SOCRATE

05 settembre 2011 ore 13:03 segnala
SOCRATE
Socrate è nato nel 470 a.C. ha dedicato alla filosofia l'intera esistenza ed è morto per essa,non ha scritto nulla. La ricerca socratica ha per oggetto esclusivamente l'uomo e il suo mondo cioè la comunità in cui vive. La sua missione è quella di promuovere nell'uomo la ricerca intorno all'uomo. Questa ricerca deve tendere a mettere l'uomo,ogni singolo uomo,in chiaro con se stesso,a portarlo al riconoscimento dei suoi limiti e a renderlo giusto,cioè solidale con gli altri. Perciò Socrate fece suo il motto delfico " Conosci te stesso " e fece del filosofare un esame incessante di se stesso e degli altri: di se stesso in rapporto agli altri,degli altri in rapporto a se stesso. La prima condizione di questo esame è il riconoscimento della propria ignoranza. Nessuno degli uomini sa nulla veramente,ma è sapiente solo CHI SA DI NON SAPERE,non chi s'illude di sapere e ignora così perfino la sua stessa ignoranza. E in realtà solo chi sa di non sapere CERCA di sapere,mentre chi si crede in possesso di un sapere fittizio non è capace della ricerca,non si prende cura di sè e rimane irrimediabilmente lontano dalla verità e dalla virtù. Questo principio socratico rappresenta la netta antitesi polemica della sofistica. Contro i sofisti che facevano professione di sapienza e pretendevano insegnarla agli altri,Socrate fa professione di ignoranza. Il sapere dei Sofisti è un non-sapere,un sapere fittizio privo di verità,che dà solo presunzione e boria e impedisce di assumere l'atteggiamento sommesso della ricerca,l'unico che si addice agli uomini. Il mezzo per promuovere negli altri questo riconoscimento della propria ignoranza,è l'IRONIA. L'ironia è l'interrogazione diretta allo scopo di svelare all'uomo la sua ignoranza,di GETTARLO NEL DUBBIO E NELL'INQUIETUDINE PER IMPEGNARLO NELLA RICERCA. L'ironia è il mezzo per svelare la nullità del sapere fittizio,per mettere a nudo l'ignoranza fondamentale che l'uomo nasconde anche a se stesso con l'apparenza di un sapere fatto di parole e di vuoto. L'ironia è l'arma di Socrate contro la boria dell'ignorante che non sa di essere tale e perciò si rifiuta di esaminare se stesso e di riconoscere i propri limiti. Essa è la scossa che la torpedine marina comunica a chi la tocca e di fatto scuote l'uomo dal torpore e gli comunica il dubbio che lo avvia alla ricerca di sè. Ma appunto per questo è anche una LIBERAZIONE.

LA MAIEUTICA (dal greco maieutikè e sottinteso tèchne) sta per " l'arte della levatrice ",ma
l'espressione designa il metodo socratico che è un metodo dialettico d'indagine
filosofica basato sul dialogo.


