304

27 giugno 2016 ore 10:19 segnala




"La gentilezza"
di Naomi Shihab Nye

Prima di sapere che cosa sia veramente la gentilezza
devi perdere qualcosa,
devi sentire il futuro dissolversi in un momento
come il sale in un brodo leggero.
Quello che tenevi in mano,
quello che avevi contato e conservato con tanta cura
tutto questo deve andare così saprai
quanto possa essere desolata la terra
fuori dalle regioni della gentilezza.
E quanto vai avanti a viaggiare,
pensando che l'autobus non si fermerà mai,
che i passeggeri che stanno mangiando pollo e mais,
continueranno a guardar fuori dai finestrini per sempre.

Prima di imparare la dolce qualità della gentilezza,
devi viaggiare fin dove l'Indiano, nel suo poncho bianco,
giace morto sul ciglio della strada.
Devi capire che potresti essere tu quell'uomo
e che anche lui era qualcuno
che viaggiava nella notte con dei progetti
e con il semplice respiro che lo teneva in vita.

Prima di riconoscere che la gentilezza è la cosa più profonda in noi,
dobbiamo riconoscere che è il dolore l'altra cosa più grave; profonda.
Devi svegliarti con il dolore.
Devi parlare al dolore
finché la tua voce non avrà afferrato
il filo di tutte le sofferenze
e avrai dunque visto l'intero tessuto.

Allora è solo la gentilezza ad avere un senso,
è solo la gentilezza che ti allaccia le scarpe
è solo la gentilezza che ti fa uscire incontro al giorno
a imbucare una lettera o comprare il pane,
è solo la gentilezza che alza la testa
in mezzo alla folla del mondo per dire
è me che hai cercato da sempre,
e che poi ti accompagna ovunque
come un ombra o un amico.



Cold, cold heart: British post rock band.
f3e10534-7875-4af3-94b7-21963054b1fd
« immagine » "La gentilezza" di Naomi Shihab Nye Prima di sapere che cosa sia veramente la gentilezza devi perdere qualcosa, devi sentire il futuro dissolversi in un momento come il sale in un brodo leggero. Quello che tenevi in mano, quello che avevi contato e conservato con tanta cura tutto ...
Post
27/06/2016 10:19:51
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    2
  • commenti
    comment
    Comment
    1

303

10 maggio 2016 ore 21:02 segnala


Sonetto 29
quando in disgrazia con la
fortuna ed agli occhi degli uomini,
tutto solo nella mia condizione di
emarginato ,ed invoco le sorde orecchie
del cielo con i miei inutili lamenti,
e guardando dentro me stesso maledico
la mia sorte,desiderando di essere come
chi e' piu' ricco di speranze, di
bellezza e di amici,o ancora
invidiando al prossimo con taluno
la sua arte ,o ad altri il loro
potere,sempre insoddisfatto di cio'
che io possiedo; e mentre quasi mi
disprezzo in questi pensieri,
felicemente inizio a pensarti ,
e come l'allodola gioiosa si alza
in volo all'alba,dalla cupa terra,
canto inni all'ingresso del paradiso:
ed il ricordo del tuo amore mi porta
ad una tale felicita',che disprezzerei
di cambiare la mia condizione perfino
con quella di un re

William Shakespeare



322cba4a-c857-4bba-b717-361043b6e1ea
« immagine » Sonetto 29 quando in disgrazia con la fortuna ed agli occhi degli uomini, tutto solo nella mia condizione di emarginato ,ed invoco le sorde orecchie del cielo con i miei inutili lamenti, e guardando dentro me stesso maledico la mia sorte,desiderando di essere come chi e' piu' r...
Post
10/05/2016 21:02:00
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    5
  • commenti
    comment
    Comment
    3

302

02 maggio 2016 ore 16:20 segnala





Me ne andrò.

Dove andrai, senza sapere dove?
- Anche se non lo so, lasciami andare
me ne andrò con il vento e non importa lasciare tracce
me ne andrò di nuvola in nuvola anche se non piove
me ne andrò con le stelle anche se non brillano
me ne andrò scalzo e non solo per sfuggire le guerre, l’indifferenza, la fame
l’odio che si nasconde nelle vene,le minacce e le vendette che puntano alle spalle

io sono nomade, sono nato nella sabbia sotto il sole come gli animali
sono libero come il vento, come la carovane che rompono l’immensità, sono libero,
figlio delle terra e della sua grandezza
ho tanti fratelli che voglio conoscere e voglio abbracciare
e soprattutto quelli che lottano per la libertà

dove andrai, senza sapere dove?

