... il senso del Natale ...

25 dicembre 2008 ore 17:00 segnala
Del Natale noi finiamo spesso per vedere soltanto più gli aspetti consumistici, o al massimo quelli sociali; la celebrazione si riduce allo slogan “A Natale siamo tutti più buoni”, importante certo, ma che dimentica una parte importante dell’evento. Per questo motivo, vorrei concludere i festeggiamenti con un richiamo al senso più profondo ed antico di questa festa, quello più strettamente sacro.

Non ho idea di quanti di voi, amici di chatta, siano cattolici praticanti, quanti siano cattolici per default, e quanti siano convintamente atei o pratichino altre religioni. Per tutti gli esseri umani, tuttavia, il sacro è un elemento fondamentale della propria esistenza interiore; essere atei non vuol dire non percepire il mistero della vita e tutti i misteri minori che ne derivano, e non interrogarsi su di essi. Anzi, se per qualcuno è così, ho pietà per lui, perchè una vita puramente scientifica e materialista, priva di senso del sacro e di un’etica superiore, finisce per degenerare nell’individualismo e nel cinismo: basta guardarsi attorno.

Comunque, il mito del Natale è tutt’altro che cattolico; affonda le proprie radici nell’inconscio e nell’esistenza stessa degli esseri umani. Per la civiltà umana, sviluppatasi nell’emisfero settentrionale, il Natale è il solstizio d’inverno, il momento in cui la natura rinasce e comincia a riportare la vita; festa che viene celebrata in quasi tutte le religioni e le civiltà, da ben prima che esistesse il cristianesimo.

Ho sentito l’altro giorno in radio il filosofo Umberto Galimberti esporre una tesi affascinante, quella secondo cui le religioni - termine che deriva non a caso dal verbo relegare - sono nate per contenere il solipsismo e la follia interiore dell’essere umano, e costruire un quadro di riferimento che, offrendo un senso all’esistenza e un insieme di precetti per darle forma, permettesse la convivenza tra gli esseri umani. Insomma, lo scopo della religione è relegare (contenere) il folle demone che ci portiamo dentro e che, se liberato, potrebbe generare disastri.

Il significato antropologico e sociale delle religioni è cosa assodata; mi interessa però osservare come tutte le religioni condividano il legame con la natura e con la natura dell’uomo, rappresentato nel mito della nascita, della crescita, della crisi e della lotta interiore tra il bene e il male, della morte e della resurrezione.

Questo, amici miei, è ciò che intendo io per "senso del Natale".

Auguri carissimi di gioia e pace a tutti voi!!! :angel 

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Del Natale noi finiamo spesso per vedere soltanto più gli aspetti consumistici, o al massimo quelli sociali; la celebrazione si riduce allo slogan “A Natale siamo tutti più buoni”, importante certo, ma che dimentica una parte importante dell’evento. Per questo motivo, vorrei concludere i...
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25/12/2008 17:00:59
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Commenti

  1. Thetan.operante 27 dicembre 2008 ore 10:14

    si sono una ex scientologist.....e tu???

    bacio,pat.

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