LA SESSUALITA' DELLA DONNA

07 dicembre 2011 ore 10:05 segnala
LA SESSUALITA' DELLA DONNA

1)IL CONCETTO DI SESSUALITA' E LO SVILUPPO DELLA SESSUALITA' FEMMINILE

Il comportamento sessuale nella specie umana è legato ad un insieme di FATTORI INNATI ED ACQUISITI di ordine culturale,che nel loro complesso informano l'intera personalità,sia dell'uomo sia della donna,caratterizzandoli sul piano della SESSUALITA'. Sessualità è quindi somma di motivazioni ed insieme di capacità di espressioni che distinguono e qualificano,pur accomunandoli nella coppia,l'uomo e la donna. Lo sviluppo a cui ogni individuo va incontro nell'ambito della sessualità si collega sia alle variazioni fisiche del suo organismo,sia alla evoluzione di quelle stesse motivazioni acquisite già ricordate;evoluzione possibile,quindi,grazie a fattori di ordine culturale,mutamenti ambientali,esperienze personali,ecc.A tale sviluppo si collega la multiforme capacità di esprimersi sessualmente da parte dell'individuo umano,che rende sostanzialmente irripetibile ogni singola esperienza. Pur nell'ambito di questa variabilità,tuttavia,è possibile riconoscere una serie di caratterizzazioni particolari,che orientano abitualmente il comportamento degli appartenenti ad un sesso nei confronti dell'altro sesso e viceversa. Per quanto riguarda in modo particolare LA DONNA,è stato osservato che lo sviluppo del desiderio sessuale avviene in essa in maniera più lenta e meno marcata e dipende molto più che per l'uomo,da stimoli sessuali esteriori,tanto che dalla pubertà in poi la tendenza alla soddisfazione degli istinti stessi va progressivamente aumentando,almeno fino alla fine del terzo decennio di vita e risulta molto di più legata all'esperienza sessuale,via via acquisita,che non all'impulso ormonale,che fin dalla pubertà esercita tutta la sua azione. Esiste inoltre nella donna una più forte necessità di provare sentimenti di amore e di tenerezza con il suo partner sessuale e lo svilupparsi più maturo del suo erotismo etero-sessuale comporta in genere anche una componente materna. E' altamente probabile che molte,se non tutte queste caratterizzazioni non siano realmente connaturate allo sviluppo della sessualità femminile ed è indubbio che i modelli culturali propri di ogni civiltà incidono in misura notevolissima su queste caratteristiche. E' evidente ad esempio,il ruolo fondamentale giocato,in qualunque società ed in qualunque ambiente,dai fattori educativi. Questi,secondo gli schemi prevalenti nella società di tipo occidentale,hanno da lungo tempo mirato,soprattutto nelle bambine,a reprimere gran parte delle espressioni che possono riferirsi alla sessualità,tesi invece a potenziare in esse le caratteristiche di moglie-madre,inserita in un ambiente dominato dalla figura maschile. Appare pertanto attualmente necessario ricercare e valutare quale sia,oggi nella donna,la sua reale tendenza ad una libera espressività sessuale,a cui d'altra parte le modificazioni del comportamento sessuale,con i mutamenti di costume della nostra epoca,danno opportunità di estrinsecazione ignorate fino a non molto tempo fa. La comprensione dello sviluppo della sessualità richiede naturalmente la conoscenza delle tappe attraverso le quali essa si estrinseca e che sono state largamente analizzate ed approfondite nel loro significato fa FREUD in poi. Per molti secoli il concetto di sessualità ha trovato infatti,soprattutto nell'opinione corrente della società di tipo occidentale,possibilità di accettazione solo se posto in esclusiva correlazione con il fenomeno riproduttivo. Sia sul piano biologico sia su quello psicologico è derivata da questa impostazione la convinzione che i problemi sessuali assumano un significato per l'individuo umano solo dall'epoca della pubertà,parallelamente cioè allo svilupparsi della capacità di essere fertile. In conseguenza della stessa impostazione è stata ritenuta necessaria la repressione di ogni tendenza