- Dove non importa, lasciami solo andare
e non voglio che mi mostri l’oriente o l’occidente
né il nord o il sud, lasciami solo andare a mostrare questo cuore libero
imprigionato dentro di me
per sfidare le barriere del colore e della religione

dove andrai se non sai come?
come non importa
perché ho nella fronte un sole
E nella voce un clamore
me ne andrò di palmo in palmo di abbraccio in abbraccio
perché appartengo a tutte le stirpi
e a tutte le credenze

me ne andrò anche se tu non vuoi per abbattere
le frontiere e per mischiare le razze
me ne andrò anche se tu non vuoi per costruire
a cielo aperto un luogo senza nome
dove gli uomini sotto il sole si fondono in abbracci e perdoni
perché tutti abbiamo lo stesso sangue e sotto il sole la stessa ombra.

Poesia Saharawi














c93ef1a5-ca50-4022-bdb2-40f681dadc3e
« immagine » Me ne andrò. Dove andrai, senza sapere dove? - Anche se non lo so, lasciami andare me ne andrò con il vento e non importa lasciare tracce me ne andrò di nuvola in nuvola anche se non piove me ne andrò con le stelle anche se non brillano me ne andrò scalzo e non solo per sfuggire ...
Post
02/05/2016 16:20:26
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    10
  • commenti
    comment
    Comment
    7

301

26 aprile 2016 ore 18:10 segnala






TRA MONTAGNE…
t
ra
mon
tagn
e che v
anno sv
anendo v
agano cri
stiane soa
vissime cam
pane e noi ci
saremo, tu
ci sarai,
io ci sar
ò?? Dun
que or
a bac
iam
oc
i


(EDWIN ESTLIN CUMMINGS da Che cos’è per me la tua bocca)






217b9c3f-6d8d-45a2-be10-d71093e65885
« immagine » « immagine » TRA MONTAGNE… t ra mon tagn e che v anno sv anendo v agano cri stiane soa vissime cam pane e noi ci saremo, tu ci sarai, io ci sar ò?? Dun que or a bac iam oc i (EDWIN ESTLIN CUMMINGS da Che cos’è per me la tua bocca) « immagine » « video...
Post
26/04/2016 18:10:40
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    7
  • commenti
    comment
    Comment
    3

300

04 aprile 2016 ore 16:45 segnala




Joan Manuel Serrat
Mediterraneo

Forse perché la mia infanzia
ancora gioca sulla tua spiaggia
e, nascosto dai canneti
riposa il mio primo amore,
porto la tua luce e il tuo odore
ovunque io me ne vada,
e, ammucchiati nella tua sabbia
conservo amore, giochi e dolore...
…io, che nella pelle ho il sapore
amaro del pianto eterno
che hanno versato in te centinaia di popoli
da Algeciras a Istanbul
per dipingere di blu
le loro lunghe notti invernali.
A forza di disgrazie,
la tua anima è profonda e oscura.

Ai tuoi rossi tramonti
sono abituati i miei occhi
come le curve alla strada.
Sono un cantore, un mentitore,
mi piace il gioco e il vino,
ho un’anima da marinaio.

Cosa posso farci, se io
sono nato nel Mediterraneo?

E ti avvicini e te ne vai
dopo aver baciato il mio paese:
giocando con la marea
te ne vai pensando al ritorno;
sei come una donna
profumata di resina
che si rimpiange e si vuole,
che si conosce e si teme.

E se un giorno per disgrazia
viene a cercarmi la Parca,
spingete in mare la mia barca
al vento di levante autunnale
e lasciate che la tempesta
distrugga le sue ali bianche.
E seppellitemi senza cordoglio
tra la spiaggia e il cielo ...
…sul pendio di una montagna,
più alto dell'orizzonte:
voglio un bel panorama.

Il mio corpo sarà sentiero,
darò il verde ai pini
e il giallo alla ginestra.

Vicino al mare, perché io
sono nato nel Mediterraneo!



