mare

14 gennaio 2010 ore 00:04 segnala
la mente dell' uomo comune è un mare, a volte in tempesta, a volte calmo, ma comunque sempre in continuo cambiamento.
quella dell' uomo di conoscenza invece è un infinito lago limpido e cristallino, sempre piatto e tranquillo, dove si rispecchia l' infinito.


un buon anno pieno di risate

01 gennaio 2010 ore 17:12 segnala
se le cose vi vanno male, ascoltate lo zoo! ogni giorno dalle 14 su radio 105
un minimo di demenza nella vita ci vuole

kipling 1910-2010, una poesia lunga 100 anni

31 dicembre 2009 ore 17:50 segnala

buon anno blogghers! con una poesia, anzi La poesia, di kipling,

a dimostrazione che certi testi sono veramente immortali.

lettera a mio figlio (1910)


Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;

Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;

Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice lor "Tieni duro!".

Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E - quel che è di più - sei un Uomo, figlio mio!

una canzone per tirarsi su il morale

27 dicembre 2009 ore 10:37 segnala
tiratevi su il morale con... buongiorno tristezza di claudio villa!!! ;-(
non voglio assolutamente prendere in giro un grande come claudio villa, però ragazzi... vabbè che i tempi sono cambiati... ma ci voleva veramente coraggio a cantare una canzone del genere.
(chiedo scusa ai fans di questo grande interprete, ma la tentazione di fare ironia era troppo forte)

grazie corona!

10 dicembre 2009 ore 19:04 segnala
grazie corona, perchè dopo che ti hanno condannato hai dichiarato, "mi vergogno di essere italiano", sono sicuro che dopo che sei stato tu a dirlo, molti italiani smetteranno di usare questa frase e forse ritroveranno  un nuovo orgoglio, che non sia basato solo sul nazionalismo e una nuova spinta a migliorare le cose.
grazie ancora di cuore, anzi se dopo aver scontato (ma dai che non ti arrestano alla fine) la pena, te  ne vuoi andare ci fai un piacere.
portati via pure belen già che ci sei.




la forma della vita.

23 novembre 2009 ore 12:38 segnala
Un giorno il bruco chiese alla lumaca: “Signora lumaca? Conosci molte cose. Potresti dirmi, che tipo di forma è la forma della vita?”.
La lumaca mosse la testa e rispose: “Beh, Signor bruco, credo che forse la vita sia rossa come un pomodoro maturo”.
Il bruco rise felicemente e disse: “No Signora lumaca non ho chiesto il colore della vita, ti ho chiesto la forma”.
La lumaca mosse la testa, rifletté e rispose: “Beh, Signor bruco, penso che probabilmente abbia un profumo dolce come un vasetto di miele”.
Il bruco emise un sospiro di delusione e disse: “No Signora lumaca. Non avevo chiesto il profumo della vita, ti ho chiesto la forma”.
La lumaca mosse la testa, rifletté, pensò ancora e poi rispose: “Beh Signor bruco, penso che probabilmente mormori come un ruscello”.
Alla fine il bruco pianse tristemente, scosse la testa e disse: “No Signora lumaca. Non ho chiesto del suono della vita, ti ho chiesto la forma!”.
La lumaca mosse la testa, rifletté e finalmente rispose: “Beh Signor bruco, penso che probabilmente abbia un gusto dolce, forte come una ciliegia succosa”.
Il bruco perse la pazienza e arrabbiatissimo disse: “Se non vuoi rispondermi allora bene, non te lo chiederò più, arrivederci Signora lumaca!”.
E detto questo il bruco si voltò e andò a casa. Appena se ne fu andato, la lumaca scosse la testa e disse: “Oh, Signor bruco. Conoscevi già la risposta: felicità, delusione, tristezza, rabbia... sono aspetto, profumo, suono e gusto. La vita può assumere molte forme diverse”.