istintuale,sia in epoca precedente sia successiva a quella puberale. Gli istinti,infatti,sono stati considerati incompatibili con ogni duratura associazione civile e con la conservazione stessa degli istituti e delle strutture che la società umana,almeno nella sua impostazione occidentale,era riuscita a darsi. La rivoluzione provocata da FREUD consistette proprio nel ritenere la sessualità una potente forza,di per sè motivante del comportamento umano,capace di affiorare,con la sua energia primitiva,anche dietro le vicende della più complessa ed elaborata manifestazione di vita civile. Ad essa si devono,nell'interpretazione freudiana,tensioni e rotture psichiche a livello di singoli individui,di coppie e di interi gruppi sociali. Questo stato di cose è capace di esprimersi nell'individuo in modo significativo anche attraverso manifestazioni innocenti,quali i sogni. Freud intende come "fenomeni sessuali" una vasta serie di eventi,identificandoli,in sostanza,col piacere sensoriale. Egli afferma che nel corpo umano,oltre alla zona genitale,esistono anche altre aree erotiche,in particolare la bocca e l'ano e al limite,tutta la superficie corporea può essere ritenuta erotogena. La sensibilità sessuale,definita in termini psicoanalitici "energia libidica" ,si sviluppa gradualmente fin dalla nascita,per poi sbocciare nell'età sessualmente matura:
1)nel primo anno di vita l'energia libidica predomina nella regione della bocca (stadio orale della sessualità);
2)per i due anni successivi si accentua intorno all'ano (stadio anale);
3)in seguito,dai tre anni ai sei anni circa,si focalizza nei genitali (stadio fallico);
4)a questo punto lo stadio cosidetto di "latenza",periodo in cui,attraverso un complesso travaglio interiore,la maturazione psicosessuale si arresta. Si nota una relativa desessualizzazione dei rapporti con gli altri ed una prevalenza della tenerezza sui desideri sessuali;
5)si giunge alla sessualità matura,conseguita con il completarsi dei processi adolescenziali (stadio genitale);
6)l'atteggiamento sessuale dell'adulto contiene,secondo Freud,elementi di tutti i precedenti stadi di sviluppo ed è modellato dalle esperienze compiute in ognuno di questi stadi. Queste enunciazioni,in modo estremamente sommario ed approssimato,sintetizzano la particolare descrizione data da Freud della maturazione e della evoluzione della sessualità nell'individuo umano. Gli psicanalisti moderni se da una parte hanno confermato le intuizioni di Freud sul simbolismo sessuale,il complesso edipico,ecc.dimostrando come questi fenomeni siano collocabili in un periodo anche anteriore a quello ipotizzato da Freud stesso,dall'altra (sempre seguendo indicazioni riscontrabili nell'opera freudiana più matura) hanno posto l'attenzione sui problemi legati all'introduzione del bambino alla vita di relazione psico-familiare,durante la quale deve svilupparsi in lui l'apprendimento della possibilità di fidarsi o di non fidarsi di un altro essere umano. Sebbene possa anche avere un grande interesse per i più tardivi rapporti sessuali,il periodo orale appare soprattutto centrato sull'importanza di un buon rapporto iniziale con la madre. Analoghi il problema e le obiezioni relative allo stadio anale. Gli psicologi dello sviluppo sono d'accordo sul fatto che le abitudini relative all'evacuazione sono anch'esse semplicemente un aspetto della socializzazione generale di un bambino di quell'età,che utilizza,naturalmente,anche tutta una vasta serie di altri fattori di socializzazione primaria. Ma il più noto dei concetti psicosessuali di Freud è quello del "complesso di Edipo" ,che suppone una corrente sotterranea di attrazione sessuale e di gelosia in seno alle famiglie. Il bambino svilupperebbe un certo sentimento sessuale per la persona che più ha avuto cura di lui,cioè la madre e questo lo porrebbe in antagonismo col padre. Nel caso delle BAMBINE Freud ammette una possibilità analoga a quella dei