La resa del sole

06 maggio 2017 ore 18:23 segnala
Ho scelto di ascoltarlo qui questo temporale di primavera, nella mia dimora dei pensieri, in questa baita di vetri fragili e sottili dove d’inverno gli spifferi di vento freddo scuotono la pelle come fanno i ricordi con le pareti del cuore. E’ appena iniziato a piovere, ed e’ come se il sole, stamattina sorto quasi per costrizione, avesse perso la sua battaglia sulle nuvole prima ancora di provare a vendere cari i suoi raggi. In questa resa, c’e’ tutto il mio ultimo essere, rinunciare a scrivere per non accorgermi di essere troppo triste, vivere il presente con l’ansia di esserci o non esserci domani mentre la vita non mi aspetta e continua ad essere tutto cio’ che accade mentre penso ad altro. Ultimamente ho fatto un po’ di tutto; ho riso e pianto, ho sperato e rinunciato a farlo, ho scarabocchiato lettere senza mai spedirle, ho fotografato emozioni con la solita polaroid ormai vecchia ed inutile come i ricordi e l’emozioni che riusciva ad immortalare. Sono anche riuscito nell’impresa di perdonare; perdonare chi non ha avuto il coraggio di appartenermi, chi mi ha fatto del male, chi mi ha lasciato agonizzante senza nemmeno la pieta’ di finirmi con l’ultima stoccata, chi, suppongo una bellissima volpe rossa, ha divorato in una notte le mie cinque galline nere che avevo appena comprato affinche’, piu’ delle uova, mi regalassero la gioia di vederle libere, curiose, spensierate. Intanto un raggio di sole improvviso ha appena illuminato la solita sedia di paglia in quell’angolo dimenticato tra fuliggine e ragnatele mentre fuori vedo ginestre e papaveri ai quali la pioggia e’ riuscita a regalare colori addirittura piu’ brillanti. Ora ha smesso di piovere, ed e’ un peccato anche questo, anche stavolta non ho saputo scegliere; potevo essere compiutamente triste, finalmente vinto ed invece no, mi tocca restare cosi’, in bilico, come quel solito funambolo …. allenato a sfidare la sorte.
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Ho scelto di ascoltarlo qui questo temporale di primavera, nella mia dimora dei pensieri, in questa baita di vetri fragili e sottili dove d’inverno gli spifferi di vento freddo scuotono la pelle come fanno i ricordi con le pareti del cuore. E’ appena iniziato a piovere, ed e’ come se il sole,...
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06/05/2017 18:23:47
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