un vetro rotto.
E, dalle crepe
Mi sorrideva.
Con quello sguardo puro.
Incontaminato.
Dolente.
E dolce. Come solo un addio sa essere.
“Non puoi venire con me”.
“Non ti è dato attraversare la soglia”,
non saprei dire se fosse la sua voce
o soltanto un riverbero del sibilo del vento,
a farmela immaginare.
Ma seppi che era così.
Che non l’avrei rivisto.
Non ora. Non lì.
Perché non era giunto il tempo.
Non per me.
Ancora.
Fu come una pugnalata all’Anima.
Avrei voluto almeno chiedergli
Com’era in quel posto.
Se c’era, davvero, un altro posto.
Se fosse meglio.
Peggio.
O fosse, soltanto, lo stesso schifo.
Ma c’era un numero limitato di frasi.
Non poteva comunicarmi di più.
Cercò, con quel sorriso
Di lavarmi sensi di colpa che
Non avrei dovuto avere.
Eppure mi laceravano il respiro.
Non c’era rimedio per quella solitudine
Fatta di doveri e sacrifici.
Sopportati ma non imposti.
In quel suo lento, rassegnato
Scivolare in un’esistenza di sopravvivenza.
Fino a quella domenica mattina.
E quella caduta. Accidentale e fatale.
E a quel coma. Crudele o liberatorio?
Non ho mai osato neanche impormi il quesito.
Se potessi tornare indietro potrei impedirlo?
E, soprattutto, tu lo vorresti?
Quel fisico minato,
quello spirito, ormai, malato.
Mentre salvavi tutti,
ma sopportavi un peso tanto grande.
C’è chi dice che certe fini siano un nuovo inizio.
Che non ci sia una vile ingiustizia
Nel non ricompensarti
Di tutte le privazioni,
per poi farti volare via, in questo modo quasi ironico.
Eppure, io darei tutto quello che ho.
Per riavere il tuo sorriso.
Anche solo un istante.
Per quel profumo di bosco,
per quella luna che si specchia nel mare.
Per quei momenti, in cui avevi sempre
Una speranza per aiutarmi a non cadere mai.
In cui mi dimostravi un’amicizia infinita,
per cui non ha mai chiesto il conto.
In cui non sei stato mai avido di sostegno.
Mai una volta,
la ragioneria del “dare”-“avere”. MAI.
E io non so, cosa ti abbia dato in cambio.
Ma una cosa posso promettertela.
Non sei sbiadito dal mio ricordo affettuoso.
Sei ancora là.
Minuto dopo minuto.
Ed è così che ti onoro, ogni giorno.
Provando disperatamente
A meritare, anche solo un poco,
di essere quello che riuscivi ad essere tu.
E, forse: non ci riuscirò fino in fondo.
Ma dentro di me, non ti lascerò mai sfiorire..
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Mi osservava. Dall’altra parte. Attraverso un vetro rotto. E, dalle crepe Mi sorrideva. Con quello sguardo puro. Incontaminato. Dolente. E dolce. Come solo un addio sa essere. “Non puoi venire con me”. “Non ti è dato attraversare la soglia”, non saprei dire se fosse la sua voce o soltanto un...
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06/06/2015 15:37:40
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Commenti

  1. A.Lu 13 giugno 2015 ore 16:07
    Avrai, avremo risposte solo nell'attimo in cui anche noi ce ne andremo.
    Non si dovrebbe mai pensare a come sarebbe stato se...se...purtroppo la realtà la viviamo, il resto rimane un'idea, un desiderio, qualcosa di assolutamente impalpabile. Sii sereno. E' bellissimo che porti dentro di te la sua splendida immagine e i suoi insegnamenti e proprio per questo un po', molto, continua a vivere.
    Il tuo scritto è uno splendido, seppur a tratti doloroso, canto d'Amore.
  2. Alcest1974 14 giugno 2015 ore 12:37
    la morte di uno dei migliori amici,per di più improvvisa,è qualcosa di devastante..e,purtroppo,negli anni l'ho subita numerose altre volte..quando,poi,senti che il tuo amico(quasi un fratello)se n'è andato dopo troppi sacrifici,e con troppi "crediti",con troppe insoddisfazioni il rimpianto è ancora più grande..ti ringrazio per lo splendido commento :)
  3. MissAstrid 06 febbraio 2016 ore 21:01
    ....la morte lo ha portato via....si...Lei....lo ha scelto
    ..la morte priva chi resta... chi guarda impotente questo furto improvviso di affetti... ma dona a chi viene scelto immunità totale da sofferenze, malattie, dolori che la vita impone...Quest'ultima ...è tanto amata perchè la si conosce...perchè nonostante tutte le difficoltà sappiamo con cosa abbiamo a che fare....invece la morte è una perfetta sconosciuta...l'ignoto spaventa...ma forse non è come pensiamo...
  4. Alcest1974 06 febbraio 2016 ore 21:31
    ma infatti è uno strappo per chi resta.La perdita..

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