maschietti,complicata però dal fatto che la bambina deve,in questa luce,spostare i suoi sentimenti positivi trasferendo verso il padre la sua predilezione,che pure per essa era stata,in un primo tempo,rivolta verso la madre. Ulteriori complicazioni sorgerebbero in relazione alla cosiddetta "angoscia di castrazione" ,determinata nelle femmine dalla scoperta delle differenze anatomiche tra i sessi. I moderni psicanalisti ritengono che Freud considerasse le cose sessuali in maniera troppo ristretta e biologica. Tale materia acquista invece importanza attraverso i valori culturali che vi si connettono:così,ad esempio,la bambina non avrebbe gelosia dell'anatomia maschile,ma del ruolo socialmente vantaggioso accordato al maschio nella nostra civiltà da molti gruppi sociali,fin dall'infanzia. Le osservazioni su alcune società permissive di tipo primitivo,dimostrano che il comportamento sessuale si sviluppa in realtà in modo graduale e continuo,senza periodi di latenza sessuale. Le osservazioni di Freud a questo proposito avrebbero quindi valore limitato alla società in cui egli viveva ed il periodo di latenza,se e dove esiste,sarebbe il risultato di una inibizione culturale,piuttosto che una pausa biologia nella maturazione. Nella progressiva evoluzione della sessualità va notata una differenza importante tra maschio e femmina. Mentre il bambino ha,fin dall'inizio,per la stessa nutrizione,un rapporto eterosessuale,per la bambina questo rapporto di base è omosessuale,il rivolgimento dell'interesse sessuale al maschio implica quindi un cambiamento di direzione della "libido",energia che per la psicanalisi è la stessa in ogni stadio di sviluppo. Da quanto esposto,appare chiaro che lo sviluppo psicosessuale ed il relativo equilibrio psicosessuale femminile attraversano alcuni punti nodali,capaci di incidere in maniera significativa sulla definitiva affermazione di una personalità in evoluzione. Esiste una PROBLEMATICA PUBERALE DELLA RAGAZZA,legata soprattutto al suo rapporto con i genitori,nei confronti dei quali deve,in questo periodo,realizzarsi anche un mutamento di quelli che erano i precedenti rapporti di dipendenza infantili:dalla riuscita di questo distacco dipende in misura notevole la successiva possibilità di una piena maturazione della sessualità. Sarà infatti motivo di disturbo,nella scelta del suo partner sessuale,nel modo di vivere il rapporto sessuale ed in senso più lato nell'intera vita coniugale,il persistere di legami di tipo infantile,col padre o con la madre. La comparsa della PRIMA MESTRUAZIONE,inoltre,si inserisce proprio in questo periodo che precede nettamente il completamento di un adeguato sviluppo psichico postpuberale. Sorgono allora possibilità di vedere anche nel primo episodio mestruale (ed in quelli che lo seguono) situazioni nelle quali può identificarsi,in realtà,la paura della propria sessualità in via di risveglio. La mestruazione può essere in qualche caso considerata come castigo,come del resto può anche essere interpretata quale occasione per richiamare su di sè attenzione ed interesse. Attraverso la progressiva evoluzione adolescenziale sia lo squilibrio emotivo della pubertà,sia il possibile,successivo oscillare tra eccessi erotici e rifiuti dei propri istinti sessuali,possono lasciare il posto ad una equilibrata inclinazione eterosessuale,dopo che siano stati rimossi l'attrazione inibente per il padre (con il tabù dell'incesto) ed il rapporto tra madre e figlia. La donna riesce così a prendere coscienza della sua sessualità attraverso il riconoscimento della propria realtà psico-fisica,dei suoi ritmi biologicamente determinati,delle sue reazioni individuali. Essa può conquistare una sempre più ampia capacità di esprimersi sessualmente e raggiungere,talora anche in modo contestativo,una reale padronanza di se stessa in questo campo. Una personalità femminile matura può allora accettare i suoi desideri erotici,senza bisogno di coartare la componente sessuale del proprio io,ma riuscendo a vivere e se necessario ad adattare i suoi istinti,in accordo con le regole socioculturali che essa accetta. Tali regole,d'altra parte,se in qualche misura risultano inaccettate,inevitabilmente concorrono a creare CONFLITTI di
