Il significato della vita......................

26 maggio 2014 ore 12:28 segnala
Un professore terminò la lezione, poi pronunciò le parole di rito: “Ci sono domande?“.
Uno studente gli chiese: “Professore qual è il significato della vita?“. Qualcuno tra i presenti che si apprestava ad uscire rise. Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era. “Le risponderò“, disse. Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse: “Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento più grande. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita. Anch’io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che ho, però, posso mandare luce – la verità, la comprensione, la bontà, la tenerezza – nei bui nascosti del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno. Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto. In questo, per me, sta il significato della vita"..................
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Un professore terminò la lezione, poi pronunciò le parole di rito: “Ci sono domande?“. Uno studente gli chiese: “Professore qual è il significato della vita?“. Qualcuno tra i presenti che si apprestava ad uscire rise. Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una...
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Ho fiducia...............

25 maggio 2014 ore 13:17 segnala
Ho fiducia nel processo della vita. Stiamo imparando come funziona la vita. È come imparare ad usare il computer. Quando abbiamo comprato il nostro primo computer abbiamo dovuto imparare i processi di base: come accenderlo, come spegnerlo, come iniziare e come finire un documento, come stampare. E noi eravamo stupiti delle meraviglie che si può fare con il computer.
Tuttavia, vediamo che si può fare molto di più quando si impara sul suo funzionamento.
Lo stesso vale per la vita. Più impariamo del suo funzionamento più cose belle arrivano a noi. La vita ha un ritmo e un flusso e io faccio parte di essa. La vita mi sostiene e mi dà solo le esperienze buone e positive. So che il processo della vita mi dà il maggior bene..........................................
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Ho fiducia nel processo della vita. Stiamo imparando come funziona la vita. È come imparare ad usare il computer. Quando abbiamo comprato il nostro primo computer abbiamo dovuto imparare i processi di base: come accenderlo, come spegnerlo, come iniziare e come finire un documento, come stampare. E...
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Nulla.....................

24 maggio 2014 ore 12:27 segnala
La vita non è un viaggio. Non è una meta. E’ un processo. Arrivate passo per passo. E se ogni passo è meraviglioso, se ogni passo è magico, lo sarà anche la vita. E non sarete mai di quelli che arrivano in punto di morte senza aver vissuto. Perché non vi sarete mai lasciati sfuggire nulla...........

Lasciare.............................

23 maggio 2014 ore 12:29 segnala
Lasciare significa: lasciare che per un po’ le cose seguano il loro corso, che si muovano liberamente senza il nostro intervento, finché la direzione del loro movimento non si mostri spontaneamente. Se rinunciamo a tentare di guidare le cose e quelle, muovendosi, si allontanano da noi, lasciamole andare. Molliamo la presa. Se le lasciamo andare per la loro strada, ci rendiamo liberi per qualcos’altro...................

Conosci te stesso e conoscerai il mondo.....................

22 maggio 2014 ore 12:36 segnala
C’è scritto sul Tempio dell’Oracolo di Delfi. Nosce te ipsum – “Uomo, conosci te stesso, e conoscerai l’universo e gli Dei” Con questa frase si può riassumere l’insegnamento di Socrate, l’esortazione a trovare la verità dentro di sé anziché nel mondo delle apparenze.
Carl Gustav Jung, scriveva:
«Chi guarda in uno specchio d’acqua, inizialmente vede la propria immagine. Chi guarda se stesso, rischia di incontrare se stesso. Lo specchio non lusinga, mostra diligentemente ciò che riflette, cioè quella faccia che non mostriamo mai al mondo perché la nascondiamo dietro il personaggio, la maschera dell’attore. Questa è la prima prova di coraggio nel percorso interiore. Una prova che basta a spaventare la maggior parte delle persone, perché l’incontro con se stessi appartiene a quelle cose spiacevoli che si evitano fino a quando si può proiettare il negativo sull’ambiente.»
Perchè tutti questi insegnamenti antichi, tutte queste informazioni lasciate per elevare lo spirito e l’animo umano, rimangono solo segni dell’uomo su pietre e carta?
Smettiamo di puntare il dito sugli altri, sui ricchi, sui potenti di turno, ecc ecc… smettiamo di giudicare il mondo e gli altri, perchè gli altri siamo noi e noi il mondo.
Qualcuno diceva: “Nulla mi è ignoto dell’animo umano“, il sentimento più antico e potente dell’animo umano è la paura, e la paura più grande è quella dell’ignoto, siamo un solo organismo, in noi albergano tutte le qualità e i difetti umani.
Facciamo in modo di essere Noi, questi Uomini e queste donne…questo possiamo farlo
Conosciamo noi stessi e conosceremo il mondo…
Cambiamo noi stessi, cambieremo il mondo….
“Il piu’ grande bisogno del mondo è il bisogno di uomini;
di uomini che NON si possono comprare ne’ vendere;
di uomini che sono fedeli ed onesti fin nell’intimo della loro anima;
di uomini che non hanno paura di chiamare il male con il suo vero nome;
di uomini la cui coscienza è fedele al dovere come l’ago magnetico lo è al polo;
di uomini che staranno per la Giustizia anche se dovessero crollare i cieli”..................
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C’è scritto sul Tempio dell’Oracolo di Delfi. Nosce te ipsum – “Uomo, conosci te stesso, e conoscerai l’universo e gli Dei” Con questa frase si può riassumere l’insegnamento di Socrate, l’esortazione a trovare la verità dentro di sé anziché nel mondo delle apparenze. Carl Gustav Jung,...
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22/05/2014 12:36:46
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Smettila di reprimere..................................