Socrate non si propone dunque di comunicare una dottrina o un complesso di dottrine.Egli non insegna nulla: comunica soltanto lo stimolo e l'interesse per la ricerca. In tal senso egli paragona la sua arte a quella della madre levatrice. La sua arte consiste essenzialmente nel saggiare con ogni mezzo se il suo interlocutore ha da partorire qualcosa di fantastico e di falso o di genuino e di vero. Egli si dichiara sterile di sapienza. Accetta come vero il rimprovero che molti gli fanno,di saper interrogare gli altri,ma di non saper rispondere nulla lui stesso. La divinità che lo costringe a far da ostetrico gli vieta di partorire;ed egli non ha alcuna scoperta da insegnare agli altri e non può fare altro che aiutarli nel loro parto intellettuale. E gli altri,quelli che lo avvicinano,da principio sembrano completamente ignoranti,ma poi la loro ricerca diventa feconda ,senza che tuttavia imparino nulla da lui. Quest'arte maieutica non è in realtà che l'arte della ricerca associata. L'uomo non può giungere in chiaro con se stesso da solo. La ricerca che lo concerne non può cominciare e finire nel recinto chiuso della sua individualità: può essere invece soltanto il frutto di un DIALOGARE continuo con gli altri,come con se stesso. Qui è veramente la sua antitesi polemica con la sofistica. La sofistica è un INDIVIDUALISMO RADICALE. Il sofista non si cura degli altri se non per carpire,a tutti i costi e senza preoccuparsi della verità,quel consenso che gli assicura il successo; ma non arriva mai alla sincerità con se stesso e con gli altri. Socrate paragona la sofistica all'arte della cucina che cerca di soddisfare il palato ma non si cura che i cibi siano giovevoli al corpo. La maieutica è invece simile alla medicina che non si preoccupa di procurare dolori al paziente pur di conservarne o ristabilirne la salute. All'individualismo sofistico Socrate contrappone,non il concetto di un uomo universale,di un uomo-ragione che non abbia più nulla dei caratteri precisi e differenziati del singolo,ma il legame di solidarietà e di giustizia tra gli uomini,per il quale nessuno di essi può liberarsi o compiere qualcosa di buono da solo,ma ognuno è legato agli altri e può progredire solo col loro aiuto e aiutandoli a sua volta. L'universalismo socratico non è la negazione del valore degli individui : è il riconoscimento che il valore dell'individuo non si può intendere nè realizzare se non nel RAPPORTO TRA GLI INDIVIDUI. Ed ecco quindi che l'interesse di Socrate,in quanto intende promuovere in ogni uomo la RICERCA DI SE' ,si rivolge naturalmente al problema della VIRTU' e della GIUSTIZIA.

SCIENZA E VIRTU'

La ricerca di sè è nello stesso tempo ricerca del vero sapere e del miglior modo di vivere: cioè è insieme ricerca del sapere e della virtù. Sapere e virtù si identificano,secondo Socrate. L'uomo non può tendere che a sapere ciò che deve fare o ciò che deve essere; e tale sapere è la virtù stessa. Questo è il principio fondamentale dell'etica socratica. I più degli uomini credono che sapienza e virtù siano due cose diverse,che il sapere non abbia nessuna potenza direttiva sull'uomo e che l'uomo,anche quando SA che cosa è il bene,possa esser vinto dal piacere e allontanarsi dalla virtù. Ma a Socrate una scienza che sia incapace di dominare l'uomo e che lo lasci in balia degli impulsi sensibili,non sembra neppure una scienza. Se l'uomo si abbandona a questi impulsi,ciò vuol dire che egli sa o crede di sapere che tale sia la cosa più utile o più conveniente per lui. Un errore di giudizio,quindi l'ignoranza,è la base di ogni colpa e di ogni vizio. E' un cattivo calcolo quello che fa preferire all'uomo il piacere del momento,nonostante le conseguenze cattive o dolorose che possono derivare; e un calcolo errato è frutto di ignoranza. Chi sa veramente,fa bene i suoi calcoli,sceglie in ogni caso il piacere maggiore,quello da cui non può derivargli nè dolore nè male.; e tale è soltanto il piacere della VIRTU'.Non è necessario,dunque,che l'uomo rinunci al piacere perchè sia virtuoso. La virtù non è la negazione della vita umana,ma la vita umana perfetta comprende il piacere ed è anzi il piacere massimo. La differenza tra l'uomo virtuoso e l'uomo che non lo è,è che il primo sa fare il calcolo dei piaceri e scegliere il maggiore; il secondo non sa fare questo calcolo e si abbandona al piacere del momento. La VIRTU' non è nè puro piacere nè puro sforzo,ma calcolo intelligente. La virtù è scienza,secondo Socrate,in primo luogo perchè non si può essere virtuosi semplicemente conformandosi alle opinioni correnti e alle regole di vita già conosciute. E' scienza perchè è ricerca,ricerca autonoma dei valori su cui la vita deve fondarsi.