variabile entità,capaci di influenzare l'equilibrio psico-fisico della donna. Questo equilibrio ha quindi nella componente sessuale che lo caratterizza una grossa possibilità di trovare occasione di conferma o motivo di turbamento. Il ruolo che in esso giocano,proprio nell'ambito sessuale,i fattori biologici,ha indubbiamente la sua importanza: basti pensare che il risveglio degli stimoli psicosessuali endogeni e la suscettibilità agli stimoli erotizzanti provenienti dall'esterno trovano nella sensibilizzazione ormonale delle strutture nervose ipotalamiche una importante centrale di controllo. In realtà,il condizionamento ormonale della sessualità umana è tuttora non sufficientemente chiarito. Questa situazione deriva dalla complessità dei fattori
psico-socio-culturali che interferiscono,in campo umano,su quella che potrebbe essere definita la base biologica della sessualità e che quindi rendono difficile l'esplorazione della pura realtà biologica dell'uomo in questo campo. La persistenza fino agli anni più recenti di innumerevoli tabù ha impedito,d'altra parte,di avere a disposizione un buon numero di dati scientifici. Appaiono oggi comunque affrettate le conclusioni di Kinsey (1953) che affermava che non si possono rilevare effetti specifici degli ormoni gonadici sul comportamento sessuale umano,ma che si può parlare,tutt'al più,solo di un'influenza aspecifica di questi ormoni,pari a quella di qualsiasi altro ormone,la cui azione può essere mediata da effetti metabolici di ordine generale. Tuttavia se si può affermare che non può essere dimostrato un ruolo essenziale degli ormoni per determinare nella donna gli aspetti del comportamento sessuale e se quindi anche gli androgeni surrenalici,da qualcuno definiti come gli ormoni della libido femminile,non giocano in realtà un ruolo fondamentale in condizioni fisiologiche ,non si può negare però che fattori ormonali intervengano a "modulare" la reattività ed il comportamento stesso della donna sul piano sessuale. Molte ricerche sono state fatte per stabilire l'esistenza di correlazioni tra ciclo ovarico e comportamento sessuale. Uno studio (Udry e Morris,1968)sulla frequenza del coito in relazione alle varie fasi del ciclo mestruale dimostra un'accentuazione sia del desiderio del coito sia della facilità di raggiungere l'orgasmo in corrispondenza della fase centrale del ciclo,con una diminuzione,invece,nella fase premestruale. Una diminuzione della libido viene messa in relazione,nella donna,con i livelli massimi di progesteronemia. Questo dato concorda con quanto è stato messo in evidenza in campo sperimentale,dove è stato dimostrato,nel Macacus Rhesus,un effeto inibitorio del progesterone sul comportamento sessuale.Ciò rende anche più suggestivi i dati relativi alla diminuzione della libido in donne che usano contraccettivi steroidei orali a prevalente clima progestinico,sebbene in questo campo siano molto più numerosi e non di ordine solo ormonale,i fattori che giocano un ruolo sulla libido. Pur tenendo nel debito conto tutte le possibili considerazioni sul ruolo degli ormoni,non si può negare tuttavia che la REATTIVITA' SESSUALE DELLA DONNA ADULTA DIPENDE,INDISCUTIBILMENTE,MOLTO PIU' DAL SUO SVILUPPO PSICOSESSUALE CHE DALLA SITUAZIONE ENDOCRINA. ---------- Confermano il significato di questa affermazione numerose osservazioni di facile rilievo,alcune delle quali sono già state ricordate: dal persistere della reattività sessuale al di là del climaterio,al comportamento sessuale immodificato che viene conservato da donne castrate in età feconda,mentre lo sottolinea ulteriormente la dipendenza del comportamento sessuale da fattori ambientali e culturali.