(la parca: la morte)





























3b50f493-83da-4368-8449-eee03092a6b3
« immagine » Joan Manuel Serrat Mediterraneo Forse perché la mia infanzia ancora gioca sulla tua spiaggia e, nascosto dai canneti riposa il mio primo amore, porto la tua luce e il tuo odore ovunque io me ne vada, e, ammucchiati nella tua sabbia conservo amore, giochi e dolore... …io, che nell...
Post
04/04/2016 16:45:28
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    14
  • commenti
    comment
    Comment
    6

299

21 marzo 2016 ore 16:35 segnala


Il lonfo di Fosco MARAINI

Il lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce
sdilenca un poco, e gnagio s’archipatta.
È frusco il lonfo! È pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e t’arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.
Eppure il vecchio lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa lègica busìa, fa gisbuto;
e quasi quasi, in segno di sberdazzi
gli affarfaresti un gniffo. Ma lui zuto
t’alloppa, ti sbernecchia; e tu l’accazzi.
Ballo
Vortègida e festuglia o dulcibana
e sdrìllera che sdràllero! Sul fizio
la musica ci zùnfrega e ci sdrana
con tròdige buriagico e rubizio.
Lo sai che gli occhi gneschi e turchidiosi
son come abissi vèlvoli e maligi?
Lo sai che nei bluàgnoli miriosi
tracàcero con lèfane deligi?
Ah sdrìllera che sdràllero, mumurra
parole lampigiane ed umbralìe,
t’ascolto lucifuso nell’azzurra
voragine d’un’alba di bugie.
Via Veneto
Il Trònfero s’ammalvola in verbizie
incanticando sbèrboli giocaci,
sbramìna con solènnidi e vulpizie
tra i tavoli e gli ortèdoni fugaci.
Più raro più sinferbo più merconio
il Plòcrate dagli occhi a dragonetti
scocolla barcoluto e invereconio
all’ora dei morfegi e dei gorbetti.
Intorno convoltigiano le Sguince
allìcchere di giorcadi pornali
nel sole si smarmellano budrince
al neon s’affastigiano vetrali.





(Arthur "Art" Blakey (Pittsburgh, 11 novembre 1919 – 16 ottobre 1990) è stato un batterista statunitense.

Insieme a Kenny Clarke, Max Roach e Buddy Rich, è stato uno degli inventori della tecnica batteristica applicata al moderno stile bebop.)
1450c62e-ae9c-4d5e-a4df-5ba37ecb0f94
« immagine » Il lonfo Il lonfo non vaterca né gluisce e molto raramente barigatta, ma quando soffia il bego a bisce bisce sdilenca un poco, e gnagio s’archipatta. È frusco il lonfo! È pieno di lupigna arrafferia malversa e sofolenta! Se cionfi ti sbiduglia e t’arrupigna se lugri ti botalla e ti ...
Post
21/03/2016 16:35:17
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    6
  • commenti
    comment
    Comment
    4

298

02 marzo 2016 ore 21:33 segnala
Buona notte
Dorme il cane nel canile,
dorme il gatto sul fienile;
la gallina nel pollaio,
la formica al formicaio.
Dorme il pesce in fondo al mare,
dorme il sole e il casolare,
dorme il passero sul tetto,
dorme il bimbo nel suo letto.
Dormi tu che dormo anch’io
nella pace del buon Dio.



































Where the children sleep: raccolta fotografica di Magnus Wennman


eca34189-def0-4f88-9546-c08b5cb2bb6e
Buona notte Dorme il cane nel canile, dorme il gatto sul fienile; la gallina nel pollaio, la formica al formicaio. Dorme il pesce in fondo al mare, dorme il sole e il casolare, dorme il passero sul tetto, dorme il bimbo nel suo letto. Dormi tu che dormo anch’io nella pace del buon Dio. «...
Post
02/03/2016 21:33:36
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    10
  • commenti
    comment
    Comment
    7

297

25 febbraio 2016 ore 11:42 segnala




So vedere una mosca nel latte,
So riconoscere l’uomo dall’abito
So distinguere l’estate dall’inverno
So giudicare dal melo la mela
So conoscere dalla gomma l’albero,
So quando tutto è poi la stessa cosa,
So chi lavora e chi non fa un bel niente,
So tutto, ma non so chi sono io.

So valutare dal colletto la giubba
So riconoscere il monaco dall’abito,
So distinguere il servo dal padrone,
So giudicare dal velo la suora,
So quando chi parla sottintende,
So conoscere i folli ben pasciuti,
So riconoscere il vino dalla botte,
So tutto, ma non so chi sono io.

So distinguere un cavallo da un mulo,
So giudicare il carico e la soma,
So chi sono Beatrice e Belet,
So fare il tiro per vincere ai punti,
So separare il sonno dalla veglia,
So riconoscere l’errore dei Boemi,
So che cos’è il potere di Roma,
So tutto, ma non so chi sono io.

Principe, so tutto in fin dei conti,
So vedere chi sta bene e chi sta male,
So che la Morte porta tutto a compimento,
So tutto, ma non so chi sono io.