addio george

03 novembre 2009 ore 08:19 segnala
è morto un mio giovane collega.
aveva 35 anni, diplomato in lingue, ed era sposato da un anno, era egiziano e la moglie doveva venire in italia verso dicembre.
lo conoscevo dal 2003, anno in cui è venuto a lavorare con noi.
l' impressione è stata ottima fin dal primo giorno, quella veramente di una persona per bene ed educata, molto religioso (era cristiano ortodosso), ma allo stesso tempo sapeva essere giovale e di compagnia.
si è spento all' improvviso, venerdi pomeriggio, si presume, i suoi amici lo chiamavano al cellulare e non rispondeva, quando non ha risposto nemmeno alla moglie e ad i genitori hanno deciso di chiamare i vigili del fuoco e di sfondare la porta.
lo hanno trovato sdraiato sul letto, ancora vestito, propabilmente aveva sottovalutato il suo malore e avrà pensato che sarebbe bastato un attimo di riposo per riprendersi.
le reazioni al lavoro sono state ovviamente di grande incredulità e di shock.
io ho appena finito il turno di notte e non riesco a dormire, ho un nodo alla gola, non piango da anni, non ricordo nemmeno come si fà, ma il pensiero della moglie e della sua famiglia cosi lontana mi sta lacerando.
confido nella fede che anima il grande popolo egiziano, che sia musulmana o cristiana, tralatro la comunità egiziana a milano è apprezzattissima.
mi mancheranno le prese in giro reciproche sui difetti sia degli italiani che degli egiziani, ma sopratutto la sua educazione e gentilezza che sembravano venire da un passato lontanissimo.

stamattina c' erano un cielo e  una luna bellissima a milano .

ad alda merini

01 novembre 2009 ore 18:50 segnala
scritta di getto, appena appresa la notizia della morte di Alda


ad alda merini

esiste una bellezza che inganna gli occhi
e una bellezza che risveglia l' anima

esistono parole che ingannano
e parole che seducono

esistono luci e ombre
vita e morte

amore e odio

e ogni cosa può essere bellezza
risveglio, inganno, seduzione luce e ombra
vita e morte

amore e odio

ma solo un poeta conosce il segreto per mutare il senso delle cose

il dolore.

alda merini ci ha lasciato

01 novembre 2009 ore 18:29 segnala
è appena giunta la notizia della morte della grande poetessa italiana Alda Merini, una perdita incalcolabile per la cultura e la poesia del nostro paese.
ecco come viene descritta la sua dolorosa vita (fatta anche di internamenti in cliniche psichiatriche) l' eciclopedia libera wikipedia:
La sua poetica, fatta di ardente visionarietà, profonda, ma al tempo stesso sommessa e inquieta, la colloca tra le maggiori autrici del Novecento e dei primi anni 2000.
Nata in una famiglia di condizioni modeste (padre dipendente di una compagnia assicurativa e madre casalinga, minore di tre fratelli, una sorella e un fratello, che la scrittrice fa comparire, sia pure con un certo distacco, nella sua poesia), A. Merini frequenta da ragazza le scuole professionali all'Istituto "Laura Solera Mantegazza" e cerca, senza riuscirci (per non aver superato la prova di italiano), di essere ammessa al Liceo Manzoni. Nello stesso periodo, si dedica allo studio del pianoforte, strumento da lei particolarmente amato.
Esordisce come autrice giovanissima, a soli quindici anni, sotto la guida di Giacinto Spagnoletti che fu lo scopritore del suo talento artistico. Nel 1947, Merini incontra "le prime ombre della sua mente" e viene internata per un mese a Villa Turro. Quando ne esce, alcuni amici le sono vicino e Giorgio Manganelli la indirizza in esame presso gli specialisti Fornari e Musatti.

Giacinto Spagnoletti sarà il primo a pubblicarla nel 1950, nell'Antologia della poesia italiana 1909-1949, con le poesie Il gobbo e Luce. Nel 1951, su suggerimento di Eugenio Montale e della Spaziani, l'editore Scheiwiller stampa due poesie inedite dell'autrice in "Poetesse del Novecento".

Nel periodo che va dal 1950 al 1953 la Merini frequenta per lavoro e per amicizia Salvatore Quasimodo. Nel 1953 sposa Ettore Carniti proprietario di alcune panetterie di Milano. Nello stesso anno esce il primo volume di versi intitolato "La presenza di Orfeo" e nel 1955 "Nozze Romane" e "Paura di Dio". Nello stesso anno nasce la prima figlia, Emanuela, e al medico curante della bambina la Merini dedica la raccolta di versi "Tu sei Pietro" che viene pubblicata nel 1961.

Dopo "Tu sei Pietro" inizia un triste periodo di silenzio e di isolamento, dovuto all'internamento al "Paolo Pini", che dura fino al 1972 (anche se intervallato da alcuni ritorni in famiglia, durante i quali nascono altri tre figli).

ed una delle sue poesie più belle:
Bella ridente e giovane
con il tuo ventre scoperto,
e una medaglia d'oro
sull'ombelico,
mi dici che fai l'amore ogni giorno
e sei felice e io penso che il tuo ventre
è vergine mentre il mio
è un groviglio di vipere
che voi chiamate poesia
ed è soltanto tutto l'amore
che non ho avuto
vedendoti io ho maledetto
la sorte di essere un poeta