2) FISIOLOGIA DEL RAPPORTO SESSUALE A LIVELLO FEMMINILE

Per quanto riguarda la definizione stessa di cosa debba intendersi per "normale soddisfazione degli stimoli sessuali nella donna" ,è noto che esistono tuttora correnti di ricercatori che ritengono che la caratterizzazione fisiologica dell'orgasmo non possa trovare nel cosiddetto orgasmo clitorideo una soddisfacente possibilità di realizzazione,perchè esso sarebbe espressione di una sessualità non matura,mentre solo l'orgasmo vaginale esprimerebbe un significativo criterio di raggiunta maturità sessuale. Altri ricercatori pensano invece che a livello vaginale non esista una diretta possibilità di provocare l'orgasmo il quale,quindi,dipenderebbe sempre dagli impulsi esercitati su clitoride,introito vaginale e perineo,capaci di determinare una reazione secondaria sulla vagina. Ricerhe più recenti sembrano portare alla conclusione che orgasmo clitorideo e vaginale debbano in genere venir considerati allo stesso modo e che una netta delimitazione tra orgasmo clitorideo e vaginale non possa neanche venire proposta,in condizioni normali su soggetti normali. Le stesse considerazioni di ordine anatomo-fisiologico sui genitali femminili portano infatti ad escludere la possibilità dell'esistenza isolata di un orgasmo del clitoride e della vagina. Una diversa enfasi può tuttavia realizzarsi per interferenze psicologiche. E' dimostrato,infatti,che vulva,introito vaginale e terzo inferiore della vagina hanno una innervazione sia vegetativa sia somatica che manca nei due terzi superiori della vagina,per cui sono queste due sezioni,nel loro complesso,che si comportano diversamente anche dal punto di vista motorio e non sono invece rilevabili differenze qualificanti tra stimolazioni solo clitoridee o solo vaginali. All'inizio della stimolazione sessuale in tutto il settore costituito da vulva,introito vaginale e terzo inferiore della vagina si osserva un'intensa iperemia,con congestione,che porta poco prima dell'orgasmo ad un restringimento del lume del terzo inferiore della vagina. Nella parte superiore della vagina,invece,fin dall'inizio della stimolazione sessuale,si ha una dilatazione del lume,che col progradire dell'eccitazione tende ulteriormente ad aumentare,mentre si appiattiscono le pliche vaginali. Questa differenza funzionale raggiunge il massimo della sua evidenza proprio durante l'orgasmo,allorchè la parte superiore della vagina reagisce con movimenti di contrazione e dilatazione irregolari,mentre l'utero si porta verso l'alto e verso l'indietro,con un ulteriore ampliamento del fornice vaginale. Il terzo vaginale inferiore,invece,è a questo punto interessato da contrazioni-pulsazioni regolari ed apprezzabili,che si succedono in numero variabile da tre-quattro ad un massimo di circa 10,mentre la muscolatura del pavimento pelvico e del perineo e la metà inferiore dei muscoli retti sono anch'essi coinvolti nelle contrazioni ritmiche,che determinano un sollevamento del bacino. Possono associarsi a tale attività anche altri gruppi di muscoli come quelli delle estremità. La funzione secretoria della vagina ha invece un comportamento unitario e già circa trenta secondi dopo l'eccitamento tutta la vagina reagisce con l'escrezione di un trasudato che serve alla lubrificazione della vagina stessa ed è conseguenza della dilatazione del plesso venoso vaginale. Le ghiandole del Bartolini,contrariamente alle vecchie credenze,partecipano in misura insignificante alla reazione provocata dallo stimolo sessuale. A livello del canale cervicale,infine,sembra possibile rilevare nelle nullipare una leggera dilatazione dell'orificio uterino,mentre non si avrebbero variazioni della secrezione mucosa. Le reazioni generali alla stimolazione sessuale sono anch'esse di notevolissima entità e si caratterizzano a vari livelli (tachicardia,dilatazione vascolare,iperventilazione,dilatazione pupillare). La risposta del sistema nervoso vegetativo dipende naturalmente dalla costituzione e dalle condizioni del soggetto,ma è anche correlata alle esperienze vissute dal soggetto stesso. L'intensità delle reazioni somatiche e quindi dello stesso orgasmo viene,nella donna,turbata da esperienze negative più facilmente che nell'uomo,per cui giocano in lei un ruolo molto più importante inibizioni o stimolazioni emotive,l'importanza attribuita all'episodio che sta vivendo,le condizioni ambientali,la profondità della sua esperienza sessuale e la sua suscettibilità nei confronti della vita sessuale. Il raggiungimento della soddisfazione del desiderio erotico e sessuale da parte di ambedue i componenti della coppia caratterizza quella situazione ottimale definita di " EUPAREUNIA". Secondo una teoria definita "unità funzionale della coppia" la sollecitazione dell'uomo determinerebbe il superamento delle caratteristiche di passività della donna; l'inizio della secrezione vaginale,che compare con l'eccitazione sessuale,darebbe all'uomo il segno di risonanza e disponibilità sessuale della donna e l'eiaculazione verrebbe riconosciuta dalla donna localmente e attraverso l'apprezzamento delle reazioni maschili,facilitando in lei la provocazione dell'orgasmo e dandole allo stesso tempo una sensazione di piena unione. In realtà,l'eupareunia non dipende affatto da un perfetto parallelismo e sincronismo delle reciproche sensazioni di eccitamento e di soddisfazione ed i fattori psichici,tipicamente umani,comportano la possibilità di vivere soddisfacentemente l'atto sessuale anche quando la successione,precedentemente descritta,viene realizzata solo in parte. Intorno a quella situazione ideale,enunciata nel concetto di unità funzionale della coppia,può quindi articolarsi tutta una larga gamma di variabili condizioni che in buona parte consentono ugualmente un pieno accordo sessuale ed una reciproca,valida soddisfazione.