21 maggio 2014 ore 12:30 segnala
“Se sei un genitore, hai bisogno di un grande coraggio:
il coraggio di non interferire.
Mostra al bambino direzioni sconosciute da esplorare.
Il bambino non conosce il proprio potenziale.
Nessuno lo può conoscere. E’ inevitabile che brancoli nel buio.
Non fargli temere il buio, non creare in lui l’incubo del fallimento
o la paura per tutto ciò che è sconosciuto. Sostienilo”..........................
Osho
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“Se sei un genitore, hai bisogno di un grande coraggio: il coraggio di non interferire. Mostra al bambino direzioni sconosciute da esplorare. Il bambino non conosce il proprio potenziale. Nessuno lo può conoscere. E’ inevitabile che brancoli nel buio. Non fargli temere il buio, non creare in lui...
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Le parole e il silenzio...........................

20 maggio 2014 ore 12:34 segnala
Le parole sono buone.
Le parole sono cattive.
Le parole offendono.
Le parole chiedono scusa.
Le parole bruciano.
Le parole accarezzano.
Le parole sono date, scambiate, offerte, vendute e inventate.
Le parole sono assenti.

Alcune parole ci succhiano, non ci mollano; sono come zecche: si annidano nei libri, nei giornali, negli slogan pubblicitari, nelle didascalie dei film, nelle carte e nei cartelloni. Le parole consigliano, suggeriscono, insinuano, ordinano, impongono, segregano, liberano, eliminano. Sono melliflue o aspre. Il mondo gira sulle parole lubrificate con l’olio della pazienza. I cervelli sono pieni di parole che vivono in santa pace con le loro contrarie e nemiche. Per questo le persone fanno il contrario di quel che pensano, credendo di pensare quel che fanno. Ci sono molte parole.
E ci sono i discorsi, che sono parole accostate le une alle altre, in equilibrio instabile grazie a una sintassi precaria, fino alla conclusione del “Dissi” o “Ho detto”. Con i discorsi si commemora, si inaugura, si aprono e chiudono riunioni, si lanciano cortine fumogene o si dispongono tende di velluto. Sono brindisi, orazioni, conferenze, dissertazioni. Attraverso i discorsi si trasmettono lodi, ringraziamenti, programmi e fantasie. E poi le parole dei discorsi appaiono allineate su dei fogli, dipinte con inchiostro tipografico – e per questa via entrano nell’immortalità del Verbo. La parola non risponde, né domanda: accumula. La parola è l’erba fresca e verde che copre la superficie dello stagno. La parola è polvere negli occhi e occhi bucati.
La parola non mostra. La parola dissimula. Per questo urge mondare le parole perché la semina si muti in raccolto. Perché le parole siano strumento di morte – o di salvezza.
Perché la parola valga solo ciò che vale il silenzio dell’atto. C’è anche il silenzio.
Il silenzio, per definizione, è ciò che non si ode. Il silenzio ascolta, esamina, osserva, pesa e analizza. Il silenzio è fecondo. Il silenzio è terra nera e fertile, l’humus dell’essere, la tacita melodia sotto la luce solare. Cadono su di esso le parole. Tutte le parole. Quelle buone e quelle cattive. Il grano e l’olio. Ma solo il grano dà il pane..........................
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Le parole sono buone. Le parole sono cattive. Le parole offendono. Le parole chiedono scusa. Le parole bruciano. Le parole accarezzano. Le parole sono date, scambiate, offerte, vendute e inventate. Le parole sono assenti. Alcune parole ci succhiano, non ci mollano; sono come zecche: si annidano...
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20/05/2014 12:34:51
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Carta che brucia.....................................