(François Villon, Ballata di cose da niente)

François Villon: vero nome François de Montcorbier (Parigi, 1431 o 1432 – dopo il 1463) è stato un poeta francese, ladro e vagabondo che visse per lungo tempo come un bandito, emarginato e ricercato.



0d24d919-a513-4bae-817c-7aef881d8831
« immagine » So vedere una mosca nel latte, So riconoscere l’uomo dall’abito So distinguere l’estate dall’inverno So giudicare dal melo la mela So conoscere dalla gomma l’albero, So quando tutto è poi la stessa cosa, So chi lavora e chi non fa un bel niente, So tutto, ma non so chi sono io. So...
Post
25/02/2016 11:42:20
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    7
  • commenti
    comment
    Comment

296

05 febbraio 2016 ore 17:47 segnala



Vivere non fa male

Definitivo, come tutto ciò che è semplice.
Il nostro dolore non deriva dalle cose vissute,
ma dalle cose che sogniamo e che non si realizzano.
Perché soffriamo tanto per amore?
Sarebbe meglio che la gente non soffrisse,
e ringraziasse anche solo per aver conosciuto una persona tanto buona,
che generò in noi un sentimento intenso
che ci ha accompagnato per un tempo ragionevole,
un tempo felice.
Perché soffriamo ?
Per tutti i baci cancellati, per l’eternità.
Soffriamo, non perché il nostro lavoro è stressante e paga poco,
ma per tutte le ore libere
che non abbiamo avuto per andare al cinema,
per conversare con un amico,
per nuotare, per innamorarci.
Perché automaticamente dimentichiamo quello che abbiamo goduto
e cominciamo a soffrire per i nostri progetti irrealizzati,
per tutte le città che avremmo potuto conoscere a fianco del nostro amore,
per tutti i figli che avremmo avuto piacere ad avere vicino,
per tutti gli show, i libri e i silenzi che avremmo gradito condividere,
Soffriamo, non perché nostra madre è impaziente con noi,
ma per tutti i momenti in cui le avremmo potuto confidare
le nostre più profonde angosce
e fosse interessata a comprenderci.
Soffriamo, non perché la nostra squadra ha perso,
ma per l’ euforia soffocata.
Soffriamo non perché invecchiamo,
ma perché il futuro è da noi confiscato,
impedendo così che ci accadano mille avventure,
tutte quelle con le quali sogniamo e
mai tentiamo di sperimentare.
Come alleviare il dolore di ciò che non fu vissuto?
La risposta è semplice come un verso:
Avere meno illusioni e vivere di più!!!
Ogni giorno che vivo,
mi convinco sempre più
che lo spreco della vita
è nell’amore che non diamo,
nelle forze che non usiamo,
nella prudenza egoista che non rischia mai,
e che, schivando la sofferenza,
fa perdere anche la felicità.
Il dolore è inevitabile.
La sofferenza è un accessorio extra.

(attribuita a Carlos Drummond de Andrade)



bb54bee2-1c57-468b-9fc0-f66b80e922ff
« immagine » Vivere non fa male Definitivo, come tutto ciò che è semplice. Il nostro dolore non deriva dalle cose vissute, ma dalle cose che sogniamo e che non si realizzano. Perché soffriamo tanto per amore? Sarebbe meglio che la gente non soffrisse, e ringraziasse anche solo per aver conosci...
Post
05/02/2016 17:47:24
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    8
  • commenti
    comment
    Comment
    3

piccole risposte

25 gennaio 2016 ore 17:06 segnala



"Procurati carta da macchina
prendi un foglio dopo l’altro
e copri il tavolo
la sedia
il termosifone
il pavimento
tutto ciò su cui
può stendersi un pezzo di carta
sino a rendere bianca l’intera stanza
Poi adàgiati sul posto residuo
copri te stesso
chiudi gli occhi
e col pensiero alla neve dell’anno passato
riposa un istante."

(Jiri Kolar, La neve dell’anno passato)








61bc818a-a187-4203-9b33-c876f7f94c39
« immagine » "Procurati carta da macchina prendi un foglio dopo l’altro e copri il tavolo la sedia il termosifone il pavimento tutto ciò su cui può stendersi un pezzo di carta sino a rendere bianca l’intera stanza Poi adàgiati sul posto residuo copri te stesso chiudi gli occhi e col pensiero all...
Post
25/01/2016 17:06:46
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    7
  • commenti
    comment
    Comment
    4