3) LE TURBE DELLA SESSUALITA' DELLA DONNA

A) FRIGIDITA' E ANORGASMIA

Con il termine di FRIGIDITA' si definisce l'ASSENZA DI DESIDERIO SESSUALE e quindi una INSUFFICIENTE O TOTALMENTE MANCANTE CAPACITA' EROTICA ED UN'INCAPACITA' DI RISPOSTA ADEGUATA AD OGNI STIMOLAZIONE SESSUALE.
Con il termine di ANORGASMIA ci si riferisce invece all' IMPOSSIBILITA' DI RAGGIUNGERE L'ORGASMO, cioè di conseguire un acme durante l'attività sessuale normale. Questo in alcuni casi può portare ad una serie di disfunzioni psichiche ed organiche. In altri casi,invece,l'anorgasmia non giunge ad identificarsi con un quadro patologico e consente alla donna di sperimentare l'atto sessuale in modo che lei definisce,per ragioni culturali,soddisfacente,nonostante che sia per lei impossibile giungere all'orgasmo. Cause organiche responsabili di queste condizioni possono essere legate ad alterazioni dello sviluppo gonadico o all'esistenza di gravi stati morbosi (lue,sclerosi a placche,danni neurologici centrali o periferici). Sul piano endocrinologico,mentre è da credere che solo situazioni di grave entità possano portare a profonde e permanenti alterazioni della componente biologica della libido,bisogna tuttavia rilevare che variazioni anche lievi della situazione ormonale,talora indotte dall'assunzione di farmaci,possono provocare transitorie e variabili modificazioni dell'atteggiamento e della reattività nei confronti dell'attività sessuale. In particolare è noto come talora anche trattamenti estro-progestinici attuati a scopo contraccettivo possono indurre una diminuzione della libido. A cause comunque,di ordine psichico,vanno in linea generale attribuite la maggior parte delle condizioni di frigidità e dei disturbi dell'orgasmo ed i connessi sintomi anche di ordine psicofisico. Si può ritenere in linea di massima che stimoli disturbanti esterni possano scatenare una frigidità vera solo su una personalità già nevrotica,mentre allorchè agiscono su una personalità ben strutturata riescono perlopiù a creare al massimo disturbi lievi e facilmente curabili. Una delle cause più frequenti di anorgasmia o di frigidità può essere rappresentata dalla paura della gravidanza,da cui si può giungere ad un atteggiamento di non accettazione del coito e quindi di non accettazione del partner. Ad una condizione di questo tipo deve richiamarsi anche la frigidità che si osserva dopo un parto,alla quale si associano frequentemente disturbi del ciclo che fanno spesso pensare a cause ormonali,in realtà non responsabili della frigidità. Un'altra frequente possibilità di insorgenza di anorgasmia o frigidità è legata alla sensazione che porta la donna a reagire quando si considera strumentalizzata e devalorizzata dal punto di vista sessuale. La psicanalisi ha messo in rilievo come questo senso di essere disprezzata abbia origini remote e risalga ai primissimi rapporti con i genitori,molto spesso con la madre. Una particolare condizione,infine,può essere rappresentata da quello che può definirsi "un complesso di virilità" che si osserva in donne per le quali la stessa donazione sessuale appare come un peso ed una umiliazione inaccettabili. L'omosessualità femminile non va però intesa in questa luce,anche perchè