19 maggio 2014 ore 12:43 segnala
Vi dirò il mio segreto per liberare la mente dai pensieri negativi.
Quando un tale pensiero entra nella mia mente, lo visualizzo come se fosse scritto su un pezzo di carta. Quindi gli do mentalmente fuoco e lo visualizzo mentre brucia fino a diventare cenere. Il pensiero negativo è distrutto, e non entrerà più................

Bruce Lee
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Vi dirò il mio segreto per liberare la mente dai pensieri negativi. Quando un tale pensiero entra nella mia mente, lo visualizzo come se fosse scritto su un pezzo di carta. Quindi gli do mentalmente fuoco e lo visualizzo mentre brucia fino a diventare cenere. Il pensiero negativo è distrutto, e non...
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Quando le avversità bussano tu............... come rispondi?

16 maggio 2014 ore 12:38 segnala
Una ragazza si lamentava con il padre, della sua vita e di come le cose fossero difficili per lei. Non ce la faceva ad andare avanti e voleva mollare tutto. Era stanca di combattere e di lottare. Non appena riusciva a risolvere un problema, subito se ne presentava uno nuovo. Suo padre la portò con sé in cucina. Riempite tre pentole con dell’acqua, le mise su un fornello molto potente. Presto le pentole vennero ad ebollizione. In una mise delle carote, nella seconda delle uova, e nell’ultima dei chicchi di caffè, lasciando bollire il tutto, senza parlare. La ragazza aspettava impaziente una spiegazione, meravigliandosi di quanto suo padre avesse fatto.
Dopo una ventina di minuti il padre spense i fornelli. Tirate fuori le carote, le mise in una ciotola, facendo così anche con le uova. Quindi versò un mestolo di caffè in una tazza. Fatto questo si rivolse alla figlia chiedendole: “Dimmi, che cosa vedi“?
“Carote, uova, e caffè” rispose. La invitò ad avvicinarsi e le chiese di toccare le carote. La ragazza constatò che le carote erano diventate molli. Poi il papà le chiese di prendere un uovo e di romperlo. Levato il guscio, la ragazza vide che il calore aveva indurito l’uovo. Infine le fu chiesto di sorseggiare il caffè e quale fu la sua soddisfazione nel gustarne il suo ricco aroma! La ragazza fissò il papà chiedendo: “Che significa questo, papà“? “Vedi” – le spiegò – “ciascuno dei tre elementi ha affrontato la stessa avversità: l’ebollizione nell’acqua. Però ciascuno degli elementi ha reagito in maniera diversa. La carota è entrata nell’acqua bollente forte, dura ed inesorabile, ma dopo essere stata sottoposta alla bollitura, si é ammorbidita ed è divenuta debole. L’uovo era fragile, il suo guscio sottile faticava a proteggere il suo contenuto, ma a termine cottura il suo interno è divenuto duro.
I chicchi di caffè invece non si sono modificati, ma a contatto con l’acqua bollente, hanno trasformato quell’acqua, facendone del buonissimo e aromatico caffè”.
“E tu, quando le avversità bussano alla tua porta, come rispondi“?
Sei la carota che sembra dura, ma con le pene e le avversità si indebolisce e perde la sua forza? Oppure sei l’uovo, con un cuore alterabile perché eri uno spirito docile, ma con le prove, dopo un dolore, una lontananza, o una prova, sei diventato duro e rigido? Il tuo guscio, guarda, è lo stesso, ma credi di essere migliore con uno spirito ed un cuore di pietra? O sei come il chicco di caffè che trasforma l’acqua calda, la cosa che cioè gli procura pena, raggiungendo maggiori risultati proprio quando la pena aumenta? Quanto più l’acqua diviene calda, tanto più esso le dà un miglior sapore.
Allora, dove ti identifichi tu?------------------------------
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Una ragazza si lamentava con il padre, della sua vita e di come le cose fossero difficili per lei. Non ce la faceva ad andare avanti e voleva mollare tutto. Era stanca di combattere e di lottare. Non appena riusciva a risolvere un problema, subito se ne presentava uno nuovo. Suo padre la portò con...
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Volere è Potere.........................

15 maggio 2014 ore 12:31 segnala
“Ci alziamo al mattino pieni di speranza e buonumore, fiduciosi che ogni cosa andrà nel migliore dei modi.
Se il nostro sentire è forte e autentico, nel senso che ci crediamo davvero, senz’altro tutto andrà bene, e anche ciò che è partito meno bene si aggiusterà”............
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“Ci alziamo al mattino pieni di speranza e buonumore, fiduciosi che ogni cosa andrà nel migliore dei modi. Se il nostro sentire è forte e autentico, nel senso che ci crediamo davvero, senz’altro tutto andrà bene, e anche ciò che è partito meno bene si aggiusterà”............ « immagine »
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