LA RELIGIONE

Per Socrate il filosofare è una missione divina,un compito affidato alla persona da un comando divino. Egli parla di un DEMONE,di un'ispirazione divina che lo consiglia in tutti i momenti decisivi della vita. Si interpreta comunemente questo dèmone come la voce della coscienza; in realtà è il sentimento di una investitura dall'alto,proprio di chi ha abbracciato con tutte le forze una missione. Il sentimento della DIVINITA' è perciò sempre presente alla ricerca socratica,come SENTIMENTO DEL TRASCENDENTE,di ciò che è al di là dell'uomo e superiore all'uomo e dall'alto lo guida e gli offre una garanzia provvidenziale. Niente è più estraneo allo spirito di Socrate di un sapere che sia o pretenda di essere rivelazione divina. Ciò che la divinità comanda,secondo Socrate,è l'IMPEGNO nella ricerca e lo SFORZO verso la giustizia; ciò che essa garantisce è che " per l'uomo onesto non vi è male nè nella vita nè nella morte ". Ma quanto alla VERITA' e alla VIRTU' l'uomo deve cercarle e realizzarle da sè.

L'INDUZIONE E IL CONCETTO

Due cose si possono attribuire a Socrate : i ragionamenti INDUTTIVI e la definizione dell'UNIVERSALE. Il ragionamento induttivo è quello che,dall'esame di un certo numero di casi o affermazioni particolari,risale ad un'affermazione generale che esprime un concetto. Per esempio,dalle affermazioni che chi ha imparato l'architettura è architetto,chi ha imparato la musica è musico,chi ha imparato la medicina è medico,Socrate risale all'affermazione generale che chi ha imparato una scienza è tale,quale è reso dalla scienza stessa. Il ragionamento induttivo muove quindi alla definizione del CONCETTO; e il concetto esprime l'ESSENZA o la natura di una COSA ,ciò che la cosa veramente E'.Il SAPERE di cui egli vuole risvegliare il bisogno e l'interesse negli uomini,deve essere una SCIENZA,procedente secondo un metodo rigoroso. E difatti solo una scienza di questo genere,con la sua perfetta oggettività,permette agli uomini di intendersi e di associarsi nella comune ricerca.Socrate ha avuto il merito indubitabile di essere l'iniziatore della ricerca scientifica.Ma la questione fondamentale è quella del significato che il CONCETTO ha per Socrate. Indubbiamente i concetti che Socrate ha elaborato sono tutti di carattere etico-pratico e riguardano il dover essere e non la realtà di fatto. Ma qualsiasi concetto,teoretico o pratico,ha per oggetto l'essenza delle cose,il loro essere permanente o la loro sostanza. Che cosa sia la sostanza o l'essenza è poi il problema che Socrate lasciava in eredità ai suoi successori.

LA MORTE DI SOCRATE

Tre cittadini Meleto,Anito e Licone accusarano Socrate di corrompere la gioventù insegnando credenze contrarie alla religione dello stato. Fu condannato a morte,ma avrebbe potuto evitarlo facilmente,ma non lo fece perchè volle dare con la sua morte una testimonianza al suo insegnamento. Aveva vissuto fino allora insegnando la GIUSTIZIA e il rispetto della legge; non poteva con la sua fuga essere ingiusto verso le leggi della sua città e smentire così,nel momento decisivo,tutta la sua opera di maestro. Pur non avendo un'assoluta certezza dell'immortalità dell'anima,nutriva la SPERANZA di una vita dopo la morte che fosse per gli uomini giusti migliore che per i malvagi. Aveva 70 anni,sentiva di aver compiuta la sua missione,di esserle rimasto fedele tutta la vita e di doverle ancora dare,con la morte,l'ultima prova di fedeltà. La SCIENZA è per Socrate la ricerca razionalmente condotta e la virtù è la forma di vita propriamente umana: la loro identità è il significato non soltanto dell'opera,ma della personalità stessa di Socrate.
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SOCRATE Socrate è nato nel 470 a.C. ha dedicato alla filosofia l'intera esistenza ed è morto per essa,non ha scritto nulla. La ricerca socratica ha per oggetto esclusivamente l'uomo e il suo mondo cioè la comunità in cui vive. La sua missione è quella di promuovere nell'uomo la ricerca intorno...
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