la donna omosessuale non è necessariamente frigida ed anorgastica e la sua situazione è talora da colegarsi ad un disturbo dello sviluppo psicosessuale,in rapporto alle figure dei genitori. Il TRATTAMENTO della FRIGIDITA' o dell'ANORGASMIA è frequentemente condotto con la somministrazione di androgeni,o,specie se la donna è già in menopausa,consigliando l'uso di estrogeni. Ambedue queste terapie possono sensibilizzare le zone reattive genitali e possono quindi influire positivamente anche a livello psichico. In realtà in alcuni casi l'ormonoterapia sembra offrire più guarigioni da suggestione,per le forme lievi,che non vere possibilità di successo. Una volta chiarita la natura PSICHICA della condizione di inibizione,sarà soprattutto a questo livello che occorrerà sviluppare la terapia,la quale tuttavia potrà qualche volta giovarsi anche di un apporto farmacologico sia di tipo ormonale sia neurolettico .

B) VAGINISMO E DISPAREUNIA

Il vaginismo,nelle sue manifestazioni di maggiore entità,è caratterizzato da uno spasmo dei muscoli elevatori,dalla contrazione riflessa degli adduttori e da una conseguente lordosi,che insorgono in occasione di ogni tentativo di coito,rendendolo il più delle volte impossibile. Il vaginismo può considerarsi raro e certamente è meno frequente delle alterazioni dell'orgasmo o della frigidità. Condizioni organiche,come la provocazione di ferite nel corso del coito,l'esistenza di processi infiammatori,la persistenza di un imene molto resistente o la presenza di malformazioni,sono da considerare cause eccezionali,transitorie o aggiunte. Nella maggior parte dei casi anche questa situazione trova a livello psichico le sue motivazioni,che sono rappresentate però da fattori di non grave entità,anche se possono essere legate a tentativi inconsci di difesa o di rifiuto della penetrazione nel coito e che per lo più sono facilmente curabili. Le pazienti,eliminate queste cause,in genere possono giungere,ad avere una normale attività sessuale. La DISPAREUNIA,restrittivamente intesa come condizione caratterizzata dalla presenza di dolore durante l'atto sessuale,è in genere condizionata,molto più di tutte le altre situazioni precedentemente ricordate,da malattie organiche. Possono riscontrarsi in questi casi processi infiammatori di diversa natura a carico della vulva (irritazioni nella regione della forchetta),della vagina,forme di annessite e/o di parametrite,di endometriosi,di varicocele pelvico,alterazioni di posizione dell'utero (retroversione,sindrome di Allen e Masters) ed ognuna di queste condizioni va di volta in volta individuata e sottoposta agli opportuni trattamenti specifici. La sensazione dolorosa del primo coito può talora essere conservata e ricordata e può condizionare anche a lungo una dispareunia. Frequente è la dispareunia dopo che la donna ha partorito. In qualche caso può essere sostenuta da una perineorrafia troppo stenosante. In molti altri casi,però,esiste indubbiamente una motivazione psicogena. Per quanto riguarda la TERAPIA ,mentre le forme organiche andranno trattate secondo le esigenze che ognuna di esse denuncerà,quelle di origine psichica dovranno ovviamente trovare la loro soluzione a livello psicoterapico.

C) STERILITA' PSICOGENA

Anche se è impossibile valutare il fenomeno in termini numerici,si constata spesso che una gravidanza insorge dopo misure di valore puramente psicologico: il concepimento dopo l'adozione di un bimbo da parte della coppia sterile,la possibilità di concepimento dopo sola psicoterapia,il concepimento dopo sostituzione del partner,peraltro sicuramente fertile,la frequente presenza tra i soggetti sterili di donne che sono anche frigide ed anorgastiche, documentano che una sterilità di natura puramente psicogena non può considerarsi di raro riscontro. Il più frequente motivo di una sterilità psicogena consiste in genere proprio nella paura di non riuscire a concepire,specialmente allorchè un timore morboso in questo senso viene indotto dall'ambiente in cui la donna vive (parenti che desiderano la nascita di nipotini,esistenza di congiunti il cui matrimonio è già fertile,ecc.). Altre paure possono colegarsi alla possibilità che nasca un figlio deforme,al timore di difficoltà finanziarie,al timore per la gravidanza ed il parto,mentre in altri casi le motivazioni sono più complesse e possono risultare legate all'attività delle pazienti,al rapporto col partner,ecc.Il meccanismo con cui può determinarsi una sterilità psicogena viene collegato in genere ad un'occlusione tubarica spastica,ma è noto che fattori emotivi possono anche determinare un blocco dell'ovulazione,periodi di amenorrea o emorragie funzionali. Anche sull'endometrio e sul secreto cervicale può essere ipotizzata l'azione indiretta di fattori di ordine psichico. Sul piano terapeutico il trattamento è strettamente condizionato alla possibilità di un chiaro riconoscimento della motivazione psicogena quale unico fattore condizionante la sterilità. Questo chiarimento non è facile,tenuto conto anche della possibile esistenza di altri fattori,poco identificabili con le comuni metodiche,come ad esempio i fattori di ordine immunologico,che pure possono sostenere casi di sterilità per i quali non viene messa in evidenza nessuna delle più comuni cause,organiche o funzionali. Oltre alla psicoterapia non si deve però dimenticare l'ausilio che può venire da trattamenti farmacologici,tendenti a risolvere ,con l'uso di antispastici e neurolettici,l'eventuale spasmo tubarico che causa a questo livello un'occlusione funzionale e a trattare eventuali blocchi ipotalamici con l'uso di farmaci induttori dell'ovulazione (clomifene,ecc.).

D) ALTRI ASPETTI DI PATOLOGIA PSICOGENA NELLA DONNA

Condizioni chiaramente correlate a turbe della sessualità femminile di ordine psichico possono verificarsi a molti altri livelli e con varie altre manifestazioni oltre quelle ricordate. Tra tali manifestazioni si possono elencare:

-alterazioni del ciclo di origine psicogena
-amenorree psicogene
-metrorragie psicogene
-dismenorree psicogene
-tensione premestruale psicogena
-algie pelviche su base psichica
-lombalgie psicogene
-leucorrea psicogena
-prurito vulvare psicogeno
-disturbi psicogeni della minzione
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LA SESSUALITA' DELLA DONNA 1)IL CONCETTO DI SESSUALITA' E LO SVILUPPO DELLA SESSUALITA' FEMMINILE Il comportamento sessuale nella specie umana è legato ad un insieme di FATTORI INNATI ED ACQUISITI di ordine culturale,che nel loro complesso informano l'intera personalità,sia dell'uomo sia della...
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